ANNA QUINDLEN.
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IL MONDO IN UNA SCATOLA.
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Titolo originale: Blessings.
Traduzione di: Maria Alessandra Petrelli.
2003. SONZOGNO Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 possibile riscattare una vita di errori, rimpianti, sofferenze?
La risposta  s.
Ma prima bisogna imparare ad ascoltare il proprio cuore.
Nulla turba la tranquillit di Blessing's, la tenuta dove l'aristocratica ottantenne Lydia Blessing vive da sempre. Ma  una serenit solo di facciata: austera, rigida e poco propensa a slanci d'affetto, Lydia trascorre un giorno dopo l'altro senza un sorriso, perseguitata da un passato che non vuole lasciarla in pace.
Una notte un'automobile oltrepassa a fari spenti i cancelli di quel regno dove il tempo sembra essersi fermato e qualcuno deposita una scatola proprio di fronte al garage.
A scoprirne il contenuto  Skip, giovane tuttofare da poco uscito di prigione, assunto per capriccio dall'eccentrica e scorbutica Lydia e da lei subito ribattezzato Charles: perch Skip che razza di nome ?
Dentro la scatola c' una bambina appena nata.
Da quel momento l'universo immutabile di Blessing's viene completamente sconvolto.
Dapprima Skip  sconcertato e smarrito davanti alla neonata, non sa che cosa fare. Poi decide di mettersi alla prova, di diventare il padre, seppure
clandestino, di quella creatura che lo guarda con occhi sgranati, curiosi, che pretende cibo, coccole, cure continue.
Ora ha finalmente una ragione per ricominciare: lui, che non ha mai avuto fortuna; lui, a cui la vita non ha mai regalato niente; lui, cresciuto senza famiglia, sar tutta la famiglia della piccola Benedetta, e lei sar il suo segreto.
Ma la matriarca Lydia  esperta di segreti.
Ne ha serbati tanti nel suo lungo cammino.
Non  una sorpresa quindi che scopra presto la nuova inquilina di Blessing's. Sorprendente  la sua reazione: senza il minimo indugio, contro ogni logica e convenzione sociale - regole che da molto tempo guidano la sua vita -
non solo non licenzia Skip, ma anzi sceglie di aiutarlo. E a poco a poco si affeziona nel suo modo brusco, ruvido, scabro a quella bambina che le ricorda molte cose dolorose del suo passato, ma che magicamente gliele rende pi dolci, pi leggere, pi sopportabili.
S, perch anche lei sessant'anni prima ha avuto una figlia da un uomo che non era suo marito...
Un giovane senz'arte n parte che ha deciso di fare l'ennesima pazzia della sua vita, stavolta a fin di bene. Un'arzilla ottantenne dal pugno di ferro che nei suoi ultimi anni riesce finalmente a dare tutto quell'amore che si  sempre tenuta dentro. Una strana coppia - insieme buffa e commovente - che coinvolge il lettore in maniera totale e lo trascina in una storia imprevedibile tessuta con grande maestria. Un romanzo straordinario sui sentimenti, la redenzione, la speranza, grazie ai quali le nostre esistenze possono cambiare in meglio in qualsiasi momento, inaspettatamente, seguendo i percorsi pi disparati.
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L'AUTRICE.
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Di origini irlandesi e italiane, Anna Quindlen si  laureata al Barnard College nel 1970 e nel 1993 ha vinto il Premio Pulitzer per il miglior giornalismo di commento grazie ad un articolo scritto per il New York Times. Era sposata con l'avvocato del New Jersey Gerald Krovatin, che incontr mentre era al college. I loro figli Quindlen Krovatin e Christopher Krovatin sono autori pubblicati, e la figlia Maria  un'attrice, comica e scrittrice. autrice di nove romanzi, tra cui il best seller One Little Thing, che  stato adattato nel film La voce dell'amore del 1998, diretto da Carl Franklin e con protagoniste Meryl Streep e Rene Zellweger.
Lasciato il giornalismo nel 1995 per diventare una scrittrice a tempo pieno, la Quindlen  conosciuta come una critica di ci che percepisce come la natura frenetica e sempre pi materialistica della moderna vita americana. Gran parte della sua scrittura personale si concentra su sua madre, morta di cancro ovarico, quando Quindlen aveva 19 anni.
Dell'autrice Sonzogno ha gi pubblicato La vita  meravigliosa, un piccolo libro illustrato sul tema del carpe diem: la vita come dono prezioso.
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IL MONDO IN UNA SCATOLA.
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Dedica.
Per Christopher Krovatin, il sognatore. Mi ha insegnato a ridere sempre, ad amare incondizionatamente, a vivere senza paura.
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Ci saranno sempre le stelle sopra il luogo; anche se la casa amata e la strada amata sono perdute, tutte le volte che la Terra completa la sua orbita nella notte dell'equinozio d'autunno, due stelle conosciute, sospese nell'istante di mezzanotte, raggiungono lo zenit; la quiete sar profonda; ci saranno sempre le stelle sopra il luogo, ci saranno sempre le stelle, mentre dormiamo.
Sara Teasdale.
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CAPITOLO 1.
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Erano le prime ore del mattino del 24 giugno a Mount Mason, quando un'auto imbocc il viale asfaltato lungo Rolling Hills Road. A motore spento, la macchina percorse dolcemente la lunga discesa fino allo slargo ovale fra il retro della grande casa bianca e la rimessa, con un lieve fruscio simile al mormorio delle prime gocce di pioggia che annunciano lo scoppio di un violento temporale estivo.
Nei prati intorno alla villa brucavano diversi cervi con i loro cuccioli maculati, ma i pascoli erano cos vasti e gli animali si tenevano cos vicini alla linea degli alberi che i cerbiatti non sollevarono neppure il muso dal terreno al passaggio dell'automobile. Solo alcuni smisero di ruminare e i pi piccoli si avvicinarono alle madri, saltellando sulla punta dei minuscoli zoccoli.
Non mi sento troppo bene, disse la giovane seduta accanto al guidatore, il volto nascosto dai capelli.
La luce della luna filtrava di sbieco tra il parabrezza e il finestrino e illuminava quel poco di lei che era visibile: un accenno del bianco degli occhi tra le ciocche bionde, le goccioline di sudore sul labbro superiore, la catena d'argento al collo, lo smalto marrone rovinato sulle unghie - pochi pezzi di un puzzle incompleto. Voltava le spalle alla persona al volante e stava girata verso il finestrino, quasi fosse prigioniera nella macchina e da un momento all'altro potesse spalancare la portiera e scendere. Con le dita di una mano si tormentava il labbro inferiore, mentre fissava le ombre nere degli alberi, sagome di cartoncino sull'argento irregolare dei prati. Sul ciglio del viale, pi o meno a met, superarono un piccolo cartello, nero su bianco.
BLESSING'S, c'era scritto.
Blessing's era uno di quei rari luoghi che, alla seconda visita, risultava sempre pi piacevole dei ricordi che se ne serbavano. Il grande edificio bianco, basso e allungato, sorgeva in un avvallamento tra prati rigogliosi ed era fronteggiato da un portico lastricato. Al di l si aprivano i grandi giardini terrazzati straripanti di ortensie bianche e azzurre e folti cespugli di erba gatta e di lavanda. Lo circondavano vasti terreni fertili, che si estendevano per tutta la lunghezza del viale, fino alle montagne rocciose, simili a una grande barriera naturale orlata di pini acuminati posta quasi a difesa della tenuta.
La casa aveva un'aria solida e robusta, come se si fosse accomodata a riposare nella vallata e non si fosse pi mossa di l. Presentava diverse aggiunte poco riuscite, che rispecchiavano il gusto delle varie epoche: una rimessa di pino grezzo, una lunga veranda chiusa, diversi abbaini sparsi sopra la linea orizzontale del tetto, come occhi rivolti verso il viale. I salici piangenti a un'estremit del laghetto si inchinavano a sfiorare il terreno, mentre i cedri sulla sponda opposta svettavano troppo alti e privi di grazia, e si era parlato di tagliarli fin da quando li avevano piantati.
I giardini erano di foggia piuttosto convenzionale, malvone sul fondo, gigli al centro, alissi lungo il perimetro. Nelle zone all'ombra in prossimit delle numerose sorgenti che sgorgavano lungo il pendio e scendevano fino al laghetto sul fianco della casa, crescevano rododendri selvatici.
Presi singolarmente nessuno di questi elementi valeva granch.
Ma nel complesso formavano un insieme quasi perfetto che, visto dalla strada, esattamente da dove quei due l'avevano scorto la prima volta, prometteva ricchezza senza sfarzo, agi senza arroganza. Dalla strada Blessing's sembrava il classico posto dove le persone dopo cena escono in veranda a bere qualcosa, con un maglione sulle spalle per godersi la brezza notturna delle montagne, prima di andare a letto soddisfatte. In effetti, nel corso degli anni, l'una o l'altra cosa era accaduta davvero, ma ormai non succedeva pi da molto tempo.
Come capita ai giovani, sbirciando lungo il viale qualche mese prima, i due in macchina si erano convinti che l'apparenza fosse realt. La ragazza era stata conquistata dalle tende da sole ormai sbiadite a strisce verdi e oro appese a ogni finestra, fieri vessilli di quella nazione in miniatura dov'era stato decretato che il sole non scolorisse la tappezzeria. Quelle e una barca sulla riva del lago, messa l apposta in attesa che un bambino ci salisse senza pericolo, remasse tranquillo e si mettesse a pescare. Alla luce dello spicchio di luna la barca, adagiata sull'erba, scintillava come se una luna pi piccola fosse caduta sulla terra.
La ragazza lesse il cartello illuminato dai fari della macchina sul ciglio del viale e interpret quel nome, Blessing's, nel suo significato letterale e benaugurante di benedizione, anzich un'indicazione di appartenenza, il
fiero nome di un'antica famiglia al termine del suo lignaggio.
Il laghetto innervosiva il guidatore. Scintillava come uno specchio e rifletteva ogni singola stella, ogni costellazione, persino le scie degli aerei, facendole apparire ingigantite per via del nero della notte e della sua superficie perfettamente calma. Le rane gracidavano sulle rive e mentre la macchina raggiungeva lo slargo circolare, un pesce balz fuori dall'acqua creando cerchi concentrici sulla superficie. In quel preciso istante, l'auto fece scattare la fotocellula del faro posto sul lato del portico, illuminando il viale, l'acqua e i pipistrelli che svolazzavano a zigzag a caccia di zanzare. La luce inond direttamente anche la vettura, e i due occupanti, un ragazzo e una ragazza sospesi in quell'et incerta tra l'acerba bellezza dell'adolescenza e i contorni pi opachi dell'et adulta, furono illuminati per un istante come dal flash di una macchina fotografica. I capelli chiari di entrambi potevano farli scambiare a prima vista per fratello e sorella.
Merda, disse il ragazzo, frenando di colpo e bloccando l'auto.
Attento! esclam la ragazza, allungando una mano verso uno scatolone sistemato sul sedile posteriore. Poi si tocc la fronte, quindi lasci cadere la mano in grembo.
Cosa non darei per una sigaretta, mormor.
Brava, bisbigli il ragazzo stizzosamente. Cos ti fai venire un attacco d'asma e svegli tutti quanti.
Non  per questo che non fumo, ribatt la ragazza.
Lasciamo perdere, va', tagli corto lui.
L'auto scivol fino all'angolo della grande autorimessa con le sue cinque saracinesche. Sul lato dell'edificio si apriva una porticina con tre gradini d'ingresso. Quella mattina il ragazzo aveva oliato le portiere dell'auto, con una previdenza, uno spirito d'iniziativa e un'abilit che la stupirono. Negli ultimi due giorni si erano sorpresi a vicenda, lui con la sua spietata determinazione, lei con i suoi rimorsi. Chiunque avesse avuto un po' di familiarit con le storie d'amore tra uomini e donne avrebbe potuto avvertirli che la loro era destinata a finire presto.
Lui scese e apr la portiera posteriore quasi in perfetto silenzio, con qualche tonfo e schiocco come di una falena contro una zanzariera oppure di un ramo calpestato da una donnola tra gli alberi che si estendevano dietro al garage verso il nero delle montagne e della notte. La ragazza adesso stava raggomitolata contro la portiera, rannicchiata su se stessa come una vecchia, o una bambina che si  addormentata durante un lungo viaggio; percepiva i rumori esterni come note musicali, nitide e distinte. Le sue spalle si muovevano leggermente sotto la maglietta e teneva le mani serrate tra le ginocchia. Aveva l'impressione di essere sola al mondo, quasi che la casa e il parco fossero una specie di isola immersa in un profondo mare di vita normale che loro due avrebbero dovuto attraversare a nuoto per tornare a riva risalendo il viale con la macchina.
Forse quel pensiero era causato dal ragazzo e dallo scatolone e dalla notte e dal dolore nell'addome floscio e tra le gambe, dall'oppressione al petto che avrebbe potuto essere l'inizio di un attacco d'asma. Ma lei era solo l'ultima di una lunga serie di persone che avevano sentito Blessing's come un luogo a parte. Al chiaro di luna i suoi pinnacoli, le lucide lastre d'ardesia sul tetto, il capanno dove il giardiniere aveva sempre tenuto gli attrezzi, la piccola rimessa per le barche in riva al laghetto, tutto questo assumeva una tonalit seppia identica alla fotografia che adesso era appesa distrattamente in biblioteca. L'aveva scattata Edwin Blessing, che aveva acquistato la propriet quando era soltanto una delle tante vecchie fattorie e ci aveva investito molti soldi nel corso degli anni, quando aveva denaro da spendere. Tutti gli abitanti di Mount Mason che un tempo vi avevano lavorato - per rimettere in ordine dopo i ricevimenti e, finita l'epoca dei ricevimenti, per riparare le tubature gelate per la vecchia signora - dicevano che era come entrare in un luogo fuori dal mondo. La quiete, gli odori puliti, l'infinit di stanze piene di mobili lucidi e arazzi antichi, che si intravedevano di sfuggita dalle porte socchiuse. E soprattutto il lago, i giardini, i terreni. Di tanto in tanto il mondo reale cercava di violare Blessing's, ma in genere falliva.
Persino Lydia Blessing, l'ultima discendente, da giovane aveva detto una volta che, quando lasciava la citt e tornava a casa per le vacanze, aveva l'impressione di ritrovarsi in una houle de neige che tutte le ragazze della sua classe alla Bertram School avevano ricevuto in dono per Natale. Era successo l'anno prima del crollo; lei aveva appena compiuto sette anni. Le sembrava di stare nella mano di Dio, che osservava attraverso la sfera di vetro l'abete accanto alla stalla, il sentiero intorno al laghetto, le colonne del portico, l'acquitrino nel campo pi lontano, dove le tartarughe posavano le uova e dove crescevano le tife. Era difficile credere che Dio si occupasse delle persone che abitavano in citt, tutte nascoste nei loro alveari di mattoni e di pietra. Ma nella casa di campagna lei andava sul grande prato fra la casa e la strada, alzava il viso verso l'azzurro terso e aveva la certezza che l'aria fosse trasparente fino al fazzoletto di terra dove si trovava e di essere osservata, attentamente, da vicino.
Non so proprio dove le vai a trovare certe idee, le aveva detto la madre mentre ricamava alla luce tremolante del camino in soggiorno. Suo padre, invece, si era lisciato i capelli e aveva detto: Ti capisco, Lyds, tesoro mio. Era l'anno in cui progettava di piantare un meleto, quando durante le cene nella loro casa di citt parlava immancabilmente della nostra vecchia fattoria, con quella sua voce stridula e leggermente strascicata che saliva su per lo scalone come una voluta di fumo.
Secondo te perch pap  tanto buono e mamma  tanto cattiva? aveva chiesto una volta a suo fratello Sunny, mentre erano sulla barca in mezzo al lago, dove si potevano rivelare segreti senza essere ascoltati.
 una domanda per l'eternit, aveva risposto Sunny.
Confucio, lo chiamavano a scuola, quando studiavano le religioni dell'antichit con il cappellano.
I soli ricordi che Lydia Blessing serbava della propria infanzia erano racchiusi negli album di fotografie, ma anche l si sentiva un'estranea, si stupiva al pensiero che i semi della vecchiaia avessero potuto germogliare in quell'incarnato roseo e acceso. Quando si guardava allo specchio tutte le mattine per raccogliere i capelli argentei in una delle tre acconciature che usava, quando si spalmava con gesti bruschi la crema sulla pelle sottile ormai increspata da decenni intorno agli occhi e alle labbra, a volte provava incredulit non per il fatto di essere invecchiata, ma all'idea di essere stata giovane. Ormai non pensava pi alle houle de neige n alla mano di Dio. Il ricamo a punto croce era diventato un cuscino; stava sulla poltrona nella camera degli ospiti sul retro, quella che aveva usato durante i ricevimenti quando la casa era affollata. Tutte le volte che lo vedeva, come ormai capitava di rado, rammentava le lamentele della madre per quanto le era costato.
Ecco il genere di cose che le venivano in mente adesso.
E Sunny. Sunny lo ricordava sempre, come se da un momento all'altro dovesse risalire il pendio dalla stalla, col cappello di paglia in mano. A volte lo sognava in notti come quella, ed era sempre giovane, felice.
Una brezza fresca soffiava dalle montagne accarezzando la vallata e i salici del laghetto, dove i topi muschiati scavavano gallerie tra le radici. Il ragazzo prese lo scatolone dal sedile posteriore e lo port fino ai gradini di pietra che salivano al piano superiore del garage. Trasal, rischiando di inciampare, quando un'altra trota balz fuori dall'acqua nera e ricadde con un tonfo simile a uno schiaffo. Si riprese in tempo e, senza mai guardare ci che stava portando, depose lo scatolone e torn indietro. BEVI COCA-COLA stava scritto a lettere rosse sul cartone.
Non il garage, bisbigli la ragazza concitata, sporgendosi sul sedile e rischiando di cadere fuori dall'auto quando lui riapr la portiera. Dovevi lasciarlo davanti alla casa.
La casa! Non il garage!
Qualcuno lo trover, borbott il ragazzo che aveva perso la sua determinazione.
Non puoi lasciarlo davanti al garage, ripet lei con voce tremante, ma lui aveva gi messo in moto e stava facendo lentamente retromarcia.
Tutt'intorno a loro palpitava un mondo di cui non avevano coscienza, mentre la ragazza in lacrime e il ragazzo che si asciugava la mano sui calzoncini risalivano lentamente il viale. Le falene giravano e si tuffavano ignare intorno alle luci che restavano accese tutta la notte sul porticato, le luci che avevano illuminato la casa dal tramonto all'alba fin dal giorno in cui i Blessing si erano trasferiti l. Gli opossum erano vaghi fantasmi grigi che si muovevano goffi dietro al garage, portandosi appresso le code rosee quasi per sbaglio. Un orso, sazio di bacche selvatiche, avanzava a balzi nel prato buio, ma i due occupanti dell'auto non lo notarono, perch guardavano fisso davanti a s. E di nuovo una trota balz fuori dall'acqua e ci ricadde, nel momento in cui l'auto raggiungeva Rolling Hills Road e i fari si riaccendevano, illuminando i boschi circostanti come in cerca di qualcosa. Prima che i cerchi creati dal pesce scomparissero dalla superficie dell'acqua, ogni traccia della macchina e della coppia era svanita e la casa e la terra intorno a essa tornarono quelle di prima, immutate, separate da tutto il resto. A eccezione dello scatolone sui gradini.
La ragazza si asciug gli occhi con un fazzoletto di carta e si spalm un po' di lucidalabbra con la punta del mignolo da un vasetto preso dalla borsetta.
Vuoi fermarti a mangiare qualcosa? chiese il ragazzo.
Non ho fame, rispose.
Andr tutto bene, disse lui. La casa ha l'impianto di luci automatiche. Non mi sono potuto avvicinare troppo, altrimenti rischiavo di svegliare qualcuno.
Certo.
Non riesco a credere di averlo fatto, mormor lui.
La ragazza si volt a guardare Blessing's attraverso un boschetto di betulle, bianche e slanciate ai margini del prato buio. Voglio andare a casa, disse infine.
A casa scuola o a casa casa?
A casa casa.
Forse fu il ronzio del motore dell'auto che si allontanava, oppure il richiamo stridulo di un uccellino aggredito nel nido, catturato e poi perso da uno dei gatti della stalla a far rigirare Lydia Blessing nel grande letto di ciliegio che un tempo era appartenuto ai genitori. Per un attimo aveva udito la voce del padre, quella voce stridula cos strana per un uomo corpulento come lui. Ed l'Elegante, lo avevano soprannominato a scuola. La mano pi bella di Princeton, amava ripetere, contemplando il proprio corsivo nitido e regolare. Lyds, tesoro mio, la chiamava. Il sottofondo di voci notturne era ormai abituale per lei, ancora pi che in passato, quando le voci erano state vere, discussioni dalle camere degli ospiti, conversazioni dei vagabondi sotto il portico, mormorii di qualcuno che si immergeva nelle acque buie del lago a notte fonda, dopo che la casa era stata chiusa da tempo.
Lydia Blessing si tir sulle spalle la coperta traforata e torn a dormire mentre lo scatolone sui gradini del garage sussultava, dondolava e infine tornava immobile.
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CAPITOLO 2.
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La prima luce dell'aurora, color limonata, rischiarava le Blue Mountains quando Skip Cuddy apr gli occhi e si gir verso la finestra. Da principio non ricordava dove si trovasse, la leggera foschia della luce estiva gli faceva intuire soltanto che era molto presto, che la sua sveglia avrebbe dormito pi a lungo di lui. Andava bene cos. Si era sempre svegliato presto in vita sua, a quanto era in grado di ricordare, e con facilit, come se ogni mattina serbasse una bella sorpresa, che poi non si era mai avverata neppure lontanamente.
E non gli era mai capitato di svegliarsi sapendo con precisione dove si trovasse. Il camper di Joe e Debbie, dove aveva dormito sul divano estraibile del soggiorno, bottiglie di birra e cicche di sigarette in parte macchiate del rossetto di Debbie sui tavolini ai lati del cuscino. La prigione della contea, branda superiore, con il soffitto di cemento a pochi centimetri dalla faccia e i rumori di chi gemeva, russava e scoreggiava nel sonno. La sua camera a casa degli zii, proprio vicino a Front Street a Mount Mason, dove l'acero del giardino era cresciuto cos tanto che la stanza era immersa in una perenne oscurit, giorno e notte. Aveva vissuto per quasi quattro anni in quella casa, dopo che suo padre si era trasferito a sud, e tutte le mattine si svegliava stordito e confuso.
Forse, pensava, sapeva dove si trovava quando viveva con i genitori, prima che sua madre morisse, quando era piccolo. Ma non se ne ricordava. Non ricordava nulla, tranne che il suo letto aveva una coperta con il disegno di un cowboy in sella a un cavallo che tentava di disarcionarlo. E che la mamma appendeva le calze ad asciugare sopra i rubinetti della vasca. E che pap teneva in camera uno strano appendiabiti che di notte reggeva la camicia e i calzoni. Prima i calzoni, poi la camicia. E le scarpe in basso. Non erano granch come ricordi. Tutta la sua infanzia sembrava essere svanita in fumo, come la piccola Cape Cod dov'era cresciuto.
Le mutande di Skip erano sul pavimento ai piedi del letto.
Aveva cercato di indossarle per due giorni di seguito, dato che non gli era permesso usare la lavatrice della casa padronale e l'alloggio sopra il garage non ne disponeva. La rimessa di Blessing's poteva ospitare fino a cinque macchine ed era corredata da una piccola officina perfettamente attrezzata sul retro, ma non aveva lavatrice. Il vecchio signor Blessing aveva avuto la grandiosa idea quando aveva acquistato la casa nel 1926 e aveva incaricato il signor Foster di amministrarla. Aveva ordinato la costruzione di un appartamento sopra al garage, non troppo grande, ma sufficiente a ospitare Foster e famiglia, in modo che l'amministratore fosse sempre in giro a controllare che i muri non crollassero, i vialetti rimanessero puliti, i tetti fossero solidi, sempre in giro a riparare falle e crepe inevitabili in una casa con otto camere da letto e dieci bagni. Dopo che quel primo Foster era stato colpito dall'artrite alle mani e aveva ceduto alle insistenze della moglie di avvicinarsi di pi alla citt, il suo posto era stato preso da un secondo Foster, il figlio di mezzo del primo. Si chiamava Tom, ma tutti si limitavano a chiamarlo Foster, come suo padre.
Come in una piantagione, aveva mormorato una volta Sunny Blessing. A quel Foster piaceva lavorare sulle automobili e sua moglie cucinava per la signora Blessing, cibi che venivano descritti sempre come semplici e sani, ovvero arrosto, stufato e pasticci fatti in casa. La coppia aveva avuto tre figli ed Edwin Blessing era morto felice, convinto che ci sarebbe sempre stato un Foster a occuparsi dei prati e dell'intonaco. Ma i tre ragazzi erano cresciuti e avevano trovato lavoro in citt, in seguito avevano seppellito i genitori, si erano portati via parte delle loro cose e avevano dato il resto in beneficenza oppure l'avevano abbandonato l nell'appartamento.
Adesso Skip cucinava con le pentole e le padelle della signora Foster lasciate dai figli. Quando cucinava, cosa che non succedeva spesso. In genere si nutriva di zuppe in scatola che consumava davanti al piccolo televisore che aveva messo in salotto, alla fine del corridoio, sopra a un vecchio baule da viaggio che recava ancora gli adesivi degli hotel.
Se metteva il piatto proprio nel mezzo, alla sua destra c'era una grande etichetta bianca e blu con scritto Suite numero e poi un 18 scarabocchiato a mano con inchiostro nero.
Si infil le mutande e sgranocchi una pasta indurita presa da una scatola sul bancone della cucina. Voleva uscire per potare le siepi e tagliare le erbacce intorno alle piante dell'orto che aveva creato dietro alla stalla, per tagliare dell'altra legna della misura giusta da appoggiare agli alari del camino in salotto, oppure in sala da pranzo o in biblioteca o nei camini delle camere da letto. Aveva scoperto che niente lo faceva sentire meglio di una bella catasta ordinata di legna.
Aveva iniziato a lavorare l da un mese e gli piaceva tutto.
Nutriva per la terra quell'amore appena abbozzato ma irrefrenabile di un ragazzo che  cresciuto in campagna, anche se in realt era cresciuto in una casa di citt, a meno di due metri di distanza dalle case vicine. Nutriva l'amore per la terra che prova un ragazzo quando va in bicicletta per boschi e campi, oltre torrenti e laghi, tra selvaggina e pesci, e poi torna tutte le sere in un appartamento di quaranta metri quadri in una strada dove, attraverso la parete divisoria, senti il vicino che litiga con la moglie come se fosse seduto sul tuo divano.
La geografia era un destino a Mount Mason. I bambini con un po' di soldi, i cui genitori erano insegnanti, imprenditori o impiegati, abitavano negli ordinati sobborghi sorti alla periferia della citt dopo la seconda guerra mondiale.
I disgraziati con lavori precari o stagionali, che spalavano la neve o facevano pulizie, avevano due alternative: o abitavano nelle case decrepite intorno al vecchio centro citt abbandonato, oppure in aperta campagna, nelle roulotte al termine dei viottoli sassosi, con carcasse di auto sparse sui fazzoletti di polvere ed erba come ornamenti da giardino e luci natalizie che non venivano mai tolte. Skip si era trasferito da un luogo all'altro, dalla campagna al centro, durante la sua infanzia a Mount Mason.
Poi, chiss come, era capitato a Blessing's, il luogo pi bello della citt.
Prima d'ora non aveva mai avuto un lavoro che gli piacesse.
Un posto al drive-in di Burger King. Turno di notte per la pulizia al centro commerciale, generalmente pop-corn incrostato sul pavimento della multisala con bibite rapprese e grumi di gelato, oppure fazzoletti di carta ripugnanti da guardare e tanto pi da toccare. La lavanderia del carcere: meglio che fare piegamenti tutto il giorno vicino alle cuccette, ma era un inferno per le mani, le dita ulcerate che bruciavano sempre, al punto che se prendevi una patatina salata, la pelle ti pizzicava per un'ora.
Scese le scale che dall'appartamento conducevano sul lato del garage e poi sul viale. La rimessa era vuota a eccezione della vecchia Cadillac nera della padrona, vecchia di dieci anni e con meno di diecimila chilometri. Ma c'era il tosaerba, il trattore, il vecchio camioncino rosso. Cristo! aveva esclamato Joe quando aveva aiutato Skip a portare di sopra i suoi quattro scatoloni di roba. Sembra la mostra sulla civilt contadina alla fiera della contea. A parte il tosaerba. Un bel tosaerba.
Non farti venire strane idee, aveva detto Skip.
'Fanculo, amico. Devo ricordarti i tuoi errori?
E non andare a parlarne in giro in citt, aveva aggiunto.
Pens alle parole di suo zio, che diceva sempre che esistono due tipi di persone: capi e gregari. Joe era sempre stato un gregario, da quando aveva cominciato a seguire Chris in prima superiore. Chris lo aveva soprannominato Moccio a causa della sua allergia. Joe continuava ad avere il naso che colava e non aveva perso l'abitudine di riferire a Chris qualunque cosa ritenesse stuzzicante per il suo interesse.
Dei quattro che si erano frequentati fin da bambini, Chris era quello che poteva definirsi un capo, Skip lo sapeva con certezza e lo aveva capito subito.
Quanto ti pagano per questo lavoro? aveva chiesto Joe. Cristo, ti va di lusso stavolta.
Era ora, aveva risposto Skip.
Da allora non aveva pi fatto venire Joe nella nuova casa, e non aveva pi rivisto nemmeno Ed o Chris. Soprattutto Chris. La vecchia signora aveva delle serrature poco resistenti alla porta, nonostante ci fosse un sistema d'allarme. Per Chris sarebbe stato un invito a nozze. Lui non sapeva trattenersi, era stato cos fin da piccoli, quando i loro unici desideri erano caramelle e pop-corn. Entravano all'emporio Newberry su Main Street per comprare fogli di carta sciolti il giorno prima della Festa del Lavoro, le monetine date loro dai genitori che tintinnavano nella tasca dei jeans, e quando si sedevano sulla panchina alla fermata dell'autobus, Chris svuotava le tasche mostrando il suo assurdo bottino: una boccetta di profumo, una cartina di forcine, una scatola di carte da gioco, orecchini di plastica, mentine per l'alito, aspirina per bambini.
Portaci al Quik-Stop, amico, aveva detto l'anno prima a Skip, durante il week-end del Memorial Day, e senza rendersene conto Skip si era ritrovato a scontare 364 giorni nella prigione della contea, e addirittura grato per quel patteggiamento, perch significava non andare nel carcere statale di Wissahonick. Chris si era infilato un vecchio passamontagna da sciatore. Era cos che Skip aveva capito, quando si erano fermati nel parcheggio e Chris aveva tirato fuori dalla borsa quel passamontagna. Rubato anche quello, qualche tempo prima, quando erano andati in un negozio sportivo a comperare un guanto da baseball per poter giocare durante il torneo estivo organizzato dalla McGuire's Tavern. Non farti venire in mente di filartela, aveva detto Chris nel parcheggio del supermercato, con quella violenza gelida e improvvisa nella voce che induceva le persone a stargli lontano. Skip era rimasto seduto in
macchina, sudando, imprecando e pensando a che razza di idiota fosse e la telecamera di sicurezza aveva letto la targa dell'auto nitidamente come i numeri del Lotto sul televisore il mercoled sera. Ma Skip non aveva tradito Chris e nemmeno Joe, neppure quando lo sceriffo gli aveva offerto una via d'uscita. Non lo riteneva giusto. Era stato solo grazie al fatto di non avere precedenti che aveva potuto scontare la pena nel carcere della contea. Era stato rilasciato dopo dieci mesi per buona condotta.
Affil le cesoie sulla mola, riemp la mangiatoia degli uccellini e osserv la luce acquosa dell'alba farsi pi intensa, meno pastello. Si lav le mani nel profondo acquaio di pietra saponaria. Le due signore Foster l'avevano usato per fare il bucato che poi stendevano ad asciugare sul filo nascosto dietro alla rimessa, mentre i mariti aggiustavano la caldaia, oppure ripulivano il fondo melmoso del lago. La vecchia padrona non voleva che dalla strada si vedessero i panni stesi all'aria. Skip portava il bucato alla lavanderia Wash-N-Dry in citt. Si lav di nuovo le mani.
Al diavolo, vediamo di farla finita, disse, la stessa cosa e lo stesso tono di voce che lo zio usava mentre si sfilava la cinghia e si preparava a dare una lezione a Skip in cantina.
Me ne lavo le mani di te, aveva detto lo zio quando Skip era stato beccato per la rapina al Quik-Stop.
Skip raggiunse il lato della grande casa, diretto alla porta della cantina che dava sul viale. Per di qua, gli aveva detto Nadine, la governante, a denti stretti, quando gli aveva dovuto spiegare che cosa fare e, soprattutto, che cosa non fare. Non usare la porta d'ingresso. Non usare la porta di servizio. Uscire dalla cantina. Pulire i piedi sullo zerbino. Non fare rumore. Non svegliare Miz Blessing.
Diceva proprio cos, Miz, come quei vecchi film in costume con la governante di colore. O forse dipendeva soltanto dal buffo modo di parlare di Nadine: sembrava che avesse l'apparecchio per raddrizzare i denti proprio come Skip, che lo aveva perso e che suo padre aveva detto di non avere i soldi per ricomperare. Un tempo Nadine aveva un nome diverso, e anche un'altra lingua, quella che ancora usava da sola, sottovoce, quando era arrabbiata, fatto piuttosto frequente. Ma questo succedeva quando viveva ancora in Corea, prima di venire qui con la figlia bambina per sposare Craig, il nipote del signor Foster che le aveva trovato un lavoro a Blessing's.
Prima macinare chicchi, aveva detto Nadine. Non troppo fini, non troppo grossi. Giusti. La consistenza della farina gialla. Doveva essere stata la vecchia signora a dare quelle istruzioni a Nadine, perch a lei non sarebbe mai e poi mai venuto in mente di usare quell'espressione: la consistenza della farina gialla. Skip dubitava che Nadine avesse mai visto della farina gialla in vita sua. Quando pronunciava la parola consistenza sembrava una persona che fischietta con uno stuzzicadenti in bocca.
Skip aveva cercato di fare del suo meglio. Una tazza di chicchi neri, lucidi come perle di onice, conservati in sacchetti sigillati con stampato in nero il nome di una drogheria di New York. Il ronzio del motorino del macinacaff, il lento singhiozzare del vecchio distillatore alle sue spalle mentre tornava indietro passando per la cantina.
Non sapeva che cosa accadesse quando andava via. Non sapeva se la signora Blessing scendesse di persona dopo aver sentito richiudersi la porta della cantina per versarsi una tazza di caff, oppure se restava a letto, dormendo il lungo sonno appagato che nella mente di Skip era un diritto naturale di coloro che possedevano tanta terra quanta quella occupata dalla citt intera e la lasciavano l, a dormire.
Forse aspettava l'arrivo di Nadine, alle otto e mezzo.
Forse Nadine le portava la colazione su un vassoio e la signora Blessing assaggiava un sorso di caff, alzava al cielo azzurro pallido gli occhi del medesimo colore, come faceva quando era contrariata, e diceva: Troppo leggero, oppure: Troppo forte. Forse a Skip sarebbe bastato un solo altro caff malriuscito per tornare a dormire nella roulotte di Joe, ascoltando Debbie che cantava oltre la parete di compensato.
Gli piaceva quel dannato lavoro, ma odiava preparare il caff tutte le mattine. Chiss per quale ragione. Forse perch non ne comprendeva il motivo. Riusciva a capire l'utilit di pulire la pompa del lago, o spruzzare di insetticida i nidi di vespe nell'angolo del porticato e sul tetto della rimessa per le barche. Se avesse potuto lavorare cos, all'aperto dalla mattina alla sera, sudato, cotto dal sole, a riparare infissi, curare le piante, tenere il prato liscio, morbido e verde come il feltro sul tavolo da biliardo del McGuire's, la sua vita sarebbe stata perfetta. Gli sarebbe piaciuto anche qualcuno con cui dormire, ma non aveva intenzione di commettere altri errori. E una lavatrice. Magari se la sarebbe comprata, una volta messi da parte abbastanza soldi.
Il grosso gatto della stalla era acciambellato sornione fuori dalla porta della cantina, con una talpa tra le zampe.
Il gatto lo segu sulla rotonda che occupava lo slargo tra la grande casa e il garage. Al centro dell'anello sorgeva un acero alto quanto una casa di quattro piani. Magari quel giorno Skip avrebbe potuto potare i rami pi bassi e spuntare l'agrifoglio che fiancheggiava il vialetto lastricato fino alla porta dell'appartamento, quello che non usava mai e che sbucava di fianco al laghetto. Guard da quella parte e vide una scatola di cartone ai piedi dei gradini.
Era giusto il genere di cosa che la vecchia signora poteva scorgere dalla finestra del corridoio del primo piano e per la quale poteva redarguirlo severamente. Non lui direttamente, no, ma si sarebbe lamentata con Nadine, che glielo avrebbe riferito, facendolo sentire piccolo piccolo, come un ragazzino, un nessuno, una nullit. Miz Blessing dice... Come se lui fosse troppo umile perch lei si abbassasse a parlargli di persona. Lo faceva solo quando riteneva che il compito da svolgere fosse troppo complicato per spiegarlo a Nadine, il che, probabilmente, faceva sentire anche Nadine una nullit.
Il gatto balz in avanti, con la talpa che gli penzolava da un angolo della bocca, annus lo scatolone, poi miagol.
Skip si chin a raccogliere la scatola e la port fino al tavolo degli attrezzi nella rimessa. A giudicare dal peso, intu che doveva contenere qualcosa.
Gli era capitato un paio di volte in vita sua di avere la sensazione che la mente rallentasse fin quasi a fermarsi, e gli era sembrato che il cervello dovesse dire al resto del corpo quello che stava accadendo, lentamente, con parole semplici, come faceva il signor Keller durante le lezioni di storia americana, quando in troppi sbagliavano un compito in classe. Una volta era successo quando dalla finestra di casa aveva visto suo padre fermo in macchina sul vialetto d'ingresso, la testa china sul volante, di ritorno dopo una visita alla madre in ospedale. La seconda quando lo zio era andato a dirgli che doveva trasferirsi a vivere con lui e zia Betty, perch il viaggio in Florida di pap si era trasformato in una vita in Florida. Fa caldo quaggi, gli aveva detto il padre per telefono, come se questo spiegasse tutto.
Da allora aveva imparato a riconoscere quella sensazione, era come nuotare sott'acqua nel fiume ed essere tirato verso il basso dalla corrente e dover spingere con le mani e calciare coi piedi, usando tutte le forze per restare almeno fermi. Come quella volta che era caduto dalla bicicletta e si era rotto una gamba e aveva visto l'osso spuntare come un ramo di betulla dallo squarcio nella pelle. Il momento in cui aveva visto Chris infilarsi quel passamontagna prima di entrare al Quik-Stop. Il giorno dopo essere uscito di prigione in aprile, quando aveva bussato alla porta di Shelley e l'aveva vista con la pancia che sporgeva sotto la maglietta e lo sguardo a met tra il timido e lo sfrontato.
Aveva contato mentalmente il tempo trascorso in prigione, cercando di accorciare dieci mesi a meno di nove, poi si era girato senza dire niente e si era allontanato, e allora Shelley gli aveva detto: Non facevamo mica sul serio, Skipper. Il che doveva significare che stava con qualcun altro anche prima che lui andasse in prigione.
Skip prov la stessa sensazione quando apr lo scatolone e vi guard dentro. Un bambino, disse, come se la voce potesse dare sostanza alla realt. Lui era figlio unico, l'ultimo prodotto sano creato da sua madre prima che piombasse in una vita di vaghi malesseri fisici che erano culminati in un gran finale di tumore al seno. Era stato uno dei pochi alunni delle superiori che non era in classe con qualche primo o secondo cugino, uno dei pochi che non veniva da quelle grandi famiglie di Mount Mason che volevano dire soprattutto fare moltissima attenzione a chi palpavi nel sottoscala durante una festa. Ne sapeva molto di pi di motori che di neonati, ma persino lui era in grado di capire che quello dello scatolone doveva essere pi o meno appena nato. La pelle rugosa era incrostata di sangue e muco rappreso e il pugnetto che si teneva sul viso sembrava volerlo proteggere dalla luce fioca della rimessa.
Ue-ue-ue strillava, il faccino minuscolo, simile a una mela cotta, contorto dalla paura, o dalla rabbia, o dalla fame o da qualcos'altro che Skip non sapeva indovinare. Il corpo del neonato era avvolto strettamente in una vecchia camicia di flanella, le maniche attorcigliate e legate sotto il mento. Fasce da neonato, pens Skip. Non era mai riuscito a capire esattamente che cosa volesse dire quell'espressione.
Fuori faceva caldo e il cranio del neonato, coperto di peluria incolore, era madido di goccioline di sudore. Il gatto lecc la peluria con la lingua ruvida. Via! url Skip, scacciandolo dal tavolo. Vattene, sci.
Si asciug le mani sui jeans e le infil sotto al bambino, sollevandolo. Il cartone sul fondo era macchiato nel punto in cui era stato il sedere e anche all'altezza della bocca.
La testa del neonato ricadde all'indietro mentre Skip se lo appoggiava sulla spalla come aveva visto fare tante volte in maniera apparentemente cos semplice e naturale. Era molto pi difficile di quanto sembrasse; non sapeva dove mettere le mani. La testolina cadde in avanti, poi di nuovo all'indietro. I vagiti continuavano, interrotti solo da un forte colpo di tosse.
Oddio, mormor Skip, mentre saliva le scale interne verso l'appartamento sopra la rimessa, il lieve carico stranamente pesante sulla spalla. Che diavolo ci faccio con questo? Non sapeva perch, ma a met scala torn indietro e and a prendere lo scatolone.
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CAPITOLO 3.
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Tutte le mattine, in estate, Lydia Blessing faceva colazione a un tavolino pieghevole in un angolo della veranda affacciata sul laghetto. In inverno il tavolino veniva spostato in un angolo della biblioteca, perch sotto il porticato faceva troppo freddo. Entrambe le collocazioni avevano il vantaggio di offrirle una vasta panoramica sulle sue altrettanto vaste propriet. Era stato il padre a instaurare quell'usanza e spesso, durante il pasto, gli capitava di osservare, felice: Il signore di tutti i domini. La madre mangiava di sopra in camera da letto.
Lydia aveva mantenuto quell'abitudine, perch le piaceva pensare di essere una persona che rispettava le tradizioni e perch da quel punto di osservazione, in genere, riusciva a tenere d'occhio chiunque lavorasse nella tenuta.
Poteva vedere il nuovo factotum sul trattore tosaerba nel campo pi lontano. Era chino in avanti sul volante, come chi, secondo la definizione del padre, tenesse il peso del mondo sulle spalle. Lei si domandava come mai la postura del nuovo assunto fosse diventata di colpo cos umile.
Apparteneva alla scuola di pensiero secondo la quale la spina dorsale riflette il carattere di una persona e solo i deboli stanno chini. Non aveva notato quella posa sconfortata nel giovanotto quando lo aveva assunto, n durante il primo mese di lavoro, ma negli ultimi giorni si aggirava per la propriet con le spalle curve di un vecchio. Lydia socchiuse gli occhi, pensosa. Brutto segno se un giovane si china prostrato sotto il sole estivo fin dal primo giorno di luglio.
Oggi il caff  troppo forte, disse esaminando la prima pagina del giornale. Ieri non lo era abbastanza.
Non  colpa mia, replic Nadine, sparecchiando il tavolino e trasferendo i piatti della colazione su un vassoio d'argento con al centro il monogramma della madre della signora Blessing. Lydia aveva mangiato mezzo pompelmo, una ciotola di cereali con fragole e due tazze di caff nero.
Le banane, era solita dire, avevano la tendenza a costiparla.
Nadine detestava sentirla parlare cos. Sempre poche parole la vecchia signora rugosa, diceva al marito Craig.
Bel modo di parlare, rispondeva Craig.
Tu mai impicciarti, replicava Nadine.
La signora Blessing si pul la bocca con un tovagliolo ricamato con il monogramma. La tinta del filo era talmente identica alla stoffa che era pi facile tastare le lettere, come se fossero scritte in Braille, piuttosto che leggerle.
Anche questo mandava in bestia Nadine. La stoffa e il filo erano sbiaditi insieme e adesso entrambi erano di un cru pallido, il colore della vecchiaia. Anche la padrona aveva la stessa sfumatura. Come il quadrante dell'orologio che i genitori le avevano regalato quando si era diplomata alla Bertram. Dal bianco era passato all'avorio, quindi a un caffellatte chiarissimo, mentre le cifre nere erano sbiadite a un color caff. Il cinturino d'oro aveva acquisito
una patina opaca. Era stato riparato solo sei mesi dopo che lo aveva ricevuto, quando le era rimasto impigliato nell'angolo di una sedia dorata presa in affitto in occasione della sua festa per la maggiore et, e di nuovo nel 1946, quando le era saltato via dal polso mentre eseguiva un servizio sul campo da tennis, e infine verso l'inizio degli anni Sessanta, quando uno dei figli di Jess lo aveva calpestato inavvertitamente sul pontile, mentre lei nuotava nel laghetto.
Tutte le volte era stato restituito alla gioielleria di Madison Avenue dove era stato comprato dal padre. Lei lo caricava tutte le sere prima di andare a dormire. Per il suo settantesimo compleanno la figlia Meredith le aveva regalato un orologio d'oro con il cinturino di pelle marrone.
Non so proprio come fai a leggere l'ora sul tuo vecchio orologio, aveva detto. E questo non ha bisogno di essere caricato, aveva aggiunto. L'orologio nuovo era rimasto nel suo astuccio in un cassetto per una dozzina d'anni, accanto a diverse buste di calze del vecchio emporio B. Altman's, ormai chiuso. Non so a che cosa serve che io le faccia dei regali, aveva detto Meredith al marito in occasione della visita successiva.
Alla Bertram School avevano imparato che le cose vecchie erano sempre meglio delle nuove, che il passato era sempre pi bello del presente, che il bianco era sempre pi elegante di qualsiasi altro colore, a eccezione del nero, che non si addiceva alle ragazze prima dei ventun anni. Si era diplomata a diciassette anni, nel 1937; ma adesso le capitava spesso, nei lunghi pomeriggi passati a sonnecchiare nella poltrona accanto al camino in salotto, che la Bertram le sembrasse pi reale delle notizie lette sul giornale la mattina.
I lunghi corridoi di linoleum, l'odore di amido sulle camicie dell'uniforme, le scarpe nere stringate della signorina Bertram sul tappeto persiano rosso nell'ufficio della presidenza, quando una ragazza veniva chiamata per insolenza, cattive maniere, mancanza di carit o impegno insufficiente.
I peccati del passato apparivano cos veniali alla luce di quello che leggeva ogni mattina sul Times, comprato da Nadine al chiosco di Mount Mason, storie di ragazze che si prostituivano per denaro, poi si ammalavano e morivano, che uccidevano le amiche, i genitori e si suicidavano.
Non c'erano mai state ragazze davvero cattive alla Bertram, o almeno non cattive al punto da essere oggetto di aperta discussione. In ogni classe ce n'era una pi sveglia e un po' frivola, che aveva quello che la signorina Bertram definiva un comportamento errante. Era sempre stato implicitamente chiaro a tutte che queste ragazze avrebbero fatto una brutta fine, ma Lydia Blessing si era accorta che per qualche motivo succedeva sempre che riuscissero a cavarsela molto bene. Priscilla North, quella dal comportamento errante in classe con Lydia, era diventata ambasciatrice in uno dei pi piccoli Paesi europei dopo la morte del marito e spesso veniva invitata alla scuola per parlare della nuova donna americana.
Lydia era diventata pi spregiudicata solo con l'et, rendendosi conto tardi che esprimere le proprie idee procurava una certa soddisfazione e non aveva nessuna conseguenza materiale sul modo in cui gli altri la trattavano. Da ragazza era stata molto ubbidiente, specie se paragonata al fratello Sunny. Se faceva sbattere la porta della casa sulla East 77th Street, veniva punita con mezz'ora di lettura in silenzio in biblioteca. Se dava uno spintone a uno dei bambini in visita sul campo da tennis accanto alla rimessa delle barche, le era vietato fare il bagno nel laghetto per il resto della giornata. Quand'era nella casa di campagna vestiva di bianco per tutta l'estate, sempre abiti, mai pantaloni o calzoncini.
Sunny portava i calzoncini e, quando era pi grande, calzoni bianchi di twill che ingiallivano quando venivano lavati, proprio come il quadrante dell'orologio di Lydia.
Sunny era disubbidiente pi a parole che nei fatti. Un giorno disse a un'amica della madre di non aver mai visto un abito che assomigliasse in modo altrettanto incredibile alla tappezzeria. Era gi uscito dalla stanza prima che le due donne si rendessero conto di quell'insulto tanto sottile, al punto che non si rivolsero pi la parola, anche se Sunny venne frustato dal padre e la donna non rimise pi piede nella casa dei Blessing. Era stato un affronto particolarmente spiacevole, visto il gusto per la tappezzeria della signora Blessing, che prediligeva i broccati scuri della manifattura tessile lasciatale in eredit dal padre.
Il vero nome di Sunny era Sumner, ma Lydia aveva cominciato a chiamarlo cos da piccolo e poi gli altri avevano fatto lo stesso. I giardinieri chiamavano lui padron Blessing e Lydia signorina Blessing. Quando lei era bambina i giardinieri erano stati tre: uno per alberi e cespugli, uno per i sempreverdi e il pi giovane per l'orto. Foster - il primo, non il secondo - controllava il loro lavoro.
Sorseggiando il caff Lydia guard fuori dalla finestra la figura lontana a cavallo del tosaerba. Bisognava assolutamente che quel giovanotto imparasse a stare seduto in modo corretto. La signora Blessing riteneva di avere ancora la schiena dritta. La leggera gobba era dietro di lei, perci non la notava. Insisteva che le camicette bianche non le stavano pi come un tempo perch anche il livello delle sartorie, come tutto il resto, era sceso di qualit.
Credo che si stia ambientando, il nuovo giovanotto, osserv. A parte il caff.
 stato in prigione, disse Nadine.
Anche Tommaso Moro, ribatt la padrona. Aveva messo al lavoro il suo legale per scoprire se quella informazione fosse vera e quanto fosse serio il reato eventualmente commesso.
Uccide tutti con coltello.
Per amor del cielo, Nadine. Basta guardarlo per capire che non ha intenzione di uccidere nessuno. A parte la marmotta vicino all'asparagina. Devo parlargliene.
Certo, se la signora Blessing avesse saputo nel parcheggio del Wal-Mart che il giovane era appena uscito di prigione, come insisteva a dire con tanta enfasi Nadine, avrebbe tirato su il finestrino e avrebbe proseguito da sola.
Ma adesso non aveva intenzione di tornare sui propri passi. Lydia faceva quello che voleva: era un punto d'onore di cui andava molto fiera. Una volta trasferitasi definitivamente a Blessing's, lo aveva detto e ripetuto a se stessa e agli altri, tanto che dopo un po' era diventato vero: Lydia Blessing fa quello che le pare. Uno dei nipoti di Foster si era installato nell'appartamento sopra alla rimessa, come se fosse un suo diritto, quale rappresentante della terza generazione della famiglia, e due settimane pi tardi lei aveva notato da sotto la veranda che i bidoni della spazzatura erano stati lasciati sul ciglio della strada per un giorno intero dopo il passaggio del camion dei rifiuti. Aveva usato persino il binocolo che teneva accanto a s per avere la certezza di non prendere decisioni affrettate. Poi lo aveva licenziato e ne aveva assunto un altro, quello che puliva il viale in inverno. Preparava un caff orribile, il secondo mese aveva lasciato spalancata la porta della cantina e si era dimenticato un guanto da lavoro sporco sul bancone della cucina. Lydia lo aveva fissato a lungo, ricordando l'epoca in cui il personale addetto ai lavori esterni non si spingeva mai oltre la dispensa e quello di cucina non oltrepassava mai la sala da pranzo. C'era stata una serie di uomini inadeguati. Non le era mai venuto da pensare che fosse lei troppo esigente.
Negli ultimi giorni c'era qualcosa di sospetto nel nuovo factotum, ma lavorava sodo, era meticoloso, non si lamentava mai. Di tanto in tanto lo vedeva scomparire nella rimessa, ma lo aveva visto anche lavare la barca poco dopo l'alba, mentre lei guardava il laghetto, i campi e la strada in lontananza con il binocolo. Sembrava lavorare a ore strane, ma non c'erano erbacce intorno agli arbusti di peonia, i fiordalisi erano stati curati a dovere e adesso formavano un cuscino azzurro sotto la finestra del piccolo studio dove lei sbrigava la corrispondenza su carta intestata conservata in grandi scatoloni nella cancelleria, carta da lettere che sicuramente le sarebbe sopravvissuta.
Era stata una vera fortuna incontrarlo al Wal-Mart.
Quella mattina aveva detto a Nadine che le spese domestiche erano esorbitanti, che spendeva troppo in tovaglioli di carta, detersivi per lavastoviglie e lampadine, che sperperava denaro che non le apparteneva. La signora Blessing aveva indossato la sua vecchia giacca sportiva, quella a quadri acquistata nel negozio prediletto dal padre, a Londra, quello vicino a Regent's Street con i fucili e i bastoni da passeggio, e si era incamminata lentamente, la schiena dritta, la testa alta, verso la rimessa. L'odore di naftalina e di borotalco permeava l'aria immobile all'interno dell'automobile.
La Cadillac era tutta impolverata. Non la usava da tre settimane, da quando era andata al club a bere qualcosa con il suo avvocato. Ed era in un periodo vacante tra un fattore e l'altro. L'ultimo si era portato una donna nell'appartamento una sera ed era stato licenziato alla fine della settimana. Era utile conoscere le abitudini del personale.
Sua madre lo diceva sempre.
Anche Mount Mason le era parsa polverosa, polverosa e antiquata, invecchiata come le case popolari intorno alla zona industriale, scrostate, in via di disintegrazione, anzich stagionate. Molti dei punti di riferimento di un tempo erano scomparsi; il vecchio edificio in arenaria della banca suddiviso tra un'agenzia viaggi, un salone di bellezza e un remainder; l'emporio di ferramenta di mattoni rossi restaurato con un'orribile facciata di finta pietra e trasformato in un negozio di dischi. Aveva dovuto percorrere due volte la rotatoria, non sapendo quale strada imboccare per il centro commerciale, e una macchina piena di adolescenti le aveva suonato, avvicinandosi troppo al suo paraurti posteriore. Poi c'era stato l'orrendo frastuono del supermercato e l'insistenza degli altri clienti che la spintonavano sbraitando con i loro bambini sudici. Ma lei aveva trovato lampadine meno costose di quelle acquistate da Nadine al ShopRite e tovaglioli di carta in confezione famiglia.
Pu mettermeli nel carrello, aveva detto a uno dei commessi, senza alcuna inflessione interrogativa. In un cassetto chiuso a chiave della toeletta, la signora Blessing teneva una borsa di cuoio fatta a mano piena dei gioielli della madre, vecchi, brutti e piuttosto appariscenti: brillanti grossi come mandorle incastonati in una crosta di zaffiri o smeraldi, fili di perle che arrivavano fino alla vita con chiusure preziose. Possedeva quasi milleduecento acri della terra migliore nella parte nordorientale dello Stato. Ma era taccagna come capita spesso ai ricchi per le piccole cose di tutti i giorni. Baggianate, le definiva. Per amor del cielo, mamma, diceva Meredith, che provava una stretta di disappunto tutte le volte che guardava il vecchio orologio sul polso rugoso.
La Cadillac aveva esalato l'ultimo respiro nel parcheggio del Wal-Mart. Il motore aveva emesso un brontolio sconsolato, poi pi nulla, per quanto lei avesse girato la chiave.
Aveva udito uno strano rumore e di colpo si era resa conto di un uomo che le batteva sul finestrino. Era esile e pallido, i capelli di un castano spento, tutti spettinati sulla fronte e sulle orecchie. Aveva occhi piccoli, ravvicinati, una bocca grande e mobile. C'era uno spazio tra gli incisivi superiori. Alma, la cuoca della casa di citt, un tempo aveva detto alle cameriere che era un segno di licenziosit.
 un marchio su una ragazza, e tutti gli uomini possono vederlo, aveva detto, poi aveva fatto un movimento inequivocabile con il bacino, senza sapere che la padroncina stava nascosta nell'ombra appena fuori dalla dispensa.
La signora Blessing aveva stretto la borsetta mentre osservava lo sconosciuto fuori dalla Cadillac.
Le serve una botta? aveva chiesto il giovane a voce alta.
Come dice, prego?
Le serve una botta? Una botta? Le... Scusi, vuole che provi a ricaricare la sua batteria con la mia? Dal mio furgone?
Ci vorr solo un minuto.
Quanto mi coster?
Lui allora aveva sorriso. Era un sorriso come quello di Sunny, poco pi di una smorfia, come se fosse una convenzione sociale ma non scaturisse dal cuore. Presenza! aveva urlato il padre a Sunny, colpendolo tra le scapole.
Portamento!
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CAPITOLO 4.
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L'auto era ripartita al primo colpo subito dopo che lui aveva collegato i cavi da un pick-up ammaccato alla Cadillac.
Lei aveva avuto un attimo di panico quando lo sconosciuto aveva staccato le pinze di connessione, temendo che il motore si fermasse di nuovo. Poi, ritrovato il contegno, aveva tirato fuori due dollari dalla borsetta e, abbassando il finestrino di un centimetro, glieli aveva allungati.
Nessuno le avrebbe fatto pagare niente per questo, aveva detto lui. Certo che la macchina ha bisogno di una controllata. Non so chi si occupi della manutenzione, ma non l'hanno curata bene.
Senza sapere esattamente perch, a parte che lo trovava troppo pallido per essere infido, lei gli aveva detto di seguirla a casa lungo le strade che da Mount Mason si dirigevano verso le montagne.
Come ti chiami? gli aveva chiesto, facendolo accomodare al tavolo di cucina, mentre Nadine puliva la verdura nel lavandino, facendo un gran baccano, come se eseguisse un concerto di disapprovazione per colino, coltelli, coperchi e rubinetto.
Skip, era stata la risposta. Cuddy, come se il cognome fosse un accessorio superfluo.
Skip non  un nome per una persona. E un nome da cane.
Skippy. Una volta conoscevo un ragazzo che si chiamava Quad.
Come?
Quad.
Come?
Sei sordo? aveva gridato Nadine.
Pensa agli affari tuoi, l'aveva redarguita la padrona sopra il rumore.
Mi scusi. Credevo avesse detto Quad, aveva mormorato Skip, scostandosi i capelli all'indietro e agitandosi sulla sedia.
Infatti. Quad Preston. Leland Preston Quarto. Quad.
Da quarto. Io mi rifiutavo di chiamarlo Quad. I soprannomi non mi piacciono. Qual  il tuo vero nome?
Lui era arrossito, si era guardato le mani screpolate e segnate dal lavoro nella lavanderia della prigione e dal suo lavoro del momento: montare staccionate. Charles.
Charles, cerchi lavoro? aveva chiesto lei.
Oh, oh. Nadine, sbuffando, aveva decapitato un cespo di broccoli.
La signora Blessing si vantava di saper giudicare le persone e i cavalli, anche se questi ormai non c'erano pi da tempo, venduti quando Meredith era andata al college. La cosmea cresceva rigogliosa nel campo pi lontano, perch era la terra dove avevano pascolato i cavalli e, prima di loro, le mucche, quando il padre era incline a considerare quella dimora una vera fattoria e se stesso come un agricoltore gentiluomo. Hai occhio, Lyds, le diceva quando andavano a comprare animali in altre fattorie. Avrebbe voluto dare un nome alla casa quando l'aveva acquistata ma, passato poco tempo, tutti avevano cominciato a chiamarla Blessing's e cos trovare un nome diverso era diventato inutile.
In quel momento stava pensando che aveva avuto occhio anche con quel giovane. Aveva finito di tagliare l'erba nei prati e stava potando la siepe di tasso lungo il sentiero intorno al laghetto. Ed e Jeanne Chester avevano notato subito un miglioramento nella tenuta quando, qualche sera prima, erano usciti in veranda per cenare. Che giardino grandioso, Lydia, aveva detto Ed, sorseggiando un Manhattan. Meraviglioso, aveva aggiunto Jeanne. Non ho mai visto dei fiori cos belli.
Ho un nuovo factotum, aveva risposto lei e i due ospiti avevano annuito. Jeanne era la figlia di Jess, la vecchia amica della signora Blessing. Quante volte avevano giocato a tennis insieme il marted e il gioved mattina, per riempire le ore della loro lunga giovent oziosa. Jess adesso era morta, come quasi tutte le amiche della signora, e la figlia era passata da ragazza a donna di mezza et. Lei e la signora Blessing, un tempo divise da una generazione, erano diventate per certi versi coetanee e amiche di seconda mano. Jeanne e Ed, tuttavia, continuavano a mostrarsi molto deferenti.
Dove lo hai trovato? aveva chiesto Ed, piegando la testa di lato.
Nadine aveva sbuffato, mentre distribuiva formaggio a cubetti e olive. La padrona la faceva restare fino a tardi, quando aveva ospiti a cena, anche se lei si rifiutava ostinatamente di indossare l'uniforme.
Nadine non approva i cambiamenti, aveva osservato Ed con quel suo modo di ammiccare che Lydia aveva sempre trovato terribilmente irritante.
Come cane randagio, era intervenuta Nadine. Niente referenze, niente di niente.
Basta cos, Nadine, l'aveva ammonita la signora Blessing.
Nadine non amava i cambiamenti, ma del resto nemmeno la padrona. Erano passati ormai tantissimi anni dall'ultima volta che aveva messo piede fuori da Mount Mason, pi di trenta da quando aveva raggiunto Park Avenue, che un tempo era stato il viale principale della sua vita. Adesso le piaceva la routine, la colazione, il Times, le lettere da imbucare, un pranzo leggero, una passeggiata intorno al laghetto con il bastone, magari un pisolino di nascosto su una delle poltrone in veranda, con un libro aperto in grembo, un'ora di talk show in televisione, un'ora di notiziari, un piatto di zuppa, due drink e a letto presto. Stava sveglia quasi tutta la notte. Si riposava in vista del giorno seguente e pensava ai giorni passati. Per lei rappresentava ancora un mistero l'ansia con cui si era tuffata nella vita a diciotto o vent'anni e il modo disordinato con cui l'aveva condotta da allora. Anche quando era pi giovane, trenta, quaranta anni prima, quando c'erano stati sontuosi ricevimenti a Blessing's, partite di golf, nuotate notturne e cene per dodici commensali - anche allora i giorni erano sembrati lunghissimi e gli anni, chiss come mai, brevissimi.
Nadine, chiam sorseggiando il caff. Nadine! Di' a Charles di non potare le ortensie. E nemmeno i rododendri.
Deve aspettare l'autunno. Nadine?
Osserv Nadine incamminarsi lungo il vialetto, i pugni serrati lungo i fianchi.
Certo che sei stata coraggiosa ad assumere un tipo del genere, Lydia, aveva commentato Ed, ma lei sapeva valutare le persone e aveva riconosciuto nel giovane che teneva i cavi per la batteria nel parcheggio del Wal-Mart quel delicato equilibrio tra efficienza e servilismo che aveva caratterizzato i migliori servitori della sua infanzia e della sua giovinezza. L'aveva avuto il cuoco di Blessing, e anche il capo giardiniere, l'uomo che si occupava delle vacche e aveva insegnato alla signorina Lydia e al padroncino Blessing come tirare le morbide mammelle e mirare esattamente nelle loro bocche aperte, in modo che il latte sprizzasse caldo e dolce sulle labbra. Le cameriere della casa di citt invece non l'avevano mai avuto. Forse dipendeva dal modo in cui le aveva trattate il padre, che si strusciava loro addosso in corridoio quando pensava che nessuno lo vedesse, oppure usava il cucchiaio di portata per sfiorare con la parte alta del braccio la curva di un seno sotto la pettorina bianca e il cotone grigio. Com'era bello, con i capelli biondi divisi nel mezzo, i baffi, il labbro inferiore pieno e gli occhi azzurri.
Quando Nadine parl con il nuovo lavorante, Lydia lo vide trasalire leggermente e risponderle senza voltarsi, come se non volesse essere guardato in faccia. Si muoveva in modo strano, come se fosse indolenzito o ferito, o si fosse procurato uno strappo alla schiena e non riuscisse pi a raddrizzarsi. Il lavoro duro non aveva mai fatto male a nessuno, era solito dire il padre della signora mentre passeggiava insieme con lei per la tenuta, agitando il bastone, anche se non aveva mai lavorato duro nemmeno un giorno in vita sua.
Nadine stava tornando verso la casa e il giovane aveva ripreso il lavoro. Questo qui imparer, pens Lydia. Se lo sentiva. Doveva solo ricordare a Nadine di rammentargli di stare diritto. Non aveva senso che si rovinasse la schiena dopo un solo mese di lavoro.
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CAPITOLO 5.
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Non aveva pi avuto tanta paura dalla prima settimana trascorsa in prigione, quando era convinto che da un momento all'altro qualche energumeno potesse aggredirlo. E non si era mai pi sentito nemmeno cos stanco. Un veterano che lavorava con lui in lavanderia alla fine si era impietosito. Puoi dormire, piccolo, gli aveva detto, mentre infilava le lenzuola nella grande lavatrice.
La cosa peggiore che pu succedere qua dentro  uno che palpa un altro durante una partita di basket.
Io non gioco a basket, aveva risposto Skip.
Allora sei a posto, aveva ribattuto l'altro.
Il tosaerba procedeva in cerchio con un movimento monotono che gli faceva venire sonno. Le finestre della casa riflettevano il sole ed era impossibile vedere se qualcuno lo stava osservando. Non aveva avuto pi tanta paura da quando era rimasto nel parcheggio del Quik-Stop osservando, oltre la vetrina appannata, Chris che gridava in faccia al cassiere. Allora almeno sapeva quale reato stava commettendo, aspettava col motore acceso che tornasse qualcuno con una borsa marrone con dentro le banconote sporche prelevate dalla cassa. Adesso era da pi di una settimana che aveva paura, ma non sapeva con certezza di che cosa fosse colpevole. Quando, per assicurarsi che respirasse, guardava la neonata nell'ultimo cassetto di un vecchio armadio che aveva foderato con una coperta si chiedeva se si trattasse di rapimento, furto o qualche altro reato affine.
Forse dare ospitalit a un minore era una violazione della libert vigilata. Pi che altro si domandava per quanto tempo ancora avrebbe potuto tosare e curare duecento acri di terra con la spina dorsale curva, una neonata legata al petto e una vecchia che lo osservava dalla finestra.
Penser che io sia il gobbo di Notre-Dame, disse a voce alta, senza volerlo, e la testolina pelosa si mosse leggermente.
Ti prego, ti prego, ti prego, non svegliarti, mormor.
Ti prego.
Una volta aveva avuto un cane, alla maniera in cui aveva avuto tutto da bambino... sempre per poco tempo. Era un incrocio di beagle, con una voce squillante, lunghi incisivi e una coda che spazzava via tutto quello che incontrava.
Una sera aveva lacerato il sacco della spazzatura sul marciapiede, spargendo lattine e carta oleata sul prato; il giorno dopo aveva sporcato la moquette beige del salotto, che era il gioiello della madre. Lo abbiamo dato a una famiglia con una fattoria, figliolo, gli aveva detto il padre quando era tornato da scuola. Il patto con la fattoria, aveva detto Chris curvando le labbra. Dicono sempre cos.
Skip aveva sentito la madre sospirare al telefono con la sorella. Non ti rendi conto della responsabilit che comporta, aveva detto.  come avere un bambino piccolo, non puoi pi pensare a te stessa. Era quello che diceva sempre, come se lui non sentisse, o comunque non la prendesse in maniera personale.
Adesso sapeva che aveva ragione lei. Il primo giorno la neonata aveva dormito con un abbandono tale da fargli concludere che fosse malata o addirittura, quando la luce non cadeva in pieno sul corpo inerte, morta. Aveva controllato che respirasse per bene e poi era uscito di buon'ora per andare al Wal-Mart. Probabilmente era un reato anche lasciare da solo un neonato, ma dopo aver visto una delle ragazze del barista cambiare i suoi due gemelli sul tavolo sul retro del McGuire's, sapeva di aver bisogno di pannolini e di qualcosa da mettere in un biberon.
Aveva preso del latte scremato, perch gli sembrava il pi sano, dei Pampers della misura per neonati e diversi biberon di plastica decorati con palloncini colorati, poi un marsupio di tela che ti permetteva di portare il bambino sul petto e, per finire, delle tutine con un disegno di papere.
Si era avvicinato di soppiatto alla cassa con la testa bassa e la visiera del berretto calata sugli occhi per non essere riconosciuto da eventuali ragazze che frequentavano la scuola o il bar, e aveva cercato di rincasare con il pick-up prima che la vecchia notasse la sua assenza o che l'esserino nello scatolone si svegliasse. Aveva speso 81,19 dollari al Wal-Mart, la met per cose che avrebbe utilizzato solo pi avanti: omogeneizzati, una tazza che stava sempre in piedi, un sonaglio.
Quando aveva parcheggiato nel garage era rimasto in ascolto e aveva sentito i vagiti dal piano di sopra, regolari e assordanti come un antifurto. Un altro motivo per essere contenti che la rimessa fosse cos distante dalla casa padronale: forse la vecchia signora non riusciva a sentire quel concerto. Prima di uscire, aveva tirato fuori il piccino dal cassetto e l'aveva rimesso nello scatolone, che poi aveva nascosto sotto il letto, per stare pi tranquillo. Il viso umido e congestionato era coperto da uno strato di polvere grigia, come quella sugli addobbi natalizi che, da ragazzo, tirava fuori per decorare l'albero, insieme a suo padre, loro due soltanto. Le guance e la fronte sembravano gonfie, quasi livide sotto la maschera paonazza di quella rabbia infantile, gli occhi erano due fessure. Il limo grigio brillava come mica in quello che pareva un accenno delle future sopracciglia.
Bene, aveva detto, sollevando il neonato dalla scatola tenendolo per le ascelle. La camicia di flanella che lo avvolgeva era scivolata via, scoprendo il corpicino, le gambette curve come parentesi. E una femmina! aveva mormorato, mentre guardava quel corpo rosso gambero, dicendosi che forse l'ansia lo aveva stordito e che avere in casa una neonata probabilmente rientrava in un altro genere di reato. La port in cucina e la depose piangente sul bancone, mentre versava il latte nel biberon e accendeva la radio.
Bene, continuava a ripetere. Bene bene bene.
Ges, che benedizione fu quel silenzio quando le porse la tettarella e lei si zitt e l'unico suono era Patsy Cline che cantava Crazy alla radio! Skip sapeva di doverle mettere il pannolino, ma aveva paura a toglierle del tutto la camicia di flanella, paura a muovere quelle minuscole gambe, paura di svegliarla di nuovo, una volta che si era riaddormentata dopo il pasto, la testa abbandonata sul braccio che la reggeva. Quando l'aveva denudata sul bancone, aveva temuto che le fosse venuto un attacco; le braccia e le gambe si agitavano e si scuotevano in maniera convulsa, come se volesse afferrare l'aria. Ma adesso quei tremiti erano passati e lui voleva che restasse cos. Aveva anche paura a metterla gi, cos si accomod su una vecchia sedia a dondolo e la cull dolcemente, mentre sentiva la pip calda che gli penetrava attraverso i pantaloni. Non fare pop, piccola, mormor. Non fare pop. Stava ancora parlando, quando lei gir la testa e rigurgit con tanta violenza da spruzzare latte sul muro e sulla finestra.
Oh, merda! aveva esclamato lui, mentre il pianto ricominciava.
Era ancora stupito di come fosse riuscito a superare quella prima notte: l'aveva pulita, le aveva messo il pannolino, poi una tutina, quindi se l'era messa nel marsupio, aveva preso il manuale, letto del latte artificiale, si era dato dell'idiota, era corso al supermercato sull'autostrada e aveva comprato una quantit di latte artificiale sufficiente per una dozzina di neonati. Quando i primi raggi di sole avevano illuminato il laghetto, lui stava pulendo il latte cagliato dai vetri della finestra con la neonata nel marsupio e una nuova giornata davanti a s, in cui avrebbe dovuto rastrellare le aiuole, pulire lo scarico del laghetto, tosare l'erba.
Non posso andare avanti cos, si diceva, ma bene o male ce la fece.
Ormai andava avanti da dieci giorni. Una giornata di lavoro, gran parte della quale trascorsa con la bambina appoggiata contro il petto, una macchia bagnata di sudore e saliva raffreddata in mezzo allo sterno. A volte, dopo aver mangiato, lei dormiva cos profondamente che lui si azzardava a lasciarla di sopra mentre correva di qua e di l, a rinsaldare finestre, a spruzzare l'insetticida sui pomodori.
Torn ancora al Wal-Mart, questa volta per comprare un apparecchio visto in televisione che gli permetteva di sentire quello che succedeva sopra la rimessa mentre lui era fuori. Impar a curvarsi sul trattore, piegando le spalle per formare un avvallamento per le minuscole rotondit di testa e sedere. Quando vedeva il bagliore del binocolo della signora Blessing, voltava le spalle. Pensava di sapere che cosa avrebbe detto di quella storia la padrona. Non la conosceva ancora molto bene, ma la prima cosa che aveva notato in lei erano le rughe sottili che si dipartivano a raggiera dalla bocca, quelle che vengono quando una donna serra le labbra per anni in segno di disapprovazione di fronte ai capricci del mondo. E sapeva che anche lei avrebbe capito ci che a lui era gi chiaro: qualcuno aveva lasciato questa neonata non per lui, l'inetto uomo di fatica, che non disponeva nemmeno di un conto in banca, ma per lei, la donna pi ricca di Mount Mason.
Lei dice radio troppo forte di notte, gli grid Nadine dall'altra riva del lago.
Dille che mi spiace e che non succeder pi, grid lui di rimando.
La radio serviva a coprire il pianto, al quale lui non sapeva dare una ragione. A volte sembrava che la neonata avesse del gas nella pancia, stringeva le ginocchia al petto, gemeva, faceva aria, gemeva di nuovo, urlava, quindi si addormentava per una ventina di minuti, per risvegliarsi di soprassalto tra le sue braccia e ricominciare a piangere.
Skip la cullava, la cullava, e girava le pagine del libro sui bambini alla ricerca di una spiegazione, le dava il latte e la cullava di nuovo. Hai appena ricevuto il dono pi meraviglioso del mondo! diceva il manuale. Skip concluse che poteva trattarsi di una colica. Oppure era soltanto stizzita perch la madre l'aveva abbandonata l e per di pi non aveva avuto nemmeno abbastanza cervello da lasciarla davanti alla casa padronale. Il mozzicone fibroso del cordone ombelicale, scuro di sangue coagulato, era stato legato vicino alla pancia tonda con un fermacapelli con una farfalla di smalto azzurra, come quelli che lui aveva visto tra i capelli delle ragazze di scuola.
La mattina smetteva sempre di piangere, come se l'esile luce dalla finestra la calmasse. A volte sembrava che guardasse attraverso di lui, gli occhi azzurro chiaro, una piccola bolla di saliva che si gonfiava in mezzo al labbro superiore.
Le gambe e le braccia si muovevano in una strana ginnastica ritmica quando lui la puliva con un panno caldo.
Bene, diceva. Va tutto bene. Mi prender cura di te.
Andr tutto bene.
Ma alla fine di una giornata di lavoro lui era sfinito, talmente stanco che un giorno torn al pascolo dietro al fienile e si addorment sul pianale del furgone sotto il sole di mezzogiorno, svegliandosi tutto sudato e con mezza faccia scottata. Certi giorni era cos esausto che la vibrazione dei pistoni del tosaerba lo cullava fin quasi ad addormentarlo.
Si ridestava di soprassalto e guardava dietro di s la scia un po' ondivaga che aveva lasciato tosando il prato mezzo assopito.
Anche quando andava a dormire non riposava sul serio, era pi un dormiveglia agitato, un sonno leggero come le lenzuola di cotone che usava di notte per via del maledetto calore che c'era nell'appartamento sopra la rimessa.
Aveva due ventilatori. La signora Blessing aveva detto qualcosa in proposito a Nadine: due ventilatori, un sacco di elettricit. Ma che cosa gliene poteva importare con tutti i soldi che aveva? Non poteva dirle che un ventilatore serviva per muovere l'aria calda sopra di lui e l'altro per l'ultimo cassetto del vecchio armadio, dove c'erano un copriletto di raso che aveva trovato nella credenza e una bambina che aveva trovato nello scatolone.
Che cosa vuoi? aveva chiesto in un bisbiglio irato una mattina poco dopo le quattro. Si pu sapere qual  il tuo problema, dannazione? Fu come se, per quanto ancora cos piccola, lei fosse riuscita a intuire la rabbia nascosta sotto quelle parole. Il pianto incessante si trasform in una serie di singhiozzi convulsi, e la bambina cominci a urlare fino a restare senza fiato, la faccia rossa come la scottatura di lui. Avrebbe voluto scuoterla, invece la port in una stanza sul retro dell'appartamento che aveva una finestrina che dava sui campi; nella stanza c'era solo una branda e Skip ve la adagi, poi richiuse la porta e si mise a camminare su e gi per il corridoio. Non posso fare questo, bisbigli tra s. Non posso. Non posso. Dopo dieci minuti torn dentro, la prese in braccio. Non posso fare questo, ripet. Sent il viso bagnato di lei sul collo.  una follia, borbott.  pura follia. Alle quattro del mattino l'oscurit aveva una consistenza inesorabile e minacciosa, come se non volesse mai sollevarsi, come se, senza che nessuno se ne accorgesse, l'alba del giorno prima fosse stata l'inizio dell'ultima luce nella storia del mondo. Alla fine sent che la bambina si calmava, come un sacco di farina mezzo vuoto che si affloscia, proprio mentre lui guardava fuori dalla finestra del bagno e scorgeva una linea grigio-azzurra comparire intorno al laghetto, a segnalare l'arrivo dell'aurora.
Non sapeva dire con esattezza quando avesse deciso di tenerla, n perch. Non aveva senso. Non aveva mai pensato all'eventualit di avere dei bambini e averne uno adesso poteva creare considerevoli problemi, come aveva gi avuto modo di capire. Ma sapeva che esistono cose apparentemente bizzarre agli occhi del mondo, ma che si decide di fare lo stesso. Suo padre doveva aver avuto la stessa sensazione, lavorando come camionista, vedendo sempre meno il figlio, conoscendo una donna che serviva ai tavoli in un ristorante vicino a Tampa, riscoprendo che cosa si prova a rigirarsi nel letto e a non trovare pi le lenzuola fredde, decidendo di rimanere in Florida pur avendo una casa e un figlio mille e seicento chilometri pi a nord.
Oppure era per colpa di quel maledetto cane al quale non smetteva di pensare. Nel corso degli anni, tutte le volte che passavano vicino a una fattoria a bordo del furgone dello zio, aveva guardato fuori dal finestrino verso i campi e le lunghe strade sterrate, alla ricerca di un vecchio beagle sdraiato al sole. Gli sarebbe piaciuto avere qualcosa di duraturo nella sua vita, qualcosa da guardare o da stringere o da tenere nell'armadio, che parlasse di anni di cereali per colazione, merende doposcuola, compiti al tavolo di cucina, escursioni con la famiglia alla fiera della contea, o soltanto di quei momenti appena prima di addormentarsi, quando il soffitto della tua camera ti  familiare come la tua faccia allo specchio.
Non c'era nessuna ricompensa per ci che stava facendo.
Era sicuro che avrebbe passato dei guai se qualcuno l'avesse scoperto, ed era sicuro che prima o poi la signora Blessing o Nadine o qualcun altro avrebbe sentito un rumore di notte o avrebbe visto la sommit della testa spuntargli dal collo della maglietta.
Ma un paio di giorni prima aveva scoperto che, non importava con che frequenza o in che modo lo facesse, tutte le volte che posava l'indice sul piccolo palmo rugoso, lei glielo stringeva come un saluto. Il vostro bambino vi stringer forte il dito! dichiarava trionfante il manuale e, senza rendersene conto, lui si era fissato su quell'unico aggettivo: vostro. Oppure non era stato quello. Forse era successo mentre stava potando i vecchi rami del boschetto di betulle che fiancheggiava la strada ed era stato sorpreso da un suono lieve, simile a quello di un ramoscello spezzato da un cervo impaurito, e si era accorto che lei aveva starnutito.
Salute, aveva mormorato, e quando era tornato a casa alla fine della giornata aveva consultato il manuale alla voce raffreddori.
Oppure in realt non aveva avuto scelta, come capita a tutte le persone che si ritrovano per caso con un bambino.
Al pensiero di che cos'altro avrebbe potuto fare, gli veniva in mente solo una serie di stanze fredde e dalla luce livida che puzzavano di disinfettante. L'ospedale di Mount Mason, dove gli avevano ingessato la gamba a quattordici anni e curato le ustioni sullo scarno bicipite causate dagli schizzi d'olio della friggitrice del Burger King una sera prima della chiusura. Il commissariato di polizia, che somigliava a una scuola elementare e ne aveva pure l'odore - lisoformio, frittura e sigarette - dov'era stato portato con i polsi ammanettati dietro la schiena dopo la rapina. Il tribunale, che era stato ristrutturato negli anni Sessanta, rimanendo un'imponente struttura di arenaria all'esterno e un dedalo di pannelli di compensato, pavimenti di linoleum a scacchi e scrivanie grigie di metallo all'interno.
Non avrebbe portato nessuno in quei luoghi, posti precari dove regnava l'ipocrisia. Tanto valeva gettare la bambina in un pozzo e aspettare che facesse splash. Conosceva quella gente. Avrebbero sprecato almeno un paio d'anni, tra carte e documenti, alla ricerca di una madre che voleva solo essere lasciata in pace. La bambina avrebbe avuto tre anni e sarebbe stata ancora con una pidocchiosa famiglia affidataria che spendeva i soldi mandati dallo Stato in Camel Light e un'antenna parabolica.
Compr qualche macchina fotografica usa e getta e le scatt delle foto, mentre dormiva, quando era sveglia e persino mentre piangeva. Il suo intenso colorito rossiccio era sbiadito all'inizio della seconda settimana,  passando a un biancore spettrale con qualche debole chiazza rosea, come i fiori della magnolia lungo il viale. Il cordone ombelicale si era staccato, spaventandolo a morte, finch non si era reso conto del minuscolo ombelico. Aveva preso il fermacapelli, lo scatolone, la camicia di flanella e li aveva messi tutti insieme sul ripiano superiore dell'armadio nella stanzetta sul retro. Vicino ci aveva messo anche le macchine fotografiche.
In questo modo le stava costruendo una storia come gli sarebbe piaciuto che qualcuno avesse fatto per lui.
E come se la piccola fosse consapevole di tutto ci, il decimo giorno si calm. Lui alline i biberon in frigorifero, la mise a dormire, si addorment lui stesso, pronto a essere svegliato dal pianto nel giro di un paio d'ore. Invece lei dorm fino alle tre, si svegli e mangi, si riaddorment, si lament poco prima dell'alba, bevve un biberon senza svegliarsi del tutto e torn a dormire, la boccuccia corrugata, le dita aperte, fin verso le nove. Lui ebbe tutto il tempo di salire la scala della cantina, preparare il caff per la padrona, togliere i rami caduti dal viale, innaffiare l'orto e le zinnie prima che si svegliasse reclamando il pasto. Nel pomeriggio port il trattore lontano dalla casa e la tolse dal marsupio per deporla su una salvietta all'ombra di un olmo frondoso agitato dal vento. Al soffio della brezza lei spalanc gli occhi e lui fu certo di vederla sorridere vagamente al cielo. Il libro diceva che non avrebbe sorriso per diverse settimane ancora, ma Skip era convinto di quello che aveva visto. Uau, esclam, inginocchiandosi accanto a lei. La piccina batt le palpebre con solennit, chiuse gli occhi e strinse le dita intorno al suo indice. Per quanto riguardava Skip, non c'erano pi dubbi. Lei era sua.
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CAPITOLO 6.
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Era capitato spesso a Lydia Blessing di svegliarsi nel cuore della notte per il pianto di un bambino. Col passare degli anni, aveva imparato a individuarne le fonti: a volte era soltanto il banale miagolio di un gatto in calore, raramente era il flebile richiamo di un coyote che dall'ovest era tornato in questa zona del nordest un decennio prima.
I primi mesi dopo aver scoperto di essere incinta, quando la nuova vera nuziale, sebbene sottile, sembrava ancora un livido imprevisto intorno al dito, i pianti sembravano il richiamo spettrale del bambino che portava in grembo. Era successo dopo aver trasferito le sue cose dalla casa di citt dei genitori a Blessing's per quello che aveva ritenuto vagamente un intermezzo bellico, le lettere di Benny sui fogli trasparenti di posta aerea che venivano recapitate nella vecchia cassetta per le lettere dall'aria campagnola.
E poi era nata Meredith e i pianti erano diventati veri, anche se altrettanto estranei quanto quelli immaginari.
Con fatica lacerava il velo dei sogni e tornava alle forme momentaneamente spettrali dell'abat-jour, del cassettone,
dell'attaccapanni, dello scrittoio in camera sua e per un attimo si chiedeva di chi fosse quel bambino che piangeva.
Le gambe lottavano con le lenzuola, le coperte e poi si udiva il ticchettio regolare dei passi della balia assunta da sua madre e mandata l dalla citt, un'esile donna con i capelli corti e un accento vagamente mitteleuropeo che riempiva il tempo libero facendo solitari al tavolo di cucina. In quelle prime settimane, Lydia ricordava di aver pensato che non sarebbe riuscita a riaddormentarsi, tra il ticchettio dell'orologio sulla mensola del camino e il fastidio dei punti di sutura del taglio cesareo. E poi si risvegliava alla luce del giorno con il sole che filtrava tra i rami dell'acero fuori dalla finestra. Adesso non riusciva pi a dormire cos profondamente e la sua camera al buio le era familiare come la faccia butterata della luna sopra il laghetto.
Nelle ultime due settimane i pianti erano tornati, pi lamentosi e perentori di quelli che udiva quando c'era davvero un neonato in casa. A volte credeva di sognare quei giorni di sessant'anni prima, quando Meredith piangeva e veniva confortata in qualche modo da una donna estranea, che portava il fagotto di flanella sottobraccio come se si trattasse di un filone di pane ribelle. A volte si svegliava di soprassalto, poi si rendeva conto di udire il flebile suono di una radio che proveniva dall'appartamento sopra la rimessa.
Aveva detto a Nadine di far smettere quel disturbo.
Quella notte non sentiva niente, a parte il rombo costante dei tuoni che si avvicinavano da nordest. And alla finestra e sbirci nell'oscurit, ma le nubi temporalesche avevano oscurato la mezza luna. In genere riusciva a vedere un angolo del tetto della stalla dalla veranda coperta della sua camera, una curva di tegole verdi e uno dei parafulmini, un cavallo di rame sbiadito. Lei stessa lo aveva messo in cima all'asta, mentre il padre la stringeva in vita sugli ultimi pioli di una lunghissima scala tenuta ferma da due degli uomini che avevano costruito la stalla. Bisogna che sia tutto sempre spettacolare? aveva detto la madre in sala da pranzo quella mattina, quando il padre aveva proposto l'idea. Ethel Blessing non era neppure scesa a osservare la scena. Era rimasta sul lungo portico anteriore, in poltrona, mentre tutti - la servit, i lavoranti, i giardinieri - erano andati a vedere Lydia che posizionava il luccicante cavallo di rame. Ricordava di averlo sentito caldo tra le mani. Quel giorno Sunny era a casa di Benny Carton a Rhode Island. Era stata quella la sua unica delusione.
Pap aveva costruito la stalla nell'estate del 1930, quando a Mount Mason non c'era lavoro. Il padre e lo zio di una delle compagne di classe di Lydia alla Bertram si erano tolti la vita dopo il crollo della Borsa e altre due ragazze si erano trasferite, anche se la signora Bertram aveva offerto loro una borsa di studio. La madre di Lydia, invece, non aveva mai creduto nella Borsa e neppure nelle banche, per dirla tutta, e il denaro che aveva ereditato dall'attivit del padre, che un tempo si chiamava Simpson's Dry Goods ma adesso era stata mutata in Simpson's Fine Textiles, era al sicuro.
Poco dopo la crisi si erano trasferiti da una angusta casa sulla 77th Street nei pressi di Lexington Avenue a quella pi grande sulla 74th, vicino al parco, una casa che era stata venduta considerevolmente sottocosto da un uomo che aveva dovuto essere ricoverato all'ospedale Flower Fifth Avenue prima delle vacanze di Natale, quando aveva scoperto di aver perso tutti i capitali.
Gli abitanti di Mount Mason erano stati contenti del lavoro e la stalla era stata edificata in fretta, i sostegni delle pareti e le travi del tetto posate a terra in mezzo al grande prato vicino allo stagno che Edwin Blessing aveva scelto.
Aveva anche deciso che Sunny lavorasse insieme ai manovali.
Lo far diventare uomo, ripeteva, come se anche il carattere potesse essere allenato. Gli insegner il valore del lavoro fisico. Sunny aveva tredici anni quell'estate. I suoi capelli si schiarirono come il sole e la sua pelle divenne dorata. Lydia lo trovava molto bello.
Ero cos innamorata di lui quando eravamo bambini, le aveva confidato un giorno Jess, mentre aspettavano l'arrivo del treno di Sunny per pranzare e i bambini passavano il tempo giocando a domino in biblioteca. Era cos caro.
Lydia ricordava che quel giorno Sunny non era arrivato per pranzo, era tornato con l'ultimo treno della sera, con l'alito che sapeva di gin e un taglio all'angolo di un occhio.
Lei lo aveva messo a letto nella sua solita camera.
Sono un ragazzo cattivo, Lydie, aveva borbottato lui, vomitando rumorosamente, poi si era addormentato come se gli fosse stato dato un sonnifero. Erano passati cinquantanni da allora e lei vedeva ancora il suo braccio abbronzato che pendeva dal materasso.
Le lenzuola, bianche come una luce notturna nel buio della stanza, erano ormai fredde quando torn a sdraiarsi.
Da quando Blessing's era diventata sua, e sua soltanto, non aveva mai avuto un lenzuolo colorato in casa. E voleva che le cose restassero cos. Anche le salviette erano bianche.
Erano molti anni che non andava pi gi alla stalla.
Adesso era abbandonata, vuota a parte piccioni, topi e la strana mangiatoia. Sorgeva in fondo a un ripido pendio; il geometra aveva detto che non era il luogo pi indicato, ma il padre l'aveva voluta l, con un lungo sentiero che la collegava alla strada e un ampio pascolo su un lato. La moglie del contadino dal quale aveva comperato le vacche piangeva sulla porta di casa mentre venivano caricate su un carro bestiame e Lydia, che era a bordo della vecchia Lincoln con il padre, aveva pensato che la donna dovesse conoscerle per nome a una a una e fosse triste di vederle andare via. Bianchina. Bruna. Fiocco il vitello. Forse le stava salutando mentalmente. Anni dopo Lydia aveva raccontato l'episodio durante una cena, descrivendo la donna con il grembiule a fiori rosa che teneva aperta la porta di rete con l'anca e si asciugava gli occhi con il lembo del grembiule, mentre osservava gli animali bianchi e neri salire la rampa pungolati dal marito con un bastone appuntito.
Jess se n'era andata prima del caff e del dolce e il mattino dopo aveva chiamato Lydia e le aveva detto, con quella voce strozzata e ansimante che usava quando era arrabbiata, che la donna piangeva perch la vendita delle vacche era l'unica cosa che poteva rimandare la cessione di una fattoria appartenente alla sua famiglia fin da prima della Guerra Civile. Jess lo sapeva perch suo padre era il presidente della banca che deteneva l'ipoteca sulla propriet.
Come facevo a saperlo? Perbacco, aveva detto Lydia.
 questo il tuo problema, aveva ribattuto Jess. Avresti dovuto saperlo. Ci sono sempre certe cose che dovresti sapere e invece non sai. Apri gli occhi, Lydia. Non sei il centro dell'universo.
Erano loro le due persone al centro del suo universo: Jess e Sunny. Entrambi se n'erano andati, ormai. E anche le persone che credeva l'avessero amata se n'erano andate: il padre, che aveva costruito Blessing's e poi l'aveva ceduta alla moglie e alla figlia; Frank Askew, sempre bello e con lo sguardo assonnato nella fotografia pubblicata sul suo necrologio sul Times quindici anni prima, ancora
sposato con Ella, e membro del consiglio di amministrazione dell'ospedale e del consiglio comunale di Bedford. Entrambi gli uomini avevano cantato per lei. Sei il mio tesoro, sono innamorato di te, aveva cantato il padre, mentre la faceva ballare per il soggiorno della casa di citt.
Giorno e notte, sei tu il mio unico amore, aveva cantato Frank una sera al ballo delle debuttanti per una delle sue figlie al club. Poi c'era stata una colazione nell'appartamento degli Askew in Park Avenue e lui aveva chiuso a chiave la porta di una delle camere della servit e aveva fatto l'amore con lei sul letto a una piazza. Per tutto il tempo lei aveva sentito la voce di Ella Askew dal corridoio, che raccontava, con quel tono squillante come un campanello per la cena, la lunga storia delle vicissitudini capitate con il bers per il matrimonio della sorella. Bella, continuava a mormorare Frank, bella. Lei provava molta vergogna, era avvampata per l'imbarazzo, ma forse anche per il piacere. A vent'anni il suo corpo sembrava avere una volont propria, si apriva a suo piacimento, in maniera automatica, come il battito del cuore. Era difficile immaginarlo adesso.
Una volta, parlando con Jess dopo aver bevuto una bottiglia di vino, durante i loro lunghi pranzi, con i figli ormai cresciuti e i mariti scomparsi, mentre ricordavano la loro vita di ragazze, lei aveva detto: Ho sessant'anni e non ho mai visto un uomo completamente nudo.
Oh, Lyds, aveva esclamato Jess. Oh, cara. E poi:
Va be', non  poi uno spettacolo da perdere la testa. Avevano riso fino a piangere. Alla fine avevano pianto.
Jess era tornata da lei allora, per pochi anni. Non era stata sua intenzione lasciare Lydia; semplicemente, aveva fatto la cosa pi perfida del mondo, aveva avuto un matrimonio felice con un uomo che l'amava e che faceva tutto quello che gli veniva in mente per dimostrarglielo, dagli orecchini di smeraldo al tenere i bambini buoni il sabato mattina. Entrambe si erano sposate all'inizio della guerra ed entrambe erano rimaste sole durante la guerra.
Ma Jess aveva condotto un'altra vita: due figli maschi e tre femmine e Roger. Lydia non aveva mai avuto niente di tutto questo. La sua era stata una vita seppia e in bianco e nero, con gli angoli spiegazzati, incorniciata d'argento, incollata nell'album dei ricordi. Era stata una ex vita gi tanti anni prima.
La calda aria estiva era appiccicosa, come se l'atmosfera trasudasse lentamente. Un'enorme falena danzava sulla zanzariera in cima al letto, decisa a raggiungere la debole luce che filtrava dalla lampada del corridoio, oppure morire.
Le ali facevano un rumore simile a quello di un mazzo di carte mescolato, le zampette ticchettavano contro la rete. Per un attimo Lydia pens di essersi addormentata, ud in sogno il rumore dei vecchi camion che risalivano l'altura dal viale, quindi scendevano verso la stalla in costruzione, il motore che gemeva per lo sforzo con un rombo cupo. Poi ricord che era il 4 luglio e ci sarebbero stati i fuochi d'artificio a Mount Mason. Era in quell'occasione che aveva conosciuto Jess, quando il padre l'aveva accompagnata nel grande prato dietro la ferrovia per guardare lo spettacolo pirotecnico. Le bombe che esplodono in aria, aveva ruggito, avanzando piano lungo la strada bianca. Il padre di Jess l'aveva invitata a usare la coperta della figlia e lui e Ed Blessing avevano bevuto una bottiglia insieme.
Saresti dovuto venire, Sunny, aveva detto lei il mattino seguente. Ho conosciuto una ragazza simpatica.
Di chi  figlia? aveva chiesto la madre, ma il padre aveva pronunciato sottovoce le parole presidente della banca a quel punto era andato tutto a posto. Dopo di allora, avevano sempre avuto i loro fuochi d'artificio e Lydia aveva fatto lo stesso, una volta che la casa fu sua. Un anno c'erano stati trenta ospiti, sistemati sui divani del portico, ammassati nelle camere da letto, e a mezzanotte c'erano state cascate di stelle e girandole, poi torta di fragole e champagne, consumati sulle coperte stese sul prato. Ricordava che a Jess non erano piaciute le persone venute dalla citt. Bevevano troppo a suo parere, e una delle invitate, forse si trattava di Penny Lind, aveva cercato di sedersi in braccio a Roger.
Ci fu un'altra esplosione, e un'altra ancora, poi una serie, a ondate, e lei non distingueva pi gli scoppi dei fuochi d'artificio dai tuoni del temporale in arrivo. Il vento frusciava setoso tra i rami dell'acero; la camera fu illuminata d'argento da un lampo vicino. La pioggia arriv con un'altra folata di vento e un lieve gemito della vecchia casa, subito dopo un altro tuono, stavolta sicuro di s, che riemp l'aria. Si augur che i Foster avessero controllato che le porte della stalla fossero chiuse. Poi ricord che i Foster se n'erano andati. C'erano stati Foster per tantissimi anni a Mount Mason. C'era stata Blessing's per tutta la vita di Lydia e ben presto non ci sarebbe stata pi.
Non dire niente a mamma e pap, aveva detto Sunny uscendo dalla stalla il primo giorno in cui avrebbe dovuto lavorarci, con il braccio sinistro a reggere quello destro e un taglio sulla guancia. Lei era seduta sull'erba in riva allo stagno con in grembo dei gattini appena nati, e con il sole radente vide la peluria chiara sul viso di lui che preludeva allo spuntare della barba. Cen mangiando col
braccio sinistro, senza che nessuno ci facesse caso, e in qualche modo riusc a passare la notte, anche se al mattino aveva l'aria di chi non ha dormito affatto. Lydia si chiedeva come avesse fatto a indossare i calzoni di tela blu e la vecchia camicia dell'uniforme di scuola che usava per lavorare alla stalla.
Signor Blessing, signore, questo braccio  rotto, aveva detto il fattore, facendo un cenno con la testa verso Sunny, quando il padre era sceso a controllare il lavoro e a parlare con gli operai. Il signor Foster li aveva accompagnati al piccolo ospedale di Mount Mason e lei aveva tenuto la mano di Sunny mentre il dottore gli ricomponeva la frattura. Lui aveva gridato due volte, era sbiancato, poi era diventato rosso, con piccole gocce di sudore a imperlargli la fronte. Dopo di che si era accasciato contro di lei.
Dei sali, presto, aveva ordinato il dottore all'infermiera, mentre Lydia sorreggeva il peso inerte di Sunny.
Quel ragazzo  una delusione, aveva detto il padre dopo che lo avevano caricato sul treno per Newport, dove stava con Benny Carton. Quando era tornato a casa, Sunny aveva raccontato di aver imparato a navigare a vela con un braccio solo.
La pioggia adesso si era infittita e risuonava come una raffica di sassolini sul vecchio tetto inclinato. Una folata di vento mand qualche goccia attraverso la zanzariera sul suo cuscino. Lydia si alz a fatica e abbass la tapparella.
Le doleva il braccio sinistro, perch forse ci aveva dormito sopra. Stava per riaddormentarsi, quando un tuono simile a una detonazione rimbomb per la casa. Avevano usato la dinamite per aprire il terreno e versare la colata di cemento per le fondamenta della stalla. Ricordava la sensazione di sordit e stordimento dopo l'esplosione, come se tutti i sensi fossero stati scossi dallo scoppio. Il tuono era stato cos, immediatamente seguito da un altro lampo, tanto accecante da superare per un istante l'illuminazione esterna. Poi le luci fuori dalla finestra, quelle dell'ingresso e del vialetto si spensero. Guardando dal cuscino nella notte nera come un pozzo, si rese conto che anche le luci all'interno della casa si erano spente. Era irritata e, quando avvert odore di bruciato, si spavent.
L'allarme scatt con la sua sirena stridula e lei si premette le mani sulle tempie. Quando non ce la fece pi a sopportarlo, si infil le pantofole e scese le scale a tentoni, come se fosse cieca, la camicia da notte bianca che le svolazzava intorno simile a una vela gonfiata dal vento, agitata dalle folate che entravano dalle finestre delle camere da letto, da quelle del corridoio e, una volta superati con cautela tutti i gradini, dalle finestre del pianterreno. L'allarme non cessava. Il piede le scivol su una pozza d'acqua in corridoio; rischi di cadere, ma si aggrapp alla maniglia di un ripostiglio. Tastando i muri si lasci cadere sulla poltrona del soggiorno e alz il telefono. La linea era muta.
L'odore di bruciato era pi forte.
Maledizione, disse forte nella casa vuota, senza nessuno ad ascoltarla, con la sirena, i tuoni e la pioggia a coprire la sua imprecazione.
Tir fuori dal ripostiglio l'impermeabile e si leg un foulard in testa. Sul tavolo del soggiorno c'era un campanello che a volte usava per chiamare Nadine: lo prese e lo agit furiosamente fuori dall'ingresso di servizio, con la pioggia che le sferzava la faccia. Il lieve tintinnio d'argento era nulla a confronto del frastuono. Non c'erano luci nell'appartamento sopra la rimessa, nessun segno di vita.
Nel cassetto della cucina c'era una grossa torcia. Indirizz il fascio luminoso in giro per la stanza, poi batt un piede in terra per la collera e la frustrazione. La sirena dell'allarme era insopportabile, come il trapano di un dentista.
Quando raggiunse le scale che salivano all'appartamento sopra la rimessa, aveva le pantofole zuppe. La pioggia si rovesciava sul viale in scrosci impetuosi e, al bagliore di un lampo, Lydia vide il laghetto spazzato dal vento e un grosso ramo di salice caduto sul prato. Charles! chiam su per la stretta scala. Charles! Il suo grido riecheggi in un'eco fioca. L'idea di trovarlo addormentato la scombussolava.
Non era tanto il fatto di intromettersi nella sua vita privata, quanto il contrario, era lui che si intrometteva nella sua, costringendola a salire fino a l per chiedergli aiuto quando avrebbe gi dovuto provvedere da solo. Anche qui la sirena dell'allarme era assordante.
Ispezion la cucina alla luce della torcia e si accigli alla vista di quanto fosse in disordine, con lattine e tegami sparsi sul bancone. Si avvi lungo il corridoio. Charles? chiam di nuovo. La porta della camera pi grande era chiusa e lei buss pi volte. Quando l'apr, la prima cosa che not era il letto ancora intatto. C'erano due ventilatori accanto alla finestra, che avevano spruzzato acqua sul pavimento, prima che il black-out li fermasse. Sotto una finestra era collocato un cassetto dell'armadio e lei vi diresse il fascio di luce, mentre si avvicinava per sbirciare dentro. Un neonato dormiva su un fianco, con un asciugamano arrotolato dietro la schiena per tenerlo fermo. La guancia esposta era velata da una lieve luminescenza, il segno delle gocce di pioggia che l'avevano colpito senza svegliarlo.
La signora Blessing rimase l immobile finch le gambe minacciarono di cederle. L'orlo della camicia da notte strisciava sul pavimento. Per una frazione di secondo si chiese se non stesse facendo un sogno particolarmente bizzarro.
Alla fine torn in salotto e si avvicin a una poltroncina malandata accanto alla finestra. Illumin l'antiquato rivestimento a strisce e ricord che un tempo quella poltrona si trovava nello studio del padre, di fianco al camino.
Era l'unico aspetto reale di quella notte assurda e lei ci si mise seduta, afferrandosi ai braccioli. Passati pochi minuti si alz per ricontrollare: il neonato era ancora l e dormiva beato mentre l'allarme continuava a suonare. Le torn alla mente quello che aveva letto sull'occhio del ciclone, di come fosse l'unico punto di calma durante una tempesta. Ora le sembrava di trovarsi proprio l.
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CAPITOLO 7.
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Se qualcuno avesse chiesto a Skip quale fosse l'ultimo posto in cui avrebbe voluto trovarsi durante un temporale il 4 luglio, la risposta sarebbe stata facile: da McGuire's. E invece era proprio l che stava, a coccolare una birra in un boccale unto, osservando uno dei fratelli minori di Ed che giocava a flipper con tanta foga da sembrare ansioso di sfondare la parete del bar con ogni colpo.
Ehi, amico, grid il barista sopra il frastuono di non so quale canzone country, vacci piano con quel flipper.
Skip guard l'orologio e calcol di avere ancora un'ora di tempo prima che la bambina si svegliasse. Negli ultimi due giorni sembrava aver preso un ritmo abbastanza regolare, mangiava e dormiva, mangiava e dormiva, con un'ora di agitazione verso fine giornata, quando il sole tramontava dietro gli alberi. Allora doveva cullarla, passeggiando su e gi, ma quando alla fine lei si placava, il suo corpicino assumeva una consistenza dolce e arrendevole. Faceva un ruttino, gli rigurgitava sulla camicia, poi si abbandonava, inerte e muta. Lui aveva imparato che c'era un motivo per quella inutile zona vuota tra la spalla umana e il mento: era il posto perfetto per far addormentare un neonato.
La figlia di Nadine aveva detto alla madre, che glielo aveva riferito in quella particolare maniera furibonda tutta sua, che una ragazza di nome Debbie aveva una lettera per lui da suo padre. Era l'unica cosa che poteva spingerlo da McGuire's adesso, anche se un tempo in pratica viveva l. Lanci un'occhiata in giro ai clienti che giocavano a biliardo bevendo birra e per la prima volta in vita sua si chiese chi cavolo si occupasse dei loro figli. Le donne, probabilmente - mogli o fidanzate, oppure addirittura le madri, quando le mogli e le fidanzate uscivano o se la filavano.
Skip concluse che doveva essere pazzo, l'unico padre single a tempo pieno di tutta Mount Mason.
Pest con impazienza il piede sulla sbarra del bancone.
Dopo aver abitato nella roulotte i primi mesi appena uscito di prigione, sapeva che di giorno Debbie faceva la parrucchiera e la sera dalle dieci alle due lavorava da McGuire's quattro giorni la settimana. Tanto valeva che ci lavorasse, aveva detto Joe, dato che comunque ci stava gi, e cos poteva servirgli la birra gratis. Il McGuire's era tutto ci che avevano al posto di una vita sociale, un locale all'angolo tra Front Street e la statale 211, lungo e stretto, con un biliardo e un bersaglio per le freccette nel retro. Il padre e lo zio di Skip andavano a bere l, come pure il padre di Joe e quello di Ed. Chris non aveva mai avuto un padre di cui qualcuno ricordasse qualcosa, anche se era risaputo che la madre era solita indugiare al McGuire's fino all'ora di chiusura. Era ci che la distingueva quando erano bambini. Le donne andavano al McGuire's quando
erano single, e poi, da sposate, partecipavano alle vendite porta a porta di articoli per la casa o per la linea, oppure andavano a trovare la madre o addirittura la suocera.
Il McGuire's adesso era di propriet della famiglia Jackson, che a un certo punto, una decina di anni prima, aveva fatto dipingere a lettere d'oro bordate di nero la scritta Bar e Ristorante sulla vetrina a specchio. E poi c'erano stati i men e i caff esotici corretti, l'Irish Coffee o l'espresso e quant'altro. Non aveva funzionato del tutto.
Adesso, di tanto in tanto, qualcuno ordinava hamburger e patatine, oppure quei nachos che comparivano dovunque sui men, perch bastava scaldarli nel microonde. Gran parte del cibo consumato al McGuire's erano le noccioline sul bancone. E molte consumazioni finivano vomitate nel parcheggio. Skip ricordava l'anno dopo la maturit, quando lavorava al Burger King e gli toccava ripulire l'asfalto almeno una volta la settimana. Se mai fosse tornato a quella vita, pens, preferiva spararsi un colpo e farla finita. Ricordava certe mattine, quando abitava con gli zii; entrava in cucina e vedeva lo zio che beveva una birra alle undici di mattina. La colazione dei campioni, diceva, alzando la lattina in aria.
Vuoi un'altra birra, Skipper? chiese il barista.
No, rispose. Devo guidare.
Il barista alz le spalle. Vedi troppa Pubblicit Progresso, disse.
Porca puttana! grid il fratellino di Ed, dando un pugno al flipper.
Non aveva mai ricevuto una lettera da suo padre. Cartoline s, un paio l'anno, sempre con l'immagine di una palma o di una spiaggia. Quando si trovava in prigione, il padre aveva fatto una deviazione, dopo aver preso un carico di pezzi di ricambio nel Connecticut, ed era andato a trovarlo inaspettatamente. Si erano seduti a un lungo tavolo inchiodato al pavimento, gli aveva comprato un'acqua minerale e uno snack dal distributore automatico.
L'importante  che ti serva di lezione, continuava a ripetere suo padre e Skip continuava ad assentire, pensando: Come no, ho imparato che non si deve mai guidare un'auto in fuga. Per non aveva parlato. Anzi, nessuno dei due aveva parlato molto. Il padre gli aveva raccontato che Linda, la donna con cui viveva, adesso lavorava come hostess, il che era meno faticoso per la schiena e le gambe, che avevano preso una roulotte doppia con tanto di tendine alle finestre e di carta da parati. Skip aveva detto che sarebbe uscito di l a quattro mesi e mezzo. In realt non avevano molto da raccontarsi.
Si domandava che cosa ci fosse nella lettera che gli aveva spedito il padre. Si domandava se Debbie arrivasse sempre tardi al lavoro, o se lo faceva solo quella sera, per tenerlo sulle spine.
Non si accorse nemmeno di Chris che gli si avvicinava di spalle, finch non sent la stretta d'acciaio del suo braccio intorno al collo. Chris sapeva di birra e di erba; aveva un livido recente sulla guancia. La sua faccia lentigginosa era gonfia e sbattuta, come era gi capitato loro da ragazzini quando si addormentavano ubriachi; quel genere di faccia che alla fine diventa la tua se ti addormenti ubriaco per un numero sufficiente di anni. Aveva un tatuaggio sull'avambraccio, un diavolo di Tasmania. Se lo era fatto fare una notte in un posto sulla spiaggia in Virginia, quando loro quattro erano ancora insieme e dormivano in una stanza di motel. Skip si era scottato ed era tutto indolenzito e quando l'artista di tatuaggi gli aveva infilato il primo ago per disegnargli una saetta sul dorso della mano, aveva visto tutto nero e si era risvegliato su una branda nel
retrobottega con un bernoccolo sulla tempia. Non te lo faccio, amico, disse il tizio dei tatuaggi sbrigativamente. Ho la mia politica.
Il diavolo di Tasmania inarc il ventre tondo mentre Chris alzava la sua birra. Dove sei finito, Skip? gli chiese.
Come mai non ti ho pi visto in giro?
Devo accompagnarti da qualche altra parte? domand Skip.
Non fare lo stronzo. Sai che non volevo fotterti.
Skip sapeva che, a suo modo, era sincero. Lui e Chris erano amici dalla prima elementare. Era sempre stato a fianco di Chris, anche in quarta, quando Babbo Natale port a Chris la giacca a vento, quella bella imbottita di panno. Lui la mise per andare a scuola, tutto fiero, e poi si accorse che Robert Bentemenn, figlio di un avvocato e magistrato e non-so-cosa alla camera di commercio, lo guardava.
Quella  la giacca che la mia mamma ha dato all'Esercito della Salvezza, aveva detto Robert. Chris gli era saltato addosso. Bam, bam, bam. Met della classe si era buttata su di lui, ma non era riuscita a bloccare il suo braccio che continuava ad andare su e gi, su e gi. Quando Chris scopr il nome di Bentemenn scritto dentro la tasca con il pennarello indelebile, la giacca fin al negozio di roba usata dietro al Newberry. Chris fu mandato dall'assistente sociale, il quale disse a sua madre che il figlio non sapeva controllare i propri impulsi. Per il Memorial Day dell'anno prima, il suo impulso era stato di rapinare il Quik-Stop e Skip era stato tanto stupido da guidare la macchina.
Chris non voleva fargli del male, ma la cosa non aveva reso pi leggeri i dieci mesi passati da Skip a caricare una lavatrice industriale.
Come vanno le cose nel Regno Incantato? chiese Chris.
Skip alz le spalle. Per caso hanno bisogno di un aiuto part-time, da quelle parti, visto che sono appena rimasto a spasso?
Skip alz di nuovo le spalle. Pensare a Chris da qualche parte vicino a Blessing's o alla bambina gli faceva venire i brividi. Guard l'ora. Debbie aveva quasi mezz'ora di ritardo.
Una ragazza di nome Mary Beth che stava all'altro capo del bar lo salut con la mano. Ehi, Skip, disse, che mi racconti di nuovo?
Ho bisogno di un lavoro e ho bisogno di figa, gli bisbigli Chris all'orecchio.
Senti, disse Skip posando il bicchiere sul bancone con un tonfo. Non parlare cos. Sei troppo vecchio per certe espressioni. Sono volgari. Troppo volgari.
'Fanculo, amico. Quella vecchia ti ha fatto bere il cervello.
Non vieni pi al bar, non sei mai da Ed. Ti sei perso anche la partita. Ma che cavolo c'ha quel posto? Quando ero piccolo, mia zia Patty serviva il cibo alle feste e quando tornava a casa non faceva che ripetere oooh, l'argenteria, i fiori, il fottuto lago! Scommetto che non ci peschi nemmeno in quel lago, perch lei ti strapperebbe il cuore.
Il vecchio di Jimmy ci  stato una volta e ha preso una trota da due chili alle sei di mattina e se l' trovata l, in piedi sulla veranda. Pretendeva che lui pesasse la trota e gliela pagasse fino all'ultimo grammo. Quella vecchia pazza.
E lui che cosa fece? chiese Skip.
Le pag sei sacchi per quel maledetto pesce. Adesso che ci penso, un giorno o l'altro verr anch'io a pescare nel laghetto. Mi hanno detto che ci sono ancora delle belle trote.
Vedrai che lei non se ne accorger nemmeno. Andremo a pescare, poi tu ti dimetti, oppure ti faremo licenziare.
Devi andartene di l, amico. Profumi anche come una ragazzina.
Sai di lozione abbronzante o roba simile. Ma si pu sapere che fai? Prendi il sole sul trampolino?
Tutta colpa delle salviette e della crema per neonati.
Skip stava pensando a una spiegazione plausibile da dire, quando Debbie entr come una furia dalla porta sul retro, ma non prima che Chris socchiudesse gli occhi e guardasse Skip come se lo vedesse attraverso il fumo. S, s, s, disse Debbie, sapendo di essere in ritardo e tirando fuori la lettera dalla tasca posteriore dei jeans.
Due minuti e lui era gi fuori nel parcheggio, la pioggia cos forte che da principio non riusciva nemmeno a distinguere il suo furgone. Accese la luce interna e strapp la busta, come se importasse, come se il vecchio avesse davvero qualcosa da dirgli dopo tutti quegli anni. Rimase stupito dal debole nodo di speranza che avvert in gola. Su un foglio a righe come quelli che usava a scuola, il padre gli aveva scritto: Figliolo, pensavo che ti faceva piacere sapere che hai un fratellino. Si chiama Lance e mangia molto ma non dorme tanto. Magari puoi venire a trovarlo quando dormir meglio. Abbi cura di te e bevi alla mia salute. Tuo padre.
Dalla busta scivol fuori una banconota da dieci dollari che cadde sul pavimento del furgone. Skip si chin a raccoglierla, poi la lasci ricadere. Mise in moto e usc dal parcheggio, immettendosi sulla strada inondata, slittando con le ruote posteriori. Si chiese se la moglie di suo padre avesse gli stessi libri sui bambini che aveva lui e se avesse gi scoperto che i pannolini per neonati in genere erano troppo piccoli e irritavano la delicata pelle delle cosce. Lui non gliel'avrebbe detto, neanche morto, n le avrebbe scritto una riga. Lance Cuddy. Ma che razza di nome era Lance? Un nome da soap opera, ecco cos'era.
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CAPITOLO 8.
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Un paio di fari sbucarono all'improvviso dal muro di pioggia, era una macchina che veniva verso di lui, ed entrambi rallentarono, nel timore che il vento e la pioggia potessero farli sbandare e scontrare. I lampi gli portarono fortuna. Quello successivo si scaric a terra circa un minuto pi tardi, quando si stava avvicinando al ponte sul torrente e nella spettrale luce argentea si accorse che qualcuno aveva gi sfondato il guardrail laterale verso il greto del torrente. Avanz a passo d'uomo, pregando che i vecchi pneumatici consumati non slittassero sulla ghiaia del ponte. Non poteva permettersi di avere un incidente, con la bambina a casa che dormiva in attesa della prossima poppata.
Pi avanti, sul ciglio della strada, c'era una macchina, il cofano accartocciato intorno al motore. Skip vi si ferm dietro, accendendo gli abbaglianti, e corse dalla parte del guidatore per vedere se qualcuno si era fatto male. Ma la macchina era vuota, vuota del vuoto di una casa abbandonata; mentre risaliva sul furgone, fradicio e tremante, si rese conto di essere all'altezza di casa Boatwright, dove le macchine erano parcheggiate intorno al vialetto e al prato come altrettante piante di petunia. Le donne Boatwright avevano tutte l'aria di essere state gonfiate con una pompa da bicicletta e infilate in abiti di tessuto elasticizzato; gli uomini Boatwright erano bassi e muscolosi e portavano sempre con loro pistole e sigarette; i bambini Boatwright avevano la pelle grigia e i capelli tagliati male. In classe sua, alle elementari, c'erano state due gemelle Boatwright, con le braccia grassocce e le trecce sfatte. Per un nichelino mostravano le loro parti intime dietro le gradinate del campo di atletica.
Mentre avanzava lentamente, con l'acqua che scorreva di traverso sulla strada in rivoli di fango e sassi, Skip si rese conto che c'era poco pi di un chilometro di distanza tra i Boatwright e Blessing's. Per un momento ebbe paura che il motore bagnato si spegnesse e lui rimanesse intrappolato per sempre nel mondo dei Boatwright, com'era accaduto a molti ragazzi di sua conoscenza, dato
che le ragazze Boatwright andavano a letto con tutti e andare a letto con una Boatwright era praticamente garanzia di una gravidanza.
Per un momento agghiacciante, si immagin che la sua bambina fosse una Boatwright. Ma sapeva che non era possibile.
Era troppo cicciottella, troppo rosa, il naso e il mento troppo distinti. E poi, non esistevano bambini indesiderati tra i Boatwright, tanto quanto non ne esistevano di desiderati.
I bambini capitavano e basta.
Lance Cuddy, borbott tra s. Lance dannato Cuddy.
Rischi di mancare il bivio del viale, nonostante tutte le volte che lo aveva imboccato, se non fosse stato per l'apparizione spettrale del gruppo di betulle proprio all'inizio della staccionata. Dapprima pens che fosse a causa della pioggia impenetrabile, quasi profonda come la notte, grigio scuro su nero. Ma mentre percorreva il lungo viale di accesso e raggiungeva la rotonda, il retro della casa da un lato e il davanti della rimessa dall'altro, nessuna luce si accese a illuminare il furgone. Dall'interno della casa proveniva un sibilo stridulo. Parcheggi in fretta e corse su per le scale di servizio verso la casa padronale, quando si rese conto che era la sirena dell'allarme. Buss e ribuss alla porta di servizio, maledicendo Nadine, che si era rifiutata di dargli il codice dell'allarme, o almeno di mostrargli come funzionava. Non ti serve, aveva detto, socchiudendo gli occhi e guardandolo come se le avesse messo una mano sulla tracolla della borsa.
Nell'appartamento sopra la rimessa la pioggia scrosciava forte sul tetto. Le luci erano tutte spente, persino le cifre rosse dell'orologio sopra la stufa in cucina. A tentoni arriv al cassetto accanto al frigorifero e prese la pila. Fuori dalla finestra della cucina, che dava sui campi e sul lungo intrico della foresta pi in l, si vedeva solo la pioggia.
I suoi stivali da lavoro bagnati scricchiolavano sulle assi consunte del corridoio.
Come le betulle erano state un segnale di riferimento sulla strada, due colonnine bianche brillavano in soggiorno, due candele accese sul vecchio baule da viaggio. Lentamente, lui alz il fascio della pila e vide la signora Blessing seduta sulla poltrona sfondata, una mano a stringere un impermeabile chiaro sotto il mento. Dieci centimetri di cotone bianco bagnato sporgevano dall'orlo. Legato sui capelli portava un foulard a fiori.
Cristo santo, esclam Skip. Mi ha fatto una paura del diavolo.
Non venirmi a parlare di spaventi, per favore, replic Lydia. Sono qui da chiss quanto tempo, sola, senza elettricit, senza corrente, senza luce. E con quella sirena assordante.
Non ha chiamato i tecnici dell'allarme?
Non funziona nemmeno il telefono e si sente un terribile odore di fumo che non so da dove venga. E non sapevo dove fossi finito.
Come ha fatto a entrare?
Ho la chiave,  ovvio. Che razza di domanda ?
Lui stava riprendendo fiato, il cuore cominciava a calmarsi dopo il viaggio, il ponte, l'allarme e soprattutto la vista di Lydia Blessing in soggiorno. Provava una strana sensazione a puntarle addosso la pila in quel modo, illuminandole le rughe del viso, la paura nella linea delle labbra, lo sguardo allucinato dei suoi occhi chiari.
Devi fare qualcosa, disse lei.
Certo.
Subito. Potrebbe bruciare tutta la casa mentre te ne stai qui a perdere tempo.
Ne dubito, con questa pioggia.
Non si sentiva odore di fumo nell'appartamento. C'era solo odore di pioggia e di naftalina, forse dall'impermeabile della signora, poi profumo di borotalco e quello dolce delle salviette per neonati che Chris aveva fiutato sospettando segreti e debolezze. Skip indirizz la luce della torcia sul quadrante del suo orologio. Mancavano venti minuti a mezzanotte.
Non preoccuparti, aggiunse lei in tono asciutto, socchiudendo gli occhi. Rester qui io con il bambino mentre ti occupi dell'allarme e dell'incendio.
Come?
Puoi immaginare la mia sorpresa, aggiunse la signora, corrugando le labbra, quando sono entrata qui in cerca di aiuto e ho scoperto che tu, agendo alle mie spalle e senza il mio permesso, tenevi qui il tuo bambino.
Sicuro! Lei era salita e aveva fatto il giro delle stanze.
Dopotutto erano di sua propriet, come pure lui, a suo modo. Skip sent le spalle afflosciarsi, quasi che il corpo realizzasse prima della mente il triste e patetico finale di quest'ultimo breve episodio della sua vita. Era come quando aveva visto la macchina dello sceriffo parcheggiata dietro il suo furgone al McGuire's la sera dopo la rapina al Quik-Stop; tutto il suo corpo si era accasciato, gli occhi tristi, prima che lui avesse il tempo di dirsi, ecco, ci siamo.
Chris sarebbe stato contento, pens, di sapere che lo avevano licenziato. Bentornato, gli avrebbe detto, in piedi al bancone del McGuire's. Perso il lavoro, persa la bambina.
Gi si vedeva costretto a consegnarla nelle mani degli assistenti sociali nell'androne del tribunale. Lo stomaco gli si chiuse, la birra gli and di traverso.
Anch'io sono rimasto sorpreso da lei, disse alla fine, la voce stanca, puntando la luce della pila sul pavimento. La stanza era silenziosa e la pioggia aveva rallentato. Ogni singola goccia che cadeva sul tetto produceva un suono come quando un bambino batte sempre lo stesso tasto di un pianoforte, una nota grave dopo l'altra. Il loro ritmo gli fece capire che il temporale si stava spostando e che prima dell'alba il cielo sarebbe tornato sereno. Scese nell'ingresso dove appese il pesante impermeabile lasciato da uno dei Foster.
Charles, lo chiam la vecchia con voce querula, facendolo irrigidire. Come si chiama la bambina?
Ancora non ha un nome, rispose.
 assurdo. Dov' sua madre?
Non ha nemmeno una madre.
 impossibile immaginare come una persona possa fare tutti i lavori necessari qui e intanto prendersi cura di una neonata, disse.
Non avrei mai assunto un uomo con una bambina piccola, prosegu.
I neonati sono imprevedibili, sentenzi.
Lui non fiatava. Teneva lo sguardo chino sul tappeto d'Aubusson nel piccolo studio e si strofinava una macchia di vernice sui calzoni da lavoro. Era la stanza dove Lydia Blessing si occupava di quelli che considerava affari, dove diceva al falegname che il preventivo era troppo alto, si lamentava con il marito di Nadine che il riscaldamento dell'auto era ancora insufficiente, pagava le bollette e si domandava a voce alta perch costasse tutto tanto caro.
Anche suo padre aveva sbrigato gli affari l, con il decanter a portata di mano.
Ne sei proprio sicuro? chiese. Lasciata l sui gradini e nient'altro? Non c'era nessun tipo di identificazione, nemmeno un biglietto?
Non  il genere di cosa che si fa per sbaglio, signora, rispose lui.
 molto difficile credere che qualcuno possa abbandonare una neonata in mezzo al nulla, cos, borbott Lydia, lisciando una busta in uno dei cassetti.
 il posto ideale dove avere il bambino, le aveva detto sua madre sessant'anni prima.
Si port una mano alla fronte. Eccola di nuovo, l'eco, il minuetto tra le parole pronunciate nel presente e quelle del passato. Era peggiorato da quando aveva visto la neonata alla luce gialla della pila, addormentata con un pugno premuto sulle labbra serrate. Sua madre non si era sbagliata, ovviamente. Il centro del nulla era sembrato un posto adatto per crescere un bambino durante quel primo anno di guerra. Circolavano sempre voci che i bombardamenti sarebbero cominciati da New York, com'era successo a Londra, e la vita sociale della metropoli languiva, in parte per rispetto verso la guerra, in parte perch mancavano gli uomini.
Naturalmente la giovane Lydia aveva pensato che fosse una soluzione momentanea, in attesa che Blessing's tornasse a essere un ritiro di campagna dopo la fine della guerra, quando sarebbe ricominciata la vita vera. Con gli occhi della mente immaginava l'appartamento dove sarebbero vissuti lei e Benny, il divano di broccato contro la parete lunga del soggiorno, i tavolini tondi, il dipinto di uno schooner tra le onde sopra il camino. Benny sarebbe andato a lavorare in centro nell'azienda del padre, che un giorno sarebbe diventata sua, e Lydia avrebbe giocato a carte con le ex compagne della Bertram. Anche i loro figli avrebbero frequentato la Bertram, oppure la Thomas Makepeace Vester School for Boys, dove avevano studiato Sunny e Benny prima di andare in collegio. Sunny sarebbe andato a cena da loro e li avrebbe fatti ridere. I bambini gli avrebbero voluto bene, magari altrettanto, se non di pi, che al padre e alla madre. Sembrava tutto vero; esisteva gi tutto, proprio come nella teoria di Einstein, nella quale, secondo il professore di scienze alle superiori, aveva dimostrato che tutte le cose accadono simultaneamente, ma in luoghi diversi.
Nel cuore della notte, dopo che Meredith era stata placata dalla tettarella di gomma e dal denso latte artificiale con l'odore di lievito, quando i rumori esterni si affievolivano nel silenzio della casa, Lydia Blessing immaginava che in un appartamento di Park Avenue una Lydia invecchiata e pi saggia controllasse il menu di una cena con ospiti e dicesse a un gruppetto di bambini sovreccitati di cercare la balia e di andare a giocare al parco. L'unica cosa che non riusciva a immaginare erano i momenti di intimit con Benny. Le cose che si sarebbero detti, come l'avrebbe toccata, che sensazioni avrebbe provato lei. Chiss se il suo bacio le sarebbe sempre sembrato freddo, esitante e asciutto.
 giusto cos, vero, Lydie? aveva sussurrato lui in municipio, quando si erano sposati. Andr benissimo.
Un bambino deve avere due genitori, disse a Skip Cuddy, intrecciando le mani in grembo e guardando fuori verso il lago. Lui per rimase in silenzio.
Lydia Blessing aveva cinque anni quando Sunny era diventato amico di Benny Carton alla Vester. Hai una sorella, aveva sospirato Benny la prima volta che la bambinaia lo aveva accompagnato a casa loro. Poi aveva allungato la mano per toccare il nastro azzurro che le teneva raccolti i capelli.
Tu hai due fratelli, aveva replicato Sunny.
Non  lo stesso, era stato il commento di Benny.  brava?
A me  simpatica, aveva detto Sunny. Lei ricordava ancora quelle parole e la felicit che aveva provato. Sunny mi trova simpatica, mamma, aveva dichiarato quella sera a cena, dopo che il fratello era stato messo in castigo perch aveva trasformato il tovagliolo in una marionetta parlante e si era rifiutato di farla tacere.
Mi sembra normale, no? aveva osservato la madre.
 strana l'importanza che certe cose rivestono per i bambini. Si chiedeva quali parole avesse detto a Meredith senza riflettere e che la figlia invece ricordava in modo indelebile.
Mi sembra normale, no? Come se i sentimenti di Sunny non avessero pi peso di un tovagliolo posato sulle ginocchia o di un coltello da pesce con una sogliola di Dover. Ma era il tono sicuro di quel a me  simpatica che non avrebbe mai dimenticato. Da quel giorno lui e Benny erano diventati inseparabili, anche se adesso Benny era sepolto sotto una croce di pietra bianca in un piccolo cimitero sul mare vicino a Newport e le ceneri di Sunny erano in fondo al lago. Una brezza leggera le aveva sparse nell'aria e nell'acqua verde che lambiva la barchetta.
Chiuse gli occhi a quel ricordo. Skip continuava a restare zitto e lei voleva indurlo a dire qualcosa. Sono troppo vecchia per accollarmi anche solo una parte di responsabilit verso una neonata, dichiar a voce alta nello studiolo rivestito di legno, mentre lui si grattava la macchia sui pantaloni.
Quel tizio non mi piace per niente, aveva detto Benny, incontrandola a un ballo del club con un ragazzo pi grande della Vester. Ricordava anche quello. E che la
sua mano sul fondoschiena era sudata e le aveva lasciato una sensazione di freddo, quando erano usciti sulla terrazza affacciata sul piccolo zoo. Non mi piace come si comporta, aveva proseguito Benny mentre erano fuori, entrambi fumatori principianti con la sigaretta bene in vista tra le dita. Preferirei non scendere in maggiori dettagli.
Si era sporto sulla balaustra di pietra, la testa piegata di lato.
Ascolta, aveva sussurrato. Senti le scimmie? A lei sembrava di s, un esile fischio di disapprovazione, come la folla scontenta a un incontro sportivo udita dall'esterno dello stadio. Benny aveva sorriso. Si sentono anche dall'appartamento dei miei nonni. Da piccolo credevo che parlassero. Pensavo di riuscire a captare intere conversazioni nel linguaggio delle scimmie.
Che cosa si dicevano?
Non molto. In gran parte le stesse cose che ci diciamo noi. Il tempo. Pettegolezzi.
Che noia, aveva osservato Lydia. Fin da giovane, quando era pi dolce, pi malleabile, meno infiacchita dalla vita, aveva avuto un modo di fare che gli insegnanti definivano schietto.
Benny aveva riso di nuovo. Non era molto pi alto di lei e il modo in cui i capelli gli si arricciavano all'indietro sulle tempie preannunciava la futura calvizie. Aveva occhi neri con lunghe ciglia e una bocca sottile racchiusa tra due fossette, come un segno d'interpunzione. Era quello che gli aveva detto lei sulla terrazza e lui aveva riso.
Sei l'unica ragazza al mondo che mi piace, le aveva confessato, e glielo aveva ripetuto il giorno del matrimonio.
Quella mattina era ancora un po' ubriaco dalla sera precedente e succhiava mentine per evitare che l'impiegato se ne accorgesse, anche se in quei giorni passavano sopra a molte cose nella cappella del municipio, soprattutto se lo sposo indossava l'uniforme. Tre giorni dopo era stato inviato a una base in Georgia, pi a sud, e da l in Europa.
Nelle sue lettere lasciava intendere tra le righe che la sua conoscenza delle lingue lo avrebbe tenuto lontano dai pericoli.
La madre aveva mandato Lydia in campagna per lo stesso motivo, o almeno cos aveva sostenuto.
Sono passati sessant'anni dall'ultima volta che c' stato un bambino in questa casa, disse Lydia Blessing.
Aveva ricevuto il telegramma con la notizia della morte di Benny il giorno in cui Meredith aveva mosso il primo passo, lanciandosi dall'ottomana al tavolino del soggiorno. Il padre di Benny aveva mandato Un'automobile per portarla alla messa in memoria a St. Stephen's, poi l'aveva condotta nella biblioteca del grande appartamento in Fifth Avenue e le aveva chiesto se Meredith poteva andare a Newport con loro per un mese tutte le estati. I tre figli dei Carton erano tutti morti, uno di scarlattina, un altro in guerra due settimane prima del fratello. Soltanto Benny aveva avuto il tempo di sposarsi. Ti prego, di' di s, aveva mormorato la signora Carton nell'ingresso. O anche pi spesso, se vuoi.
 un'ottima occasione per Meredith, aveva detto Ethel Blessing quando i genitori erano andati in campagna per il fine settimana.
Cherchez l'argent, aveva commentato la figlia amareggiata, ma Ethel Blessing, che non aveva frequentato la Bertram come molte altre mamme delle amiche di Lydia, ed era stata istruita in casa da una istitutrice che parlava francese con accento tedesco, si era limitata a replicare:
Hanno una bella casa. Sono brave persone. Come se le due cose coincidessero, diciotto stanze equivalenti a un ottimo carattere.
Per un po' Lydia era rimasta nella casa di campagna, trovando pi comodo quell'interludio, con la signora Foster che cucinava e la bambinaia che accudiva Meredith. Non riusciva a immaginare come avrebbe potuto salutare Frank Askew una volta tornata in citt, come poteva fingere lo sguardo neutro, disinteressato, le cordiali frasi di circostanza che ci si aspettava da una ragazza quando si rivolgeva ai padri delle sue amiche. Le era difficile immaginare di incontrare la moglie e le figlie in Central Park con Meredith e di osservare i loro sguardi posarsi sul viso della bambina con un'espressione di riconoscimento prontamente mascherata. Era pi facile ricordare che in genere spettava alle bambinaie portare i bambini al parco e che dentro le pesanti carrozzine, con le loro cuffiette ricamate, tutti i bambini si assomigliavano. Come se potessero essere figli di chiunque.
Trascorreva le pigre mattinate estive a passeggiare intorno al laghetto, piangendo, pensando a come trovare un posto dove abitare a New York e a quando sarebbe stato pi opportuno tornare. Piangeva per il marito, non perch lo aveva sposato senza amore, ma perch, se fosse sopravvissuto, lei avrebbe dovuto fingere il contrario, finch non fosse trascorso un tempo sufficiente da permettere loro di raggiungere quella condizione passiva di compromesso tipica di molte coppie della buona societ.
Di pomeriggio portava la bambina con s sulla barca e remava da una sponda all'altra del lago, mentre la bambinaia, in piedi sul pontile, si guardava corrucciata le scarpe infangate.
La barca era ancora in riva al lago, bianca e splendente.
Ricordava che Skip l'aveva pitturata la settimana prima e, con quel ricordo, le torn in mente l'immagine di lui, chino e furtivo, e cap che da giorni lavorava portandosi appresso ovunque la neonata.
Non riesco a immaginare che genere di persona possa abbandonare un neonato in un modo simile, disse.
Un mese dopo la morte di Benny aveva ricevuto la sua ultima lettera. Le annotazioni sulla busta e i vari timbri ufficiali indicavano chiaramente che era andata smarrita dopo essere stata imbucata. La sua grafia era difficile da decifrare, lo scarabocchio mancino di uno studente disordinato.
Aveva aspettato fino al settimo mese prima di scrivergli del bambino e, saputo della sua morte, aveva sperato che la sua lettera non lo avesse raggiunto in tempo. Erano stati in un piccolo hotel di Gramercy Park per tre notti durante le quali lui non aveva saputo fare l'amore con lei nel solito modo. A quell'epoca Lydia aveva pensato che fosse il modo di fare tipico di Benny, tenero, esitante, generoso, un po' infantile, come se fossero ancora ragazzi nello spogliatoio durante una lezione di ballo.
Cara Lydie, le aveva scarabocchiato, sono davvero felice del bambino. Spero che sia una femmina e che ti assomigli.
Il pensiero pi felice che ho qui  che un giorno torner a casa e ci sarai tu e il bambino e la nostra vita sar quella di una famiglia normale e tutto questo sar soltanto un brutto sogno. Quando ci penso, mi sento a posto. Con amore, Benny (tuo marito).
Quelle parole messe tra parentesi sembravano scritte apposta per convincere, per rammentare a se stesso. E a lei. A Benny erano sempre piaciuti i bambini. Era il genere di ragazzo che aiutava i pi piccoli con le costruzioni a una festa di compleanno, mentre gli invitati pi grandi sfasciavano il soggiorno e si tiravano pezzi di torta. Era il genere di uomo capace di trascorrere ore e ore a spingere un bambino sull'altalena a Central Park. Lei era riuscita a immaginarselo mentre cantava filastrocche senza senso o spingeva la carrozzina per il parco sotto lo sguardo di disapprovazione della bambinaia. Signor Carton, signore, avrebbe protestato. Signor Carton! Questo  il mio lavoro.
L'aveva accompagnata per tutta la vita, quell'immagine tratteggiata in poche semplici parole, quell'idea di una vita parallela con Benny in poltrona che perdeva a poco a poco i capelli e Meredith che assomigliava ogni giorno di pi a sua madre, o magari a Benny, anzich a Frank Askew.
Una settimana dopo aver saputo della morte di Benny, era arrivato uno scatolone dalla cartoleria di Madison Avenue. Quando l'aveva aperto, ci aveva trovato numerose scatole di carta da lettera cru. Signora J. Bennet Carton era l'intestazione in corsivo color caffellatte.
Blessing's, Mount Mason. Le sarebbe bastata per anni e anni.
Era una giornata d'inverno, una spessa coltre di neve ricopriva il tetto e gli alberi; nel silenzio rotto solo dallo scoppiettio della legna nel camino del soggiorno, Lydia aveva guardato i fogli e aveva capito, con assoluta certezza, come se si trattasse di documenti legali. La madre aveva deciso di relegarla per sempre in esilio a Blessing's. Non si sarebbe pi addormentata cullata dal rumore delle auto che avanzavano lente nel traffico dell'East Side. Lo sapeva.
Lydia ignorava come, ma sua madre sapeva. Il peccato che Lydia Blessing credeva di aver nascosto alla perfezione era noto ad alcuni e doveva essere tenuto nascosto a tutti gli altri. Aveva gettato nel fuoco una delle scatole di carta da lettere, poi un'altra, finch le fiamme blu e arancioni le avevano ghermito la mano destra, e avevano gonfiato e annerito la vernice della mensola del camino.
Sono contenta che abbia deciso di restare, aveva detto la signora Foster quando Lydia l'aveva informata che avrebbe soggiornato l ancora per un po'. La citt non  adatta per crescere una bambina.
Il lato pi giovane di Lydia aveva punito la madre esiliandola, almeno in effigie, cancellando tutte le tradizioni e le cerimonie che Ethel aveva avuto sempre tanto care a Blessing's. Dato che aveva considerato se stessa sempre e soltanto come Lydia Blessing, si fece stampare della carta da lettere col proprio nome, in un impeto di ribellione che aveva sorpreso persino lei, quando la carta e le buste erano arrivate. Come aveva fatto con i biglietti ricevuti dalla madre, in parte bruciati, oppure archiviati nella soffitta sopra la rimessa, allo stesso modo seppell le formalit che avevano definito la vita della madre e delle sue amiche.
Per un certo periodo la vita a Blessing's era stata irregolare: panini preparati da altre vedove che arrivavano per i fine settimana e mangiavano a orari strani, nuotando con indosso la biancheria insieme a uomini che fingevano di nutrire interesse per le donne. Aloni bianchi dei bicchieri sui comodini, uno shaker per il Martini sempre pronto in frigorifero, il lieve cigolio delle porte delle camere che si aprivano e si chiudevano nel cuore della notte.
Tuttavia, per quanto leggermente trasgressivo, anche quel modo di passare il tempo si era trasformato in una consuetudine e dopo un po' le nuotate erano diventate noiose e a volte rappresentavano un serio pericolo per gli ospiti ubriachi, e tutti cominciavano a desiderare pasti migliori.
E cos, prima di rendersene conto, anche la vita di Lydia si era trasformata in una serie di piccole cerimonie.
Le feste in casa ora si limitavano a una o due coppie sposate da tempo
che pernottavano nel fine settimana e i pettegolezzi ruotavano intorno
ai figli e agli amici dei figli, anzich a loro. La mattina si giocava a tennis, nel tardo pomeriggio a croquet, la domenica si pranzava con Bloody Mary e omelette con erbe dell'orto (in estate) o formaggio del contadino che allevava capre in fondo alla strada (d'inverno).
Durante la settimana Lydia giocava a golf tutti i mercoled, nuotava e faceva una partita a tennis con la sua amica Jess.
Vuoi sapere qual  il mio desiderio di compleanno? le aveva confessato Jess quando aveva compiuto trent'anni, un mese dopo Lydia. Che tu incontri un uomo perbene e ti risposi e abbia tre figli che giochino con i miei e quando saremo vecchie ci metteremo sedute in riva al tuo laghetto e parleremo dei vecchi tempi, mentre i nostri nipoti nuotano come facevamo noi.
Purtroppo niente era andato come avrebbe voluto Jess.
I suoi figli l'avevano accompagnata e avevano nuotato nel lago con Meredith, ma non c'era stato nessun altro marito per Lydia e nemmeno altri bambini e col tempo era diventato chiaro che non ci sarebbero stati neppure dei nipoti.
Jess non era invecchiata, si era ammalata. Lydia aveva passato ore al suo capezzale, tenendole la mano, e Jessie aveva esclamato: Dannazione, che fregatura. E anche Lydia si era sentita ingannata.
In seguito non aveva avuto pi voglia di giocare a golf o a tennis e in breve non era pi riuscita a tenere in mano una mazza, con l'artrite alle mani e alla schiena. I fine settimana con la casa piena di ospiti avevano lasciato spazio alle occasionali visite di Meredith col marito, gli occasionali pranzi con l'avvocato, le occasionali cene con Jeanne, la figlia di Jess, e suo marito Ed. Una serie di rituali aveva lasciato il posto a un'altra, come l'estate cede il passo
all'autunno, non per scelta, ma per inevitabile tradizione. A
volte pensava a Benny che leggeva il giornale in poltrona e perdeva i capelli, pi spesso lo immaginava da ragazzo mentre ascoltava i discorsi delle scimmie, la testa piegata di lato, cercando di capire che cosa si stessero dicendo.
Pensava a lui e a Meredith che remavano sul lago, ridendo.
Sospir. Il pensiero delle scimmie l'aveva rattristata, ammorbidendole la voce. Charles, disse. Adesso che sono al corrente di questa peculiare catena di avvenimenti, il minimo che tu possa fare  di portarla fuori. Tenerla perennemente al chiuso non le fa bene.
Lui finalmente si decise a parlare, forse perch il ghiaccio della sua voce si era sciolto. Non posso star fuori con lei, signora, replic. Se Nadine la vede, lo riferir al signor Foster, che lo dir a qualche collega, che a sua volta ne parler con la moglie, e allora la gente dir che l'ho rapita, oppure che  di qualche ragazza con la quale, come immagino direbbe lei, me la sono spassata. La voce comincer a circolare e allora arriver qualche incaricato da me e scoppier un casino e chiss che cosa potrebbe succedere.
Sciocchezze! A chi vuoi che interessi una bambina?
Tutte le voci del passato riaffiorarono in un unico grande coro - Frank, sua madre, Benny, suo padre, persino Meredith - a ricordarle che una bambina poteva cambiare tutto.
Lei non capisce come vanno le cose da queste parti.
Sciocchezze! Vivo a Mount Mason da prima che tu nascessi.
No, signora. Lei vive a Blessing's. E tutta un'altra cosa.
Skip lanci un'occhiata verso la cucina. Guardi, le faccio un esempio: lei ha comprato il tavolo della cucina all'incirca quindici anni fa nel negozio di mobili di Harrison.
Era un'occasione. Credo che l'abbia pagato intorno ai duecento dollari, esatto?
La vecchia annu controvoglia.
Vede, mio padre fa l'autotrasportatore, ma a volte, per arrotondare, faceva anche consegne in citt.  stato lui a consegnare questo tavolo. Il signor Harrison gli disse che lei aveva comprato il pezzo pi economico dell'esposizione, mio padre raccont a tutti i suoi amici al bar che lei, signora, non gli diede neppure la mancia, e quando lui le chiese da bere, lo mand fuori, alla pompa.
Lydia Blessing lo ascoltava con le labbra serrate. Che cosa c'entra questo con la nostra discussione, Charles?
Tutti sanno tutto di tutti da queste parti.  una delle cose risapute  che la sua famiglia  la pi ricca della vallata.
Perci, immaginiamo che una ragazza abbia un bambino, ma sia senza un soldo o senza un posto decente in cui vivere o roba del genere. Forse  una di quelle ragazze grasse di cui si sente parlare al telegiornale, che rimane incinta e nessuno se ne accorge, pensando che sia ingrassata e basta.
Questa ragazza potrebbe pensare che, se partorisce in bagno e poi lascia il neonato qui, lui avr una vita magnifica.
Al mattino tennis, di pomeriggio croquet. Una governante, un lago, voci di un mucchio di soldi. Cap che aveva ragione lui. Per replic: Charles, ho ottant'anni. Mia figlia, che non ha mai avuto bambini, ne ha sessanta. Nessuna persona con un po' di buon senso penserebbe che questa famiglia possa prendersi cura di un bambino.
La gente pensa un sacco di cose di questo posto. E poi, magari, chi credeva di aver lasciato un neonato con delle persone ricche va al Wal-Mart o al supermercato e sente che io ho questa bambina e che adesso, invece di abitare a Blessing's, la bambina vive sopra il garage, che forse non  meglio del posto dove abita sua madre.
Scusami tanto, sai, ma i Foster hanno trovato l'appartamento perfetto per allevare tre figli. Non se ne sono mai lamentati.
No, signora. Scommetto di no.
Avrebbe dovuto convocarlo e licenziarlo. Erano state queste le sue intenzioni quando aveva mandato Nadine alla legnaia a chiamarlo. Chiss perch non l'aveva fatto. Era cos difficile trovare del buon personale. E la bambina aveva continuato a dormire per tutto il tempo che lo aveva aspettato, la notte di quel terribile temporale, mentre lui spegneva l'allarme e controllava che il principio d'incendio sul tetto della stalla non si propagasse sotto la fitta pioggia di luglio.
Sono due settimane che lavoro tenendomela legata al collo, continu Skip parlando in fretta. Non funziona sempre, ma nella maggior parte dei casi s. E adesso ha preso degli orari abbastanza regolari. Per ora devo tenerla nascosta. E questo  un ottimo posto per farlo.
La signora Blessing si drizz a sedere. Devo pensarci, disse. Intanto, mi pare che la staccionata sul lato sud del viale stia per cedere. Possiamo aggiustarla senza doverla sostituire del tutto?
Ecco di nuovo quel sorriso storto. Ho gi ordinato dei sostegni di acciaio da inchiodare dietro i paletti, fu la risposta.
Li fisser insieme e per un paio d'anni staremo tranquilli.
E la bambina?
La terr davanti nel marsupio.
Puoi anche lasciarla qui, ogni tanto. Sul retro c' una camera da letto con una culla.
Non posso correre rischi, con Nadine, le fece presente Skip. E poi, dovrebbe restare da me. E la mia bambina.
Tutti i bambini hanno bisogno di un nome, Charles.
Ci sto pensando. In fondo, la maggior parte della gente ha nove mesi per sceglierlo. E poi finora non ero sicuro di poterla tenere. Non ce la facevo a darle un nome se poi non la potevo tenere.
Pi tardi, mentre cenava al tavolo accanto alla finestra, con il sole che si scioglieva arancione nel lago, Lydia ricord che doveva esserci un orsacchiotto da qualche parte di sopra. Forse stava su una vecchia poltrona in una delle camere sul retro che veniva usata quando arrivavano in visita dei bambini, anche se non succedeva pi da molti anni. Era l'orsacchiotto di Benny da piccolo. Aveva il pelo tutto consumato sulla pancia e sulla testa e un'imbottitura dura e poco maneggevole. La piccola Meredith lo teneva stretto tra le braccia una mattina, quando aveva cinque anni, dopo aver viaggiato tutta la notte a bordo della grande auto dei Carton di ritorno da Newport. La signora Foster le aveva preparato una tazza di cioccolata e dei muffin.
C'era anche Sunny, che dormiva nella sua vecchia camera e, avendo sentito arrivare la macchina, era sceso con una vestaglia a quadri, i capelli biondi tutti arruffati.
Il mio pap era un bravo pap? aveva chiesto Meredith a Lydia e la signora Foster si era bloccata per un attimo, mentre versava un cucchiaio di panna montata nella cioccolata.
Lydia stava cercando una risposta, quando Sunny si era seduto accanto alla bambina, accostando la faccia alla sua.
Benny Carton era il pap migliore del mondo, aveva detto, stringendola forte. Lydia era salita di sopra a piangere.
Non lo sapeva, ma era ci che Meredith avrebbe ricordato per sempre. Sbirciando dentro la camera, aveva visto la madre, di solito severa e poco espansiva, che piangeva, e per tutta la vita, anche da adulta, avrebbe serbato quel ricordo d'infanzia come un tesoro dolce e prezioso. Ovviamente non poteva sapere che Lydia Blessing piangeva per se stessa, per la vita perduta, e per qualcosa nella voce di Sunny che non aveva mai udito prima. Nemmeno Lydia lo sapeva.
Si alz lentamente dalla scrivania e sal di sopra, super le porte chiuse delle camere che davano sul corridoio e and a cercare l'orsacchiotto.
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CAPITOLO 9.
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...
Jennifer, la figlia di Nadine, attravers il prato a lunghe falcate. Sotto la gonna i muscoli delle cosce guizzavano energici. Aveva il fisico da nuotatrice e lo era stata alla Mount Mason High School. Portava i capelli neri raccolti in una lunga coda di cavallo. Skip si sforz di non fissarla con troppa insistenza. Ai suoi piedi, l'intrico delle radici del salice scompariva sott'acqua e due pesci persici dalla bocca larga agitavano le pinne, dando l'impressione di guardare proprio verso di lui. In un cesto nascosto tra i rovi c'era la bambina addormentata. Dopo il temporale del 4 luglio non pioveva da due settimane e l'erba scricchiolava sotto i piedi di Jennifer a ritmo con i suoi passi.
Skip prov ad annusarsi l'ascella senza alzare il braccio.
Non troppo male, anche se l'odore di nafta della sega circolare si mischiava con quello della pasta di zinco che aveva messo alla bambina. Ma forse Jennifer Foster non sapeva che odore avesse la pasta di zinco. In effetti ricordava vagamente quello della nafta.
Ciao, lo salut lei. Scusa se ti disturbo.
Aveva uno strano modo di parlare, come se fosse pi grande della sua et. Non perse tempo a presentarsi n a chiamarlo per nome. A Mount Mason nessuno aveva l'abitudine di fare le presentazioni. Skip sapeva che il padre aveva fatto parte di una qualche forza di pace in Corea, dove aveva sposato Nadine, e poi l'aveva portata negli Stati Uniti insieme alla bambina, quando era riuscito a farle espatriare.
Skip sapeva che Craig Foster non rivolgeva pi la parola ai parenti dal giorno in cui uno dei suoi zii, in occasione di una grigliata per il Memorial Day, aveva dichiarato che Craig andava a letto col nemico. Quasi tutti gli altri Foster avevano concordato con questo zio che, dissero, non voleva essere offensivo, visto che comunque Nadine era e restava una strega antipatica a tutti. Skip sapeva che Jennifer lavorava mezza giornata all'ospedale e frequentava la scuola per infermiere della contea, cosa che lo stupiva, dato che gli sembrava una ragazza portata per il college. Skip sapeva anche che non aveva mai avuto un ragazzo fisso, con grande sollievo delle madri di Mount Mason, perch, nonostante la buona educazione e la bellezza, non era di pelle bianca. Sembrava sempre abbronzata. Era il contrario in tutti i sensi delle altre ragazze di sua conoscenza, che, finita la scuola, rimanevano incinte e ingrassavano.
Torna subito qui! grid Nadine dalla finestra della cucina, con quel suo buffo modo di parlare a scatti, come se fosse sorda.
Jennifer non alz proprio gli occhi al cielo, si limit a inarcare leggermente le sopracciglia. Probabilmente sapeva che la madre di Skip era morta. E che durante le superiori era vissuto con gli zii in una di quelle case di assi con le minuscole verande di Front Street anzich con i genitori in una delle villette di mattoni circondate da alberi nella vallata come aveva fatto lei. E di sicuro era a
conoscenza, dal suo modo di sorridere cordiale ma con un'ombra di sospetto nello sguardo, della detenzione nel carcere della contea.
Vuole te, grid Nadine.
Prima mi manda qui a riferirti un messaggio a proposito della stalla. Poi mi grida di tornare a casa. Jennifer Foster scroll la testa, poi alz lo sguardo. Non  un albero magnifico? Da piccola mi piaceva sedermi a leggere qui sotto. Se piove non ci si bagna, a meno che non diluvi.
Bisogna curarlo, spieg Skip, posando le cesoie nella carriola. I rami crescono troppo e alcuni non sono abbastanza forti e possono spezzarsi per il vento, portando con s anche quelli sani. Lei li trascura un po'. Intendo la signora Blessing.
Jennifer Foster sorrise. So a chi si riferisce il lei da queste parti, disse.
A guardarla era difficile credere che fosse la figlia di Nadine
e Craig Foster. I genitori insieme formavano una coppia da variet. Craig era un omone alto con le spalle strette, la fronte pallida e spaziosa, i capelli castani brizzolati e un paio di baffi che gli davano un'aria ridicola, come se fossero finti.
Nadine era tutt'un altro tipo: aveva il fisico minuto e asessuato di un ragazzino, le gambe leggermente arcuate, le braccia muscolose e altrettanto storte. La faccia piatta era deturpata da una misteriosa cicatrice lungo una guancia, in parte taglio, in parte ustione. Skip l'aveva sempre vista con i capelli tirati indietro in una coda e con indosso jeans e camicie da uomo. Gli unici accessori che sfoggiava erano un orologio digitale che suonava ogni quindici minuti e la fede nuziale.
 come sbattersi una tavola di legno, aveva detto Chris una volta che avevano visto insieme i Foster in citt.
Era crudele persino immaginarsi Jennifer con loro due.
Skip non si capacitava di come due persone con il loro aspetto ne avessero generata una come lei. I bastardi, Skippy, aveva detto Chris, sono quelli che producono i cani migliori. Chris usava sempre espressioni volgari.
Una sera al McGuire's Skip aveva offerto una birra a Shelly.
Avevano cominciato a frequentarsi da poco, se poteva definirsi frequentazione il fatto che due persone si ubriachino al bar, tornino a casa insieme, facciano l'amore e poi si addormentino a smaltire la sbornia. Chris allora aveva detto: Shelly, le tue tette non sarebbero tanto grosse se tu non fossi cos grassa. Skip si aspettava che lei gli buttasse in faccia la birra, cosa che almeno lo avrebbe indotto a rispettarla.
Invece era corsa in bagno a piangere. Quella sera Skip era tornato a casa da solo. A volte si chiedeva se non fosse stato Chris a metterla incinta. Chris si divertiva ad andare a letto con le ragazze che odiava.
Nadine avanzava verso di loro a passo di marcia, stringendo in mano uno strofinaccio a righe bianche e rosse come una bandiera, o forse un'arma per fustigare entrambi.
Sei sorda? chiese.
Arrivo.
Lei vuole vedere te, ripet Nadine a Jennifer, poi si gir verso Skip e socchiuse gli occhi che gi erano due fessure nel piccolo viso piatto. Aveva la capacit, o nel suo caso la maledizione, di farti vedere come ti vedeva lei. Skip immaginava gli aloni di sudore sulla maglietta grigia, la sporcizia impiastricciata sul viso, il grasso sulle mani.
Vuole vedere anche te. Dice di andare al garage, rimettere a posto le cose, ripulirti e andare da lei.
Perch?
Non chiedere a me, rispose Nadine, agitando lo strofinaccio, mentre si incamminava verso la casa.
Scommetto che anche tu sai chi  lei, osserv Jennifer.
Eccome se lo sapeva. Erano diventati complici di una cospirazione.
Le istruzioni che la signora Blessing aveva dato a Nadine significavano che li stava osservando col binocolo e sapeva che Skip aveva la neonata con s: doveva riportarla all'appartamento prima di presentarsi al suo cospetto.
Due giorni prima una donna era arrivata inaspettatamente dalla citt per consegnare delle fodere che erano state lavate.
Skip stava riparando la staccionata con la bambina nel cesto ai suoi piedi ed era rimasto sbalordito alla vista della padrona che si sbracciava verso di lui da una finestra del secondo piano, agitando il foulard a fiori come una sgargiante bandiera di avvertimento. Charles, gli aveva detto la sera precedente, se devi andare in citt, devi lasciarla qui con me. Puoi aspettare quando Nadine  tornata a casa.
Che cosa far se si sveglia e piange perch ha fame? aveva chiesto lui.
Per amor del cielo, ho avuto una figlia anch'io, aveva risposto la vecchia signora, ma qualcosa nella sua espressione stizzita gli aveva fatto capire che anche lei si stava chiedendo la stessa cosa.
Aveva osservato attentamente le finestre che si affacciavano sul lago, poi aveva messo il cesto sulla carriola. La bambina era sveglia, fissava il cielo e cercava di mettersi il pugno in bocca. Sulla sommit del capo aveva un ciuffo di capelli a forma di stella di cui lui era stranamente fiero e muoveva la lingua tra le labbra come se stesse assaporando l'aria. Si era graffiata una guancia con le piccole unghie affilate.
Skip sapeva che la signora Blessing avrebbe avuto da ridire in proposito. Lui stesso aveva provveduto a tagliarle le unghie, un'operazione che lo aveva innervosito al punto da costringerlo a fermarsi un paio di volte. Skip non sapeva neanche in quale posizione farla dormire. Un libro diceva sulla schiena, per evitare il rischio di morte in culla, e un altro, acquistato di seconda mano per un quarto di dollaro, affermava sulla pancia, per evitare il soffocamento causato da un eventuale rigurgito. Lui aveva deciso di alternare, anche se gli capitava di dimenticare come l'aveva messa l'ultima volta. A leggere tutti quei manuali si chiedeva come fosse possibile che una persona uscisse viva dall'infanzia. O
dalla paternit. Avevano passato un'altra nottataccia, quando la piccola non aveva voluto dormire n mangiare, ma solo essere tenuta in braccio. Con la testa che ciondolava da una parte all'altra sull'esile collo, aveva smesso di piangere solo per succhiare rumorosamente prima la stoffa della sua camicia, poi il suo naso. Per fortuna era domenica e lui non era rimasto indietro con il lavoro, ma aveva dovuto lasciarla per qualche tempo da sola sulla branda nella camera in fondo per trovare un po' di pace.
Devi lasciarla piangere finch non si stanca, gli aveva detto la vecchia signora il giorno dopo, quando lui aveva commesso l'errore di raccontarglielo. Era quello che si faceva quando mia figlia era piccola. Altrimenti crescer terribilmente viziata.
Skip non aveva ribattuto. Secondo lui tutti avevano il diritto di essere viziati, soprattutto se non erano pi grandi di una marmotta.
La guard dormire, riempiendosi di lei, del semplice fatto che fosse viva, respirasse e crescesse giorno per giorno affidata soltanto alle cure di Skip Cuddy. A volte gli sembrava che lei si sforzasse di guardarlo, anche se i libri spiegavano che non era ancora in grado di mettere a fuoco le immagini. Di sera, la portava fuori un'oretta o due, sdraiandola sulla riva pi lontana del lago sopra una coperta ripiegata perch l'umidit del terreno non le bagnasse la tutina.
Charles, protestava la signora Blessing,  troppo umido laggi. Portala pi vicina a casa. Ma a volte lui desiderava solo averla tutta per s. I pipistrelli facevano giri della morte sopra di loro e gli uccelli cinguettavano festosi nascosti tra il fogliame al crepuscolo. Avrebbe voluto poterla esporre di pi alla luce del giorno, anzich tenerla sempre raggomitolata dentro il marsupio. I libri dicevano che i raggi del sole facevano bene ai neonati. La prossima giornata libera l'avrebbe portata lontano, a una mezz'ora di macchina, e avrebbe trovato un parco dove spingerla nel passeggino. Se glielo avessero chiesto, avrebbe risposto che era figlia sua. Aveva persino provato la scena davanti allo specchio. Sono il padre, diceva. Ha quattro settimane.
S,  una bambina. Oh, circa quattro chili e mezzo.
S,  brava,  proprio una brava bambina. Si guardava allo specchio soddisfatto, finch non si ricordava di essere solo e si sentiva un idiota.
Dopo averle dato il biberon, averla deposta su un fianco ed essersi infilato una camicia pulita, Skip buss alla porta di servizio della casa padronale. Nadine lo condusse in soggiorno. A Skip torn in mente una gita che aveva fatto in prima media alla casa natale di George Washington a Mount Vernon.
Sopra il camino di pietra era appeso un grande ritratto a olio di un uomo, mentre la parete opposta era occupata da alcuni acquerelli floreali. Lydia Blessing era seduta in poltrona tra il camino e la finestra, con il binocolo appoggiato al tavolino di madreperla accanto a lei. C'erano anche una tazza di t e un giornale con sopra una lente d'ingrandimento.
Era vestita come sempre, con una camicia bianca e una lunga gonna blu. Alla luce radente della finestra, Skip le vedeva il cuoio capelluto sotto le onde sottili della chioma argentea. Jennifer era seduta al pianoforte. Sembrava che nessuno occupasse mai i posti a sedere del soggiorno, a parte la signora Blessing.
Sciocchezze, stava dicendo a Jennifer. Skip aveva notato che era una delle sue espressioni preferite.
Veramente sono solo al primo anno, replic Jennifer.
Pu darsi che alla fine del prossimo anno avr un'idea pi precisa di quello che voglio fare.
Dovresti frequentare un corso quadriennale in un college di prestigio, replic Lydia. Magari uno delle Seven Sisters.
La gente deve farsi gli affari suoi, borbott Nadine alle spalle di Skip, ma abbastanza forte da far voltare le due donne.
Charles, disse la signora quando lo vide, ti presento Jennifer Foster. Mi fido di lei senza riserve. Pos una mano sulla spalla di Jennifer, il colore diafano della sua pelle messo in risalto da quello ambrato della ragazza. L'ossatura della mano di Lydia spiccava nitida sotto la pelle macchiata, come se il suo corpo si andasse assottigliando sotto la costante pressione degli anni. Era una delle prime cose che Skip aveva notato in lei, oltre al fatto che indossava come unico gioiello soltanto la fede nuziale. Sul tavolino di madreperla c'era una vecchia fotografia in bianco e nero di una giovane con un vestito bianco. Si rese conto che da ragazza Lydia non aveva nulla di femminile: naso dritto, bocca sottile, occhi grandi, fronte alta, niente di morbido o arrotondato, come se fosse stata modellata apposta per invecchiare con dignit.
Ci conosciamo gi, disse Jennifer. A parte il Charles.
Frequentavamo la stessa scuola.
Mi chiamo Skip, precis Skip, arrossendo.
Charles, prima che mi dimentichi, continu la signora Blessing, non sono soddisfatta di quello che stai facendo al salice. Non c' motivo di potarlo. Quell'albero ha una forma particolare. Non  come un acero o un olmo. Il peso di un salice cade verso il basso. Vorrei dargli un'occhiata prima che tu intervenga di nuovo. Quegli alberi li ha piantati mio padre. Sono insostituibili.
S, signora. Ma sar meglio che lo faccia in fretta. Met dei rami di quell'albero sono secchi. E da qui non pu vedere l'edera velenosa che ci  cresciuta intorno. I picchi ci banchettano, e se scoppier un altro bel temporale, come succeder dal momento che siamo a luglio, potrebbe portarsi via pure i rami buoni. E quello che  successo l'ultima volta. Se ricapita, l'albero di suo padre finir nel lago e io dovr trainarlo fuori con il trattore.
Skip sentiva lo sguardo di Jennifer su di s. Anche lui era affezionato al salice.
Quell'albero  cresciuto benissimo per sessanta e passa anni anche senza di te, Charles, ribatt Lydia.
Si, signora.
E andr avanti ancora altrettanto.
No, signora. Ho chiamato quelli della forestale e mi hanno detto che ogni anno dovrei potare un terzo dei rami pi piccoli. E c' un'altra cosa: occorre riparare il tetto della stalla, proprio accanto alla porta del pagliaio. E il punto dove  caduto il fulmine l'ultima volta. Va fatto.
La vecchia si alz in piedi. Quando si muoveva, i suoi abiti diffondevano un intenso profumo, come i cespugli di lavanda nelle aiuole accanto alla rimessa per le barche.
Occupatene tu, disse, avvicinandosi al pianoforte e sfogliando gli spartiti sul leggio.
Credo che sia un lavoro troppo grosso per me. Qualcuno deve aver
sparato in quel punto, magari a caccia di piccioni o colombi, e poi la pioggia...
Senza fermarsi, n voltarsi a guardarlo, lei continu a muoversi con una certa grave dignit nella precisione dei gesti lenti e faticosi. Osservando la sua schiena curva, Skip si rese conto che da giovane doveva essere stata alta quasi quanto lui.
Fallo riparare, concesse.
Jennifer Foster lo segu fuori fino allo slargo circolare del viale e si ferm accanto alla sua macchina blu. Gettati sul sedile c'erano una borsa di paglia e un paio di occhiali da sole. Sul cruscotto era sistemato un panda di peluche con una maglietta con scritto Figlia numero 1 !. Skip immagin che fosse un regalo del padre.
Mi pare che tu possa potare il salice, gli disse. Se lei non obietta apertamente, allora significa che  d'accordo.
Se non  d'accordo, invece, te lo dice.
Sei la sua interprete?
In un certo senso, s, rispose Jennifer sorridendo. La conosco da molti anni. Ricordo che in prima media volevo tagliarmi i capelli e lei mi disse: Non se ne parla nemmeno.
Avresti dovuto sentirla quando le dissi che mi ero iscritta alla Mason County Community.
Voleva che andassi al college?
Vuole che vada alla Wellesley. O alla Smith.
Non le ho mai sentite nominare.
Sta aspettando! strill Nadine dalla finestra della cucina.
Scusa, mormor Jennifer, devo tornare dentro a suonare il pianoforte. Lei dice che cos le risparmio l'accordatura.
Sorrise di nuovo, poi socchiuse gli occhi, guardandolo contro sole. Dovresti riparare la stalla e basta. Non c' bisogno di chiederlo a lei, quando c' un problema che riguarda la stalla.
Da quanto tempo la conosci? chiese Skip.
Da quando sono arrivata a Mount Mason. All'inizio volle che mia madre mi portasse qui per soddisfare la sua curiosit, immagino. E poi voleva assicurarsi che non parlassi coreano in casa. Gli americani devono essere americani, ripete sempre.  ovvio che non conosce mia madre: non mi lascerebbe parlare coreano sull'aereo, figuriamoci a Mount Mason.
Quindi per te  un po' come una nonna?
Non proprio. So che sembra strano, ma la considero piuttosto un'amica. Da principio pretendeva di organizzarmi la vita, come fa con tutte le cose qui, sai. E ogni tanto ci prova ancora. Ma credo di esserle piaciuta, alla fine.
Anche tu devi piacerle.
Perch?
Ti ha permesso di entrare in casa. Credo che i Foster non abbiano mai avuto questo privilegio, tranne che per servire a tavola o accendere i camini.  fatta cos. E da quando ci sei tu, sembra pi attiva, in un certo senso. Pi di buonumore che in passato.
Non sono sicuro di piacerle. Forse pensa solo che lavoro bene.
Per lei  la stessa cosa. Aggiusta quel tetto e basta.
Il fatto  che non posso farlo da solo. Ci vuole qualcuno specializzato. Occorrono impalcature e scale speciali.
Non  un lavoro per una persona sola.
Allora chiama chi possa farlo. Lei protester, poi per pagher. Non va mai gi alla stalla, ma le piace che sia in ordine. Suo padre l'aveva fatta costruire per le vacche e sua figlia ci teneva i cavalli.
A me sembra uno spreco. Non la usa nessuno.
A lei non interessa. Vuole solo che sia a posto. Suo fratello mor l dentro. C' una lapide, accanto ai cespugli di lill. Quando fioriscono, gliene taglio sempre un bel mazzo.
La prima volta che entrai in soggiorno, fu per mettere il vaso sulla tavola.
Non sapevo che fosse permesso seppellire le persone su una propriet privata.
Non sono sicura che sia sepolto l. Comunque, la signora Blessing pu fare tutto quello che le pare. Mio padre dice che pu trasformare la paglia in oro e l'acqua in vino.
Come nelle favole dei fratelli Grimm o nella Bibbia.
Credi che sia vero? Non la storia della paglia, ma il fatto che possa fare come le va senza pagarne le conseguenze?
Jennifer alz le spalle. Il punto  che quando ha bisogno di qualcosa, trova il modo di ottenerlo. E vuole che anche tu trovi un modo per ottenerlo.
Ho capito. Volevo dirtelo gi prima... la tua macchina ha il minimo basso. Se vuoi posso registrartelo la prossima volta che vieni qui. Sempre se vuoi,  chiaro.
Grazie, gli disse, con il tono di voce che le ragazze come lei usavano sempre a scuola per i tipi come lui. Mio padre ha un'officina e di solito ci pensa lui.
Ah, gi. Che stupido, lo sapevo.
No, no. Sei stato gentile. Dalla finestra sulla veranda provenne un bagliore improvviso. Non guardare, ma ci sta spiando.
Alla fine ti sei tagliata i capelli in prima media? domand lui.
Scherzi? Certo che no.
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CAPITOLO 10.
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Con una punta di irritazione la signora Blessing si accorse che erano state inventate molte cose per rendere infinitamente pi facile avere un bambino rispetto a quando l'aveva avuto lei. Invece della scomoda carrozzina con le grandi ruote, c'erano questi marsupi che permettevano di portare ovunque un neonato, lasciando libere le mani. Invece degli ingombranti cirip tenuti fermi dalle enormi spille da balia con la capocchia di bachelite rosa o azzurra, c'erano pannolini di carta con gli adesivi, decorati con personaggi di fantasia. Anche i biberon erano diversi, di plastica invece che di vetro, e avevano la tettarella sagomata.
Tutto ci rafforzava la sua convinzione che le giovani di oggi facessero molta meno fatica di quanta ne avesse fatta lei.
D'altro canto, era alquanto fiera del suo apparecchio per ascoltare a distanza i neonati. Skip glielo aveva consegnato con aria rassegnata, il compromesso tra lasciare la bambina da sola e permetterle di dormire nella grande casa quando lui non c'era. Con questo pu sentire tutti i rumori che fa, le aveva detto. Ma non stia troppo in ansia.
A volte emette qualche suono e poi si riaddormenta.
Lydia aveva acceso la trasmittente rosa. Non sento niente, aveva detto.
Ascolti attentamente.
Lei si era premuta la radiolina all'orecchio udendo il debole suono di un respiro veloce.
 lei"  aveva affermato Skip orgoglioso, aggiungendo, timidamente: L'ho chiamata Benedetta.
La signora Blessing corrug le labbra.
Mi piace, aveva proseguito lui. Non  uno di quei nomi inventati che vanno di moda oggigiorno, come Albachiara o Luna.
Ci sono bambine che si chiamano Luna?
Skip aveva fatto un cenno. Conosco un tizio... la sua ragazza ha avuto due gemelli e li ha chiamati Luna e Sole.
Buon Dio, aveva esclamato la signora. Era l'espressione pi vicina a una bestemmia che avesse mai pronunciato.
Che gliene pare di Benedetta?
Sono sicura che andr benissimo.
Mi  venuto in mente, cos.
Aveva aspettato che Nadine se ne andasse ed era uscito subito, per cercare di arrivare all'ufficio del pubblico registro automobilistico prima della chiusura e registrare la Cadillac della padrona. Ha appena mangiato e l'ho cambiata, aveva detto attraverso la porta di rete verso il soggiorno.
Dovrebbe dormire fino al mio ritorno. La sente?
La signora Blessing si era avvicinata la trasmittente all'orecchio.
Perfettamente, aveva risposto.
Dieci minuti dopo che era uscito, lei ud un lieve sbuffo e si convinse di avere la responsabilit di andare a controllare la bambina. Con grande fatica sal la scala fino all'appartamento; quando arriv in cima era sudata e le doleva una spalla. Si rese conto che l'altro rumore che sentiva attraverso il microfono
era quello dei ventilatori. Forse avrebbe dovuto acquistare un condizionatore. A questo pensiero, sbuff spazientita. Un'altra concessione per un'epoca di lussi. Ricordava che la bambinaia faceva bagni freschi a Meredith nelle giornate di luglio come quella. La bambina si agitava freneticamente e starnutiva tutte le volte che l'acqua le finiva negli occhi. Lydia temeva che potesse scivolare sott'acqua e annegare.
Questa bambina aveva l'aria pi robusta. La profonda piega di grasso sul gomito faceva apparire muscoloso il suo braccio. Muoveva la bocca come se succhiasse. Dormiva nel piccolo lettino in vinile che Skip aveva scaricato dal furgone insieme con un'altalena e un seggiolino per auto.
Mi ero sempre chiesto chi acquistasse alle svendite di roba usata, aveva ironizzato. Adesso lo so. Tutte queste cose mi sono costate solo dieci sacchi.
Lei apprezzava la parsimonia, soprattutto in coloro che non potevano permettersi di scialacquare. Ma prov una stretta di compassione alla vista della bambina, sempre pi graziosa come lo sono i neonati tutti rosei e paffuti, dentro il lettino pieghevole dai colori ormai sbiaditi. Era di qualche altro bambino, che l'aveva usato quando era nuovo.
Con delicatezza pos la mano, che ultimamente le tremava sempre, sopra la testa della neonata e sent le dita adattarsi automaticamente alla piccola rotondit del capo. Era la parte che preferiva nei neonati, perch sembrava la pi robusta, meno vulnerabile del tronco morbido o delle braccia sottili. Sopra il lettino era fissato un carillon a ombrello con appesi quattro topolini sorridenti. Tolse la mano dalla neonata e lo mosse: le tre note iniziali di Stella stellina risuonarono nitide nella penombra. La bambina si mosse, gir la testa di lato e si port un pugno alla bocca socchiusa.
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CAPITOLO 11.
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Quando torn a casa, era sfinita e ben presto si appisol, accordando il proprio respiro a quello trasmesso dalla radiolina.
Lo squillo del telefono la ridest di colpo, terrorizzata, come se fosse partito di nuovo l'allarme. Invece era soltanto Meredith, che aveva l'abitudine di telefonarle il mercoled subito prima di cena.
Come ti senti, mamma? le chiedeva sempre negli ultimi tempi, al posto di un semplice ciao.
Bene.
Dormivi?
Ma no, figurati. Perch avrei dovuto dormire? Non sono ancora le sei.
Come vanno i fiori?
Come ci si pu aspettare con questo caldo. Il nuovo factotum  bravo, ma i pidocchi hanno fatto un disastro sui nasturzi e i lupini sono terribilmente esili.
Mi spiace. Come sta Nadine?
Non farmi parlare di Nadine. Se fosse possibile trovare del personale decente, lei sarebbe gi a Mount Mason in cerca di un lavoro.
Mi spiace tanto, ripet Meredith, per abitudine, la voce carica di noia e impazienza.
Due donne ben oltre il fiore degli anni, che parlavano di niente, pens la vecchia signora, ecco che cos'erano diventate lei e sua figlia. Si chiese che cosa avrebbe detto Meredith se le avesse parlato della bambina lasciata nello scatolone e si rese conto di non averne la pi pallida idea.
La cosa la turb alquanto. Avrebbe dovuto conoscere meglio la figlia, e sapeva che in parte era anche colpa sua. La bambinaia, la tata, le estati a Newport, i collegi. Meredith si era sposata giovane e si era trasferita in Virginia, dove aveva acquistato un allevamento di cavalli con il ricavato della vendita della casa dei nonni Carton. Il risultato era che non si conoscevano troppo bene. Madre e figlia dovevano sempre ristabilire i contatti, come due conoscenti che si incontrano di tanto in tanto alle stesse feste.
Da giovane Meredith aveva cercato di parlarle, quando uscivano insieme a cavallo, dopo la scuola, prima di cena, mentre giocavano a venti domande con le quali metteva alla prova il proprio carattere e la pasta di cui era fatta. Qual era il tuo cibo preferito quando avevi la mia et, mamma?
Quante ragazze c'erano in classe con te alla Bertram? Raccontami ancora di quella volta che tu e lo zio Sunny pattinavate sul lago ghiacciato e finiste in acqua. Raccontami ancora della festa organizzata dai nonni per i tuoi ventun anni. Lydia si compiaceva almeno di aver risposto alle domande della figlia, diversamente da sua madre, che spesso si limitava a sentenziare: Tanto va la gatta.
Come va la gamba? le chiese Meredith.
Quando aveva riaperto gli occhi in ospedale, due anni prima, stava sognando proprio quella festa dei ventun anni. Ma forse sognare non era l'espressione pi appropriata per una persona che aveva appena avuto un ictus.
Nel sogno si trovava nella biblioteca di un club di Park Avenue; indossava un abito di faille che le ricadeva dalle spalle in ampie pieghe rigide. La stanza non era affollata; molte delle persone invitate da sua madre erano andate ad altre feste quella sera, o almeno questo era quanto aveva detto lei. All'altro capo della stanza Lydia vide Frank Askew; sua figlia frequentava la Bertram due classi pi indietro di lei. Aveva i baffi e l'attaccatura dei capelli pettinati all'indietro gli formava una punta sulla fronte. Era tutto ci che ricordava, a parte che in sogno Frank aveva attraversato la biblioteca e le aveva parlato,
cosa che nella realt era accaduta solo diversi mesi pi tardi, a un'altra festa. E si era chinato a baciarla sul collo, i baffi che la solleticavano, e questo era capitato diverse settimane dopo l'altra festa, in una camera da letto nell'appartamento degli Askew che odorava di detersivo e cera per mobili. Nel sogno avrebbe voluto girarsi e andarsene, ma non ci era riuscita, proprio come le era successo tanti anni prima nella vita reale. Era rimasta paralizzata, e anche eccitata, proprio come nella vita. Solo che quando aveva posato lo sguardo sulla testa fulva imbrillantinata, china sull'incavo della sua spalla, aveva visto, sopra la profonda scollatura dell'abito bianco, le vene azzurrognole, i tendini rigidi, la pelle solcata di rughe, e si era resa conto che nel sogno Frank stava baciando non lei da giovane, ma da vecchia.
Poi tutto era scoppiato in un bianco accecante e aveva riaperto gli occhi. Era ancora paralizzata, almeno su un lato del corpo, e ancora profondamente turbata, anche se quell'emozione era svanita in fretta, nella luce abbagliante dell'ospedale, tra le pronte attenzioni delle infermiere e il pianto gutturale di Meredith, al punto da convincerla che si trattasse di una condizione clinica di altro genere.
Non c'erano camere private disponibili e Lydia aveva dovuto condividerne una con una donna che veniva da qualche parte a nord di Mount Mason operata di cistifellea.
Non la smette mai di parlare dei nipoti. E insopportabile, si era lamentata, con una parlata solo lievemente biascicata, perch l'ictus non era stato grave.
Non si era resa conto dell'espressione di Meredith. Dopo tanti anni passati da sola, si era dimenticata che il segreto per dire la cosa giusta stava nel leggere l'espressione dell'interlocutore. Era per questo che sua madre, la quale
aveva la tendenza a guardarsi gli anelli tutte le volte che parlava, spesso aveva sbagliato tutto.
Vieni a trovarmi la settimana prossima, disse Lydia al telefono, bruscamente, mentre il respiro nell'apparecchio accanto a lei saliva e scendeva. Mentre pronunciava quelle parole, era sicura della propria sincerit come mai in passato, e altrettanto sicura che le avrebbe rimpiante. Non era in grado di affrontare troppi cambiamenti simultanei nella sua routine. Torn a guardare la trasmittente.
Che cosa c'? chiese Meredith.
Niente. Deve esserci per forza qualcosa se ti invito a casa mia? Lascia stare, non importa. Non te la prendere.
Mamma, ci farebbe piacere, ma verr un cliente per il puledro nato il mese scorso.  un assessore. Andrebbe bene alla fine del mese?
Mah, non saprei, rispose lei, come se consultasse il calendario. Era sempre aperto sulla scrivania, bianco, candido come il vestito del sogno, quello che le aveva coperto il viso come una nuvola, quando Frank aveva sollevato la gonna. Bianco, a parte qua e l un appuntamento con il dottore, un appunto per una cena. Il 18 luglio era segnato il compleanno di Jess, ma Jess era morta da sedici anni. Suppongo che possa andare, disse a Meredith.
Potrei provare a rimandare l'appuntamento con l'assessore...
No, no, la fine del mese va bene. Immagino che Nadine sar riuscita a trovare del whisky decente per allora.
Dalla finestra vedeva i prati grigioverdi intorno al lago, l'erba inaridita dalla siccit. Alcuni uccellini neri becchettavano ai piedi del pontile e intorno alla barca. Per qualche motivo, la curva del legno bianchissimo sul prato le infondeva una sensazione di quieta soddisfazione che ormai provava di rado, e si rese conto di averla avvertita anche accarezzando la testa della bambina. Per lei erano sempre stati momenti eccezionali, il pi delle volte indotti dal conforto di piccole cose, mai da situazioni di grande emozione.
Era un senso di pace accompagnato da una specie di rilassamento nel petto, quel petto che di solito era teso in avanti, in un gesto che, quando era giovane, le metteva in risalto il seno in un modo che gli uomini trovavano provocante, mentre non lo era affatto. Da bambina poteva scaturire da un paio di scarpe nuove, da un bel pranzo al ristorante, oppure dalla vista di quattro bicchieri di Martini ghiacciato sistemati su un vassoio in veranda. Anche vedere Sunny le aveva dato quella sensazione, quando tornava a casa da scuola, o usciva dalla casa di campagna, negli anni in cui era andato a trovarla. E da piccola aveva provato la stessa emozione tutte le volte che suo padre entrava nella stanza.
Tutti si aspettavano che provasse la stessa sensazione con Meredith. Una bambina cos graziosa, cos amabile, due occhi verdi a mandorla come gli accenti sul libro di francese della Bertram, accent aigu, accent grave. Naturalmente i suoi capelli erano rossi, come una fiamma in cima alla sottile candela pallida del viso. Rossi come aveva temuto Ethel Blessing quando aveva spedito la figlia in campagna, rossi come quelli di Frank Askew da giovane, anche se la prima volta che Lydia lo aveva visto avevano assunto gi una tinta ruggine. La madre di Benny ripescava una zia dai capelli fulvi tutte le volte che qualcuno commentava distrattamente quel particolare. Adesso che non aveva pi nessuna importanza, i capelli di Meredith erano argentei come i suoi.
A volte, da ragazza, Meredith prendeva la barca e si fermava a leggere in mezzo al lago, un vecchio cappello di paglia del nonno calcato sulla testa. L'attaccatura dei capelli le formava una punta graziosa, nitida e accentuata sulla fronte. Non portava mai il cappello, a eccezione del casco nero da equitazione, e teneva sempre la chioma raccolta sulla nuca, in modo che la punta sulla fronte risaltasse come una freccia.
Lyds, tesoro mio, le diceva Edwin Blessing parlando per aforismi confortanti e familiari, un gentleman porta il cappello oppure resta in casa.
Vi verranno delle rughe spaventose a voi ragazze con questo sole, diceva Ethel nelle rare occasioni in cui, dopo la nascita di Meredith, andava a Blessing's e osservava Lydia e le amiche tuffarsi dal pontile.
La signora Blessing aveva detto a Nadine che Jennifer, la sua bambina, poteva usare la barca, quella barca sdraiata a pancia all'aria nell'erba, abbandonata da tempo, inutilizzata.
Ma Nadine non lo aveva permesso. No, no, aveva brontolato. Non giusto. Lei era rimasta sorpresa di provare simpatia per la figlia di Nadine. Come tante altre cose del mondo nel quale si trovava relegata, in teoria la disapprovava.
Uomini come Craig Foster avrebbero dovuto sposare donne di Mount Mason, che frequentavano la stessa chiesa e le stesse persone, non coreane conosciute chiss come quando erano soldati oltreoceano. Nadine non poteva essere considerata nemmeno una sposa di guerra; Craig era rimasto in Corea molto tempo dopo la fine del conflitto. Ma quella moglie e quella figlia straniere erano sembrate ancora pi estranee a Mount Mason, a causa di una legge sull'immigrazione che le aveva costrette ad aspettare tre anni dopo il ritorno a casa di Craig per raggiungerlo. In quell'intervallo di tempo erano nate diverse leggende su di loro, come quelle sorte intorno all'uomo che abitava nel vicolo cieco vicino alla scuola superiore e non usciva mai di casa.
Lydia aveva conosciuto Jennifer dodici anni prima, quando la bambina aveva sei anni e Nadine lavorava per lei da sei mesi. Jennifer aveva dovuto rimanere a casa da scuola a causa di un'otite e per tutta la giornata se ne era stata seduta zitta su uno sgabello in un angolo della cucina. La signora Blessing si accorse della sua presenza solo perch di tanto in tanto udiva nell'aria una melodia acuta e ritmata che creava una specie di controcanto alla musica atona dell'inglese piatto e spezzettato di Nadine.
Sono molto lieta di conoscerla, signora, e mi scuso se sono dovuta rimanere con mia madre quest'oggi, aveva detto la bambina quando lei era entrata in cucina con la scusa di chiedere una variazione sul menu del pranzo.
Era rimasta colpita da quel modo di parlare formale e compito e dall'abbigliamento stranamente antiquato di Jennifer, ma che secondo i canoni della signora Blessing era quello pi appropriato: gonna a pieghe, cardigan, calzettoni bianchi, scarpe con le stringhe. Non li aveva riconosciuti come i vestiti scartati di Meredith, vecchi di quarantanni, conservati con cura in naftalina. Aveva chiesto a Nadine di darli all'Esercito della Salvezza quando era stato rifatto il tetto e la soffitta era stata sgombrata. Non c' motivo di conservarli per Meredith,  evidente, aveva aggiunto, visto che, in modo confuso, disapprovava la sterilit della figlia. Nadine aveva tagliato via i monogrammi ricamati a mano, quindi aveva stirato e ristirato il tessuto per togliere il segno dei punti e aveva tenuto gli abiti per s.
Meredith stava parlando di uno dei loro cavalli. Aveva subto uno strappo muscolare, era stato visitato dal veterinario.
Lydia non l'ascoltava. Adesso, a ottant'anni, con il passato cos distante eppure ancora cos nitido, come nei diorami del museo di storia naturale, la sua mente tendeva a distrarsi. Dalla trasmittente ud una serie di tonfi e il cuore le acceler, finch si rese conto che era un rumore di passi per le scale dell'appartamento. Si stizz di non aver sentito arrivare il furgone, frastornata com'era dal sonno, dal caldo, dalla sorpresa del telefono e da ci che suo padre definiva avere la testa tra le nuvole. Ma forse lui aveva usato la strada sul retro, quella che passava per la stalla.
Era un comportamento spregevole. I passi alla trasmittente si fecero pi forti e furono seguiti da alcune note del carillon.
Che cos' stato? chiese Meredith.
Niente, rispose Lydia. Credo che Nadine abbia acceso la radio.
Si  fermata fino a tardi oggi.
Che cosa stava dicendo Meredith? Di aver assunto un'altra governante, perch quella precedente non l'aveva soddisfatta.
La mela non cade mai lontana dall'albero. Lydia sent la voce del padre pronunciare quella frase. Cominciava a essere stanca di tutte quelle persone che parlavano contemporaneamente, il passato, il presente, forse anche il futuro nel lento respiro della bambina. La trasmittente le port una voce che sussurrava: Ciao, trottolina, ciao, Benedetta. Sono tornato. Sono a casa. Poi Skip cominci a cantare piano Stella stellina. Non conosceva tutte le parole e aveva una voce monotona. Per qualche misteriosa ragione, Lydia sent che gli occhi le si riempivano di lacrime.
Spero di non aver commesso un errore, disse, interrompendo la figlia che stava parlando di uno stallone disponibile per la riproduzione a Middleburg.
Come, scusa?
Mi riferivo al nuovo factotum, spieg lei.
Oh, mamma, non ti va mai bene niente.
Mi va bene tutto, quando le cose vengono svolte correttamente.
E lui le svolge correttamente?
Credo di s, rispose Lydia.
...
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CAPITOLO 12.
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Quello che lo sorprendeva di pi quando ascoltava il suo modo di parlare antiquato, quando guardava il soggiorno, che sarebbe risultato un po' trasandato e del tutto ridicolo in uno dei grandi condomini sulla collina, era che nessuno pu sfuggire alle proprie origini.
Tutti credevano il contrario in America, invece non era cos. Un attimo prima eri una piccola Boatwright, con il naso sporco e un pannolino che andava cambiato almeno due quiz fa, e subito dopo eri una ragazza Boatwright, che faceva lavoretti di mano a bordo dei pick-up e portava a spasso il suo bambino. Non saresti mai diventata una ragazza pompon, n una studentessa del college, n una delle donne sedute dietro una scrivania alla First National Bank che ti dicevano: Posso aiutarla? e L'approvazione del suo mutuo arriver pi o meno entro dieci o quattordici giorni lavorativi. Allo stesso modo, se fossi stato Robert Bentemenn e fossi finito contro un albero con la tua Corolla e ti avessero trovato dell'hashish in tasca, non saresti finito in carcere come Skip o Joe, ma in un centro di riabilitazione in Arizona, e da l direttamente alla scuola di legge, come aveva previsto tuo padre avvocato fin dal primo momento.
Robert Bentemenn era un imbecille e una volta aveva bruciato una ragazza con una sigaretta per puro divertimento, ma le delicate ragazze bionde con il maglione gettato sulle spalle, che avrebbero incenerito Skip se solo avesse provato a sorridere loro, scrivevano Signora Bentemenn sulla copertina del diario scolastico.
Forse era per questo che voleva tenere Benedetta, si disse mentre guidava verso il Mount Mason Medical Center, e perch pensava anche di doverla dare via. I suoi genitori avrebbero fatto la differenza tra quel maglione gettato sulle spalle e una sottile T-shirt pr-maman con una freccia diretta sull'addome all'et di sedici anni. Forse, se l'avesse affidata a una madre latte-e-biscotti e a un padre giacca-e-cravatta avrebbe finito per avere un letto a baldacchino in una di quelle case in finto stile Tudor che sembravano piacere tanto ai nuovi ricchi.
O magari sarebbe potuto diventare qualcuno lui stesso e cos darle un futuro. Non sapeva bene come fare. Non  adatto per il college, aveva detto il consulente scolastico alle superiori, guardando il suo rendimento e il suo indirizzo.
Craig Foster per era riuscito a fare fortuna a Mount Mason con la sua autofficina, e adesso si mescolava con gli idraulici e i proprietari di ristoranti all'Elks club. Forse anche Skip poteva fare qualcosa del genere, trovando un'attivit dove poter lavorare con le mani. Sarebbe diventato una di quelle persone che portano la figlia in vacanza, non in Europa, come fanno avvocati e medici, ma almeno da qualche parte in Florida. Gi si vedeva, che si presentava al padre con polo e calzoni con la piega e gli porgeva un biglietto da visita. Lavanderia Cuddy, oppure Imbiancature Cuddy. Avrebbe mostrato la sua bambina, parlato della nuova casa stile ranch acquistata a qualche chilometro dalla citt: moquette in tutte le stanze e una fontana nel patio, avrebbe detto. Aveva sempre nutrito un certo disprezzo per quel genere di persona, tutte abiti puliti, ventiquattrore e pressione alta, rubicondi e profumati di dopobarba al limone. Ma avrebbe accettato di farne parte, se ci avesse assicurato a Benedetta un letto in una delle loro camere per bambine piene di fronzoli rosa.
Almeno adesso aveva una culla, una culla di ciliegio intagliato, che la signora Blessing gli aveva detto di prendere da una camera ammuffita nella grande casa. Aveva accarezzato l'idea di legarsi una corda al dito del piede e di fissare l'altra estremit alla testata decorata a volute, in modo che di notte avrebbe potuto cullarla senza doversi alzare. Ma era diventata una bambina cos brava, cos regolare e altruista nelle sue abitudini, che era un'idea campata per aria, nemmeno degna di essere presa in considerazione sul serio. A volte si sentiva stupido per il piacere che provava nel guardarla, o trasaliva quando lei si dava un pugno sul naso, oppure si scioglieva vedendola immobile, a bocca aperta, che seguiva il cammino di un raggio di sole sul pavimento. Il suo sorriso, simile a uno spasmo, lo colpiva direttamente al cuore. Aveva visto un dottore, sulla televisione portatile, che insegnava a dei neonati, piccoli come Benedetta, a imitare i suoi gesti e, sebbene fossero sciocchezze, Skip li ripeteva tutti i giorni, tirava fuori la lingua lentamente e la osservava fare lo stesso. All'et di sei mesi, avrebbe cominciato a leggerle qualche libro, e quando avesse imparato a camminare, le avrebbe comprato un paio di scarpe. Anche le scarpe erano un problema, per, come la posizione nel sonno; alcuni libri dicevano che servivano a sostenere il piede, altri invece che erano inutili e forse anche dannose. Avrebbe dovuto rifletterci ancora un po'.
Quando si addormentava alle nove, si svegliava alle due, dormiva fino alle sette, beveva un biberon e tornava a dormire per altre due ore, Skip si convinceva che anche il futuro sarebbe stato altrettanto regolare. Prima elementare, prima superiore, una vita con un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto. Quando restava sveglia tutta la notte, e rigurgitava sulla sua unica maglietta pulita, lui non sapeva se ce l'avrebbe fatta e se ne attribuiva in parte la colpa.
Era sempre stato abbastanza ordinato per essere un ragazzo, ma l'appartamento era ingombro di vestiti, salviette, lattine e biberon sparsi ovunque, e poi, quando pensava di mettere a posto, un pannolino esplodeva sui lati, impiastricciando quelle tutine con gli automatici che aveva acquistato, e allora c'era un fagotto di lenzuola e magliette in una scatola accanto alla finestra della cucina per mandare via la puzza.
Charles, gli aveva chiesto una sera Lydia Blessing, dove stai portando quella roba?
Devo andare alla lavanderia automatica, aveva risposto.
La trasmittente  accesa e lei dorme.
Sciocchezze, aveva ribattuto lei accigliata. C' una lavatrice perfettamente funzionante nel sottoscala. Usa la porta di servizio.
A volte, quando tutte le cose di cui la piccola aveva bisogno sembravano troppe per un uomo solo, cercava di guardarla negli occhi, di concentrarsi sul suo viso e non sulla serie infinita di incombenze che sembrava generare.
Sar proprio divertente insegnarti ad andare in bici senza rotelle, disse una volta. Pens a quando aveva imparato lui. Aveva nove anni e i suoi amici scoprirono che non sapeva andare in bicicletta. Chris si era incaricato di insegnarglielo.
Lo aveva retto con braccia tremanti per il peso della bici e di Skip, correndogli accanto. Non era stato facile, ma Chris aveva insistito per tutto un fine settimana e la domenica pomeriggio lui finalmente aveva imparato.
Ho imparato ad andare in bicicletta, aveva detto quella sera a suo padre, che stava guardando una partita in TV.
Bravo. Era evidente che il padre non si rendeva conto del ritardo di almeno quattro anni. Ma il sabato successivo aveva portato a casa una bella bicicletta acquistata di seconda mano da un conoscente che doveva svuotare il garage.
Sai, io non ho mai imparato, gli aveva confessato il padre, mentre lo guardava girare in cerchio sul vialetto.
Ti insegner a nuotare nel lago, disse Skip a Benedetta.
E a pescare. Per risposta lei emise un gridolino, inarc la schiena, rabbrivid e strill di nuovo.
Parlate al vostro bambino tutte le volte che ne sentite il bisogno! diceva il libro. Capisce pi di quanto immaginiate.
Benedetta, le sussurrava tutte le sere mettendola a letto, sei al sicuro. A volte ci credeva sul serio. Adesso sbrigava molte faccende di sera, dopo che Nadine era andata a casa. In questo modo poteva tenere la bambina con s mentre aspirava la piscina, riempiva le mangiatoie degli uccelli, puliva la rimessa delle barche. La deponeva su una coperta, dove lei girava la testa da una parte all'altra, osservando i giochi di luce su una finestra, il lago, il graduale oscurarsi del cielo a occidente. A volte Lydia si metteva seduta in una delle sedie a dondolo bianche della veranda e lui lasciava la bambina sul prato appena al di l del viale, tra i piccoli ombrelli della pachisandra. Questa piccolina comincer a muoversi prima di quanto pensi, aveva sentenziato una volta la signora Blessing, e: Quelle unghie hanno proprio bisogno di essere tagliate, e Ha le dita molto lunghe. Ma in genere si dondolava e osservava in silenzio, lanciando occhiate di lato verso il laghetto mentre lui lavorava.
Lui guardava la vecchia e la grande casa e la pachisandra e le rose fiorite e pensava che forse le cose avrebbero funzionato, che la piccola sarebbe potuta crescere l. Quando la brezza era lieve e i pesci balzavano fuori dall'acqua verde e la severa smorfia di disapprovazione sulle labbra di Lydia Blessing si ammorbidiva in una specie di sorriso, riusciva a convincersi che nessuno avrebbe notato il fatto che questa bambina in particolare aveva, al posto di madre e padre e certificato di nascita, un ragazzo e una vecchia signora, uno scatolone di cartone e una molletta per capelli che le aveva tenuto bloccato il cordone ombelicale. Del resto, come diceva la vecchia, chi badava a una bambina?
Benedetta, sei fortunata, le aveva bisbigliato una di quelle sere.
Ma la notte in cui sent la voce di Joe fuori dalla finestra, comprese che qualsiasi bambina piccola collegata a lui in quella citt avrebbe dovuto affrontare un cammino difficile, anche se lui fosse riuscito a trovare una spiegazione plausibile.
Ehi, amico, gridava Joe, ehi! Skip scese di sotto, perch non poteva farlo salire, con Benedetta che si succhiava il pollice nella culla e ascoltava le note metalliche del carillon. Joe sapeva di trementina e tabacco.
Stai ancora dipingendo? gli chiese Skip.
Ehi, amico, ti ci vorrebbe un telefono per le emergenze.
Quale emergenza?
Una luce si accese sul retro della grande casa, in quello che Skip immagin fosse il bagno della signora Blessing.
Aveva fatto un'eccezione per la neonata, ma di sicuro non avrebbe tollerato una visita da parte di un tipo come Joe.
A essere sinceri, nemmeno Skip lo voleva in giro. Entriamo in garage, bisbigli. Che cosa  successo?
Ce l'hai una birra di sopra?
Sei venuto fin qui solo per chiedermi una birra?
Ma che razza di discorsi fai? Credi che sia scemo a venire fin qui per una birra?
Skip sospir. Parlare con Joe era come guidare un trattore nel fango. Ricordava che, quando abitava nella roulotte, Joe aveva appeso un grosso cartello di fianco ai gradini su cui stava scritto A TENTI IL CANE. Lui lo aveva indicato, domandando: Che cosa vuol dire? Che cosa sono i tenti? Poi aveva riso. Si scrive tutto attaccato, aveva detto, ma Joe lo aveva fissato inebetito, senza capire. Non ti seguo, aveva risposto.
Joe, dimmi che succede e basta, tagli corto Skip sottovoce e le sue parole rimbombarono fioche nell'androne della grande rimessa. Qual  il problema? Ti serve aiuto?
No, senti,  Chris, va bene? Ha avuto un brutto incidente con la moto. Ho provato a chiamarti stamattina, ma non mi ricordavo che il tuo vecchio numero non funziona pi e ho svegliato tua zia. Si  incazzata. Mi ha detto di dirti di portar via la tua roba dal garage. Ce l'ha ancora con te, sai? Non si  ammorbidita neanche un po'.
Skip lo afferr per un braccio, per farlo tornare in carreggiata.
Come sta Chris?
 conciato male, amico. Hanno rischiato di perderlo sotto i ferri. Joe guardava molti telefilm sugli ospedali.
Avrebbe voluto fare il paramedico, ma era stato in riformatorio e questo aveva cancellato ogni sua possibilit di mettere piede a bordo di un'ambulanza. Era un altro motivo per cui Skip non lo aveva tradito per il furto al Quik-Stop.
Ce la far?
Joe scroll le spalle. Forse avr danni permanenti a una gamba. Era conciato di merda, amico. Di merda. Ma il fatto  che vuole vederti. Penso che ha visto la luce ieri notte.
Joe guardava anche molte trasmissioni sui miracoli e i misteri. E sbirciava sempre la gente al centro commerciale per scoprire se qualcuno somigliasse a un personaggio di Chi l'ha visto. Vuole rimettere le cose a posto con te.
Le cose con me sono a posto, disse Skip. Le cose con me sono a posto, pens. Non rivedr mai pi Chris.  perfetto cos.
Amico. Joe gli strinse un braccio. Va' da lui, Vacci domani.
Lui ci and. Il giorno dopo mise la bambina a letto presto, per le otto, in modo da avere un'ora di tempo, visto che l'orario di visita terminava alle nove. Lydia Blessing accese la trasmittente e la pos su una poltrona in biblioteca e Skip lasci un biberon pronto in frigorifero, per ogni evenienza. Aveva azionato il carillon prima di scendere, ma la musica stava gi rallentando. Non si sveglier, disse, vedendo la signora Blessing chinare la testa di lato. Torner presto. Non gli restava molto tempo per la visita in ospedale, ma era contento cos. Nell'ingresso vide un ritratto del padre della padrona. Somigliava a un attore di un film in costume, il colletto alto e rigido, i baffi, lo sguardo serio sotto un ciuffo di folti capelli chiari. Reggeva una pala come farebbe chi non ne ha mai usata una. Il tempo vola. Lydia aveva detto che il padre aveva inciso quelle parole sulle panche vicino ai meli. Quando aveva fatto una donazione di diecimila dollari nel 1925, l'infermeria di Mount Mason era ospitata in una vecchia casa colonica.
Poi era diventata il Mount Mason Hospital, una serie di cupi edifici di mattoni dalle finestre troppo piccole, e adesso era il Mount Mason Medical Center e somigliava a un aeroporto di provincia. L'ingresso era intitolato alla famiglia Blessing, nella speranza che quel complimento potesse anticipare un lascito testamentario. Skip era pronto a scommettere che non sarebbe accaduto.
 impossibile tagliare del tutto i ponti col passato, per quanto ci si sforzi, pens entrando nella camera di Chris.
C'erano Ed e suo fratello minore Sam, Joe e Debbie con la divisa da cameriera, che da l probabilmente sarebbe andata direttamente al McGuire's. C'era Shelly, ingrassata di almeno dieci chili, con un paio di calzoncini elasticizzati e un'ampia T-shirt che non migliorava affatto il suo aspetto; reggeva un neonato vestito di un pannolino e una maglietta con il disegno di un cerbiatto e la scritta Il mio cucciolo.
E poi c'era la madre di Chris, con una vestaglia lucida di poliestere bianca. Sapeva di candeggina e birra, quando gli si gett addosso e cominci a singhiozzargli su una spalla.
Poteva morire... ho rischiato di perderlo... che piacere vederti... il mio bambino... il mio bambino. Skip le batt dolcemente sulla schiena come faceva per far ruttare Benedetta.
Che c'? mormor Chris, sbirciandolo dagli occhi cerchiati di nero.
Skip si vergogn del primo pensiero che gli venne in mente: c'era mancato poco e le pompe funebri Spencer avrebbero faticato a renderlo presentabile per sua madre.
Aveva due tagli sul viso chiusi con diversi punti, lunghi graffi paralleli sulla fronte e su una guancia. Entrambi gli occhi erano tumefatti, le labbra gonfie e livide. Aveva una gamba ingessata. Skip lo guard con una certa irritazione.
 per questo che la legge impone l'uso del casco, amico, disse.
Chris assent e lo guard. Uscite tutti, ordin. Devo parlare con Skipper.
Io devo andare, tesoro, mormor sua madre. Ho il turno di notte alla casa di riposo.
Vai a lavorare, mamma. Ci vediamo domani. Portami delle brioche e del caff come si deve da quel bar di Main Street, d'accordo? Anche con gli altri ci vediamo domani.
Siediti, Skip. Cribbio, saranno un paio di settimane che non ci vediamo. Ed mi ha detto che hai chiesto al suo vecchio di riparare il tetto della stalla della vecchia signora.
Skip sentiva i rumori degli altri che uscivano in corridoio.
La madre di Chris singhiozzava, mormorando qualcosa sulle brioche.
Annu. E un tetto strano, somiglia a una barca rovesciata.
Ha detto che non si pu usare un'impalcatura, ma bisogna lavorare con le scale.
L'ho visto, disse Chris. Una volta ho dovuto consegnare del filo spinato, prima di essere licenziato dalla ferramenta.
 un gran bel pezzo di terra.
Gi, comment Skip.
Gi. Chris tamburell sulla coperta. Cavolo, quanto mi manca una sigaretta. Mi sembra di impazzire.
Non guardare me.
Certo. Sar per la prossima volta. Senti, ecco quello che devo dirti.
Penso che questa  stata una specie di chiamata. Devo sistemare le mie cose. Tu sei l'unico in grado di capirlo. E per farlo, come dicono dagli A.A., devo sistemare le cose con le persone che ho fregato.
Hai intenzione di frequentare gli Alcolisti Anonimi?
Chris rise. Cavolo, ho detto una chiamata, mica un lavaggio del cervello. No, ma ricordi che uscivo con Chris, quella ragazza che era degli A.A.? Lei mi ha detto che devi rimediare con le persone che hai fregato. Per tutto il tempo che ho passato sull'ambulanza... aspetta, questo devo dirtelo, sai chi era uno dei paramedici? Shorty, quel ragazzo, ricordi, lo infilammo nell'orinatoio una volta dopo educazione fisica. Mi ha guardato steso sull'asfalto e ti giuro che aveva un'espressione come per dire: se non ci fosse quest'altro paramedico, ti lascerei col culo qui a morire dissanguato.
S, in effetti abbiamo fatto un errore con lui. Fino a quindici anni non era pi alto di un metro e venti. Poi di colpo  diventato uno e novanta.
E devi sentire quant' forte. Ha due braccia d'acciaio.
Chris sollev un braccio, poi lo lasci ricadere. Quando uscir di qui sar debole come una merda.
Skip cerc di guardare l'orologio senza farsi notare.
Chris lo vide. Protese la mano. Guardando come si era ridotto, Skip cap che doveva aver perso il controllo della moto ed essere caduto sul fianco sinistro.
La polizia ti ha fatto la prova del palloncino? gli chiese.
Chris gli prese la mano, gliela strinse forte e i suoi occhi luccicarono. Assent mordendosi il labbro. La cosa pi assurda era che non avevo bevuto nemmeno un goccio. Avevo lavorato a raccogliere fieno alla fattoria di Jensen e, date le previsioni del tempo, abbiamo iniziato prestissimo e siamo andati avanti a lavorare per tutto il giorno. Stavamo ancora tagliando l'erba al tramonto. Poi la signora Jensen ci ha portato da mangiare... pollo, patate in insalata e grandi brocche di limonata. Loro sono mormoni o roba simile, non ricordo, ma non bevono. C'erano altri che volevano una birra, ma lei aveva preparato anche i biscotti e una torta e io mi sono detto che avrei fatto un salto al McGuire's pi tardi. Non riuscivo a togliermi dalla testa che era un sacco di tempo che non mangiavo cos. Da bambini la madre di Ed preparava ottime cenette, ma adesso i suoi genitori non mi lasciano nemmeno entrare in casa loro. E la madre di Joe  come la mia, sai, per loro  gi tanto se infilano la pizza congelata nel microonde. Devo essere rimasto l fino alle dieci, seduto sul prato, a lanciare pezzi di pollo ai gatti. Avevo freddo, sai, e guardavo le stelle. Ho imboccato la curva troppo forte tornando a casa e poi sento un gran fracasso e una botta e mi ritrovo a guardare per aria e mi sento i denti in bocca. Non  assurdo? La prima cosa che ricordo  di essermi sentito i denti, poi di aver visto Shorty e di aver pensato: Oh-ho, sono fregato.
 una fortuna che te la sei cavata.
Lo so, lo so.  proprio questo il punto. Se me ne andavo, mi sarei sentito proprio male per come ho lasciato le cose con te. Sarei stato male se non ti dicevo, sai, che mi spiace,  stata davvero una batosta, per come sono andate le cose, per come ti sei preso tutta la colpa. Skip alz le spalle. S, lo so che ce l'hai ancora con me, ma voglio farti capire che mi  entrato in testa. Sono stato uno stronzo e mi dispiace.
S, s.
S, ho capito, basta con questa merda. Che mi dici di te? Dai del lavoro al padre di Ed dopo il modo come ti ha trattato?
Skip scroll di nuovo le spalle. Lavora bene, replic.
Adesso devo andare.
Che uomo impegnato. Allora, siamo d'accordo?
S, certo, nessun problema.
Cristo, ucciderei per una birra.
Portagli una birra, disse Skip a Joe in corridoio. Shelly lo guardava, facendo finta di niente, convinta che si sarebbe scatenata una scenata l all'ospedale, sperando che succedesse per poterne parlare per un mese al McGuire's, un piccolo dramma in una vita noiosa. Skip le si avvicin e guard il neonato. Aveva della peluria bionda sulle guance e succhiava il ciuccio. Dal ciuccio alle sigarette alle Budweiser, pens Skip con un sospiro.
Quanto ha, sei mesi? chiese.
La settimana prossima, rispose lei.
Ti converrebbe togliergli il ciuccio. Fa molto male per la forma della bocca, mormor.
E chi ti ha chiesto un parere? replic Shelly. Puzzava, o forse era il bambino, o entrambi. Dai segni che aveva sotto gli occhi, Skip cap che non si era struccata dalla sera prima.
Quando comincer a camminare dovrai appuntarglielo alla maglia.
Ma chi te l'ha chiesto, per la miseria?
Io lo butterei via subito, prosegu Skip.
Dai, vieni con noi, propose Ed. Andiamo a berci una birra.
Io non vado da nessuna parte con lui, disse Shelly.
Ma chi cazzo si crede di essere?
Torno a casa, disse Skip. Devo tornare a casa.
Aveva spostato il furgone in modo che creasse un rettangolo di ombra per terra, e l aveva sistemato Benedetta, supina, al riparo dal sole di fine agosto.
La bambina sembrava seguire con lo sguardo il movimento dei meli, quando i rami nodosi si agitavano leggermente alle rare folate di vento. Ogni tanto abbozzava un sorriso al niente.
Quanto tempo hai detto che ha? chiese la signora Blessing, reggendosi il pi leggermente possibile al vecchio bastone con la testa di leone in argento che era appartenuto al padre, mentre si sedeva sulla poltrona di tela.
Anche quella era stata acquistata dal padre, poco prima della guerra, quando la tela non era ancora stata requisita per l'esercito.
Dieci settimane, giorno pi, giorno meno, rispose Skip. Bisognerebbe vaccinarla. Non so come fare. Il libro dice che doveva essere vaccinata entro la sesta settimana di vita. Ma non credo di poterla portare da un dottore.
Forse posso pensarci io, disse Lydia. Conosco un dottore che potrebbe venire qui.
Ma...
 una persona molto riservata. I dottori erano cos, ai miei tempi. Non si parlava tanto di certe cose... tumori eccetera.
I dottori di oggi proprio non li capisco. Sono andata da uno di loro, per via dell'artrite, e non mi  piaciuto affatto. Credo che fosse coreano. Parlava come se avesse una patata in bocca.
Come Nadine.
Io riesco a capire perfettamente Nadine. Quest'uomo non riusciva a pronunciare una consonante neanche a pregarlo.
Il dottor Benjamin verr a visitarla.  una persona che sa parlare.
Prima voglio vederlo. I libri dicono che bisognerebbe avere un colloquio con il pediatra, per vedere se  gradito.
I mendicanti non possono essere schizzinosi, sentenzi lei acida.
Penso di no.
Da parte sua Lydia non aveva mai letto libri di puericultura.
Quando Meredith era giovane, ne andava di moda uno in particolare, secondo il quale le punizioni corporali erano un peccato e danneggiavano il carattere, ma Lydia l'aveva ritenuta una grande sciocchezza. La bambinaia sculacciava Meredith tutte le volte che si comportava male, proprio com'era accaduto a lei. Non era successo molto spesso per nessuna delle due. Soltanto Sunny aveva subto punizioni da parte di un genitore: suo padre, accanto alla stalla, con la cinghia. Per tre volte.
Ho macchiato di sangue i calzoni belli di lino, era stato tutto quello che aveva detto la seconda volta, all'et di tredici anni.
Era da tantissimo tempo che non andava pi nel frutteto.
L'ultima volta era stato quando Jess l'aveva convinta a raccogliere delle mele per fare una torta. Ma i frutti erano butterati, grinzosi, deformati, mentre all'epoca lei e Jess erano due donne pi giovani, con le chiome appena striate di grigio, anzich canute. Chi poteva immaginare che avrebbe fatto passare tanto tempo prima di spingersi di nuovo cos addentro nelle proprie terre? Quando era arrivata a Blessing's per partorire, la sua vita era confinata a Mount Mason. Poi, pian piano, aveva smesso di andare in citt e il suo mondo si era ristretto a quella tenuta e quindi sempre pi alla casa e qui alla sua stanza, il soggiorno, lo studio, il tinello. La sala da pranzo aveva l'aspetto mesto delle stanze non pi in uso. La lunga tavola di ciliegio lucido con le dodici sedie le dava un senso di solitudine e lei invece preferiva pensare di essere semplicemente una persona che viveva da sola.
Skip mise Benedetta in braccio alla signora Blessing, che le strinse le braccia intorno alla vita reggendola saldamente.
La bambina per riflesso chiuse il pugno intorno all'indice della vecchia gentildonna, la quale, con un gesto altrettanto automatico, cominci ad accarezzarle la manina con il pollice. La neonata le trasmetteva calore nel caldo pomeriggio, ma era un calore diverso, il calore della vita, lo stesso calore che scivola via dal corpo quando la vita se ne va. Lydia pens a Sunny e fu scossa da un brivido.
Chin il capo e sfior con le labbra la delicata peluria sulla testolina tonda. La bambina allung una mano e le tir i capelli.
No, no, no, Benedetta, l'ammon Skip.
Non importa, Charles. Sta esplorando il mondo. Una ghiandaia pass in volo vicino a loro e Lydia avvert il movimento della neonata che ne segu la traiettoria con lo sguardo finch non scomparve.
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CAPITOLO 13.
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...
Gli alberi erano invecchiati come lei, lentamente, in maniera inesorabile ed evidente. Li ricordava ancora com'erano quando il padre li aveva visti fiorire e fruttare per la prima volta, sessanta arbusti piantati su cinque acri di terreno.
Il progetto era andato avanti a singhiozzo, come quasi tutti loro, perch la madre pagava a intermittenza. Non gli permetter di spendere i miei soldi a quel figlio di puttana, se non riesce a tenere le mani a posto, aveva borbottato Ethel una sera di molti anni dopo nella casa di riposo, ormai afflitta dalla demenza senile. Edwin Blessing aveva fatto sistemare una panca a ciascuna estremit del frutteto, dove si andava a sedere la sera. Sento i frutti che maturano, aveva detto una volta. Sugli schienali delle panche erano incise le parole Tempus fugit.
Che ne pensa? chiese Skip, girando lo sguardo verso i tronchi contorti e i rami spezzati.
Non sono una botanica, rispose la signora. Gli occhi di Nadine ardevano di collera quando lui si era presentato in cucina, dicendo che voleva non solo vedere la padrona, ma anche portarla con il furgone fino al frutteto, che a suo parere necessitava di cure speciali, fuori dalla sua portata.
Il mio furgone ce la fa sulla strada di dietro, aveva detto.
Arriva proprio in mezzo al frutteto. Non dovr neppure scendere, se non ne ha voglia.
 quasi ora di pranzo, aveva obiettato Nadine.
Sciocchezze, Nadine,  appena passato mezzogiorno.
Manca almeno un'ora al pranzo.
 troppo vecchia! aveva esclamato Nadine di scatto.
Come hai detto, scusa? aveva detto Lydia rigida. Charles, per favore, vai a prendermi il bastone che  nel portaombrelli vicino alla porta d'ingresso. Nadine, spero che sia stato lucidato di recente.
Pazzi, aveva borbottato Nadine. Tutti pazzi.
Il momento peggiore era stato salire a bordo del furgone.
Si era aggrappata alla portiera con il piede sollevato.
L'abitacolo era alto, pi alto delle sue possibilit. Si sentiva quasi sconfitta, non dal corpo, bens dalla mente e dalla memoria, che le riportava l'immagine - no, la sensazione-di lei che balzava a sedere con un solo agile movimento.
Sentiva la ragazza e la donna pi giovane e all'improvviso le aveva desiderate, in maniera spasmodica, come non le era mai successo. Era come se tutte le persone che era stata fossero contenute nella sua carne stanca, la bambina curiosa e le sue scarpe con la fibbia, la giovane distesa su cuscini sconosciuti, pronta ad aprirsi per Frank Askew, la neomamma stupita e terrorizzata dal prodotto indelebile di quegli incontri segreti, la donna pi anziana che aspetta qualcosa di insolito in una vita incisa nella pietra tanto tempo prima. La sorella di Sunny, l'amica di Jess, la moglie di Benny. Forse era stato il ricordo di tutte loro ad aiutarla a posare il piede incerto con fermezza e a issarsi al suo posto, con una specie di sospiro. Dietro il sedile c'era una lunga cesta coperta da una tovaglia a quadri e una volta imboccata la strada alle spalle della rimessa, Skip aveva allungato un braccio a togliere la tovaglia cos lei aveva visto Benedetta, che batteva i grandi occhi.
Mi sembra che abbia delle ciglia straordinariamente lunghe, comment la signora Blessing.
Skip sorrise. Lo pensavo anch'io. Ma forse smettono di crescere e quando il suo viso avr le dimensioni adulte, non sembreranno pi cos lunghe. Continuo a pensare a tutte le cose che non so.  strano pensare che alle superiori ho perso tempo a studiare l'algebra, senza che mi insegnassero niente sui bambini. E in classe c'erano anche tantissime ragazze, e molte di loro adesso hanno un bambino e sono ignoranti quanto me. Lei aveva detto che doveva uscire di pi, cos sto cercando di portarla fuori pi spesso.
Il libro spiega che il sole le fornisce la vitamina D. Vede, erano queste le cose che dovevano insegnarci. Non c' da stupirsi se tanti bambini a Mount Mason sono pallidi e malaticci, come se vivessero sottoterra.  vero che voglio farle vedere gli alberi, ma ho pensato anche che fosse divertente guardarla giocare all'aperto, tanto per cambiare.
Di sicuro  troppo piccola per giocare, osserv Lydia guardando nella cesta.
La sorprender vedere come si diverte a guardarsi intorno.
Vero, Benedetta? Vero?
 un bel nome, convenne la signora Blessing.
Quando era arrivata a Blessing's per partorire, aveva trovato un'opera intitolata Enciclopedia della Madre sullo scaffale vicino alla scala di servizio. Nella luce azzurrognola di una precoce nevicata, si era seduta accanto al camino in biblioteca e aveva provato a leggerla. La signora Foster le aveva portato un vassoio con t e pane tostato. Ogni giorno prego per suo marito, le aveva detto.
I volumi rivestiti di tela rossa a lettere dorate avevano fatto parte della sua adolescenza quanto le carrozzine nel parco e i sacchetti profumati di lavanda nel cassetto della biancheria. I per irritazione da pannolino; O per obbedienza e otite media. Aveva trovato solo un capitolo sottolineato a matita; dopo le voci latte e lettini c'era la sezione dedicata a madre, il lavoro di, dove qualcuno aveva tracciato una vistosa parentesi grigia intorno a Si pu forzare l'amore? e aveva sottolineato il passaggio: la madre, poverina,  spaventata da se stessa perch non desidera il figlio; si sente una criminale e crede che nessuna donna sia mai stata come lei; forse si  persino augurata che morisse e invece adesso  qui, tenero e roseo, che scalcia e le rivolge dolci e buffi versolini.
Era sicura che fosse stata sua madre a sottolineare quelle frasi. Ricordava la notte in cui lei e Sunny erano usciti di nascosto per andare a dormire nella barca. C'era ancora una piccola ammaccatura sulla prua, nel punto in cui avevano colpito con violenza la riva opposta ed erano stati destati di soprassalto dall'impatto e dai rami del salice che si agitavano come dita scheletriche sopra le loro facce.
 terribilmente severa su tutto, aveva bisbigliato a Sunny. Quando volevo mettere gli orecchini di ambra alla festa di compleanno di Lucy Warren, mi ha detto che i Warren ci avrebbero giudicati volgari. I Warren! Met delle sedie a casa loro sono sfondate.
Tu sai qual  il motivo, aveva replicato Sunny.
Qual ?
Sunny aveva immerso la mano nell'acqua. Stava seduto sul fondo della barca, la testa appoggiata a uno dei sedili e Lydia lo ricordava che sorrideva tra s, quasi fosse divertito da ci che stava per dirle.
Che lei  ebrea.
Chi?
La mamma. I suoi genitori erano ebrei.
Non essere sciocco. Viene in chiesa con noi tutte le domeniche.
Quasi ogni domenica dice che Jerusalem  il suo inno preferito. Jerusalem, Jerusalem, Jerusalem.
 tutta apparenza, Lydie, aveva replicato Sunny. Prima di chiamarsi Simpson, aveva un altro cognome. Ecco perch tutto dev'essere cos. In questo modo non  importante che lei sia ebrea. Ma invece lo .
Come fai a saperlo?
Sto in ascolto, aveva risposto. Un giorno dai Carton io e Benny stavamo mangiando in cucina e c'era della gente che prendeva l'aperitivo nel solarium e una delle donne ha detto che nostra madre ha sposato nostro padre per la posizione e nostro padre ha sposato la mamma per i soldi.
Credevo che fosse pap ad avere i soldi.
 proprio quello che devono pensare tutti.
Com'era saggio Sunny; quante cose riusciva a vedere che a lei sfuggivano. Pens che fosse quella la ragione della sua indole insieme malinconica e divertita. Si era addormentato molto prima di lei sulla barca, una mano posata sulla sua gamba, come per assicurarsi che non cadesse in acqua. Il cielo era di un grigio-azzurro pallido, quando entrambi vennero svegliati dalle grida che provenivano dalla casa.
Che cosa sta succedendo? Perch gridano cos? aveva urlato lei, i capelli spettinati a coprirle la faccia.
 a causa nostra, credo.
Lei doveva avere undici anni, perch era successo sei mesi dopo il rapimento del piccolo Lindbergh nel 1932.
La bambinaia aveva trovato i loro letti vuoti, era stata presa dal panico, poi era caduta priva di sensi in cucina. I Foster erano usciti sul viale, la signora Foster in camicia da notte che si stringeva con una mano la giacca da lavoro del marito. Pap si era messo a suonare il campanello del pranzo. Aveva un aspetto ridicolo.
Solo la mamma era rimasta di sopra. Verranno fuori, aveva detto. Che inutile confusione.
Dopo quel giorno, Lydia Blessing non era pi riuscita a vedere la madre sotto la stessa luce, anche se non sapeva da che cosa dipendesse: dal fatto che fosse rimasta a letto in attesa del caff, mentre tutti erano vittime di un attacco
isterico per la loro scomparsa, oppure perch era ebrea.
Quando Ethel aveva assunto l'arredatore dei Carton perch rendesse la loro nuova casa pi o meno identica a quella dei Carton, quando aveva proibito alla figlia di indossare il rosso alle feste, o di schiarirsi i capelli con il succo di limone, quando l'aveva mandata a Blessing's impedendole di fare ritorno a New York, Lydia si era sempre chiesta se una madre presbiteriana si sarebbe comportata diversamente.
Forse avrebbe agito nello stesso modo. Dopotutto, Edith Blessing non stava forse interpretando con cura la parte di una madre presbiteriana? E i due figli le avevano impedito di compiere l'ultimo gesto che avrebbe coronato il suo difficile passaggio al protestantesimo di societ. Due matrimoni riusciti: era tutto quello che serviva per cancellare definitivamente le origini di Ethel Blessing.
Invece Sunny se n'era andato a vivere in una mansarda del Greenwich Village, dove scriveva motivetti pubblicitari e fumava piccoli sigari neri. E Lydia era finita tra gli opossum e gli orsi bruni, segregata con una figlia dai capelli rossi e l'attaccatura a punta come un marchio sull'ampia fronte candida. Come si era aggrappata a quel Carton nel nome di Meredith, alla favola pietosa, pietosamente accettata, del matrimonio d'amore, il soldato, il lutto, il parto anticipato, l'aria di campagna. Sei una ragazza avventata, non si stancava mai di ripetere a Lydia. Dai per scontati i tuoi privilegi. Non conosci il valore dei soldi. Il mondo non  tenuto a mantenerti. Le vecchie verit lapalissiane avevano il suono trito della ripetizione, sembravano una posa, tanto che Lydia, molto tempo dopo la morte della madre, aveva finito per credere che fossero state rivolte anche alla giovane Edith Simpson - o Sietz, o Simpkis - dal padre, la cui fortuna costruita sulle pezze di broccato aveva permesso alla sua unica figlia di negare il proprio passato.
Si chin a osservare pi da vicino la bambina distesa su una coperta. Non sapevano niente di lei, se sua madre fosse giovane o vecchia, ricca o povera. Ma Lydia si rendeva conto che era amata e l sull'erba soffice, con la brezza che agitava i rami nodosi dei vecchi meli, sembrava l'unica cosa davvero importante. Skip si inginocchi vicino a Benedetta per pulirla e cambiarla, poi la prese in braccio. Conservava ancora traccia dei modi insicuri e stupiti da padrino di battesimo tipici degli uomini, anche se la signora Blessing aveva sentito dire che negli ultimi tempi erano molti di pi i padri che accudivano i figli. Doveva ammettere di essere rimasta sorpresa dal nome scelto da lui. Ci era rimasta un po' male di non essere stata consultata, ma la decisione di Charles era stata di un gusto impeccabile.
Lei non avrebbe obiettato ad avere una nipotina con quel nome. La neonata sollev il capo, gli occhi sgranati a scrutare gli alberi, il cielo, le loro facce come il fascio di una torcia. Emetteva piccoli cinguettii di felicit, poi spalanc le braccia, si agit in braccio a Skip, come se volesse spiccare il volo, quindi ci ripens e si aggrapp alla spalla di lui con le sue manine a stella marina. Era un esserino curioso e vivace, con una luce costante negli occhi. La signora Blessing era sicura che non tutti i neonati fossero cos. Anche Jess ne aveva avuto uno, Henry, ottuso e sconsolato.
Hai mai pensato alla donna che l'ha lasciata qui? gli chiese.
In continuazione. Cerco di non pensarci, ma non ci riesco.
Dopotutto  sua madre.
No, vede,  qui che sbaglia, secondo me. Perch io continuo a pensare che non  questo il modo di diventare madre.
Diventi madre cos, allattandola, cambiandola, facendole il bagnetto e cullandola nel cuore della notte. Amandola e dandole la sicurezza che tutto va bene.  cos che diventi madre. Essere la madre significa fare queste cose. E questo significa che la madre sono io, pi o meno.
D'accordo, ma non ti  mai venuto in mente che forse starebbe meglio con un uomo e una donna desiderosi di adottare un bambino, con una casa vera e tutto il resto?
Lei  mia, disse Skip. Lo sente anche lei, vero? Lei  mia. Benedetta si sporse all'indietro e guard Skip negli occhi, poi strill e gli prese il viso. Vuole tenerla di nuovo?
Tra un momento, rispose lei. Mi sembra che adesso sia molto contenta dov'.
Oh, eccome, replic Skip, parlando alla bambina, strofinando il naso sul suo. E contenta di s. E io sono contento di lei. Siamo contenti a vicenda e questo  quello che conta. Quello che conta. Quello che conta.
Le persone dicono certe sciocchezze ai neonati, borbott Lydia. Mi chiedo perch.
Forse dovremmo dire tutti pi sciocchezze pi spesso.
Skip sollev la piccola sopra la testa e la dondol avanti e indietro, su e gi, e lei trattenne il respiro.
La signora Blessing guard i filari di tronchi grigi e tormentati.
Lei e Sunny avevano mangiato le mele di quegli stessi alberi, mele cos succose da gocciolare sul mento e sui maglioni irlandesi che la bambinaia faceva loro indossare in autunno. Curando questi alberi nel modo giusto, potranno fruttare ancora? chiese.
Ne sono convinto.
Quanto coster?
All'incirca duemila dollari. Non sar una spesa da poco.
E hai trovato gi una persona capace?
Lui si mise Benedetta sulla spalla. La bambina alz la testa una, due, tre volte, poi la lasci cadere di lato e si succhi il pugno.
Burton il giardiniere. Ha detto che fu suo nonno a piantarli. Il nonno gli raccontava anche una storia di come il signor Blessing, suo padre, avesse memorizzato foglie, corteccia e fiori, per poter andare da un albero all'altro e sapere quale variet di mela produceva.
Li fece imparare anche a noi, gli confid Lydia. Diceva che i meli avrebbero continuato a dare frutti anche quando lui sarebbe stato solo un ricordo nella mente di chi lo aveva amato. Ecco perch aveva fatto incidere il motto Tempus fugit su quelle panche. Mio padre aveva un modo di parlare e di pensare molto stravagante.
Per aveva ragione.
Lei scroll la testa. Da quando sei venuto a lavorare per me, sono riuscita a fare tantissime cose che non mi sarei mai aspettata. La neonata emise una specie di grugnito, poi un buffo fischio e di nuovo un grugnito. Ci penserai tu a raccogliere le mele?
S, signora. Ci penser lei a far venire un dottore?
S. Ma secondo me dovresti pensare al futuro, Charles, e a come affrontare gli anni a venire. Dovr pur esserci qualcosa da fare. Magari consulter il mio avvocato.
Magari, rispose lui. Mi ci faccia pensare.  ancora molto presto, no? Voglio dire, non sa nemmeno stare seduta.
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CAPITOLO 14.
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Un pomeriggio in cui l'aria era calda e densa come zuppa, Skip ud della musica provenire dal davanti della casa. Era di ritorno dal frutteto, guidava tra nugoli fitti di zanzare, con le lunghe cesoie e la cesta che sobbalzavano sul pianale del furgone. Poco dopo l'alba era andato fino a Bessemer, percorrendo quasi trenta chilometri, per comprare pannolini e latte in polvere in un supermercato aperto giorno e notte. Le donne gli sorridevano nell'abbagliante luce bianca dei corridoi, perch portava una neonata in un marsupio sul petto. A lui sembrava di somigliare all'immagine del Sacro Cuore che la madre di Chris teneva appesa in camera, con il petto di Ges che ardeva come simbolo della sua bont assoluta. Era convinto che tutte le donne avessero mariti disgraziati, che andavano al bar quando il bambino aveva la febbre, o fidanzati che lasciavano sul tavolo della cucina una banconota da dieci per i pannolini. La settimana prima sul giornale era apparso un articolo sui padri single e lui l'aveva quasi saltato, prima di rendersi conto di appartenere alla categoria. Conservate un lavoro, diceva l'articolo, organizzate incontri con
altri bimbi. Lui annuiva con il capo. La parte sugli incontri era prematura, ma cerc di immaginarsi Benedetta che andava a casa di un altro bambino a giocare con i Lego o nella piscina gonfiabile. Non voleva che frequentasse il figlio sudicio di Shelly, o gli altri bambini avuti dai suoi vecchi amici e che tornasse a casa coperta di cerotti alla ciliegia, dicendo:
Cosa cazzo c' di male, papi?
In fondo al viale era parcheggiato il furgone dell'allevamento trote e due uomini stavano gettando dei pesci nel lago da grandi secchi di plastica. I raggi del sole riflettevano bagliori rosa dalle squame delle trote arcobaleno che guizzavano in aria prima di cadere in acqua. Quelle gi dentro saltavano come se volessero tornare da dov'erano venute, avvitandosi sopra la superficie del lago. Skip parcheggi pi su, vicino ai gradini della veranda. La neonata dormiva nella cesta, sotto la zanzariera che le aveva comperato. I fratelli Taylor, che gestivano il vivaio di trote, non rappresentavano un pericolo. Avevano un cervello cos piccolo che non avrebbero trovato niente di strano alla vista di una bambina. Una zappa, una vanga, una sega circolare, una cesta con una neonata. Per loro non faceva differenza. Skip avrebbe potuto avere un cadavere sul pianale del furgone, e loro non ci avrebbero fatto caso; ma se il furgone fosse stato nuovo, allora s che gli avrebbero girato intorno. Passavano la maggior parte del tempo seduti vicino allo sfioratore a sparare ai topi muschiati e alle tartarughe prima che potessero arrivare ai pesci. E anche a fumare erba.
Ehil, li salut Skip.
Prendi la canna da pesca, disse il pi grande, quello con la barba. Queste rimbambite sono cos sceme da abboccare anche a un amo senza esca.
L'altro stava richiudendo il portellone posteriore. Si infil la mano
in tasca e tir fuori la ricevuta. Dalla al capo, per favore, disse.
Spiegale che gli aironi cos non avranno pi fame.
Questo  sicuro, concord il fratello. Hai trovato dei pesci che galleggiavano con un taglio a forma di V sul corpo?
Skip annu. Ne trovava quattro o cinque ogni settimana.
Seduto in poltrona accanto alla finestra del soggiorno, mentre dava a Benedetta il primo pasto della giornata e l'ascoltava succhiare con voracit, come se non mangiasse da sempre, osservava i grandi uccelli grigi, alti e immobili in riva al lago, che di colpo tuffavano il becco ricurvo nell'acqua e, con un movimento della gola non dissimile da quello di un neonato, inghiottivano il pesce. A volte sbagliavano mira e qualche ora pi tardi Skip trovava una trota morta che galleggiava tra le foglie marce dello scolmatoio.
Il lago era sempre stato pieno di trote, dalla prima volta che Ed Blessing ne aveva acquistato un carico al vivaio, nella speranza che il figlio si appassionasse alla pesca con la mosca. Non era successo, ma tutte le estati cento trote venivano riversate nel lago, esattamente come ogni autunno il giardiniere veniva dalla citt, dissotterrava i bulbi delle begonie, li avvolgeva nella tela e li riponeva nel sottoscala.
Ti  andata di lusso con questo lavoro, borbott il fratello pi giovane, accendendosi una sigaretta e guardando il lago, dove gli storni scendevano in picchiata incontrandosi con i pesci che balzavano fuori dall'acqua, tutti a caccia di insetti.
S, me lo dicono tutti.
Io per non so se vorrei lavorare per lei, intervenne l'altro, guardando verso la casa, la sigaretta tra le dita.
 una persona a posto, tagli corto Skip.  corretta e tutto il resto.
Tira fuori la canna da pesca, ripet uno dei Taylor mentre salivano sul furgone.
La musica riattacc. Somigliava a quella trasmessa dagli altoparlanti sul campo di pallone quando si erano diplomati.
Nadine stava facendo manovra sul viale. Abbass il finestrino e si sporse verso di lui.
Conti pesce? chiese. Lui non capiva mai quello che diceva la prima volta. Conti pesce! grid lei.
S, li ho contati, rispose. Uno a uno. Sono cento tondi tondi.
Bugiardo, replic lei e part sgommando. Nadine guidava come faceva tutto il resto. Skip era contento che il furgone non fosse nelle vicinanze. Tutte le volte che puliva il viale, rimuovendo i rospi spiaccicati, le tartarughe con il guscio simile a un mosaico spezzato, gli opossum con la bocca socchiusa sui denti aguzzi, si chiedeva se fosse stata Nadine a travolgerli. Il venerd pomeriggio, Nadine andava via due ore prima per fare le pulizie alla chiesa presbiteriana.
Era molto devota e la targa personalizzata della sua auto era 4GSUS (For Jesus). Gliel'aveva procurata Craig. Skip si avvi verso la porta per riferire alla signora Blessing che i meli avevano gi cominciato a mettere le prime gemme sui rami potati ed erano spuntate anche le prime foglioline, tenere e lisce, come i suoi fazzoletti di lino.
Benedetta si agit nella cesta, si gett un braccio sopra la testa e schiocc le labbra. Skip adesso la teneva supina.
Avrebbe voluto che i medici si mettessero d'accordo su quale postura fosse migliore contro il rischio di morte in culla. Un giorno, passando in citt, aveva visto una biciclettina rosa, con i nastri argentati fissati alle manopole e
l'aveva annotata mentalmente per il futuro: bicicletta rosa, tra quattro Natali. Se vedeva qualche bambina con un top di pizzo, l'ombelico scoperto e le orecchie bucate, invece, pensava: Assolutamente no. Forse le persone con un certificato di nascita nel cassetto potevano essere pi disinvolte su certe cose.
Dalla finestra vide Jennifer Foster seduta al piano, che suonava col viso chino sui tasti. Le sue mani si sollevavano e si abbassavano come pallidi uccelli in equilibrio su un ramo nella penombra che regnava sempre nelle stanze, a causa degli alberi e delle pesanti tende a strisce. Poteva anticipare le battute successive della musica, la variazione di tempi o movimenti, dai lievi segnali che lei faceva con le braccia e la testa un attimo prima. Rimase in ascolto per diversi minuti, e quando smise di suonare, buss piano alla porta di rete.
S? chiese la signora Blessing.
Sono io.
Entra pure, Charles, rispose lei.
Non riesco ad abituarmi al nome Charles, disse Jennifer sorridendo.
I soprannomi sono perniciosi, replic Lydia. Sono sempre stata grata ai tuoi genitori di non averti chiamata Jenny o Jen o con un altro dei diminutivi di Jennifer, che  un nome delizioso.
Non ti avevo mai sentito suonare il pianoforte, disse Skip.
Sono fuori esercizio. L'unico posto dove suono  qui.
La mamma  arrabbiata a morte, dopo tutti gli anni di lezioni.
Lezioni di piano, danza, tip tap, jazz. Di' una cosa e io l'ho studiata.
Mia figlia Meredith studiava pianoforte, intervenne la
signora Blessing. Detestava le lezioni. Per fortuna, un'estate mentre era con i nonni a Newport, cadde da cavallo e si ruppe due dita e questo mise fine al supplizio. Si faceva sempre male, a forza di andare a cavallo. In questo era come mio fratello. Entrambi avevano la tendenza a farsi male facilmente. Guard Jennifer. Forse  una cosa ereditaria.
Io, per, non mi sono mai fatta niente.
Skip non sapeva spiegare perch, ma quella mattina lei aveva un aspetto diverso, era pi vecchia, pi grigia, eppure meno tesa. Teneva le mani aperte in grembo anzich intrecciate, e anche la bocca era pi rilassata. Si chiese se fosse per effetto della musica. Quando le rifer degli alberi, per un momento ebbe l'impressione che stesse per sorridere.
Fin dal principio aveva avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di verginale in lei, come se non le fosse mai accaduto niente, come se avesse passato tutta la vita ad ascoltare musica in soggiorno e ad accertarsi che i nasturzi ai bordi del viale non avessero i pidocchi. Tutte le donne che aveva conosciuto crescendo, quelle con un accenno di carne morbida sotto i vestiti o quelle asciutte e rugose come sua zia, tutte avevano facce e corpi che parlavano di fatica, di parto, invecchiamento, sofferenza. Forse dipendeva dal modo in cui erano stirati gli abiti di Lydia, o dalla sua crocchia sempre identica, se lei appariva tanto diversa da quelle altre donne. Oggi aveva un aspetto stranamente vitale.
Sono contenta di avervi qui tutti e due e che Nadine sia altrove, disse infine. Charles, credo che sia il caso che tu informi Jennifer di quanto sta succedendo qui.
Cosa?
Odio quella parola. L'espressione corretta  Come ha detto, scusi? Sai esattamente a cosa mi riferisco. Penso
che dovremmo essere pronti a ogni evenienza, compresa la malattia, per esempio, o la scoperta. Essendo tu al mio servizio  diventato anche affar mio e ritengo che tu abbia bisogno di assistenza per essere certo di evitare problemi negli anni a venire.
Jennifer guardava la signora Blessing con una ruga tra le sopracciglia. Era la stessa ruga che Nadine mostrava sempre, una specie di tatuaggio permanente del cattivo umore.
Jennifer  una persona assolutamente fidata, aggiunse Lydia. Posso dirtelo per lunga esperienza. Che cosa farai se la bambina si ammala? E le vaccinazioni scolastiche?
Lei potrebbe saperne pi di noi al riguardo.
Quale bambina? chiese Jennifer.
Lui ha una bambina, rispose lei, la bocca non pi rilassata, ma tornata alla sua linea sottile di severit.
Ehi, ehi, la interruppe Skip. Un momento.
Oh, mio Dio, esclam Jennifer Foster, distogliendo lo sguardo disgustata. No. Anche tu. Sono cos stanca di queste storie. Ma possibile che nessuno prenda pi sul serio l'avere un bambino? Da piccola ricordo com'erano arrabbiate tutte le donne del mio paese con i soldati americani che le avevano messe incinte e poi se n'erano andati, ma qui  esattamente lo stesso. Padri che trovano impegnativo permettere a qualcuno di usare il loro cognome su un certificato di nascita. La ruga sulla fronte si approfond.
Oh, so chi . Hai messo nei pasticci la ragazza che lavorava al Red Lobster sull'autostrada. Facevamo educazione fisica insieme il primo anno di superiori. Non puoi nemmeno farla vivere qui con te in modo che possa occuparsi della vostra bambina?
Skip si sent avvampare in viso, mentre la vergogna e la
rabbia gli esplodevano in petto. Usc dalla porta e raggiunse il furgone. Benedetta era sveglia, fissava le foglie del faggio rosso sopra di lei con un sorriso assonnato. Aveva le sopracciglia ancora sottili come soffioni e il colore degli occhi si era sbiadito da blu mare ad azzurro cielo. Qualcosa nel suo faccino rosa pesca, nel suo sorriso e nel suo modo di essere, una bambina cos brava, che non faceva mai i capricci, non aveva la crosta lattea n l'irritazione da pannolino n le altre schifezze che di sicuro si era preso il figlio di Shelly, tutto questo cancell la vergogna, mentre la rabbia si mescolava all'amore e all'orgoglio. La sollev dalla cesta e la port dentro casa tenendola in modo che guardasse avanti, un braccio intorno al petto, l'altro sotto il sedere, con la disinvolta rudezza tipica di un lavoro noto e svolto con sicurezza.
Questa  Benedetta, disse. Non  mia. Cio, in un certo senso s. Ma non importa. Io sono suo padre. L'ho trovata fuori dalla rimessa a giugno e da allora mi sono preso cura di lei. Sarai anche una persona fidata, ma per quanto mi riguarda giudichi troppo in fretta le persone.
Oddio, mormor Jennifer, protendendo le mani come se fosse una notte d'inverno e Benedetta fosse un fuoco caldo. Oddio!  adorabile. Ma guardala. Guarda. Mi sorride. Che occhi azzurri! Vieni qui, vieni da me, piccola.
La bambina emise un suono a met tra un gorgoglio e uno sbuffo, mentre Jennifer si sporgeva sullo sgabello del pianoforte e se l'adagiava sulle lunghe gambe. Benedetta strinse le dita di Jennifer con i pugni.
Ti rendi conto delle difficolt, disse Lydia. Dev'essere vaccinata il prima possibile, a quanto ricordo. Sono sicura di riuscire a convincere il dottor Benjamin che abbia qualche parentela con noi e allora saremo a posto.
Il dottor Benjamin non esercita pi. Jennifer abbass lo sguardo e aggiunse, con un tono di voce pi dolce: No, no, no piccolina. Non si occupa pi dei bambini.
Lo far per me. Ma che succeder se a un certo punto la madre decidesse di aver fatto un errore? Anche se proprio non riesco pi a capire che cosa sia considerato un errore al giorno d'oggi. Mi sembra che voi giovani non abbiate pi nessun senso di responsabilit. Nessuno sembra pi curarsi delle vecchie regole.
Fanno solo finta, intervenne Skip, allungando le braccia verso Benedetta.
Lasciamela tenere ancora un po', gli chiese Jennifer.
Chi  la tua mamma, piccolina? Pieg la testa di lato e la bambina le afferr i capelli, tirandoli finch Jennifer abbass il mento. Skip si sorprese a riflettere che i bambini hanno la capacit di far emergere la parte pi vera delle persone. Benedetta aveva fatto affiorare la rettitudine e il senso di responsabilit nella signora Blessing, il calore in Jennifer Foster e l'autostima in lui, convincendolo a pensare bene di se stesso. E avere un bambino rendeva ancora pi meschine le persone gi meschine di per s. Posso chiedere al Pronto Soccorso, si offr Jennifer, ma penso che l'avrei saputo se dopo il parto una ragazza si fosse presentata in ospedale senza neonato. C' una ragazzina di quattordici anni, che abita in una di quelle grandi fattorie sul confine della contea, che  rimasta incinta, ma ha partorito circa tre settimane fa e da quello che si dice la madre e la nonna sono passate dal chiamarla sgualdrina a trattarla come se fosse la cosa migliore del mondo dopo il pane a cassetta non appena ha dato alla luce il bambino. Negli ultimi due mesi ho sentito di un paio di ragazze che hanno avuto un bambino senza essere sposate, ma ormai non  pi
cos insolito. Io stessa non dovrei parlare. I miei genitori si sposarono che io avevo cinque anni, quando arrivammo qui. Ma era una situazione diversa. Chin la testa. Ridammi i capelli, birichina, canticchi alla neonata.
Ha una stretta molto forte, vero? osserv Skip.
Mia madre lo sa? chiese Jennifer.
Skip sbuff. Come no, disse. Non doveva saperlo nessuno, nemmeno tu. Ma qualcuno lo ha scoperto e adesso si  messo in mente di dirlo agli altri.
Non ho intenzione di dirlo a nessuno, a parte Jennifer, ribatt la signora Blessing. Ma forse potremmo avere bisogno del suo aiuto.
Comunque  meglio non dirlo a mia madre, concord Jennifer. Non si sa come potrebbe reagire.  imprevedibile.
Anzi, so gi che cosa direbbe: che la bambina  tua e che ti sei inventato tutta la storia.
Ho conservato lo scatolone in cui l'ho trovata e la camicia di flanella che l'avvolgeva, disse Skip.
Allora non sai di nessuno che possa reclamare questa bambina? ripet Lydia, posando la mano sul braccio di Jennifer.
No, non so proprio niente, ma mi guarder un po' in giro. Jennifer alz lo sguardo su Skip. Mi spiace di averti giudicato male. Al contrario di quelli che abbandonano i figli, tu ti stai prendendo cura di una neonata che non  neppure tua.
Lei  mia.
S, ho capito. Posso suonare ancora un po' tenendola in braccio?
 una bambina proprio brava, convenne la vecchia signora.
Devo riconoscerlo. Non d nessun fastidio.
...
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...
CAPITOLO 15.
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...
Meredith stava tagliando la sua costata di agnello.
Nadine mi ha detto che c' stato un black out per il temporale, disse. Chiss che spavento.
I fulmini sono pi pericolosi di quanto pensi la gente, aggiunse Eric, suo marito.
Lydia li ascoltava distrattamente. Osservava il coltello di Meredith muoversi avanti e indietro come l'archetto di un violinista. Nadine, chiam. La carne  dura.
A volte, spesso, quasi sempre ormai, aveva l'impressione di essere sopravvissuta alla propria vita. La merceria di Madame Guemaire non confezionava pi le camicie di cotone che le piacevano tanto. Il Times non pubblicava pi gli annunci di fidanzamento e in quelli di nozze si parlava di divorzi, come se ci fosse bisogno di ricordare ai futuri sposi che il matrimonio precedente si era concluso con una separazione. E quattro anni prima aveva ricevuto un biglietto dal macellaio della Third Avenue, suo fornitore da cinquant'anni, che le annunciava il proprio pensionamento e la chiusura dell'attivit. E anche il macellaio di Mount Mason, che aveva manifestato pubblicamente
il proprio risentimento per il fatto che la carne di Blessing's provenisse da New York - Non c' nessuna differenza con la mia carne, solo che la paga di pi, ve lo dico io! - aveva cessato l'attivit. Nadine doveva comprare la carne al supermercato.
Il pollo sapeva di spugna. E neppure della spugna vera, quella gialla e informe che viveva sul fondo dell'oceano e per fortuna le veniva spedita ancora dalla farmacia all'angolo tra la 72nd Street e Lexington Avenue. Il pollo del supermercato aveva il sapore di quelle orribili spugne sintetiche che Nadine usava per lavare i piatti.
Non si possono trovare asparagi ancora buoni in questa stagione, disse, infilzandone uno e deponendolo di nuovo sul piatto, disgustata.
Mamma, ormai si pu trovare di tutto e tutto l'anno.
Zucchine e pomodori spediti appena raccolti dalla California o dalla Florida.
Per me quelli che trovi al supermercato non sono pomodori.
Mi sorprende che ti piacciano; dopo aver assaggiato quelli che coltiviamo qui l'estate. Charles  molto bravo a curare l'orto. Questi sono i nostri pomodori e le nostre zucche estive. Non so proprio perch Nadine si sia messa in mente che ci fosse bisogno di cucinare gli asparagi in settembre.
A volte pensava che il mondo avesse perso la bussola. Le pesche erano da mangiare in estate, le mele in autunno.
Una volta sua madre aveva scorto una ragazza con un paio di scarpe scure a una festa all'aperto in Connecticut nel mese di giugno e le aveva girato le spalle prima delle presentazioni.
La signorina Bertram aveva rimandato a casa un'alunna dell'ultimo anno perch si era messa lo smalto sulle unghie.
E ogni tanto adesso si chiedeva se la bussola non fosse
stata sempre rotta, fin dal principio. Guardava Benedetta, distesa sul prato al crepuscolo, protetta dalla zanzariera, con in mano il suo sonaglio giocattolo, e si domandava quale fosse stato il significato delle vecchie consuetudini.
Lydia Blessing, alla quale era stato insegnato che l'illegittimit era un peccato e origliare era maleducazione, a volte stava sdraiata a letto con la trasmittente accesa sul comodino e ascoltava, come se fosse musica, i flebili suoni del giovane e della bambina che vivevano felici insieme. Certe volte si dimenticava di spegnerla e quando la neonata si svegliava alle tre di notte, si destava anche lei e ascoltava le brevi lamentele irritate e poi il rumore di Skip che entrava nella stanza. Hai ancora fame, eh? lo sentiva chiederle.
S, s, adesso arriva. Pazienta un attimo, piccolina, pazienta un attimo. La mia piccola coccolina. Era il linguaggio dell'amore e aveva spostato il baricentro delle convinzioni di tutta una vita. Che importanza aveva come fosse arrivato quel momento, se comunque era giunto in tempo?
Ti trovo bene, Meredith, disse ora, e rimase leggermente ferita dall'espressione sorpresa sul viso della figlia.
Che importanza aveva la causa che aveva portato a quel momento?
Di colpo Meredith sembr lusingata. Grazie, mamma, rispose, portandosi una mano ai capelli. Anche tu mi sembri in forma.
Sciocchezze, ribatt Lydia. Non ti sei fatta qualche plastica, vero?
Il sorriso di Meredith si affievol un po'. No, mamma, niente plastica.
Bene, perch io la reputo una grande sciocchezza. Bisogna invecchiare
imparando a piacersi. O almeno a saperci convivere.
Si chinarono tutti e tre sui piatti in silenzio.
La luce del soggiorno tremol.
Mi fa piacere che tu abbia deciso di dare una sistemata al frutteto, osserv Meredith. Mi piaceva tanto da bambina.
Chi ti ha detto che sto sistemando il frutteto?
Nadine.
Nadine dovrebbe farsi gli affari suoi.
Lydia detestava il modo in cui si comportava la figlia, pensando che la tenuta fosse gi sua. Anche suo padre l'aveva detestato, si era risentito quando la moglie aveva ceduto Blessing's a Lydia quattro anni dopo la nascita di Meredith.
Era successo dopo che Lydia si era fatta accompagnare in citt dal signor Foster, il secondo signor Foster, a bordo della grande Buick per il matrimonio di Lucy Warren.
Oh, Lydia, aveva esclamato Lucy vedendola fuori dalla chiesa, non pensavo che saresti venuta.
Ti avevo mandato un biglietto per annunciarti la mia partecipazione, aveva risposto lei.
Sai, la mamma diceva che non saresti mai venuta, aveva replicato Lucy, alzandosi il velo. Forse era stata solo una sua immaginazione, ma Lydia aveva avuto l'impressione che molte delle vecchie amicizie fossero rimaste sorprese di vederla al ricevimento dei Warren. Una ragazza che conosceva appena le aveva stretto le mani, manifestandole tutto il proprio dispiacere per Benny e dicendole che uomo fantastico fosse stato. E la bambina? Stava bene?
Ormai ha quasi cinque anni, aveva risposto Lydia.
Pi tardi si era fermata a casa dei genitori, ma loro non c'erano, e lei non si era potuta trattenere perch il signor Foster l'aspettava in macchina, la testa rinsaccata, come se New York lo stesse
assediando da ogni parte e fosse pronta a balzargli addosso per
divorarlo. Attraversando il parco, si era resa conto che la citt era come il laghetto della tenuta, che la sua vita era stata un piccolo tuffo, una serie di cerchi concentrici, e adesso l'acqua era tornata tranquilla.
Aveva tirato fuori dalla borsa il portacipria d'oro con il suo monogramma, regalo di nozze della signora Carton, e si era guardata nello specchio fissato sotto il coperchio, toccandosi la fronte, il labbro superiore, per capacitarsi di essere veramente l.
Quel giorno era tornata a Blessing's sfinita. Le giarrettiere le avevano lasciato profondi solchi rossi sulle cosce e Meredith era entrata in camera mentre si stava cambiando e aveva cercato di toccarglieli. Lei aveva dovuto spiegarle che le persone hanno bisogno di stare sole quando si cambiano.
Adesso la gente si cambiava in spiaggia, in mezzo agli sconosciuti, senza darsene pensiero. E poi c'era chi assumeva un uomo per badare alla propriet e di punto in bianco nel suo alloggio spuntava fuori un neonato che aveva bisogno di essere accudito e nutrito da quell'uomo che avrebbe dovuto potare gli alberi ed evitare che i rampicanti si arrampicassero.
Ma Benedetta era incredibilmente facile da nutrire. Lydia lo aveva gi fatto due volte, una quando Skip non c'era, l'altra quando lui le aveva porto la bambina e il biberon.
L'aveva dovuta tenere con il braccio destro, perch il sinistro adesso le faceva quasi sempre male, e aveva temuto di non farcela a sorreggere quel peso se la poppata si fosse protratta troppo a lungo. Finora non era stato cos.
La bambina succhiava la tettarella con un'avidit e un'urgenza a loro modo commoventi. Non ricordava come fosse stato con Meredith. La bambinaia le aveva detto che non aveva esperienza. Parlava arrotando
le r e tutte le sue affermazioni assumevano una gravit maggiore del
vero. Era tedesca. Ethel Blessing assumeva sempre la servit rifiutata
da tutti gli altri, le cuoche di colore, le cameriere irlandesi con lo spazio tra gli incisivi, le bambinaie tedesche durante la guerra. Mentre porgeva il biberon alla neonata, Lydia si sorprese a riflettere che forse non aveva mai allattato Meredith.
Era cos giovane, quando aveva avuto Meredith. Aveva solo diciannove anni all'epoca di quella festa che aveva sognato da anziana in ospedale. Frank Askew aveva alzato il bicchiere all'altro capo della sala. Le aveva rivolto quello sguardo intenso che l'aveva fatta sciogliere dentro e arrossire in viso. Credeva che non se ne fosse accorto nessuno.
Che stupida. Tutti erano rimasti sorpresi, a distanza di cinque anni soltanto, di vederla al matrimonio di Lucy Warren, come se invece si fossero aspettati che la Terra l'avesse inghiottita per sempre. Era naturale che la madre avesse voluto tenerla nascosta a Blessing's.
Sei mesi dopo quella prima volta, Frank le aveva infilato la mano nella scollatura dell'abito di voile giallo per liberarle un seno e glielo aveva baciato. Lei aveva sentito le ginocchia che si piegavano e si aprivano. I baffi le facevano il solletico, poi lui si era staccato, aveva osservato il capezzolo scuro, la pelle turgida, e le sue anche avevano smesso di muoversi contro di lei, come se fosse stato colpito da un fulmine.
Devi andare da un dottore, le aveva detto, tirandole eccessivamente in alto il bustino del vestito.
Da un dottore?
S, a farti visitare.
Era cos stupida, allora, da aver bisogno di un uomo che le guardasse i seni turgidi e le tastasse la lieve rotondit del
ventre e le dicesse che era incinta. Undici settimane, aveva dichiarato il dottore di Westchester dal quale Frank l'aveva mandata il giorno dopo. Quella sera Lydia era andata al Chez Nous, uno di quei locali nati da poco, dove andavano a divertirsi le ragazze tornate dal college e i militari in attesa di essere spediti oltreoceano, prima di sposarsi, o avere figli, o arrendersi a diventare adulti. Aveva bevuto troppo, poi aveva insistito perch tutti quelli seduti al suo tavolo prendessero il metr e andassero a fare colazione in un posto di cui aveva sentito parlare in centro.
Quella sera non era in s, si mangiava le parole ed era agitata e la New York che incontrava non era la sua. Era una citt sotterranea, dove gli sconosciuti sedevano l'uno di fronte all'altro nei vagoni, gli occhi sbarrati, le spalle a sfiorarsi anonime. La New York che conosceva lei era tutt'altro che anonima, tutti frequentavano le stesse scuole e conoscevano i genitori degli altri e la servit conosceva quella delle altre famiglie e tutti usavano la stessa farmacia e i figli indossavano lo stesso cappotto di lana con il colletto e i polsini di velluto acquistato da The Childe's Shoppe. Stava scoprendo che era una piccola citt, dove le cose restavano segrete non perch non fossero note, ma perch non se ne parlava ad alta voce.
Il posto di cui aveva sentito parlare non era altro che una tavola calda aperta tutta la notte, ma era pieno di gente conosciuta, a parte un tassista disgustato che mangiava salsicce al banco, facendo commenti sui bambini col conto in banca, i figli dei ricchi e i rampolli bene con la cameriera.
Lydia era andata a vomitare nel bagno delle signore, che sapeva di disinfettante e dov'era appeso un cartello con scritto NON SPRECATE LA CARTA: SIAMO IN GUERRA. Quando era uscita, aveva trovato Benny da solo al tavolo vicino
alla finestra. Indossava l'uniforme nuova, con le maniche troppo lunghe e i calzoni troppo corti.
Fammi compagnia, l'aveva pregata. Tuo fratello mi ha mollato.
Anche lui era ubriaco e quando aveva ordinato uova strapazzate, Lydia era stata colta di nuovo dalla nausea. Lei si era limitata a un toast imburrato e t, che beveva a piccoli sorsi. Nessuno dei due parlava molto, finch Benny aveva allungato il braccio prendendole la mano. Che succede, Lydie? le aveva chiesto, e lei era scoppiata a piangere.
Le uniche parole che era riuscita a pronunciare erano state: Ho bisogno. Ho bisogno ho bisogno ho bisogno
tra singhiozzi e sospiri e un altro viaggio in bagno.
Di che cosa hai bisogno, Lydie? le aveva chiesto quando era tornata dal bagno.
Ho bisogno di aiuto, aveva risposto lei sottovoce.
Che genere di aiuto?
Ho bisogno di qualcuno che mi sposi.
Nel silenzio, Benny imburrava una fetta di pane.
Il tassista diceva: Non si pu avere rispetto per chi non si guadagna da vivere.
La cameriera diceva: Non essere troppo duro con le persone.
Benny aveva detto: Ti sposer io. Sarei davvero felice di sposarti.
Adesso Meredith stava dicendo: Il giardino  un incanto, mamma.
Lydia sollev il capo lentamente, come uno degli uccelli acquatici che pescavano nel laghetto, fingendo di non essere l, di essere un sasso o un pezzo di legno, o parte del pontile. Non aveva seguito la conversazione. Aveva mal di testa. Ho bisogno di un'aspirina, mormor
Ci penso io, si offr Meredith. Nadine, potresti portare due aspirine e un po' d'acqua fresca? Come ti senti, mamma?
Non farla tanto lunga, Meredith.  solo un mal di testa.
Hai i sanguinelli rosa pi rigogliosi che abbia mai visto, Lydia, si compliment Eric, che lei non aveva mai sopportato, anche se, doveva riconoscerlo, era sempre rispettoso e mai troppo smanceroso, diversamente dal genero pi grande di Jess, quello che chiamava Jess mamma. Non Ed, che aveva sposato Jeanne, ma Brian, quello che aveva sposato Marian ed era morto di tumore al pancreas. Era questo il modo in cui ricordava le persone adesso: infarto, ictus, tumore al pancreas. Inghiott lentamente le aspirine.
Meredith era talmente identica a suo padre che chiunque li avesse visti insieme sarebbe rimasto colpito dalla loro somiglianza.
Nessuno li aveva mai visti insieme. Quando Meredith andava in citt, lo faceva per assistere allo spettacolo natalizio del Radio City Music Hall, o per prendere un t al Plaza con i nonni e poi tornava a Mount Mason. Dopo il matrimonio di Lucy Warren, Lydia Blessing stessa era tornata a New York solo tre volte. Durante la gravidanza e quando Meredith era piccola, aveva tirato avanti sostenuta dalla convinzione che la guerra sarebbe finita presto e che avrebbe lasciato Mount Mason per tornare in citt. Il suo non sarebbe stato un addio, ovviamente; Blessing's sarebbe sempre rimasta la sua seconda casa, per i week-end e le vacanze.
Ma la citt era il posto giusto per lei. La prima volta che la madre di Benny aveva parlato di quella vecchia zia dalla chioma fulva, e quando il signor Carton aveva redatto il testamento designando Meredith erede universale, aveva sperato che tutti sarebbero stati
pubblicamente bendisposti come i genitori di Benny, anche le persone che avevano visto lei e Frank Askew uscire, sempre uno alla volta, da certe stanze non utilizzate di determinati club e appartamenti.
Non aveva fatto i conti con sua madre. La settimana dopo il matrimonio di Lucy Warren, i genitori erano andati a trovarla per il week-end. Mentre il padre ballava con Meredith in soggiorno, la madre l'aveva condotta fuori in veranda e le aveva consegnato l'atto di cessione della propriet.
Da Ethel Simpson Blessing a Lydia Blessing Carton, c'era scritto. Suo padre aveva costruito la stalla, aggiunto la veranda, piantato gli alberi intorno al lago, innalzato le palizzate, progettato i giardini a terrazze e messo a dimora il frutteto. Tutto quanto era appartenuto alla moglie.
Ah, Lyds, amore mio, aveva sospirato lui a cena, le mani che gli tremavano mentre alzava la tazzina, il bianco degli occhi ormai ingiallito, questo posto mi manca terribilmente.
Nella sua mente il passato danzava ancora con il presente.
Meredith stava parlando e si lisciava i capelli con il palmo della mano. Lydia le aveva dato il nome della nonna di Benny. I Carton ne erano stati contenti. Le avevano mandato un ciondolo di Tiffany con monogramma.
La madre le aveva porto l'atto, dicendo: Adesso avrai sempre un posto dove vivere.
Due mesi pi tardi i genitori si erano trasferiti in un piccolo appartamento in un residence sulla Fifth Avenue.
Non c'era posto per Lydia a New York, n soldi sufficienti per comprarsi un alloggio tutto suo. La madre le dava una rendita per gestire la propriet e i genitori andavano a trovarla un week-end al mese e un mese d'estate, quando
Meredith era a Newport. Preferirei venire quando c' anche la bambina, si lamentava il padre, ma Ethel aveva deciso cos.
Suo padre si era fatto sempre pi piccolo e grigio e in seguito Lydia si chiese se non fosse stato malato gi molti anni prima di morire. Oppure era semplicemente sfinito dal dramma inconfessato della sua vita. Sunny lo aveva tradito.
Era entrato in pubblicit e aveva avuto un enorme successo con uno slogan per una penna che diceva Ha la mano pi bella di Princeton - e usa una Papermate! Quando Sunny andava a Blessing's da solo per il week-end, parlava del padre con divertito disprezzo, mentre passeggiava intorno al lago a testa bassa, la sigaretta accesa che lasciava alle sue spalle una scia di fumo grigio. Una sera in veranda le aveva chiesto: Ti sei mai accorta che pap non ha mai detto niente di importante in tutta la sua vita?
Come sei duro con lui, Sunny, aveva replicato lei.
Ah, Lyds, amore mio, aveva ribattuto, imitando il padre,
se lo fossi davvero!
La madre aveva assegnato una rendita anche a Sunny.
Magari pure il padre si manteneva grazie a una rendita, aveva pensato Lydia. Forse questo spiegava l'arrivo delle scatole. Di tanto in tanto, il padre le inviava per posta uno scatolone, che veniva
consegnato da un fattorino. Simpson's Fine Textiles c'era scritto
sul cartone. Quando Lydia aveva aperto la prima scatola, ci aveva trovato una pezza di pesante broccato verde chiaro, il colore delle foglie nuove, e un messaggio scritto dal padre sulla sua carta da lettere intestata che diceva: Tienilo da parte per una giornata uggiosa. Con affetto, pap. Ne arrivavano due o tre l'anno di quegli scatoloni, tutti con lo stesso messaggio, tutti con una pezza di stoffa.
Al di sotto dei tessuti c'erano dei soldi, un mucchio di soldi, in spesse mazzette avvolte da strisce di carta, come quelle che si vedono nelle scene dei riscatti nei film. Lydia calcol che il primo scatolone contenesse circa quattromila dollari, poi era arrivato il secondo e il terzo e quando il padre era morto, in soffitta si era accumulata una gran quantit di scatole, in maggioranza ancora sigillate. Sembrava denaro sporco, il verde sbiadito a grigio, la cartamoneta assottigliata dall'uso. Avere soldi nel suo mondo significava frequentare le scuole giuste, abitare in un appartamento adeguato, ammobiliato alla vecchia maniera. Non era avere scatole di banconote, come qualche povero vecchio con i risparmi infilati nel materasso. Non ne parlavano mai, lei e suo padre, e nemmeno la madre, n Sunny. A
volte si dimenticava perfino dell'esistenza del denaro; a volte si chiedeva se i topi se lo fossero rosicchiato. Quando Meredith cominci la scuola, sopra la rimessa c'era una quantit di soldi sufficiente a comprarsi una casa in citt.
Ma per qualche motivo, lei aveva preferito far imbiancare le camere degli ospiti, senza dire niente.
Vuoi del t con il budino di riso? chiese Meredith.
Prenderemo il t in veranda, disse Lydia.
Come vuoi, mamma.
Quelle stafisagrie sono bellissime, esclam Eric di slancio, mentre le scostava la sedia e lei si alzava lentamente.
Occorre mettere un sostegno, sentenzi lei. Se vuoi avere delle stafisagrie, devi usare i paletti di sostegno.
C'erano ancora delle cose di cui era assolutamente certa.
...
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...
CAPITOLO 16.
...
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...
Skip sent arrivare Jennifer Foster prima degli operai che lavoravano sul tetto e prima di Nadine, mentre la figlia e il genero della signora Blessing erano al club a giocare a golf. Il minimo sulla sua auto era stato regolato e Skip la ud fermarsi in uno dei vani della rimessa. Quando le mise tra le braccia Benedetta, la bambina si pieg all'indietro e la guard in viso. I libri dicevano che non avrebbe provato ansia verso gli sconosciuti fino a dieci mesi, e forse a quel punto non avrebbe considerato Jennifer o Lydia come delle sconosciute.
Buon giorno, bella bambina, la salut Jennifer, con il tono di voce alto che gli adulti usano in genere con i neonati.
Come stai? Hai dormito bene?
S, rispose Skip. Se la metto gi a mezzanotte, tira fino alle sei. L'ho pesata sulla bilancia del garage ed  arrivata a sette chili. Mi sembra bella cicciottella.
Sei cicciottella? Lo sei? A me non sembri. Jennifer lo guard e sorrise. Signor Mamma, disse.
Sono io.
Ce l'hai la roba per me?
Lui richiuse la porta del garage e si volt a guardare Jennifer che attraversava il prato con il marsupio sul petto e uno zaino pieno di biberon e pannolini sulle spalle. Jennifer era stata l il giorno prima per salutare la figlia della signora Blessing che si chiamava signora Fox. Charles, lo aveva chiamato Lydia mentre Jennifer stava per andarsene, e aveva sceso piano i gradini per raggiungerli. Ho detto a Jennifer che nei prossimi giorni ci sar troppa confusione qui, spieg calma. Sarebbe meglio se Benedetta stesse lontana da qui con lei.
E le voci che circolano? chiese Skip.
Non mi allontaner dalla propriet, rispose Jennifer.
So come la pensi. Posso portarla in riva al torrente, dove non va mai nessuno. Altrimenti, tra i signori Fox e gli operai, qualcuno la potrebbe scoprire. E a proposito di voci...
non ce ne sono. Sei mesi fa c' stata una ragazza in ospedale che ha avuto una bambina e l'ha data in adozione, ma  venuta una famiglia di Chicago e l'ha portata via. Tracy della farmacia di Main Street mi ha detto che da allora la ragazza ha ricevuto anche delle foto da loro. Una delle Boatwright ha partorito in giugno, due gemelli maschi, e li ha con s nella roulotte. Non fa altro che lamentarsi di quanto sia faticoso tirarne su due insieme. Poi, verso fine giugno, una coppia che abita nel quartiere di Foxwoods ha avuto una bambina, che  morta il giorno dopo a causa di una grave malformazione.
Poverina, mormor Skip.
Quindi Benedetta  piovuta dal cielo, proprio tra le braccia del signor Mamma.
Signor Mamma. Adesso lei lo chiamava cos. Lui non si faceva illusioni e sapeva che era solo un nome carino trovato da una persona
gentile. Mentre la osservava scomparire oltre la linea degli alti cedri, il passo sicuro e molleggiato, Skip si disse che Benedetta avrebbe passato una lunga e bella giornata, mentre a lui ne aspettava una lunga e basta, a scoperchiare un vecchio tetto sotto il cielo azzurro e il sole estivo.
A Mount Mason c'era soltanto un muratore onesto, gli altri erano tutti ladri ubriaconi che prendevano duemila dollari per sistemare le tegole a casaccio. Per fortuna, il muratore onesto era Jim, il padre di Ed. Signor Salzano, lo aveva chiamato Skip quando lo aveva assunto, il che forse non era il modo migliore di instaurare un rapporto professionale in cui lui avrebbe dovuto essere il capo.
Ma la stalla aveva bisogno di un tetto nuovo al pi presto. Il fulmine aveva colpito il parafulmine, certo, ma si era scaricato sulle tegole e sul legno sottostante, si era divorato avidamente le assi stagionate e la resina prima che la pioggia spegnesse le fiamme. La pioggia caduta nelle settimane successive poi, aveva cominciato a far marcire le travi e le assi del fienile.
Non ha molto senso aggiustarlo se prima non si scoperchia completamente il tetto e non si rif daccapo, aveva sentenziato Jim Salzano dando un'occhiata. Le gronde sono tutte arrugginite. Questo tetto non  stato pi curato da almeno trent'anni.
D'accordo, allora, aveva detto Skip.
 un lavoro grosso.
Verr a darti una mano.
Cos va meglio.
La figlia della signora Blessing era andata a osservarli lavorare mentre era l in visita. Era una donna alta e portava un grande cappello che le riparava il viso dal sole. Lui aveva sentito Lydia chiamarla da dentro casa, perch tornasse
a mettersi qualcosa in testa per non farsi venire le lentiggini.
Quando lei e suo marito erano tornati dal club, molte vecchie tegole erano gi ammucchiate sull'erba intorno alla stalla e ce n'era un'altra pila sul pianale di un furgoncino in attesa di essere portata via. I due parafulmini erano distesi di lato. Lei ne tocc uno con la punta della scarpa, poi protese la mano verso Skip. Lui ne avvert la consistenza callosa quando la strinse.
 un delitto pensare a come  stato trascurato questo edificio, cominci lei.
Non viene pi usato da nessuno.
Lo so. Se avessi una stalla cos alla nostra fattoria, la userei.  davvero stupenda, costruita come si faceva un tempo. Scoppi in una risata bassa e priva di allegria.
Parlo come mia madre. Non c' pi niente come una volta.
Ti piace lavorare per lei?
Mi paga un salario dignitoso.
Su questo ho i miei dubbi. Magari un salario dignitoso per gli standard del 1955. Che impressione ti ha fatto?
Non saprei dirle. Non la conosco da molto tempo. Ha provato a chiederlo a Nadine?
Lei rise di nuovo. Si chiamava Meredith Fox, cos gli aveva detto Jennifer. Nadine parla molto, ma solo se non le si fanno domande dirette. Quando le ho chiesto come stava mia madre, mi pare che abbia detto: Ah! Alz gli occhi verso il tetto. Di tegole cos non se ne vedono pi in giro.
Ha ragione. Non le fabbricano pi, conferm il signor Salzano da in cima a una scala.
Lei assent. Quand'ero bambina ci tenevamo i cavalli, qui. Avreste dovuto vedere come cavalcava mia madre.
Che stile! E anche come nuotava, se  per questo. Si tuffava dal
pontile e nuotava a rana fino alla riva opposta e ritorno.
Era capace di nuotare come un pesce per mezz'ora.
E poi giocava a golf, e a tennis. Generalmente in doppio.
Ha smesso pi di vent'anni fa. Dopo la morte della sua migliore amica, non  pi stata la stessa.
A me sembra in forma, osserv Skip, pensando alla foga con cui Lydia chiamava Nadine quando aveva bisogno, al suo modo di scrutare con il binocolo, come se si aspettasse un'incursione nemica dal viale, alla delicatezza con cui adesso teneva in braccio Benedetta, accarezzandole il viso con le lunghe dita. Avrebbe voluto dire tutte queste cose alla signora Fox, che gli sembrava una persona a modo, raccontarle che la sera sua madre si sedeva in veranda e a volte gli ordinava di porgerle Benedetta, e poi si dondolava avanti e indietro, finch la bambina chiudeva gli occhi, apriva la bocca e il suo respiro diventava una specie di sibilo regolare e profondo.
Dovrebbe muoversi di pi, viaggiare, continu la signora Fox. Se lo pu permettere. Non fa bene vivere nel passato come fa lei.
Credo che dipenda da quanto  stato bello il passato, replic Skip, pensando alla sua camera con il cavallo imbizzarrito sul copriletto.
Lei pieg la testa di lato e Skip arross, sorprendendosi a riflettere che, per essere una donna anziana, era ancora bella. I suoi occhi avevano lo stesso colore del lago ed erano ancora pi a mandorla di quelli di Jennifer Foster.
Posso farti una domanda personale? gli chiese.
Spari.
 vero che sei stato in prigione per rapina a mano armata?
No, signora. Sono stato accusato di furto e ho scontato meno di un anno nel carcere della contea.
Nient'altro?
No, signora. Mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato solo quella volta.
Posso confermarglielo, si intromise il signor Salzano dall'alto della scala.  cos. Frequentava le persone sbagliate.
Guard Skip. Sar di poche parole, Skipper, ma non sono stupido.
La tua fama allora  molto peggiore del vero, comment Meredith Fox seria.
Non succede sempre cos? replic Skip.
La figlia della signora Blessing imbocc il sentiero che portava al lago, spaventando una marmotta con i suoi cuccioli.
Quando Skip torn alla rimessa per prendere un piede di porco, la scorse che remava energicamente da una riva all'altra. Era evidente che i cavalli la mantenevano pi in forma della maggior parte delle donne della sua et. Fu contento di aver lavato la barca con il tubo dell'acqua, cos lei non l'aveva trovata impolverata, piena di ragnatele e mosche morte. Rimase a fissarla per qualche istante, poi guard la cerchia delle montagne in lontananza, la vallata che digradava intorno alla casa e al laghetto, la piccola barca di legno nel centro. Chiss quanto doveva costare comprare una barca di legno al giorno d'oggi. Adesso si usavano altri materiali, fibra di vetro, alluminio. Ma il legno gli piaceva molto.
Cavolo, sospir tra s, convinto che non potesse esistere felicit maggiore che possedere un posto come quello.
La signora Fox tir in secco la barca sul fazzoletto di prato vicino al pontile, quindi si diresse verso la rimessa per prendere una delle vecchie canne per la pesca alla mosca.
Mosse il braccio avanti e indietro, come se disegnasse nell'aria con
la lenza. Un'esca gialla e piumosa vol sull'acqua e ricadde immobile
sulla superficie. A Skip parve di scorgere la sagoma scura di una trota che si avvicinava sott'acqua. Lei lo guard e sorrise.
Se vuole posso rimediarle qualche verme, cos faticher di meno, le propose Skip, andandole incontro.
Lei scroll la testa. Preferisco la pesca alla mosca. Non mi piace molto catturare i pesci. Tanto poi Nadine non li pulirebbe. A quanto pare ha puntato i piedi categoricamente su due cose: l'uniforme e pulire il pesce. Mia madre  stata a un passo dal cacciarla per via dell'uniforme.
Se vuole, posso pulirglielo io il pesce.
Se prender qualcosa, volentieri. Ma dubito che lo far.
Skip scrut la superficie del lago. Sulla riva pi lontana, una coppia di aironi verdi era appostata sull'acqua, la testa bassa tra le ali ripiegate, in attesa che qualche pesce affiorasse pigramente nell'acqua tiepida e poco profonda. Un airone colp all'improvviso, infilz una sagoma argentea e guizzante, la fece scivolare freneticamente lungo il gozzo e torn in posizione. Meredith lanci di nuovo.
Quell'esca va bene per i pesci grossi, come i lucci.
Lei rise di nuovo. Skip si chiedeva dove avesse imparato a ridere con tanta facilit. Finora non aveva mai sentito la signora Blessing ridere.
L'avevo detto che non avrei preso niente.
Meredith, chiam una voce maschile da dentro casa.
Vuoi bere un aperitivo al club prima di cena?
Non mi va, rispose lei, mentre una piccola trota saltava fuori dall'acqua a pochi centimetri dall'esca. In questo momento sto bene cos.
Quelle parole piacquero a Skip. Sar meglio che torni al lavoro, disse. Vorrei lavare l'interno della stalla prima
di andare avanti. Ma posso pulirle il pesce. O procurarle delle esche vive, se vuole.
Da bambina mi piaceva guardare i pesci che balzavano fuori dall'acqua e pensavo che saltassero di gioia, prese a raccontare Meredith. Poi un giorno, quando ero pi grande, mentre camminavo intorno al lago, ho notato che si dimenavano avanti e indietro, avanti e indietro. Fu allora che mi accorsi di quanto fosse piccolo il lago. Da quel momento, tutte le volte che li vedevo saltare, pensavo che volessero scappare. Ma fuori sarebbero morti.
Ha abboccato qualcosa, l'avvis Skip, indicando l'esca che era scomparsa sott'acqua.
Lei e il marito ripartirono la sera successiva. Il fuoristrada con attaccato il rimorchio per cavalli si allontan lungo il viale, mentre le lenti del binocolo balenavano alla luce del crepuscolo dal loggiato del primo piano. La vecchia stalla era stata scoperchiata del tutto, le nuove tegole impacchettate in blocchi aspettavano sul prato. Jennifer era stata con Benedetta anche quel giorno ed era tornata a casa, leggermente infangata, pochi minuti dopo che l'auto dei Fox, il furgone dei muratori e l'utilitaria di Nadine si erano allontanati. Cominciava a piovere e il lago era ammantato da un velo di foschia grigia. Sono innamorata, sospir Jennifer, sollevando il corpicino della bambina dal porte-enfant sui gradini posteriori.
Vieni dentro, la chiam la signora Blessing. Anche tu, Charles.
La cucina si trovava all'estremit orientale della casa e Skip aveva notato che, passato mezzogiorno, assumeva una luce crepuscolare, anche se la mattina, quando preparava il caff, i mobiletti gialli e i fornelli erano scaldati dai raggi del sole. Osserv il piano di lavoro
immacolato, il lavandino di acciaio splendente. Un vassoio coperto da
uno strofinaccio a righe era l'unico piatto in giro. Nadine era la persona pi pulita che avesse mai conosciuto. Gli confermava il sospetto che aveva sempre nutrito sull'esistenza di un legame tra pulizia e meschinit. Era pronto a scommettere che Jennifer non fosse pulita neanche la met della madre. In quel momento le spuntavano diverse ciocche di capelli dalla coda scomposta e aveva una grossa macchia sul sedere dei pantaloni.
Mi chiedevo se voleste farmi compagnia per cena, disse Lydia.
Non voglio esserle di disturbo, rispose Jennifer.
Io devo fare il bagnetto alla bambina, si giustific Skip, massaggiando la schiena calda e dritta.
L'ho messa nel torrente, disse Jennifer.
Il torrente? Ma  gelato!
Solo i piedi. Le piaceva. Prima ha trattenuto il fiato, ma poi si  messa a scalciare nell'acqua.
Oddio. Avresti dovuto chiedermelo prima.
Scusate, li interruppe la signora, appoggiandosi al bancone vicino al vassoio e ripiegando il telo che lo copriva.
Pensavo di fare un picnic in riva al lago. Ci sono panini al prosciutto e insalata di cavolo. Ho detto a Nadine di preparare un cesto e un plaid sul tavolo dell'ingresso.
Credo pensi che sono rimbambita.
Skip udiva la pioggia che batteva sul tetto, lieve ma insistente.
Sta piovendo, osserv Jennifer.
Ah! Lydia pieg la testa di lato. Non me n'ero accorta.
Ci sarebbe la veranda laterale, propose Jennifer.
Skip si chiedeva che cosa avrebbe pensato la gente di
Mount Mason se li avesse visti stendere il plaid sul pavimento di legno lucido, deporre Benedetta in un angolo su una copertina rosa preparata apposta dalla signora Blessing e sedersi con un vassoio di panini al prosciutto, una brocca di limonata e una pila di piatti a fiori bordati in oro cos sottili che al minimo contatto tintinnavano come tanti campanelli.
Lydia era su una vecchia poltrona di vimini bianca, lui e Jennifer si sedettero vicini sul plaid. Benedetta dormiva prona e di tanto in tanto schioccava le labbra.
Nella borsa  rimasto un solo biberon di latte, disse Jennifer a bocca piena. Gli altri tre se li  finiti tutti. Non credi che sarebbe il momento di farle assaggiare del cibo vero?
Mah!  un'altra delle cose di cui non sono sicuro. Alcuni libri dicono a quattro mesi, altri a sei. Non ci sono indicazioni precise sui cibi solidi. Parlano molto dell'allattamento al seno.
Io ci ho provato, ma non ha funzionato, confid Jennifer ridendo. Oh-ho. Devo aver scandalizzato la signora Blessing. Guardala.
Non credo che qualcosa possa ancora scandalizzarmi alla mia et, ribatt la vecchia.
Per  rimasta scioccata la prima volta che ha visto Benedetta, disse Skip.
S,  vero. Assolutamente vero. Ero proprio sconvolta.
E deliziata, aggiunse Jennifer. E una parola che avevo sentito da bambina alla televisione e che usavo sempre.
Ve la immaginate una bambina di prima elementare che dice che qualcosa la delizia? E c'era anche un'altra parola.
Credo che fosse gustoso. Era in una pubblicit. Questo panino  molto gustoso, dicevo. Mia madre aveva imparato l'inglese dai soldati
americani. La sua prima preoccupazione, venendo qui, fu di capire
quali parole, tra quelle che aveva imparato, non erano da usare in una conversazione educata. E di togliersi l'abitudine di dire ehil. Evidentemente, molti degli uomini che conosceva venivano dal Sud. Anch'io dicevo ehil. Mi ricordo un cugino di mio padre che si sganasci dalle risate dicendo che io e mia madre dovevamo essere della Corea del Sud.
Dev'essere stato molto difficile venire qui cos, osserv Skip. Soprattutto in un posto come Mount Mason.
Insomma, in una citt sarebbe stato diverso.
I pregiudizi nelle grandi citt sono identici a quelli delle piccole, Charles, intervenne Lydia. Solo che vengono nascosti un po' meglio.
 stato strano arrivare qui, ammise Jennifer. Per tanti anni avevo sognato di venire in America, di vedere mio padre e di avere finalmente una vita perfetta. Poi un giorno mi sono trovata qui.
Ed era tutto molto diverso da come ti eri immaginata.
Jennifer scroll il capo. No. Era fantastico. Scesa dall'aereo mi sono trovata davanti un omone, non avevo mai visto nessuno grosso quanto lui in vita mia, che mi ha sollevato e mi ha abbracciato forte forte, piangendomi sul viso e sui capelli. Non avevo mai nemmeno visto un uomo piangere. E mi disse: Non ti lascer mai pi andare.
Quella sera mi cull per farmi addormentare cantandomi una ninnananna. Oggi l'ho cantata a Benedetta e mi ricordavo ancora tutte le parole, almeno quelle che mi cantava pap. Quando mi svegliai al mattino, lo trovai addormentato sul pavimento accanto al mio letto.
Uau, esclam Skip. Guardando dalla parte di Benedetta la vide sollevarsi sulle braccine, come se volesse fare dei mini piegamenti, e li fissava.
 sveglia, disse, tanto per parlare, per colmare un silenzio che sembrava riempirgli il cuore.
Anche a te d la stessa sensazione, vero? chiese Jennifer.
Una sensazione di assoluta sicurezza, che tutto andr bene.
Benedetta lasci cadere la testa, poi la sollev di nuovo.
Sembra una tartaruga, osserv Skip.
Charles,  una cosa orribile da dire, lo rimprover la signora Blessing. Non somiglia affatto a una tartaruga.
Io non mi sento sicuro neanche un po', ammise Skip.
Lei mi fa sentire in ansia. Ho paura che qualcosa possa andare storto, che cada dalla culla o che si ammali gravemente, o smetta di respirare o che so io.
Come sei pessimista.
Forse. Forse sono costretto a esserlo.
Non capisco perch, ribatt Jennifer cominciando a sparecchiare. Lei  tua. Sta con te da tre mesi.  tua.
Bisogna vaccinarla assolutamente, disse Skip.
Far venire il dottore la settimana prossima, promise Lydia.
Non accadr niente di male, lo rincuor Jennifer.
Imparer a camminare e a parlare e inventeremo qualcosa per mandarla a scuola e vivr in questo posto magnifico con queste persone magnifiche. Che cosa potrebbe succedere?
Vero, tesoro? Si gir con le mani piene di piatti e vide Benedetta sdraiata supina, che si teneva i piedi con le mani. Come in risposta alla sua domanda, la bambina inarc la schiena e si volt sulla pancia.
Benedetta Cuddy! esclam Jennifer. Ti sei girata! Ti sei girata da entrambe le parti, avanti e indietro, indietro e avanti. Pos i piatti e batt le mani. Ti sei girata!
Lo aveva mai fatto, Charles? chiese la signora Blessing.
Non che io sappia, rispose Skip. Forse l'ha fatto alle mie spalle. Jennifer scoppi a ridere e anche Lydia rise, in maniera forzata, fuori esercizio. Skip invece continuava a pensare alle parole pronunciate da Jennifer: Benedetta Cuddy. Era la prima volta che pensava a quel nome. Lo vedeva scritto storto in cima a un foglio a righe. Stampato sulla pagella. Annotato sotto una fotografia di scuola. Benedetta Cuddy. Forse Jennifer sapeva vedere pi lontano di lui. Forse le cose sarebbero andate bene.
Eccola di nuovo, disse Jennifer.
...
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CAPITOLO 17.
...
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...
Nadine diventava pi irritabile del solito nei giorni piovosi. Credo che la pioggia le ricordi casa sua, disse Jennifer, seduta in cucina a bere del t in una delle pesanti tazze destinate alla servit. In tasca teneva la trasmittente accesa, il volume basso, e aspettava che Benedetta si svegliasse dal sonnellino per darle la poppata. In seconda media ho fatto una ricerca sulla Corea dove si diceva che ci sono tre mesi l'anno di pioggia incessante. Mio padre una volta le chiese se volesse tornare a visitarla. Lei gli rispose che era pazzo.
Jennifer aveva una voce squillante e questo era un bene, dal momento che Nadine aveva acceso la vecchia asciugabiancheria e stava passando l'aspirapolvere, mentre l'idrovora pompava ritmicamente. Persino i muri sembravano vibrare.
La signora Blessing sentiva Nadine sbattere le porte e trascinarsi dietro rumorosamente il vecchio Hoover nelle stanze di sopra. Pioveva ininterrottamente da quattro giorni, dalla serata del loro picnic in veranda.
Non me la vedo proprio a tornare nel suo Paese, osserv Lydia. Probabilmente lo troverebbe del tutto cambiato da come lo ricorda.
L'ultima volta che lei era stata a New York, per il funerale della madre di Benny, non l'aveva riconosciuta. Uno straccione si era appostato vicino all'auto mandata dai Carton e aveva spinto verso il finestrino un bicchiere di carta pieno di monetine. La casa dov'era vissuta da bambina era stata abbattuta per far posto a un edificio che somigliava a una scatola in alluminio. Anche la Bertram aveva aggiunto un'enorme palestra, un'orribile escrescenza di mattoni sopra la vecchia facciata, e nel parco c'erano tre ragazze in gonna grigia e blazer blu con il familiare stemma della scuola che fumavano. Se non altro si limitano a fumare tabacco, aveva osservato Meredith stancamente quando lei si era lamentata.
Una folata di vento improvvisa fece vibrare le zanzariere alle finestre. Lo scolmatoio del lago era intasato di foglie e rami e Skip era fuori a sgorgarlo, con indosso un paio di stivali di gomma del padre e un Barbour comperato da Sunny a Londra tanti anni prima. Dalla finestra della cucina si distingueva soltanto il rosso del suo berretto e il giallo del secchio. Era rimasto fuori a lavorare quasi tutta la mattina, sguazzando tra il prato e il lago.
Charles, gli grid dalla porta della cucina, uno spettro dietro la fitta rete, mentre lui si dirigeva verso la rimessa.
Vieni qui!
La bambina dorme proprio, disse Jennifer.
A quest'ora fa il suo sonnellino pi lungo, aggiunse la signora Blessing, come se fosse la cosa pi naturale del mondo per loro due parlare degli orari di una neonata.
Spero che l'abbia coperta bene. C' molta umidit.
Sa quant' scrupoloso.
Gli operai che di tanto in tanto venivano chiamati per le riparazioni brontolavano che, per quanto fosse lussuosa,
Blessing's era in una posizione infelice. O magari la sua posizione era andata bene centocinquant'anni prima, quando era soltanto una fattoria di due stanze sopra e due sotto, gabinetto esterno. Ma quando Edwin Blessing aveva aggiunto l'ala della biblioteca, la lunga veranda, le camere per gli ospiti e la nuova sala da pranzo con il camino costruito con le pietre scavate per le fondamenta - la grande rimessa sul lato pi elevato e il lago sul prato inferiore - la casa aveva finito per trovarsi proprio nel bel mezzo di una fiumana d'acqua tutte le volte che pioveva forte. Era il settembre pi piovoso da molti decenni, la casa e le colline erano coperte da un pesante velo perlaceo di pioggia, lo scantinato era allagato.
Trent'anni prima, uno dei figli di Jess aveva persuaso la signora Blessing a installare un'idrovora e non appena l'acqua superava il livello della piattaforma dov'erano collocate lavatrice e asciugabiancheria, la pompa entrava in azione, con un rumore simile a un martello pneumatico sul cemento proprio sotto al pavimento della cucina. Lydia aveva sempre trovato calmante quel frastuono, quasi le indicasse che aveva speso bene i suoi soldi. Per questo era rimasta sconcertata la notte in cui era caduto il fulmine, perch senza elettricit la pompa non si era messa in azione.
Qualche anno prima, in un inverno insolitamente tiepido quando il viale era stato spazzato da scrosci di pioggia anzich da turbini di neve, la pompa si era accesa durante il ricevimento di Natale e gli ospiti avevano dovuto gridare per sentirsi, con in mano le loro coppe di cristallo riempite di 	eggnog.
Nadine spense l'aspirapolvere e scese in cucina, i capelli neri e lucidi ancora umidi sulla fronte e sulla nuca. Sei ancora qui? chiese alla figlia, che si era fermata alla posta
a ritirare un pacco con due camicie da notte di Petitfleur sulla 79, Street.
Vado via presto, mamma.
Tu stai troppo qui. Tu vai a scuola. Lavorare.
Questo semestre ho solo lezioni pomeridiane due giorni la settimana. E lavoro di notte per tutto il mese. Tra poco vado via.
Sciocchezze, intervenne la signora Blessing. Pranzerai con me. Toast al tonno.
Ayeyi yi! esclam Nadine. Il frastuono dell'idrovora aveva nascosto il rumore di Skip che bussava alla porta di servizio. Entr in cucina, sgocciolando sul pavimento di linoleum a quadri.
Fuori, url Nadine. Fuori.
Sciocchezze. Entra, Charles. Togliti quei panni bagnati e vieni a sederti.
Ay, borbott Nadine, tirando fuori straccio e spazzolone dal ripostiglio.
Proprio cos, Nadine. Un po' d'acqua non ha mai fatto male a nessuno. Tranne che ai tuoi pantaloni, Charles. Si sono bagnati nonostante gli stivali.
Piove che Dio la manda, disse lui.
Mio padre fece scavare quel canale artificiale quando ero bambina. Diceva che era a prova di cretino.
 tutto intasato.
Svuotarlo con un secchio non mi sembra la soluzione migliore.
Il secchio era per i pesci. I pesci e le rane. Il lago  straripato cos tanto che il prato era pieno di trote e pesci persici che si agitavano. E anche un centinaio di rane. C'erano pure dei serpenti... quelli per non li salvo. Ho rimesso tutti nel lago con il secchio. Ce n' rimasto fuori ancora qualcuno che secondo me  spacciato. Nadine,
vuoi tre o quattro trote per cena?
Io non pulire pesce!
Jennifer rise.
Miss Spiritosa, comment sua madre.
 un'ottima idea, Nadine. Jennifer e Charles pranzeranno con me. Charles andr a prendere del pesce e tu lo arrostirai. Ci sono dei pompelmi nella ghiacciaia e delle patate in insalata. Poi potrai prenderti il resto della giornata libera.
Aye yi yi.
Le chiedo scusa, signora Blessing, ma mia madre ha ragione, disse Jennifer, alzandosi e posando la tazza nel lavandino.
Devo andare a lezione. Mi sarebbe piaciuto restare pi a lungo, purtroppo con questo tempo ci metter parecchio ad arrivare dove devo andare. Guard Skip.
Volevo dirti che ho visto il tuo amico all'ospedale l'altro giorno:  ridotto piuttosto male.
Ah, s?
Ogni tanto lavoro alla riabilitazione. Gli ci vorr parecchio per imparare di nuovo a camminare senza zoppicare.
E le cicatrici?
Gi, resteranno anche quelle. Anche se mi sembra il genere di persona che ami avere qualche cicatrice addosso.
Jennifer arross. Scusa. Ho detto una cosa crudele.
Hai ragione. Non sul fatto di essere stata crudele, ma sulle cicatrici. In effetti gli piace fare il duro. Skip si pass le mani tra i capelli, spargendo goccioline d'acqua in giro. Devo andare anch'io. Ho delle cose da fare di sopra, sai.
Quando se ne furono andati entrambi, la signora Blessing
si accomod al tavolo della veranda e accese la trasmittente.
Era l'ora del bagnetto, pens, ascoltando il lieve scroscio dell'acqua dal vecchio rubinetto e il canto monotono che lo sovrastava. Attraverso le tende di garza si intravedeva uno scorcio di fiori piegati e spampanati dalla pioggia.
Quando si era trasferita l, aveva tolto tutte le tende alle finestre, per permettere alla luce di entrare e per guardare fuori. Che cos', un'altra invenzione moderna?
aveva chiesto la madre. Poi, nel corso degli anni, aveva ordinato altre tende e le aveva fatte appendere, finch la casa era tornata completamente velata.
Jennifer si trovava in un'aula che sapeva di gesso, col pavimento di linoleum consumato; Skip nel vuoto appartamento sopra la rimessa, che l'aveva fatta quasi vergognare, quando quella notte era salita a chiedergli aiuto. Lei invece se ne stava comodamente seduta nel solitario splendore della casa, con un toast al tonno e due olive, come aveva fatto anno dopo anno, felice, o almeno soddisfatta. Adesso era tutto distrutto, la felicit o la soddisfazione o la rassegnazione o qualunque cosa provasse una persona quando le abitudini ripetute della vita diventano la vita stessa.
Tutt'intorno a lei aleggiava un pranzo fantasma, un pranzo immaginario, in cui l'aroma di pesce arrosto rimaneva attaccato ai tendaggi di broccato per un giorno o due, in cui lei ascoltava due giovani parlare di persone che non conosceva, di cose che non le interessavano, l'odore di disinfettante del ragazzo, l'odore di shampoo al limone della ragazza, un'aria di quotidianit senza importanza nel pasto.
E al centro di tutto la bambina che balbettava, sorrideva, agitava le braccia. Tutti insieme le avevano fatto desiderare pi di quanto avesse. La maledizione di avere dei giovani per casa era la loro
straripante ricchezza di possibilit. Spense la trasmittente che le
portava i suoni della vita dall'altra parte del vialetto.
Nadine venne a sparecchiare, borbottando tra s, pul la tavola tra gemiti e sbuffi, mentre Lydia Blessing sedeva immobile nella luce grigia del giorno di pioggia ancora pi grigia al tramonto. Da qualche giorno aveva un dolore sotto un occhio e a un braccio; si massaggi i punti doloranti.
Poi, invece di pensare a quell'unico pasto, che sembrava aver assunto un'importanza sproporzionata, rievoc una vita intera che non era stata. Ancora una volta immagin l'appartamento nel condominio di Park Avenue, la collezione di porcellane cinesi bianche e azzurre esposte nella credenza, le tende a motivi floreali, il portiere che le avrebbe chiamato un taxi quando avesse voluto andare al club o con Meredith a teatro, i gin tonic su un vassoio d'argento mentre il sole tramontava dietro l'edificio sul marciapiede opposto.
E di colpo comprese, con la stessa sicurezza con cui conosceva l'alfabeto o il Padre Nostro o gli accordi di Clair de Lune, che quella vita non sarebbe stata migliore di quella che aveva vissuto. L'intensa sofferenza provata tanto a lungo, la sensazione di essere stata esclusa da qualcosa, da sua madre, da sua figlia, dal suo ceto, dal caso, dal destino: tutto era una finzione, una scenografia, una costruzione di cartapesta che aveva perso potere. Aveva riempito le giornate di rimpianto per quella vita fantasma, e adesso non aveva pi significato delle chiacchiere delle scimmie. Invece, nelle ultime settimane, aveva visto come sarebbero potute essere le cose, se lei non si fosse sentita costantemente esclusa da qualcosa di meglio. Dalla finestra Blessing's era quasi invisibile sotto la pioggia, ma adesso sapeva che nemmeno sotto quel terribile diluvio era pi
la prigione claustrofobica che si era immaginata per tanto tempo. Era ci che era sempre stata, un rifugio. E stranamente le torn alla mente una discussione avuta con Jessie durante l'estate, quando si accingeva a mandare Meredith in collegio.  la cosa giusta da fare per una ragazza nella sua situazione, aveva detto, guardando uno scatolone pieno di camicie bianche dell'uniforme.
Per amor del cielo, Lydia, aveva ribattuto Jessie, gli occhi tempestosi. Per una volta tanto nella tua vita non puoi smettere di pensare a ci che  giusto e cominciare a considerare ci che  bene?
Si rizz a sedere, la mano ancora premuta sulla testa, pensando di essersi addormentata. Aveva smesso di piovere e, come succede con i temporali estivi, la serata limpida portava con s una bellezza e un profumo delicati. Gli steli ricurvi delle margherite sembravano rizzarsi di nuovo lentamente verso il cielo, pronti a essere riscaldati dal sole rimasto sommerso per tanti giorni. Il rumore dell'idrovora era cessato e il silenzio era punteggiato solo dal canto di grilli e cicale.
Dall'altra parte della sala c'era il telefono, un vecchio modello a disco che non aveva mai pensato di sostituire, e con mani tremanti compose il numero e aspett. Meredith, disse, all'udire la voce della figlia, Meredith, ripet, e nella sua voce c'era qualcosa di innaturale e sconosciuto, al punto che non sapeva che cosa dire e temeva di finire come la bambina della fiaba che sputava rospi tutte le volte che apriva la bocca.
Mamma, esclam Meredith. Ti senti bene? Mamma?
 tutto a posto?
Qui da noi c' stato il diluvio. Il lago  straripato e la barca 
stata trascinata al largo dalla corrente. Com' andato il viaggio di
ritorno? Com' il tempo in Virginia? Come stanno i tuoi malvoni?
I malvoni?
La pioggia li ha danneggiati?
Qui c' il sole, mamma. Non ha piovuto affatto. I miei fiori stanno bene. I malvoni rosa che ho preso dal catalogo che mi avevi mandato sono di un bel colore: un rosa intenso, non troppo chiaro e nemmeno troppo rosso. Era a questo che ti riferivi? Sei sicura di sentirti bene?
Ci fu una pausa e poi: Meredith, devi mandarmi i semi.
A fine stagione, quando le piante saranno morte, mandami i semi.
Era davvero questo ci che intendeva dire? Ce l'aveva nella testa, nel cuore, dappertutto, la consapevolezza di dover dire qualcosa per alleggerire il peso di tutti gli anni trascorsi a rimpiangere l'esilio che si era imposto da sola.
Perch in fondo era stato quello. Se ne sarebbe potuta andare quando voleva. Ma non l'aveva fatto. Una volta aveva trascorso un week-end a Parigi e non aveva visto l'ora di tornare a casa. La Gioconda le era parsa tanto pi piccola di come la immaginava. Vieni a trovarmi, fu tutto quello che disse a Meredith. Vieni presto.
Le luci si accesero intorno alla casa e lei si alz dalla sedia lentamente, la schiena un po' irrigidita. Nadine aveva lasciato mezzo pollo su un piatto nel forno, dei pomodori affettati e un po' di patate in insalata avvolti nella pellicola sul piano di lavoro. Lei gett tutto in pattumiera aiutandosi con una forchetta. Era uno spreco, ma era il suo spreco.
Si avvicin lentamente alla finestra che si affacciava a ovest. Il cielo striato di lavanda, grigio e rosa si rifletteva sulla superficie a specchio del lago, i campi di segale erano biondi per il calore e
lucidi per la pioggia. Mentre guardava fuori, una fila di luci si
accese tutt'intorno al lago. Suo padre aveva fatto interrare le luci sulla riva, a trenta centimetri di distanza e, la prima volta che le aveva accese, era stato raggiante come un ragazzino, sebbene avesse gi la pelle del collo avvizzita, grigia e pendula. Meredith era una bambina. Lyds amore mio aveva lasciato il posto a Mio gaio tesoro. Lydia aveva osservato le luci accendersi seduta in poltrona, la lunga gonna a pieghe che le sfiorava le caviglie.
Sembrano fuochi d'artificio, aveva detto. Esatto, aveva risposto suo padre. Sono belle, vero, mio gaio tesoro? Ci piacciono, vero? Aveva portato la bambina fuori con la barca e avevano remato insieme da una luce all'altra - o meglio, lui aveva remato fingendo che fosse lei a farlo, trascinando nell'acqua il piccolo remo che le aveva costruito apposta. A ogni luce le aveva chiesto di esprimere un desiderio. Un pony. Una bicicletta rosa. Un cucciolo di spaniel. Sono troppi desideri, aveva gridato Lydia verso l'ovale buio al centro dell'anello di luci, e suo padre le aveva risposto: Ah, Lyds, amore mio, non dire mai cos.
Negli anni tutte le lampadine si erano bruciate, una alla volta. Suo padre era morto l'anno dopo aver installato l'illuminazione del lago. Sua madre aveva trascorso gli ultimi anni ricoverata nella costosa casa di riposo in una vallata piena di rododendri a quindici chilometri da Mount Mason.
Ti conosco, ripeteva a Lydia quando lei andava a trovarla. So chi sei. La sera prima di morire, aveva detto alle infermiere che doveva andare via. Questo non  il mio posto, aveva detto. Furono le sue ultime parole, riferirono a Lydia. I mobili in legno di ciliegio che erano stati spediti dall'appartamento in citt alla casa di riposo ora si trovavano in una delle camere per gli ospiti. Nel cassettino
superiore dello scrittoio lei aveva trovato fotografie sbiadite di un giovane che non riconobbe, un golfino da beb giallo con i bottoni a forma di papera e un sottile volume di poesie di Sara Teasdale. A Edy, tuo per sempre, Eddie, c'era scritto con inchiostro sbiadito sul frontespizio nella bella calligrafia paterna.
Quando Sunny mor, nella stalla dall'altra parte della collina, lei non era riuscita a prendere in mano le sue cose.
I Foster avevano impacchettato quello che era nella sua camera a Blessing's e il padrone di casa in citt era stato incaricato di regalare all'Esercito della Salvezza il contenuto del suo appartamento. Jess le aveva lasciato una spilla di strass, la sua raccolta di opere di Edith Warthon rilegata in pelle e una panchetta imbottita e ricamata ad ago che lei usava al pianoforte. Era circondata da oggetti appartenuti ai morti. La barca si era arenata ai piedi di uno dei salici, incastrata tra le radici, e la mattina sarebbe stata facile da tirare in secco. Com'era possibile che lei e la barca fossero le uniche due cose rimaste in quel posto? Com'era possibile che Blessing's stesse vivendo una lenta rinascita insieme a lei? Charles aveva aggiustato l'illuminazione intorno al lago senza chiederle niente e la prima volta che aveva visto le luci, Lydia aveva provato un impeto di amore verso il padre che credeva da tempo consumato.
Pianse, brevemente, due singhiozzi che le scossero l'esile petto. Sal di sopra e dorm senza sognare.
...
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...
CAPITOLO 18.
...
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...
Lydia Blessing non vedeva Paul Benjamin da diversi anni, dalla volta in cui era stato a trovarla in ospedale dopo l'ictus, e rimase sorpresa di quanto fosse invecchiato. Aveva lo sterno incavato e la vecchia cravatta regimental, sfrangiata lungo i bordi, sembrava un amo che penzolava fino alla cintura. Lo aveva sempre giudicato un valido dottore, che credeva nei vecchi rimedi ai quali lei non aveva mai rinunciato: olio di canfora sul petto, t con miele e limone, sali e clisteri, whisky caldo in caso di assoluta necessit. In passato si erano frequentati spesso e dopo che, a quarant'anni, aveva sposato un'infermiera dell'ospedale molto pi giovane di lui, Lydia li aveva invitati di tanto in tanto a cena, quando aveva ospiti per il fine settimana. Ricordava ancora una sera di maggio in cui, dopo aver bevuto troppo, lui aveva recitato una poesia restando in bilico all'estremit del pontile e poi era caduto nel lago. Era riemerso sputando acqua come una balena e tutti avevano riso di gusto, tranne la giovane moglie, che era avvampata e lo aveva spinto in macchina
ancora grondante per tornare a casa. Si era vestita in maniera troppo
elegante per la cena e per questo si era sentita a disagio tutta la sera.
Ciao, Lydia, le disse, scendendo lentamente dall'auto.
Aveva il suo stesso modello di macchina, una Cadillac che sembrava conservata nell'ambra dal giorno in cui era uscita dalla fabbrica. Ti trovo bene.
Ho ottant'anni, Paul. E quindi credo che tu vada per i novanta.
Novantuno il mese scorso. Ho la gotta.  ridicolo. Ce l'aveva anche Enrico VIII. Non mi stupisce che uccidesse le mogli.
Un compagno di universit di mio padre ne soffriva.
Mi avevano detto che era perch beveva troppo.
 una vecchia storia, ribatt Paul Benjamin, afferrando la borsa nera che gli avevano regalato i genitori quando si era laureato.  quello che amano dire i dottori per tutto: qualunque cosa ti piaccia, ti fa male. Secondo loro  un miracolo che abbiamo raggiunto questa et. Anche se il giovanotto che mi ha sostituito non  tanto male. Avresti dovuto chiamare lui per questo, Lydia. Non so quanto tempo  passato dall'ultima volta che ho visitato un neonato.
Benedetta era in salotto su una coperta distesa sul divano di broccato. Jennifer Foster era china su di lei, mentre Skip era seduto in una poltrona nell'angolo buio oscurato dalla tenda esterna e dall'aggetto della veranda. Il dottor Benjamin fiss il faccino tondo e vellutato come una pesca.
La neonata faceva quello che Skip amava tanto osservare in lei: si stava animando a poco a poco, prendeva coscienza del mondo un pezzo alla volta; assorta, muoveva i piedi in aria, agitava le dita delle mani, fissava la luce e muoveva la lingua tra le labbra. Si form una bolla di saliva, che scoppi, poi lei starnut e rimase immobile.
 sua figlia, signora? chiese il dottore, socchiudendo gli occhi.
Naturale che non  sua, Paul. Guardala! Questa  la figlia dei Foster. La bambina  la pronipote di una mia vecchia amica venuta a trovarmi da Vineyard. Sta con lei mentre la figlia e il genero sono in Europa, e loro si sono resi conto che doveva essere vaccinata. Lydia Blessing rimase sorpresa dalla facilit con cui mentiva, molto meglio di tanti anni prima, quando sarebbe stato ben pi importante, almeno per lei. Si accorse che mentire era pi facile che dire la verit perch la menzogna aveva angoli lisci e smussati, non era acuminata di impossibilit e sconvenienza come succedeva spesso con la verit. Se avesse dovuto rivelare a Paul Benjamin la verit su Benedetta, lui le avrebbe rivolto un'occhiata incredula, esclamando: Cosa? La bugia scese liscia come miele.
Ha l'aria sana, direi.  una bambina, vero? Una bella bambina, ma la sua mamma dovr stare attenta al sole. Ha la pelle chiara come una svedese. La spogli, signorina.
I vecchi strumenti familiari uscirono dalla borsa nera, tutti quegli oggetti che le erano parsi tanto sinistri da bambina.
I cosi appuntiti per occhi e naso. Lo stetoscopio lucido e freddo. Il predecessore di Paul Benjamin una volta le aveva permesso di auscultarsi il cuore e Lydia, all'epoca una bambina di otto o nove anni, era rimasta stupita da quel battito inesorabile, come il motore di un potente macchinario.
Istintivamente si port la mano al cuore: batteva ancora dopo tutti quegli anni.
L'altro dottore si chiamava Brown e Lydia ricordava come il padre si fosse divertito a prenderlo in giro a causa di un rimedio contro l'indigestione che si chiamava Dr. Brown's.
Erano quelle le cose di Mount Mason che entusiasmavano
Ed Blessing: il semplice dottore di campagna, il semplice avvocato di campagna. Per lui non faceva differenza che il dottor Brown avesse studiato a Yale ed Exeter; lui cercava la semplicit della campagna ed era certo di averla trovata.
Una bambina molto sana, ripet Paul Benjamin ripiegando lo stetoscopio. Non riesco a capire quale sia il problema.
Non c' nessun problema. Doveva essere visitata, e vaccinata anche. Contro il morbillo e tutto il resto. Non ricordo bene. Fanno cos tante vaccinazioni, adesso.
Anche la rosolia. In passato i bambini dovevano essere allontanati quando la madre era incinta, perch la rosolia causava danni terribili all'embrione. Si vedevano cose orribili...
neonati sordi, ciechi, ritardati, che finivano diritti all'ospizio. Assent. Adesso  tutto diverso. Ho bisogno della firma della nonna. Lo Stato perseguita noi poveri dottori se non abbiamo tutti i documenti compilati.
Te la far avere in seguito, rispose Lydia. In questo momento  in citt da amici. Sar felice di firmare io al suo posto.
Mi ha lasciato anche alcune domande da farti. Inforc gli occhiali e prese un foglio appoggiato sul pianoforte.
Quando dovrebbe cominciare a mangiare cibi solidi?
Intorno ai quattro mesi. La nonna la terr con s cos a lungo?
Non ne sono sicura. Con quali cibi bisogna cominciare?
Cereali mescolati con latte in polvere. Niente riso. La costiperebbe. Come va l'intestino?
Oh, per amor del cielo, va benissimo. Dovrebbe gi cominciare a stare seduta?
Il dottor Benjamin protese le mani e Benedetta richiuse le dita intorno alle sue. Lui tir dolcemente e lei si sollev a sedere. Voil, disse.
Ah, disse la signora Blessing. Con il dito teneva il segno sull'elenco di domande scritte da Skip. Le vitamine?
Non ancora. La madre pu richiederle quando la bimba avr un anno.
Benissimo. Lydia esamin il foglio e rote gli occhi.
In generale, come ti sembra?
In perfette condizioni. Una bella bambina, sana e ben curata. Adesso, posso vaccinarla, in modo che resti tale?
Devo lasciarla cos? chiese Jennifer dolcemente.
Mi basta una gamba. Ma non sono sicuro che sia giusto, Lydia. Dovrei ripassare quando c' anche la nonna.
Devo compilare questo modulo con il suo nome, la data di nascita e il resto.
Te lo far avere io.
Paul Benjamin fece un profondo sospiro, sollevando e abbassando il petto ricurvo. Le mani chiazzate dalla vecchiaia gli tremavano leggermente mentre preparava la siringa.
Lydia sapeva che stavano pensando la stessa cosa, alla notte in cui lo aveva chiamato dopo aver trovato Sunny nella stalla.
Non posso compilare un certificato di morte naturale, Lydia. Non posso e non voglio, le aveva detto.
Allora metti incidente. Morte accidentale.
Anche allora lui aveva sospirato e le mani gli tremavano, ma a causa della vista di Sunny, i luminosi capelli biondi a coronare il buco dove un tempo era il suo viso, il fucile da caccia appoggiato al petto.
Paul Benjamin strinse tra le dita un rotolino di soffice ciccia e ci infil l'ago. Benedetta stava guardando distrattamente il soffitto e per un attimo assunse un'espressione sorpresa, corrugando la fronte. Poi divent tutta rossa e url, trattenne il fiato e url di nuovo. Senza fiatare, Skip
si alz dalla poltrona, la prese in braccio ancora mezza nuda e la port via.
Chi era quel giovanotto, Lydia? Lo sa quello che sta facendo?
Signorina, dia alla bambina un biberon e dica alla nonna che potrebbe avere la febbre per un paio di giorni.
Si prenda cura di lei fino al ritorno della nonna. Questa signora qui  troppo avanti con gli anni per farsi carico di una neonata.
Come hai detto, scusa? intervenne Lydia.
Non volevo offenderti. Sei l'esemplare pi in gamba che ci sia in giro. Quando  stata l'ultima volta che hai nuotato nel lago?
Ormai sono passati anni.
Il lago  sempre pieno di tartarughe carnivore? All'epoca lo era. Secondo lei, signorina, che cosa mi rispondeva Lydia quando glielo rammentavo?
Non saprei proprio, disse Jennifer Foster con un sorriso.
Diceva Nessuna tartaruga carnivora oser avvicinarsi a me. E aveva ragione. Una volta per capit a quel giovanotto, mi sembra venisse da Boston, quando eravamo pi giovani.
Fu tutta colpa sua, intervenne Lydia. Un lago con il fondo melmoso non  fatto per starci in piedi.
Il mio predecessore si occup di lui, raccont il dottor Benjamin riponendo gli strumenti nella borsa. Ma non pot fare molto all'epoca. Forse oggi avrebbero conservato il dito nel ghiaccio e lo avrebbero spedito al grande centro medico di Bessemer. Allora, invece, non c'era niente da fare.
Una tartaruga gli stacc un dito del piede? chiese Jennifer.
Fu tutta colpa sua, ripet la signora Blessing.
D'accordo, adesso allora racconter una cosa che fu tutta colpa di Lydia. Un giorno torna a casa dal club infuriata perch ha perso in un doppio.
Oh, per amor del cielo, Paul!  una vecchia storia.
Non ti piace ascoltarla, vero? Con chi avevi giocato, con Jessie?
Giocavo sempre in doppio con Jessie e lei giocava in maniera deplorevole. E ci rideva su, oltretutto.
Che ragazza, Jessie. In ogni caso, Lydia torna a casa furibonda, salta gi dall'auto, si spoglia e si tuffa nel lago. E
secondo lei che cosa trova ad aspettarla nell'acqua accanto al molo quando torna indietro a nuoto?
Oh, per amor del cielo.
La sua Cadillac! In un metro d'acqua! Nella sua furia, non aveva spento il motore e non aveva tirato il freno a mano.
Il buon Foster fece un vero miracolo di meccanica per rimetterla in moto. E l'interno continu a puzzare di pesce per un anno.
Sciocchezze, borbott Lydia.
Dopo la poppata, metta a dormire la bambina, aggiunse il dottore. Dormir parecchio. Non le ho fatto male sul serio. Si  solo offesa per il pizzicotto. Potrebbe venirle la febbre tra un giorno o due. Guard Jennifer. Lo dica a quel giovanotto. Potrebbe essere febbricitante e noiosa...  del tutto normale.
Lydia lo accompagn verso la macchina, prendendolo sottobraccio mentre scendevano insieme le scale. Chi sorregge chi? chiese lui.
Ti ringrazio, Paul. Ti far avere il documento a giro di posta quando arriva. Preferirei che non parlassi di questa visita con nessuno. Il
dottor Benjamin alz le spalle e sospir e lei si chiese se,
dopotutto, avesse creduto sul serio alla sua storia.
Sei sempre stata terribile, questo  vero, disse. E io sono ormai troppo vecchio per essere radiato, qualunque cosa tu stia combinando. Si fermarono insieme di fianco alla macchina e lui gir lo sguardo verso il lago e la fila di cedri lungo il torrente. I suoi grandi occhi tristi, che le avevano sempre ricordato quelli di un cane da caccia, si velarono leggermente.
Questo  un posto magnifico, Lydia. Rammento la prima volta che ci venni. Ero un ragazzino e il dottor Brown mi aveva portato con s. Ricordi? Rischiai davvero di non diventare mai un dottore, allora. Lei d'un tratto ricord.
Era stato un giorno in cui lei, Sunny e Benny erano andati a fare un picnic in riva al torrente. La signora Foster aveva preparato panini con la pancetta e biscotti al burro di arachidi che aveva sistemato in un cesto insieme a una bottiglia di limonata. I due ragazzi avevano attraversato i campi facendo dondolare il cesto tra di loro e lei li seguiva.
Tutti quanti avevano stivali di gomma ai piedi; Lydia era uscita di casa con un paio di vecchi calzoncini di Sunny.
Tutti e tre portavano camicie con il monogramma di Ed Blessing sui polsini, che erano state scartate perch vecchie, macchiate o consumate sui gomiti o sul collo. I capelli di Sunny splendevano al sole. Benny si era scottato la nuca. Si erano fermati a mangiare su una radura erbosa affacciata sul torrente, proprio oltre l'ansa che formava una grande piscina naturale dove a volte le trote saltavano da sotto le rive scure verso il centro. Era buffo come le cose di tanto tempo prima conservassero intatti i loro vividi dettagli, mentre quelle fatte da adulti si riducevano a pochi gesti, una forchetta posata qui, una mano vinta a bridge l.
Si erano addormentati sul vecchio plaid, Lydia cullata dal ronzio delle zanzare e dal respiro roco di Benny nell'orecchio.
Al risveglio, indolenzita e sudata, si era trovata da sola. Uno dei suoi stivali era finito a mollo e lei era entrata in acqua per recuperarlo. Proprio al di l del piccolo promontorio, nella pozza del torrente, aveva visto i due ragazzi da dietro. Erano nudi e somigliavano alle trote dorate che avevano resistito nel lago un'estate soltanto, perch il loro tremolante balenio ne aveva fatto una preda troppo facile. Lydia aveva fissato la carne chiara e lucida, tenendosi in equilibrio precario sui ciottoli del torrente, poi era risalita verso il plaid e si era tagliata una coscia contro una roccia cos affilata che al momento non aveva provato niente. Aveva visto soltanto i lembi gonfi della pelle lacerata, il rosso e il rosa dei muscoli in quell'attimo immobile prima che il sangue cominciasse a sgorgare.
Santo Dio, signorina Lydia, come ha fatto a tagliarsi cos?
aveva chiesto la signora Foster quando i ragazzi l'avevano riportata a casa. Lei non ricordava la sensazione della pietra che le tagliava la carne, ricordava soltanto che un attimo prima di risalire la riva, Sunny aveva girato la testa verso di lei, nel sole del tardo pomeriggio che filtrava tra gli alberi, e le aveva sorriso con gli occhi socchiusi. Quel sorriso aveva accompagnato i suoi sogni per molti anni, traboccante di assoluta felicit.
Non fu la gravit della ferita a spaventarmi, disse Paul Benjamin. Fu vederti seduta in punta a quel tavolo di cucina senza emettere un suono. E senza anestesia. Il dottore ti vers un bicchiere di gin sulla ferita e basta.
Ho ancora la cicatrice, disse Lydia.
Lo immaginavo.
...
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...
CAPITOLO 19.
...
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...
Lydia Blessing non aveva pensato di risposarsi. Non era tanto il fatto che in segreto vedesse il lato fisico come prerogativa dei giovani, anche se cos era, e trovava ridicolo e umiliante immaginare gli amplessi dei suoi amici gi anziani. Il fatto era che non riusciva a immaginarsi di condividere la propria vita. Non si immaginava di non poter accendere la luce sul comodino a mezzanotte se non riusciva a dormire, o di dover chiedere l'opinione altrui per la cena o i progetti per il fine settimana.
Aveva fatto a modo suo fin da quando era giovane e non era mai stata obbligata a cambiare abitudini.
L'unica volta che si era avvicinata a una storia d'amore era stato con Bill Stapleton, che abitava da sempre in un vecchio allevamento di cavalli appena fuori Mount Mason.
Era stato amico d'infanzia di Jessie e lei gli si era trovata seduta accanto durante un pranzo pasquale subito dopo la fine della guerra. Taciturno e riflessivo, la lasciava parlare, finch lei non pronunciava una delle sue osservazioni acide.
Allora lui mormorava: Non lo pensi davvero. Ma non sembrava essersi mai scoraggiato. Una volta aveva
comprato un gioco di costruzioni a Meredith, poi un cappellino con la piuma durante un viaggio a Londra. Che regalo ridicolo per una bambina, aveva commentato Lydia, in realt segretamente lusingata, anche se avrebbe preferito che il cappello fosse stato per lei.
Che triste notizia, comment Jeanne, la figlia di Jess, quando le telefon mentre la pioggia diminuiva, per informarla che Bill era morto.
La morte adesso era diventata semplicemente questo: una triste notizia. Un tempo c'erano state le morti inaudite, come quella di Benny e di Sunny, morti pietosamente obliate dal sonno e che ogni mattina, quando la sua mente riaffiorava dai sogni, era costretta ad accettare da capo. Poi c'erano state le morti che avevano cambiato il mondo, spezzandolo in due: la madre e il padre. C'era stata la morte di Jess, che l'aveva lasciata con la sensazione di aver raddrizzato la schiena e le spalle per il funerale e di non averle pi rilassate. Le prime erano state le morti inconcepibili della giovent, le seconde le perdite strazianti della mezza et.
Adesso c'erano le morti inevitabili della vecchiaia, che, una dopo l'altra, preludevano alla sua. Che triste notizia.
Arriver per cena, l'avvis Meredith al telefono. Eric non pu venire, ma io partir subito dopo pranzo.
Non c' bisogno che tu venga, disse Lydia.
Ma adesso era un conforto sedere in chiesa tra la figlia e Jeanne, come se pure Jessie fosse ancora con loro. Tu allontani le persone da te, Lulu, aveva detto Jess dopo che Bill aveva sposato quella graziosa donna di Philadelphia, che aveva frequentato la Vassar insieme a una delle figlie di Frank Askew. Come recita l'adagio: nessun uomo  un'isola.
Tu hai fatto un'isola di te stessa. A Benny non sarebbe piaciuto.
Grazie al cielo aveva la fotografia di Benny sullo scrittoio.
A volte non ricordava pi il suo viso. A Jess era sempre piaciuto. Certe volte, quando erano pi giovani, li aveva osservati raccogliere insieme garofani in riva al lago e aveva pensato che lui avrebbe sposato Jess. Credeva che anche Sunny lo pensasse, ma Jess aveva fatto una smorfia, una volta che glielo aveva chiesto. Benny  come un fratello, aveva detto. E naturalmente era stato un fratello anche per Lydia, finch non era diventato un marito.
Sunny non aveva voluto che si risposasse. Forse era stato quello a farla decidere. A che cosa servirebbe, Lyds?
le aveva chiesto una sera in veranda, quando lei gli aveva parlato di Bill e del suo matrimonio. Oppure era stato quel viaggio a Parigi, quando aveva incontrato per caso Frank Askew nella hall dell'albergo. Sua moglie l'aveva invitata a pranzo, quasi sfidandola a unirsi a loro, e lei si era vergognata di guardarlo mangiare in fretta e rumorosamente.
Ovviamente non aveva mai mangiato con lui prima di allora;
al massimo avevano bevuto qualcosa insieme, circondati da un gruppo di complici schiamazzanti. All'epoca del viaggio a Parigi lei aveva quarant'anni, Frank pi di sessanta e la dentiera gli schioccava in bocca. La moglie lo chiamava vecchio mio e gli diceva di rallentare, altrimenti sarebbe rimasto sveglio tutta la notte con i bruciori di stomaco. Pi tardi lui le aveva telefonato in camera, e lei aveva acconsentito a incontrarlo alle Tuileries, poi per non ci era andata.
Le venne da pensare che forse non aveva buona capacit di giudizio per quanto riguardava gli uomini. Le venne da pensare che la moglie di Frank fosse stata pi saggia di quanto lei avesse mai creduto.
Il giovane sacerdote che celebr il funerale di Bill era
quasi un insulto alla Chiesa, con le basette chiare e la faccia rubiconda. Aveva scelto come testo la poesia La morte non sia fiera, e Lydia si chiese se l'avesse fatto perch aveva pi dimestichezza con la letteratura che con le Sacre Scritture. Nei primi banchi cerano i due figli di Bill insieme ai loro bambini e alla vedova, che era stata compagna di universit della prima moglie di Bill. Paul Benjamin le rivolse un cenno di saluto nella navata. Tutto bene a casa?
bisbigli; Lydia assent. La figlia di Frank Askew era sull'altro lato della chiesa e una volta fuori sul sagrato si avvicin a Lydia e l'abbracci, facendo esattamente il genere di cosa che lei odiava. Conoscevo tuo padre, disse a Meredith. Lydia si rese conto, con una specie di vertigine, che non le interessava pi quale fosse il vero significato di quelle parole. Sono sopravvissuta ai miei peccati, pens allegramente.
Puoi cercare un prete di un'et pi consona a me per seppellirmi, Meredith, disse in macchina, mentre erano dirette al cimitero.
Sarebbe stato difficile trovare un prete dell'et di Bill, mamma. Dopotutto aveva novantanni.
Novantadue a settembre, precis Lydia, sistemandosi in testa il cappellino nero di feltro. Suppongo che ci sia almeno un prete a St. Anselm che non sia cos giovane da poter essere un mio pronipote e non abbia l'aria di passare tutte le ore libere a giocare a golf.
Il cimitero la turb pi di quanto si aspettasse. Sulle lapidi erano scritti tanti nomi che conosceva, uomini e donne che erano stati a casa sua per un cocktail e che giocavano doppi misti al club. Su un poggio in un angolo scorse l'angolo della lapide quadrata che segnava il luogo di sepoltura di Jess tra il primo e il secondo marito e,
superata una curva, si trov davanti l'obelisco sul quale sua madre
aveva insistito tanto, con una sola parola alla base: BLESSING.
L'appezzamento sottostante era come casa sua, grande e vuoto. Suo padre l'aveva acquistato lo stesso anno della tenuta, come una manifestazione della sua fede in un futuro a Mount Mason che trascendeva persino la morte. C'erano otto loculi. Forse si aspettava di avere pi figli. Di sicuro era stato convinto che Lydia ne avrebbe avuto pi di uno. Di certo non si aspettava che i suoi figli non avrebbero voluto unirsi ai genitori nell'eterno riposo. Ma un fine settimana, quando Sunny era andato a trovarla e insieme stavano passeggiando intorno al lago, lui aveva gettato la cicca della sigaretta nell'acqua e aveva detto distrattamente: Non osare mettermi sottoterra quando me ne sar andato, Lyds. Niente bara per questo ragazzo. Avevano bevuto parecchio vino quella sera e lei aveva fatto una smorfia, replicando:
Non pensare a certe cose, ma lui non si era lasciato dissuadere.
Dico sul serio. Non sopporto il buio. Riducimi in cenere e fammi volare libero come un uccello. Promettilo.
Sunny, sei malato? Dimmelo se sei malato.
Sono il solito di sempre, cuore mio, l'aveva tranquillizata lui
baciandola sulla fronte. Poi aveva aspettato quasi sei mesi prima di morire sul pavimento impolverato della stalla.
Sto pensando a tuo zio, Meredith, disse, mentre l'auto avanzava tra i viali ombreggiati del cimitero.
Ah, s? Anch'io. Dopo il funerale della nonna mi disse che avrebbe preferito un angelo inginocchiato con un mazzo di rose tra le braccia come monumento. Mi sembrava serio.
Che cosa terribile da dire a una bambina. Quanti anni avevi? Dieci, undici?
Avevo sedici anni, quando la nonna mor, e quasi venti quando se ne and lui. Mi faceva sempre sentire cos grande.
E amata. Nessuno poteva farti sentire pi amata dello zio Sunny.
Era il suo dono, pens Lydia. Se ti amava, ti avvolgeva di questo sentimento, come dei nastri o una coperta. Altrimenti, no. Il prete aveva tenuto un breve sermone contrariato al funerale di Sunny, parlando del loro fratello Lazzaro.
Lydia non aveva mai capito perch. Secondo Jess Sunny lo aveva sbeffeggiato una volta per il taglio della sua tonaca e forse la cremazione aveva fatto il resto, pens Lydia.
Una vagonata di amici di Sunny era arrivata da New York, molti di loro vestiti di chiaro, e si era ubriacata a casa.
 stato il padrino di nostra figlia, le aveva ripetuto una donna diverse volte durante il pomeriggio. Non abbiamo preso in considerazione nessun altro. Nemmeno mio fratello. Nessuno. Aveva trovato uno degli uomini raggomitolato sul letto di Sunny, a piangere con il cuscino premuto sul viso. L'unica cosa che le era venuta in mente fu che a sua madre sarebbe venuto un colpo.
Se dovessi chiederti qual  stato l'errore pi grande della tua vita, che cosa diresti? chiese a Meredith in macchina.
Che strana domanda, replic la figlia. Stai pensando a Bill? Al fatto di non averlo sposato?
Bont divina, no. Sarebbe stato disastroso. Per lui, probabilmente. No, la mia era semplice curiosit.
Meredith rimase in silenzio, poi alla fine disse: Non sarei mai dovuta diventare amica di Betsy Milstone a scuola.
Raccontava tutti i miei segreti alle altre ragazze. Soprattutto quelli peggiori, come rubare gioielli e copiare in matematica.
Tu hai rubato dei gioielli?
Mamma,  successo quasi cinquant'anni fa.  un po'
tardi per arrabbiarsi, non trovi?
Aveva ragione, naturalmente. Il trascorrere del tempo conferiva una patina morbida a tutto quanto, almeno una volta imparato a vivere nel presente. Non  un errore cos grave, disse Lydia.
Me ne sto rendendo conto. Sono felice di poter dire che non ho fatto errori troppo gravi in vita mia. Al contrario.
Sono stata fortunata.
Jess diceva sempre che siamo noi gli artefici della nostra fortuna, ricord Lydia.
In parte  cos. Jess era sempre molto brava ad andare al cuore delle questioni. In ogni caso, credo di aver vissuto una vita incantata.
Mi fa piacere sentirtelo dire, replic Lydia.
Tra di loro cadde il silenzio. Lydia si massaggi il braccio sinistro, rigido e indolenzito. Meredith l'aiut a scendere dalla macchina. Ti senti bene? le chiese, protendendo le mani esattamente come Paul Benjamin aveva fatto con la bambina. Lydia rifiut l'aiuto con un cenno spazientito, usando la portiera dell'auto per sollevarsi.
Per amor del cielo, Meredith, tagli corto, non esagerare.
Ricordati uomo che sei polvere, disse il giovane ministro sulla tomba di Bill. Tu, pens Lydia. Tu sei polvere. Ma perch la modernit allontana le cerimonie dalle cose?
Polvere sei e polvere tornerai. Aveva preso la barca e l'urna con le ceneri di Sunny e aveva remato fino in mezzo al lago una mattina all'alba. La superficie era uno specchio.
Le ceneri, inaspettatamente pesanti, fuoriuscirono come acqua, non
come polvere, andando a fondo tranne un lieve pulviscolo che rimase
sospeso nell'aria. Mentre tornava a riva, aveva visto Meredith sul molo con un cappello di paglia, le braccia conserte sul petto.
Nell'aria le ceneri sembrano polvere dorata, aveva detto Meredith e sua madre l'aveva amata totalmente come non aveva mai fatto prima.
Lydia la osserv di sottecchi mentre si dirigevano al club per il pranzo funebre. Aveva la pelle rugosa per il sole, ma la sua bocca era rilassata, come poche donne della sua et potevano permettersi. Meredith era arrivata dalla Virginia il giorno precedente, prima del previsto. Lei, Charles, Jennifer e Benedetta erano fuori sul lungo prato vicino al lago, seduti all'ombra del vecchio melo selvatico in fiore.
Nadine si era data malata ed era come essere liberi dalla severa direttrice, con una scatola di biscotti e un thermos di t dolce. Il campo di fronte era punteggiato delle ultime euforbie, mentre le piume bianche dei denti di leone erano trasportate dalla brezza come una bufera di neve estiva sopra le loro teste. La neonata sembrava seguire il loro movimento con gli occhi, mentre stava seduta con la schiena appoggiata alle gambe allungate di Jennifer.
Sono pronto a scommettere che tra un paio di settimane star seduta da sola, aveva detto Charles.  ancora molto presto, ma guardate quant' forte.
Ancora non riesco a credere a quante cose hai imparato sui neonati, aveva osservato Jennifer, distribuendo il t nei bicchieri di carta che la signora Blessing aveva sempre detestato.
Leggo. Libri. Riviste. Tutto quello che mi capita.
Mia madre aveva un'enorme quantit di libri di puericultura.
Devono essere ancora da qualche parte, era intervenuta Lydia. Forse
in una delle camere sul retro. Vedr di ritrovarli. La nostra
bambinaia li riteneva inutili.
Credeva che per allevare un bambino sano fossero necessarie solo tre cose: aria fresca, cibo semplice e chinino.
Non ricordo a che cosa servisse il chinino...
Mio padre dice che secondo suo zio la vostra bambinaia era terribile, aveva detto Jennifer.
Spaventosa. Ma anche i piccoli Foster erano tremendi.
Quando li vedeva che cercavano di far cadere le mele selvatiche con una scopa o che mangiavano i pomodori dell'orto gliene diceva quattro. Ma eseguiva soltanto gli ordini di mia madre. Lei se ne stava seduta in terrazza e quando qualcosa la disturbava ordinava: Nanny per favore, occupati di questo. Mia madre era difficile.
Non lo sono tutte? aveva ribattuto Jennifer.
Anche lei usava il binocolo? voleva sapere Charles.
Non ricordo, era stata la risposta di Lydia.
Sua madre chiamava la bambinaia Nanny, anzich con il suo nome?
A quell'epoca era diverso, aveva fatto presente la signora Blessing.
Non sapeva dire con precisione quando fossero cambiati i tempi. Sapeva solo che quando Meredith era spuntata sul viale e li aveva raggiunti, Charles si era alzato e le aveva detto: Questa  mia figlia. Si chiama Benedetta. E
Meredith aveva guardato la bambina tra le sue braccia, che la fissava battendo le ciglia, e aveva commentato con un
Ah, nitido e assertivo. Meredith aveva sorriso e Benedetta l'aveva ricambiata, poi aveva cominciato a scalciare e agitare le braccia. Era caduta una scarpina e Meredith si era chinata a raccoglierla. Lydia aveva guardato il suo vecchio orologio. Devi aver corso sull'autostrada, aveva detto.
Non ho mai superato il limite. Meredith aveva infilato la scarpina sul piede della piccola, poi lo aveva accarezzato.
Che bella bambina, aveva commentato rivolgendosi a Skip. Sei davvero fortunato. Quanto tempo ha?
Il tuo nuovo factotum non  sposato, vero? chiese Meredith in macchina, mentre tornavano a Blessing al termine del pranzo funebre.
Certo che no.
Gi, immagino che non si possa avere tutto. Mi sembra un buon padre.
 una situazione insolita, comment Lydia impettita, e Meredith sorrise.
Mamma, sono tutte insolite, disse e rimase sorpresa quando la madre non ribatt.
...
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...
CAPITOLO 20.
...
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...
Non poteva credere di aver finito la Tachipirina. Il dottore aveva detto che Benedetta avrebbe potuto manifestare una reazione alla vaccinazione e, sebbene fosse trascorsa una settimana, lui avrebbe dovuto essere pronto ad affrontare la febbre e l'irrequietezza. Forse il problema non era la vaccinazione, ma un'otite, oppure un virus, o la meningite, o la pertosse, o una delle altre centinaia di malattie descritte nel libro di puericultura che terminavano con la laconica frase: pu portare alla morte.
Avrebbe dovuto essere preparato, ma c'era sempre tanto da fare, da ricordare, da pensare. Le guard il viso arrossato e le mise una mano sulla fronte. Il contatto con la pelle calda gli ramment la superficie liscia dei sassi cotti dal sole estivo.
Con la temperatura mite, il sudore le si era raccolto nelle pieghe del collo e quando la port fino alla macchina gli bagn la maglietta. Baci la piega tra le spalle tonde e la curva paffuta del gomito e sent il sapore salato sulle labbra.
Strofinando la guancia contro quella calda e sudata di lei sussurr: Ti voglio bene, piccolina. Lei sobbalz sul suo petto, emettendo una specie di grugnito.
Adesso faremo scendere questa febbre, disse, mentre la legava nel seggiolino, le parole che risuonavano forti sopra il tenue canto dei grilli nella notte buia. Le luci della casa erano spente a eccezione di quella al pianterreno, che restava sempre accesa. Imbocc il viale guidando piano.
A Bessemer c'era una farmacia aperta tutta la notte. Si mise in fila dietro a un ragazzino con la pelle rovinata che aveva acquistato delle pastiglie alla menta. Skip prese quattro tipi di farmaci per neonati: contro la febbre, le congestioni, la tosse e il raffreddore, tanto per stare tranquillo. Il vecchio farmacista li segn tutti. Sono sempre i padri a essere spediti fuori per un'emergenza nel cuore della notte, comment. Probabilmente non  niente di grave.
Niente di grave, si ripet Skip salendo in macchina, niente di grave. Non si azzardava ad accendere la radio, perch non voleva dar fastidio all'orecchio di Benedetta, nel caso fosse quella la causa dell'indisposizione. Forse sarebbe stato necessario richiamare il dottore. Forse stavolta avrebbe fatto pi domande sulla nonna e sui genitori in viaggio, una storia che era parsa molto debole persino a Skip. Mentre guidava lungo le strade sinuose tra le montagne, Benedetta piagnucolava piano. Era ottobre, e sebbene l'aria fosse ancora calda e immobile come in estate, le foglie cominciavano a cadere dal nocciolo e l'acqua del lago si era raffreddata impercettibilmente. Le trote si muovevano pi lentamente e quasi tutte le mattine, quando risaliva dalla cantina, Skip scorgeva il bagliore giallo dello scuolabus tra gli alberi lungo la strada. Forse un giorno si sarebbe fermato in cima al viale di Blessing's. La signora Blessing avrebbe compiuto ottantun anni poco prima del Ringraziamento e con un po' di fortuna poteva campare ancora dieci o quindici anni. Si muoveva
ancora molto bene, sebbene si lamentasse per l'artrite e per un dolore
al braccio; la sua mente era pi lucida che mai.
La bambina starnut sul sedile posteriore. Il dottore non aveva parlato di congestione. Un po' di febbre per un paio di giorni, tutto qui.
L'avvocato di Lydia era arrivato a bordo di una grossa macchina nera e squadrata. Portava una ventiquattrore nera grande quanto una cassetta per attrezzi. Sto cercando di far avere un certificato di nascita alla bambina, Charles, gli aveva spiegato lei quando lo aveva chiamato dopo che il legale se n'era andato. L'idea di un avvocato gli dava speranza, rendeva pi sicuro il futuro. Per un istante solo era riuscito a vedere Benedetta con uno zaino rosa sulle spalle che camminava per il lungo viale con lui, tenendolo per mano, poi si arrampicava sui gradini dello scuolabus e lo salutava dal finestrino appannato mentre si sedeva. La signora Blessing li avrebbe osservati con il binocolo dalla terrazza. Era coperta bene? gli avrebbe chiesto da lass.
La temperatura  molto rigida.
Non  semplice come speravo, aveva detto Lydia dopo che l'avvocato se n'era andato. Ma ci stanno lavorando.
Nadine era entrata in quel momento e li aveva interrotti.
Questo posto pazzia, aveva borbottato. Troppa gente viene e va.
Di ritorno dalla farmacia, c'erano cose che turbinavano, nell'aria, sulla strada, il mondo sembrava insolito e vagamente pericoloso. Lui continuava a girare gli occhi verso la bambina, che dormiva in quella posa abbandonata tipica di quando si addormentava seduta. Le falene colpivano il parabrezza e un procione attravers di corsa la strada.
Skip si rese conto di essere stato anche lui un animale notturno, un
tempo, che dormiva con la mano davanti agli occhi per ripararsi dalla
luce del sole e chiudeva il McGuire's insieme agli altri. Ma c'era sempre stata la sensazione di essere fuori posto, la stessa che provava a casa degli zii e a dormire accanto a Shelly e poi nella roulotte di Debbie e Joe. Adesso non ce l'aveva pi.
Pass davanti al bar mentre era diretto verso la valle e vide che una parte dell'insegna al neon era bruciata e adesso si leggeva solo MCGU e's. Nel parcheggio riconobbe il furgone di Joe e la macchina della madre di Shelly; per un attimo prov la sensazione del boccale freddo in mano, la birra fredda in bocca, il fumo e gli occhi accesi che sbucavano dal fumo, dicendo: Ehi, amico, vuoi comprare la Camaro di mio fratello? oppure: Ehi, amico, vuoi comprare dell'hawaiana davvero ottima? oppure: Ehi, amico, ti va di fare un salto a casa mia? Gli tornarono in mente le parole della madre di Chris, quella volta in cui aveva detto che se perdevi le puntate di una soap per un mese o due non succedeva niente, perch quando tornavi a seguirle i personaggi magari avevano divorziato, o soffrivano di amnesia o altro, ma in qualche modo tutto era come prima e bastavano un paio di puntate per riprendere il filo della vicenda. Lo stesso accadeva al McGuire's, a eccezione dell'amnesia. Quando era uscito dal carcere della contea un mercoled mattina, la sera stessa era tornato al bar e Pat, il barista, gli aveva chiesto: Birra, Skipper? esattamente come gli aveva chiesto: Birra, Skipper? la notte in cui era stato preso dieci mesi prima.
Sono appena uscito, aveva detto a Pat.
Gi, fantastico, aveva risposto il barista, abbassando la leva della spina.
Era una vita noiosa e Skip l'aveva confusa con una vita ordinata. Aveva scoperto di apprezzare la vita ordinata,
proprio come la signora Blessing. Era cambiata da quando lui aveva cominciato a lavorare per lei, anche se continuava a basarsi a tal punto sulle regole che a volte le infilava nel discorso, come dolcetti della fortuna per chi si comportava bene. Non si bevono alcolici prima delle quattro del pomeriggio. Non si tosa il prato dopo le cinque. La
domenica cena presto, anche se era qualcosa lasciato da Nadine in freezer con un biglietto giallo: tre minuti nel microonde.
I condotti di scarico vanno puliti in primavera e in autunno. Se mai gli fosse venuta la tentazione di dimenticare la linea divisoria che ancora li separava, ogni mattina gli veniva ricordata, quando dava il latte alla neonata, le faceva fare il ruttino, caricava il suo carillon e poi saliva le scale della cantina per preparare il caff.
Le persone della sua generazione vivono fino in fondo nella routine, gli aveva detto Jennifer Foster. Per questo, tutto sommato, a loro piace stare in ospedale. I pasti sono sempre gli stessi, le luci si spengono alla stessa ora tutte le sere. Vogliono una vita ordinata.
Skip non era sicuro che alla signora Blessing piacesse, ma di sicuro sentiva la necessit del caff e del vassoio con il pranzo e della luce in corridoio; erano una specie di protezione, come le tende esterne che impedivano alla tappezzeria di sbiadirsi. A volte si chiedeva se avesse mai fatto qualcosa di bizzarro in vita sua, poi ripensava alla storia raccontata dal dottor Benjamin, quella della Cadillac finita nel lago. E forse anche la cospirazione intorno alla bambina era qualcosa fuori dalle regole. Di sicuro le aveva dato nuove energie. Anche Jennifer era d'accordo: non l'aveva mai vista cos viva.
Quando imbocc il viale, i fari catturarono un bagliore di occhi. Era
solo il gatto della stalla, con in bocca qualcosa di piccolo, floscio
e grigio. Un uccello lanci il suo richiamo in fondo al lago, simile al grido di un bambino, o di un gatto; il felino sollev il capo di scatto e lasci cadere la preda. La piccola creatura rimase immobile, dopo un po' cominci a strisciare verso le aiuole, scomparendo tra le margherite e la lavanda ai piedi della base in pietra. Il gatto la recuper con un balzo. Un secondo grido arriv dall'altra sponda, ma il gatto stavolta non si fece ingannare e corse via per finire di mangiare la sua vittima. Mentre Skip dirigeva il furgone verso la rimessa, scorse un languido spettro spigoloso volare verso di lui e poi verso il lago, abbassarsi sull'acqua e scomparire tra le nubi. L'airone a caccia di pesce fresco.
Se prendi uno dei vecchi fucili da caccia della signora e gli spari, nessuno se ne accorger, aveva detto uno dei fratelli Taylor. Ma lui non se l'era sentita.
Una luce si accese al primo piano quando lui sbatt la portiera e per un istante vide un altro spettro, il viso bianco, i capelli bianchi, la tunica bianca dietro il vetro ondulato della finestra del corridoio. Sollev una mano e la luce si spense. Benedetta dormiva ancora e succhi il contagocce della medicina senza aprire gli occhi, poi agit le dita quando lui la depose nella culla. Adesso aveva con s un buffo orsacchiotto che Lydia aveva ritrovato di sopra oltre a un pupazzo a forma di elefante comperato da Jennifer ed era protetta da una leggera coperta, bianca ricamata, un po' ingiallita e dall'odore di canfora, che la signora Blessing aveva trovato in soffitta. Ci sono altre cose in soffitta e in garage, aveva detto. Non andarci tu per. Ci penso io e trover tutto quello che occorre.
Il ventilatore gli soffiava addosso aria calda, non tanto da non farlo sudare, ma da raffreddargli il sudore. Il suo
ronzio lo cull in un sonno leggero. Si svegli quando la bambina gemette piano; tastandole la fronte, si accorse che era pi fresca e allora si riaddorment subito. Torn a svegliarsi per un attimo, quando un grosso insetto fin tra le pale del ventilatore facendo un rumore simile a quello di un sassolino nella catena di una bicicletta.
Quando si dest la terza volta, fuori la notte era velluto nero, con una delle costellazioni bassa sull'orizzonte sopra il laghetto, come un riflesso della fila di luci che aveva ripristinato tutt'intorno alla riva. L'orologio diceva che erano passate quattro ore da quando aveva dato la medicina a Benedetta e gliene somministr un'altra dose, infilandole il contagocce all'angolo della bocca. Lei deglut nel sonno e una stria rosata macchi il lenzuolo della culla.
Mentre tornava a letto scorse una lunga scia a V nell'acqua, dove qualcosa nuotava silenziosamente, forse un topo muschiato, o una lontra; un altro predatore a caccia di trote prima ancora che Lydia avesse inviato l'assegno ai Taylor. Pens a lei che lo guardava e and alla finestra che dava verso la casa. Scorse una luce fioca al primo piano e si chiese che cosa la tenesse sveglia. Gli parve di vederla passare davanti a una delle finestre della cucina, poi vide un'altra sagoma e un'altra ancora e... Oh, Cristo, pens.
Di nuovo venne assalito da quella sensazione di vita al rallentatore.
Maledizione, perch non ha messo un telefono anche qui, pens e una vibrazione nell'aria gli fece capire di aver parlato ad alta voce.
Un'altra figura pass davanti alle finestre della cucina, poi ud un lieve rumore secco quando un uomo usc dalla porta sulla scala di servizio. L'uomo procedeva a testa china con in mano una federa vuota
lungo il sentiero che portava alla stalla, ma c'erano cose che Skip conosceva bene come le curve del viso della bambina, e una di queste era la camminata di Joe quando cercava di non farsi vedere.
Controll ancora una volta la bambina, che dormiva russando leggermente, una bolla di saliva all'angolo della bocca, la fronte fresca e asciutta. Si infil gli abiti sporchi che aveva indossato per andare alla farmacia e li annus: non cap se quell'odore rancido era di sudore vecchio, di paura o di rabbia. Sapeva chi altro era in casa; dopo essere passato dalla porta che Joe aveva lasciato aperta, non rimase neppure sorpreso alla vista di Chris comodamente sdraiato sul divano di broccato del soggiorno, la gamba malandata sul tavolino, la scarpa posata su quei vecchi libri d'arte ordinati sempre allo stesso modo nello stesso posto. I volti dei ritratti nelle cornici d'argento fissavano stoici la scena: Meredith in completo da equitazione, con un nastro azzurro chiuso nel pugno, il vecchio signor Blessing con un libro in una posa da anziano gentiluomo, la signora Blessing con l'abito bianco senza maniche che Jennifer gli aveva detto essere quello del suo debutto in societ, il fratello della signora con la testa all'indietro e un grande sorriso sul viso. Tutti insieme, in bianco e nero sulle superfici lisce e lucide, formavano un pubblico silenzioso.
Dalla sala da pranzo gli arrivavano tenui tintinnii metallici. I servizi da t. Forchette e cucchiai. Gli pareva che la stanza fosse sporca, e comprese che quello era il motivo per cui inizialmente non era stato ammesso l dentro, quando Lydia lo aveva creduto uno come loro. Si vergogn di se stesso.
Te ne pentirai, bisbigli a Chris che lo guard impassibile.
Calmati, Skipper. Era meglio se te ne stavi dov'eri e non
ti immischiavi. Ce ne andremo via di qui in cinque minuti.
Lei otterr l'assegno dell'assicurazione. Noi i contanti. Nessuno si fa male. Tutto finisce bene.
Ed entr in soggiorno dal lato lungo, per non dover passare davanti alle scale del primo piano. Oddio, mormor alla vista di Skip.
Li hai aiutati a tagliare i fili dell'allarme? gli sibil Skip. Ed distolse lo sguardo. Skip lo super, and nella dispensa, apr il vecchio armadio appoggiato alla parete, fece scattare la serratura del falso fondo e infil dentro la mano. Si scontr quasi con Joe sulla porta della cucina, lo oltrepass e torn in soggiorno. Il fucile che punt su Chris era un vecchio Beretta a canne sovrapposte, il calcio decorato con pampini e uccelli. Lo aveva usato contro una marmotta che rosicchiava i gigli piantati di fianco alla rimessa.
Non ho scrupoli a distruggere le creature nocive, aveva detto la signora Blessing. Aveva spezzato in due il roditore con un colpo solo e quella sera gli avvoltoi avevano provveduto a eliminare il resto.
Lasciate qui tutto e andatevene, sibil. Siete maledettamente fortunati che non ho chiamato lo sceriffo dal mio appartamento.
Nel tuo appartamento non c' il telefono, stronzo, ribatt Chris. Vivi in un patetico buco ammuffito e tu sei un patetico rotto in culo che ti credi chiss chi perch sbrighi le commissioni per una vecchia che si crede la Vergine Maria. Ti sei dimenticato chi sei veramente e dei tuoi amici, ma farai meglio a non dimenticare che nessuno mi fotte.
Si alz lentamente, la gamba rigida e tesa, e si guard in giro per la stanza, il pianoforte, i tavolini, i ritratti, tutti avvolti dalle sfumature grigie delle lampade esterne ai lati della veranda. Questo
posto sembra un museo, dannazione, borbott. Prese una vecchia sacca da viaggio dell'esercito che era davanti al camino.
Skip si accorse che i candelieri e la grande ciotola d'argento sulla mensola erano scomparsi. La teiera della sala da pranzo era per terra su un angolo del tappeto orientale e l'afferr con la mano sinistra. Si sentiva salire dentro una rabbia cieca che gli faceva desiderare di usare la teiera per picchiare a sangue qualcuno. Ed aveva di fianco a s un'altra federa; non guardava Skip. Chris invece lo fissava con aria di sfida. Skip era quindi l'unico che guardava verso il viale e fu l'unico a scorgere oltre le grandi finestre le tre auto bianche e nere che si avvicinavano veloci. Le ud fermarsi sulla rotatoria, sent il tonfo delle portiere. Poi le radio della polizia cominciarono a gracchiare. Chris lasci cadere la borsa e torn a sedersi.
Te ne pentirai, bastardo, disse.
Skip non si volt quando sent gli agenti entrare dall'ingresso di servizio. Aveva lo sguardo fisso verso la porta tra il soggiorno e la sala da pranzo. La signora Blessing era l in piedi con indosso una lunga vestaglia trapuntata, bianca e lucida. Aveva avuto il tempo di raccogliersi i capelli in una coda argentata. Quando anche Ed si volt dalla sua parte, trasal ed esclam: Cristo! come un grido, pi che un'imprecazione. Skip scorgeva solo i suoi occhi, freddi e distanti. Lo squadrava dall'alto in basso, guardava la teiera d'argento che teneva in una mano e il fucile nell'altra, lo guardava come se non lo avesse mai visto prima, non fosse mai salita sul suo furgone, n lo avesse mai osservato mangiare sul prato o tenere in braccio la sua bambina. Era come se tutte le speranze e la felicit che si erano andate accumulando dentro di lui fuoriuscissero da un'apertura nei
suoi visceri, che brontolavano come un vecchio motore per la paura e
lo sconforto. E poi gli uomini dello sceriffo furono ovunque, li spinsero contro i muri, la portarono via, parlandole a bassa voce nell'altra stanza, in modo che non vedesse gli uomini che le avevano invaso la casa.
La sent dire, con voce chiara e forte: Quello con il fucile si chiama Charles Cuddy. Ha fatto dei lavori per me. Vive sopra la rimessa.
 stata sua l'idea, mormor Chris con un mezzo sorriso, gli occhi scintillanti.
Skip teneva ancora in mano la teiera d'argento. Uno degli agenti, un certo Collier che li conosceva tutti fin da quando erano ragazzini, gliela tolse di mano e la pos delicatamente su un tavolo. Poi scroll la testa e lo ammanett, dicendo: Peccato, Charles, questa  una violazione flagrante della libert condizionata. Mi sa proprio che te ne tornerai in prigione.
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CAPITOLO 21.
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Il pranzo  pronto, grid Nadine verso la finestra.
 in tavola! L'una in punto!
Dall'interno dell'appartamento non le giunse risposta.
Nadine si stringeva sulle spalle un golfino. Dalla camera sul retro dell'appartamento, Lydia Blessing la sent battere i piedi come se fosse in mezzo alla neve e non nella brezza di una giornata di fine estate insolitamente fresca.
Le grida si trasformarono in borbottii, poi la porta di rete venne sbattuta e torn il silenzio, rotto soltanto dal ticchettio delle vecchie veneziane che erano state appese nelle stanze sopra il garage fin dall'epoca della loro costruzione.
Era un suono metallico e malinconico, il suono di camere abbandonate.
La coperta sul letto era gettata all'indietro, come se qualcuno si fosse appena alzato, e il carillon sopra la culla dondolava lievemente alla brezza che entrava dalla finestra.
I ventilatori erano ancora accesi, nonostante il tempo fosse cambiato bruscamente durante la notte. L'aria densa e soffocante era stata spazzata via e sostituita da una di quelle giornate limpide e azzurre pi simili alla primavera
che all'estate, tanto che anche lei indossava un golf abbottonato sopra la camicia, come Nadine. Appeso sopra il cassettone accanto alla culla c'era un disegno floreale a colori brillanti, mentre in uno stretto vaso di vetro c'era un mazzo di zinnie arancioni e rosse. Lentamente, con cautela, apr un cassetto dopo l'altro e trov pile ordinate di tutine, magliette e scarpine, oltre a dei sacchettini di lavanda che lei riconobbe per quelli appartenuti a sua madre tanto tempo prima. Chiss se li aveva trovati l, buttati via, dimenticati.
Nonostante tutti gli anni passati, a strofinarli tra indice e pollice emanavano ancora un lieve profumo familiare, lo stesso che proveniva dalle calze e dalle sottovesti bianche riposte nei cassetti del suo armadio.
Ho commesso un errore, aveva detto quella mattina, quando lo sceriffo era andato a casa sua. A ripensarci ora, si chiedeva se avesse mai pronunciato quelle parole con la stessa convinzione, prima d'ora. Forse a scuola, di fronte al compito in classe di matematica coperto dalla scrittura obliqua della signora Popper. Forse a Sunny sul campo da tennis, oppure muovendo il remo dalla parte sbagliata, mentre, da piccoli, andavano avanti e indietro sul lago. Il giorno in cui aveva chiesto a Meredith dei suoi errori, pensava ai propri, ma non era mai stata costretta a riconoscerli.
Meredith non le aveva rivolto la domanda e lei non avrebbe detto la verit.
Ho commesso un terribile errore, aveva detto quando era riuscita a pronunciare quelle parole.
Era comprensibile, signora, aveva risposto l'uomo basso e tozzo con la faccia paonazza, seduto con aria intimorita sul bordo del divano in soggiorno. Tutta colpa del fucile che aveva in mano, probabilmente. E dello choc di vedere quegli estranei in casa sua. Da quanto abbiamo
potuto ricostruire, il signor Cuddy si  accorto di loro e ha cercato di convincerli ad andarsene. Almeno questo  ci che ha ammesso uno dei ragazzi, un certo Salzano. Il padre aveva svolto dei lavori qui a casa sua. Non  un cattivo ragazzo, si lascia trascinare, non  un leader, se mi capisce.
E lo stesso vale per Joe Pratt. Il capobanda  un'altra storia.
 lui quello che voglio incastrare.
Avete rilasciato il signor Cuddy?
No, lo tratteniamo ancora al commissariato, signora.
Per quell'altra faccenda.
L'altra faccenda. Era l'errore pi grave che avesse mai commesso. Tutte le macchine della polizia si erano allontanate lentamente, e lei aveva seguito i fanalini di coda che scomparivano lungo il viale. Tutte tranne una, ancora parcheggiata sulla rotonda, mentre le sagome sfocate degli agenti si muovevano per l'appartamento sopra il garage.
Aveva acceso la trasmittente e li aveva sentiti parlare a voce alta: C' un neonato qui. Cosa? Cuddy ha un figlio?
Non ne sapevo niente. Non possiamo lasciarlo qui.
 sveglio? E una femmina. Che bella bambina. La signora Blessing era rabbrividita nella poltrona. Il cielo era grigio, ma si andava schiarendo sul lago, e mentre il sole illuminava pian piano i contorni dei grandi cespugli di lavanda lungo le fondamenta in pietra del portico e i narcisi sui lunghi steli, un'altra macchina si era avvicinata.
Ne era discesa una donna con una cartella e una grande borsa a tracolla e l'inconfondibile alterigia dei funzionari pubblici.
Signorina! l'aveva chiamata perentoriamente Lydia dalla porta di servizio. Signorina! La mia nipotina  nell'appartamento di sopra. La donna l'aveva guardata impassibile.
Quando era ricomparsa con la bambina, uno degli agenti l'aveva seguita reggendo la cartella e l'orsacchiotto ovviamente preso dalla culla. La signora Blessing aveva pensato che dovesse essere un padre anche lui, per pensare di prendere il peluche. Con le mani tremanti aveva osservato la donna che piegava la testa in modo da riuscire a scostarsi una ciocca di capelli con la mano che spuntava tra le pieghe di una coperta. Le faceva pensare alla bambinaia tedesca e a quando Meredith una mattina aveva cercato di afferrare un ricciolo dei capelli della madre a letto. La bambinaia le aveva afferrato l'indice e l'aveva percosso con forza. Meredith era trasalita e la donna l'aveva fatto di nuovo. Bisogna insegnarle, altrimenti un giorno tirer la tovaglia con tutti i piatti sopra, aveva detto.
Comincia tutto da qui.
La donna con la cartella e l'agente erano rimasti a parlare accanto alla macchina per diversi minuti. Lydia era tornata alla porta per chiamare di nuovo: Signorina, ma la sua voce era pi incerta.
Lo sceriffo verr a parlare con lei, signora, aveva risposto l'agente.
Vengo fuori io, aveva detto la signora Blessing, poi si era accorta di essere scalza. Aveva i piedi freddi, indolenziti;
era salita a fatica di sopra per mettersi le pantofole.
Non si era preoccupata di com'era vestita. Che dicessero pure che l'avevano vista in vestaglia. Ormai non le importava pi niente.
Dalla finestra della camera aveva sentito l'auto allontanarsi sul viale. Troppo tardi. Se n'erano andati, portandosi via la bambina per la quale non esistevano spiegazioni, per la quale non poteva essere inventata una nuova storia con pezzi e bocconi di bugie plausibili. Ci aveva provato con lo sceriffo, si era portata una mano sul cuore e aveva
detto: C'era una neonata nella sua camera... ma l'uomo l'aveva interrotta, educatamente ma con fermezza.
 in corso un'indagine, signora. Abbiamo gi parlato di tutto con il signor Cuddy.
Dov' la bambina adesso? aveva chiesto allo sceriffo.
La legge ci impone di affidarla ai servizi sociali finch non verr deciso dove mandarla. A proposito, il signor Cuddy ha detto che lei non ne sapeva niente.
Lydia aveva sollevato il mento dichiarando: Il signor Cuddy  un gentiluomo.
A volte si  scelto le compagnie sbagliate, ma tutto sommato concordo con lei.
Anche nella soffitta del garage aleggiava ancora un ineffabile odore di neonato. Gli agenti erano saliti lass, avevano abbassato la scala dalla botola sul soffitto del corridoio e lei voleva accertarsi che non si fossero portati via niente. I granelli di polvere sospesi nell'aria danzavano al sole. Una volta in cima, ansimava e aveva le mani impolverate.
Ud un fruscio in un angolo e poi un lieve tonfo quando il gatto, che si era arrampicato dietro di lei, entr con un balzo nel suo nascondiglio preferito: dietro le travi, tra una pila di scatoloni chiusi con la scritta Simpson's Fine Textiles e due lampade con i paralumi di stoffa strappata.
Pranzo, grid di nuovo Nadine dalla porta posteriore della casa. Si fredda!
Lass c'era tutto un mondo indisturbato da decenni, esattamente come c'era stato un mondo sotto la superficie del lago: uno scatolone spedito da Newport pieno di completi da equitazione e stivali troppo piccoli per Meredith quando li aveva ricevuti; uno scatolone riempito dalla signora Foster con la biancheria estiva di Lydia e di Sunny ormai ingiallita sui bordi e sulle cuciture; un altro spedito
da sua madre dalla citt, contenente libri destinati ai comodini delle camere degli ospiti che per qualche motivo non era mai stato aperto; gli scatoloni arrivati dalla citt con i vestiti da sera di Lydia accuratamente ripiegati tra teli e palline di canfora, come se un giorno, per magia, lei potesse tornare giovane, indossarli e seguire Benny per la sala da ballo del club in una danza riparatrice che sarebbe diventata un matrimonio riparatore. C'erano scatole di fotografie, album da disegno, programmi di balli e carnet, documenti, ritagli di giornale. Se fosse stato possibile animare gli oggetti, la cantina si sarebbe riempita di gente, in tutte le sue diverse incarnazioni; il padre con il pullover di Princeton, l'abito da citt e il completo da golf, il fratello con i bermuda di lino, i maglioni da sci e la paglietta: la figlia con i calzoni alla cavallerizza, le gonne di lana a pieghe e il suo vestito per la luna di miele, che era finito, chiss come, in una scatola piena di indumenti da neonato. E poi c'era anche tutta la vita di Lydia: eleganti abiti di sartoria, scarpe su misura e le poche scatole di carta da lettere che non aveva bruciato, Signora J. Bennet Carton, ingrigita.
Torn a guardare gli scatoloni Simpson's Fine Textiles.
Aveva dimenticato che ce ne fossero tanti, pi di venti, e si chiese dove suo padre avesse trovato il denaro e perch glielo avesse spedito; se avesse sospettato che, una volta andatosene, la madre l'avrebbe messa da parte in qualche modo o, pi probabilmente, avanzato condizioni al suo mantenimento. Una volta gliene aveva parlato; mentre erano seduti in riva al lago, aveva cercato di ringraziarlo in maniera indiretta e impacciata, senza, ovviamente, nominare il denaro. Lui aveva fatto un cenno con la mano.
Facciamo quello che possiamo, aveva detto. Dopo il secondo lei non aveva pi aperto nemmeno uno scatolone.
Forse gli altri contenevano solo stoffe, giornali o cravatte.
Non aveva senso guardarci adesso. Ma la possibilit che fossero pieni di migliaia di dollari le infondeva un senso di gratitudine verso il padre che aveva fatto costruire un tetto resistente, che impediva le infiltrazioni d'acqua.
Quel denaro non le era servito; per qualche motivo, aver sposato Benny Carton ed essersi trasferita a Blessing's avevano rafforzato l'amore o quanto meno l'approvazione materna. Senza che venisse mai detta una parola, i proventi della societ e degli investimenti fatti dai genitori cominciarono a essere accreditati sul suo conto o a suo nome.
Ethel andava a trovarla di tanto in tanto, portava a Meredith vestiti fatti a mano sempre troppo piccoli o troppo grandi, andava al club con Lydia e guardava dalla veranda lei e le amiche giocare a golf, trovando sempre qualcuno con cui allacciare quei dialoghi superficiali che Ethel Blessing aveva sempre trovato pi semplici e gratificanti. La morte del marito le aveva offerto la possibilit di una seconda vita, all'apparenza pi consona alle sue doti e alle sue inclinazioni. Aveva una stretta cerchia di amiche nelle identiche condizioni con le quali giocava a carte, andava a fare spese, e viaggiava in Europa a bordo dei transatlantici Cunard. Una volta aveva fatto il giro del mondo con un gruppetto di loro e aveva riportato indietro una bambola di porcellana con un costume cinese per Meredith, che all'epoca aveva tredici anni, e un enorme filo di perle nere per Lydia, che da allora erano sempre rimaste custodite in una cassetta di sicurezza. Di tutto il viaggio aveva raccontato solo che il cibo era passabile, ma a Singapore faceva troppo caldo e c'era un odore strano. La sua mente aveva dato i primi segni di cedimento subito dopo quella crociera.
Ogni tanto, quando Lydia andava a trovarla nella casa
di riposo dove aveva trascorso gli ultimi anni in gran parte inconsapevoli della sua vita, pareva convinta di essere ancora a bordo e le capitava di chiedere a Lydia dove l'avesse raggiunta in crociera. A Hong Kong, rispondeva sempre lei e una volta la madre aveva replicato energicamente:
Non ti saresti dovuta perdere Bangkok.
Ecco la bambola cinese, l'abito rosso sbiadito e sbriciolato, in una scatola di bambole. C'era quella che diceva
mamma con una specie di miagolio e quella che sembrava la tipica ragazza americana di fine secolo, con una pettinatura alta e un parasole fissato con il fil di ferro alla mano destra. Sul fondo era raggomitolato Andy, un bambolotto di pezza. La sua gemella Ann era stata portata in Virginia da Meredith subito dopo le nozze, insieme ad altri scarti di Blessing's che erano andati ad arredare la fattoria.
Lydia aveva immaginato che un giorno sarebbe passata ai figli di Meredith, i suoi nipotini, che avrebbero trasmesso i capelli fulvi di Frank Askew alle generazioni successive.
Aveva giudicato ridicola Jess, che calcolava la data esatta del parto e teneva pronta una borsa per poter partire al momento giusto e dare una mano tra biberon e pannolini e aveva il vecchio pianoforte ingombro di foto degli ultimi arrivati. Ma anche Lydia aveva fatto qualche progetto sulle cose in quegli scatoloni, i vestitini ricamati con le culottes in tinta, le morbide canottiere bianche di cotone
- camiciole, le chiamava la bambinaia. I suoi piani erano sfumati con l'invecchiare di Meredith, poi erano tornati con la neonata che era appena stata portata via dai poliziotti come la prova di un reato. Guardandosi intorno, si disse che di sicuro doveva esserci un modo per far tornare le cose come prima, per convincere lo sceriffo che il posto migliore per la neonata era quello, per far capire a Charles
che, come aveva detto lo sceriffo, le apparenze l'avevano ingannata.
Si udirono dei passi sulle scale di sotto e la testa di Nadine spunt
dalla botola della soffitta. Tutti i giorni, pranzo all'una. Tutti i giorni. Adesso le due. Niente pranzo.
Pranzer pi tardi, Nadine.
Tra poco ora di cena. Niente pranzo. Si guard intorno.
 sporco quass.
Vattene, Nadine. Di' a Jennifer che pu venire a trovarmi quando vuole. Dille che  stato un errore.
Ah! Adesso pranzo.
Vattene.
La scatola etichettata Lydia conteneva i suoi vecchi libri, Kate Douglas Wiggins, una copia di Il giardino segreto e un'edizione in pelle di Heidi che le era stata regalata un Natale. Su un'altra scatola c'era scritto Sunny: dentro erano conservate diverse giacche in tweed e un berretto floscio che lei ricordava di aver visto sulla testa del fratello in autunno, con i capelli che gli si arricciavano sui bordi.
Le giacche conservavano il suo profumo, un aroma di limone che aveva riportato a casa l'anno in cui era stato a Oxford. Ne sollev una e le palline di canfora rotolarono sulle altre. Sul fondo c'era un altro vestito, di lino, macchiato e spiegazzato, e un cappello color fieno tagliato che gli piaceva abbinare a quell'abito. Fissando il fondo buio dello scatolone, Lydia rivide Sunny con indosso entrambi il giorno in cui era scomparso, con il fucile, oltre la curva del lago verso il sentiero. La sera prima si erano seduti in riva al lago, circondati dal volo misterioso delle lucciole, le trote che saltavano gioiose, il ghiaccio che tintinnava nei bicchieri. La notte era scesa morbida finch lei non aveva visto altro che la luce fredda dei suoi
occhi e il suo colletto bianco. Erano rimasti in silenzio per
parecchio tempo, poi lui aveva emesso una specie di singulto. Lydia si
era voltata e gli aveva visto il viso rigato di lacrime d'argento.
Aveva passato la quarantina, ma il suo viso si conservava liscio come quello di un bambino e altrettanto innocente, mentre piangeva e guardava l'acqua nera che risaltava pi scura sul nero del prato.
Che succede, Sunny? gli aveva chiesto a bassa voce.
Ah, Lydie, aveva risposto lui con un sospiro esagerato,
il mio vero amore se n' andato.
Non me ne avevi mai parlato.
No, si era limitato a dire lui, come se non avesse intenzione di farlo.
Il cappello e l'abito erano come i suoi capelli, la sua pelle e il resto di lui, un dorato pallido. Sollev entrambi e si domand com'era possibile che il cappello non fosse rovinato.
Forse se lo era tolto prima; era posato sul pavimento del fienile accanto al corpo. Ricordava di essersi chiesta assurdamente se lo avesse portato, mentre il respiro le accelerava e un grido le usciva dalla bocca, ininterrotto, finch il signor Foster era arrivato di corsa dal garage imbracciando il fucile. Mio fratello ha avuto un incidente, aveva gridato, e l'anziano factotum l'aveva trattenuta, mentre lei si divincolava alla luce del tramonto, tanto che a vederli
da lontano sembrava che danzassero abbracciati, il cappello una macchia chiara e sfocata, come la luna.
Non aveva mai saputo che fine avessero fatto i vestiti indossati da Sunny quel giorno. Non aveva mai pensato che i Foster li avessero messi da parte, timorosi di buttarli via.
La giacca era sporca di terra su una spalla ma per il resto intatta, mentre davanti era incrostata dal sangue, come se qualcuno l'avesse appallottolata ancora umida e gettata in
quella scatola con la scritta Sunny. Accorgendosi che pendeva da una parte, Lydia infil la mano tremante in una tasca interna e trov il suo portafoglio. Chiss come mai non si era accorta della sua mancanza, all'epoca, si chiese.
Era scossa dai brividi, adesso, si sentiva mancare e il braccio le doleva molto. Si avvicin a una vecchia sedia con le lunghe gambe crepate e storte come le zampe di un ragno, si sedette. La pelle nera era ancora morbida e lucida e dentro c'erano delle banconote: in tutto quarantasei dollari.
Biglietti da visita dell'agenzia pubblicitaria: Sumner E.
Blessing, assistente vicepresidente. Un biglietto del Continental Club con un numero di telefono annotato sul retro.
Clearview 7, 8579. Niente patente; Sunny aveva imparato a guidare un'estate sul furgone dei Foster, era andato a sbattere contro una vecchia quercia dall'altra parte della strada e non ci aveva pi provato. Non riesco a pensare di andare da qualche parte dove non arrivi il treno, il taxi o la limousine, era solito ripetere.
Sembrava non esserci pi niente, finch non frug nella tasca dietro i biglietti da visita e trov un foglietto di carta consumato e una fotografia. La fotografia era ripiegata in modo che se ne vedevano solo i due terzi; era molto vecchia, in bianco e nero, con il bordo frastagliato: ritraeva Sunny e Benny sulla staccionata intorno al campo pi lontano.
Tenevano gli occhi socchiusi per ripararsi dalla intensa luce estiva, e Sunny cingeva le spalle di Benny, la testa china verso di lui, come se stesse aspettando che dicesse qualcosa. C'era una profonda piega nella fotografia, ma prima ancora di aprirla lentamente, Lydia sapeva che cosa nascondeva. L'appiatt sulle ginocchia lisciandola delicatamente con le dita, e sull'altro lato di Sunny comparve lei, l'altro braccio del fratello intorno alle spalle. La fotografia,
quando l'apr, si ruppe in due, lasciando i due ragazzi insieme, mentre l'altro pezzo finiva sul pavimento impolverato.
Anche il foglietto insieme alla foto aveva pieghe marcate.
Era la carta, sottile come tessuto, che i ragazzi usavano per scrivere a casa durante la guerra. La grafia familiare e quasi illeggibile di Benny diceva: Salve, compare. Non preoccuparti. Tutto come prima. Ben e Sun sino alla fine, come a Newport. Tu sai.
Rimase seduta l finch il vento si plac e le veneziane smisero di sbattere ritmicamente, producendo solo un rumore occasionale come qualcuno che chiedesse di entrare.
A pranzo subito, grid di nuovo Nadine. A pranzo subito, o vado via. Ma lei non aveva fame, mentre si rigirava quell'immagine tra le mani e si chiedeva se Sunny avesse voluto che lei trovasse il portafoglio dopo morto e se, per qualche tortuoso percorso del destino che aveva impiegato tutta la vita a dipanare, non fosse stata lei a ucciderlo quando aveva salvato se stessa.
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CAPITOLO 22.
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Lo sceriffo gli aveva detto che sarebbero arrivati alle undici. Il marito era proprietario di un'agenzia di assicurazioni a Loganville, trenta chilometri pi a nord. La moglie insegnava inglese alle medie. La figlia frequentava il primo anno all'universit statale. Sarebbero arrivati alle undici a casa della signora Blessing. C'era voluta quasi una settimana per appianare le cose. L'incontro a Blessing's era stata un'idea dello sceriffo, per risparmiare loro i corridoi che puzzavano di disinfettante, gli sguardi del personale con i cartellini di riconoscimento e magari un paio di giornalisti locali cui era giunta voce della notizia.
Ma per Skip c'era anche una sorta di giustizia poetica in quell'incontro, che obbligava Lydia a rendersi conto delle conseguenze del proprio gesto sul luogo del crimine.
E anche quella ragazza. Sarebbero arrivati alle undici.
Gli dica che gli dar un seggiolino per l'auto, disse Skip. Serve un seggiolino per portarla in macchina.  la legge.
Sarebbero arrivati alle undici. Skip si mise in marcia alle nove e mezzo del mattino, subito dopo che l'assistente
sociale, a denti stretti, gli aveva restituito Benedetta. Era stata in affido per cinque giorni presso una famiglia di contadini e portava un vestitino che le lasciava libere le gambe. Continuava a scalciare, come se le piacesse, e la gonna del vestitino, giallo con dei cavallini a dondolo blu e rosa, le finiva sul viso e lei starnutiva e colpiva l'aria coi pugni. Sapeva di talco. Il borotalco faceva male ai bambini.
Tienile la testa, gli consigli l'assistente sociale quando gliela porse.
L'ho fatto dal giorno in cui  nata, ribatt Skip.
Quella era stata la goccia che lo aveva condotto oltre il limite di sopportazione. Le diede un biberon di latte sul sedile davanti, con la portiera aperta, per evitare che soffocassero nell'aria opprimente dell'abitacolo, assicurandosi di aver girato la tettarella sul meno in modo che, se avesse rigurgitato, non si sarebbe macchiata il vestito. Lei lo guardava mentre succhiava con forza e gli stringeva la mano che reggeva il biberon, come faceva sempre, abbassando e sollevando le dita lentamente. A met poppata i suoi occhi cominciarono a chiudersi. Aveva le ciglia lunghissime e anche le dita erano affusolate; per un istante fu come se la vedesse per la prima volta, quando l'aveva sollevata dallo scatolone e aveva intuito visceralmente che lei gli apparteneva.
Guid per quasi cinquanta chilometri con lei addormentata di fianco nel suo seggiolino. Quando era andato a prendere il furgone, la signora Blessing era uscita dalla porta di servizio, alta, scura e inespressiva contro la luce dorata all'interno della cucina. Lui era salito nell'appartamento e aveva infilato le sue cose nella vecchia sacca di tela che suo padre aveva usato da soldato, poi si era fermato
a pensare a che cosa avrebbe potuto prendere, ma aveva lasciato l tutto, perch non gli serviva niente, proprio un bel niente.
Quando raggiunse il furgone, lei era in piedi l ad aspettarlo, leggermente china, una mano sul cuore. Jennifer aveva ragione; adesso sembrava pi vecchia, pi piccola forse, consumata, ma invece di provare compassione, si disse che le stava bene. Anche lui doveva apparire invecchiato, ci scommetteva.
Charles, ho parlato con il mio avvocato e secondo lui ci sarebbe la possibilit di opporti a queste persone...
Tutte stronzate, la interruppe lui, gettando la borsa di tela sul sedile senza guardarla, usando apposta quel linguaggio volgare. Se lei lo giudicava come quegli altri tizi, allora si sarebbe comportato come tale. La causa durer sei mesi, lei star con altri estranei, e poi vinceranno loro.
Lei ha una madre. E la madre vince sempre.  cos che funziona.
Tu sei stato per lei un'ottima madre, come qualsiasi altra donna. L'ho detto allo sceriffo.
La guard negli occhi e gli parve che indietreggiasse impercettibilmente di fronte alla sua espressione. Be', non la pensava cos quando mi ha accusato come un delinquente qualsiasi. Non la pensava cos quando gli ha fatto credere che fossi il genere di persona che vive qui, si occupa di questo posto, le prepara quel dannato caff tutte le mattine, poi di notte taglia i fili dell'allarme e ruba l'argenteria. Lei mi conosceva. Mi conosceva. Mi conosceva meglio di chiunque altro. Sapeva che genere di persona sono. E poi, un'occhiata soltanto e mi ha giudicato come se fossi
completamente diverso dalla persona che conosceva.
Ho commesso un errore, mormor lei.
Pu dirlo forte, ribatt lui, poi sal sul furgone e percorse il viale senza guardare nello specchietto.
Avevano perquisito il furgone, dopo averlo messo dentro con Chris, Ed e Joe. Avevano frugato nel cassettino del cruscotto e nella cassetta degli attrezzi fissata al pianale.
Era sicuro che avessero rovistato nei suoi cassetti e nelle altre stanze e avevano trovato qualcosa di eccezionale, una bambina che dormiva tranquilla e sfebbrata. Sperava che le avessero dato da mangiare prima di portarla via, in modo che non avesse pianto per tutta la strada fino in citt.
L'avevano lasciato in uno stanzino senza finestre al commissariato, le manette strette ai polsi e un crampo all'articolazione della spalla. Non c'erano orologi in giro e lui non poteva consultare il suo. Niente nero della notte che si schiariva nel grigio dell'alba e nell'azzurro del giorno, niente pasti per calcolare il passare il tempo. Gli era sembrato di impazzire. Alla fine lo sceriffo era venuto a togliergli le manette e le braccia gli erano cadute pesantemente ai lati del corpo.
Per amore di giustizia sentir anche la tua versione della storia, prima per devo riferirti ci che hanno raccontato i tuoi amici, gli aveva detto.
Non sono miei amici.
Una volta tanto Ed e Joe avevano detto la verit, mollando Chris da solo. Avevano detto che Skip non c'entrava, che aveva cercato di mandarli via e di lasciare il bottino.
Lo sceriffo aveva chiesto a Chris di raccontargli com'era andata, ma lui aveva chiesto una sigaretta. Avete visto anche voi chi aveva il fucile, aveva detto, appoggiandosi alla spalliera.
 un maledetto bugiardo, aveva borbottato Skip.
Grazie dell'informazione. Ma adesso c' un altro problema di cui
dobbiamo discutere. Lo sceriffo aveva tirato fuori un foglietto dalla tasca interna per posarlo delicatamente sul tavolo davanti a Skip. In un primo momento Skip aveva pensato che si trattasse di un mandato, oppure una fotografia o qualcosa di terribile, qualcosa che secondo lo sceriffo lo avrebbe fatto sobbalzare sulla sedia.
INDAGINE PER PRESUNTO OMICIDIO c'era scritto in alto.
Sotto era raccontata una storia con il linguaggio tipico della polizia, come un esperimento scientifico, anzich una vicenda riguardante degli esseri umani. Una donna bianca, diciannove anni, era stata portata in ospedale con emorragia post parto alla fine di giugno. Gli inquirenti non avevano trovato traccia di neonato. La donna non aveva collaborato.
La polizia indagava su eventuali indizi del neonato o dei suoi resti.
Cazzo, aveva esclamato Skip, posando la testa sul tavolo.
Sigaretta?
Non fumo.
Scommetto che non te lo aspettavi che era stata beccata e accusata di omicidio. L'unico motivo che le ha evitato l'arresto  stata la mancanza di un cadavere. Ho parlato con la madre della ragazza stamattina. Siamo a circa met strada tra casa loro e l'universit. Lei ha chiesto alla figlia se fosse mai stata in una localit chiamata Mount Mason e la figlia  crollata.
Lei  mia. E mia. Skip era rimasto con la testa appoggiata al tavolo e aveva pianto fino a non avere pi lacrime.
Lo sceriffo in silenzio davanti a lui.
Conosci la signora Liggett che vive su Thatcher Street?
aveva chiesto infine. Era infermiera alla scuola superiore, forse prima che ci andassi tu. E una tosta e lo dico perch
lei e mia moglie sono amiche fin da ragazze.  venuta a prendere la bambina e quando mi ha chiamato dall'ospedale mi ha detto che era stata accudita amorevolmente:  pulita, ben nutrita, ha un carattere estroverso. A quelle parole Skip era scoppiato di nuovo in lacrime, pensando a Benedetta che sorrideva alla signora Liggett, una tosta. Era passato tanto tempo dall'ultima volta che aveva pianto e aveva agito come faceva tutto ci a cui non era abituato: in modo disordinato ma con foga.
Questa bambina deve tornare da sua madre, lo sappiamo entrambi. Non c' altra soluzione. Quello che posso fare  concederti il permesso per dire la tua al momento opportuno.
Aveva lasciato copia del documento a Skip che, uscito dal commissariato, era stato investito dalla luce accecante di mezzogiorno. Si sentiva sporco con indosso i calzoni della sera prima e una vecchia maglietta di quelle che tenevano al commissariato per quando arrestavano i senzatetto.
Jennifer era seduta nel parcheggio a bordo della sua auto blu e leggeva il giornale. Aveva gli occhi arrossati e c'erano due bicchieri di carta vuoti sul cruscotto.
Ho bevuto il tuo caff, mi spiace molto, gli aveva detto.
Tanto non sarei riuscito a mandarlo gi.
Dev'esserci un modo per riaverla indietro.
Sei un'ottimista.
Uno di noi deve pur esserlo. Sali. Mio padre vuole parlarti.
Sopra l'officina c'era un appartamento che non voleva mai prendere in affitto nessuno, perch il signor Foster apriva il garage alle sette di mattina e il frastuono di martellate, lamiere e grida andava avanti fino a sera inoltrata.
Inoltre era disposto ad affittare l'alloggio soltanto a persone che non fumavano, non avevano animali domestici e andavano a messa la domenica. Skip si alzava presto comunque e i rumori gli tenevano compagnia anche a fine giornata. L'odore di carburante e la vista della strada provinciale che si perdeva tra campi di mais non lo disturbavano, perch almeno non gli ricordavano il profumo dei prati tosati, della crema per neonati, della biancheria lavata di fresco e la vista del lago che rifletteva il contorno seghettato delle colline coperte di pini. Di mattina gli arrivava l'odore del caff preparato da Craig Foster e questo a volte era brutto, mentre lottava contro il sonno, come il sogno di una vita che scompariva non appena posava lo sguardo sul soffitto.
Ho saputo che sei un bravo meccanico, aveva detto il signor Foster.
Finir per avere dei guai con sua moglie, aveva risposto Skip.
L'uomo aveva scrollato le spalle. Bisogna saperla prendere.
Dovresti aver visto da dove veniva e che cosa ha passato.
Credi che ci siano brutte case da queste parti? Non  niente a paragone di dove viveva lei: una serie di minuscole baracche di lamiera, senza bagno, i bambini nudi che correvano da tutte le parti, i soldati che marciavano. Gli uomini di una certa et le mettono i brividi. Quelli della tua et, per la precisione, sai? Non  cattiva, davvero. Bisogna conoscerla, sapere che vita ha fatto.
Nadine non andava mai all'officina. Forse era perch tutti i meccanici che ci lavoravano avevano pi o meno l'et di Skip. Quando Jennifer vi aveva messo piede, era sceso uno strano silenzio. Credo che stia elaborando qualcosa con il suo avvocato, aveva rivelato a Skip.
Non voglio sapere niente, aveva replicato lui, chinandosi su un motore.
Quando era andato in citt a ritirare due pezzi di ricambio speciali all'ufficio postale, aveva guardato dentro tutti i passeggini per strada. Aveva incrociato la madre di Chris diretta alla lavanderia automatica con una borsa di plastica per la spazzatura. La sua uniforme da aiuto infermiera frusciava mentre lei si dimenava. Accidenti, Skipper, quel dannato ragazzo  riuscito a cacciarsi nei guai un'altra volta, aveva sussurrato come se l'arresto per tentato furto con effrazione fosse da considerarsi alla stessa stregua di un tornado, o di una buca nel prato dove inciampi, una di quelle cose che succedono per caso e per sfortuna.
Avrebbero dovuto metterlo dentro gi molto tempo fa, era stato il commento di uno degli altri meccanici dell'officina, la cui sorella era uscita con Chris un paio di volte.
Era un ragazzo simpatico, si chiamava Fred e aveva frequentato la stessa scuola due classi prima di lui. Era stato lui a regolare il motore del furgone di Skip, che adesso ronzava piano mentre guidava sull'autostrada con la bambina che si succhiava il vestitino. Non le aveva mai messo un vestito; gli sembrava sciocco, tanta stoffa inutile intorno ai piedi e alle gambe sempre in movimento. La guard e si convinse che aveva l'aspetto adatto per una grande occasione, l'incontro con la madre che l'aveva abbandonata in uno scatolone sulla porta di casa sua, avvolta in una vecchia camicia di flanella.
Dall'autostrada scorse un parco giochi, imbocc l'uscita e sistem il passeggino accanto alle altalene, da dove lei poteva vedere due bambini che la madre spingeva contemporaneamente, l'uno con la mano sinistra e l'altro con la destra. Gli occhi di Benedetta salivano e
scendevano seguendo il movimento delle altalene e il suo sorriso andava e veniva, andava e veniva, come un'insegna al neon intermittente.
Fece un gridolino verso i bambini, che le risposero allo stesso modo, lei allora grid pi forte.
Che cosa non darei per una femmina, disse la madre dei bambini a Skip, mentre i figli cercavano di toccarsi nello spazio vuoto che li separava.
Cos li far rattristare, le rispose lui.
No. Non c' niente che possa rattristare questi due.
La donna scroll la testa. Hanno solo sedici mesi di differenza.
Dica a sua moglie di non avere fretta.
Torn sull'autostrada mentre Benedetta cinguettava allegra, girando la testa dal finestrino al parabrezza, come se cercasse qualcosa. Lui continuava a pensare che avrebbe potuto continuare a guidare, guidare e guidare fino a raggiungere un luogo piatto, monotono, sicuro, il Nebraska, magari, o il Kansas. Non era mai stato l, n altrove, a dire la verit, ma per qualche motivo gli sembravano luoghi dov'era possibile affittare un appartamentino e raccontare alla gente che tua moglie era morta e iscrivere tua figlia a scuola senza troppi problemi o lungaggini. Super un'area di sosta, un'uscita, un'altra. Si disse che a tutti capitano momenti in cui si pensa, per un attimo solo, di poter essere diversi da quelli che si . A lui era successo anni prima, quando aveva vinto un premio scolastico per un esperimento di scienze sui moscerini della frutta. Aveva visto la sua piccola costruzione di cartone ondulato e vecchi barattoli decorata con il nastro e quella sera a letto si era immaginato un futuro... Ottimo lavoro, Skip... hai mai pensato di studiare medicina? Ehi, Skip, amico, posso copiare i compiti da te? Skip, vieni a casa mia a studiare.
"Forse esisteva un modo perch quel sogno si avverasse; non lo aveva
mai saputo. Aveva incollato il nastro sul muro sopra il tavolino basso che usava come scrivania.
Quando gli zii avevano deciso di imbiancare la stanza un'estate, il nastro era sparito. Meglio cos, perch vederlo gli ricordava che era stato solo una specie di colpo di fortuna. Come Benedetta, un'esplosione incandescente a interrompere una lunga sequela di giornate grigie.
Si ferm nella piazzola successiva e appoggi la testa sul volante. Anche lei era china in avanti, cos entrambi avevano la stessa posa sconfitta. La bambina alz la testa e si morse il pugno, poi trov il pollice e cominci a succhiarlo rumorosamente. Lui si compr una ciambella e un'acqua minerale, le diede di nuovo il biberon e lei gli sorrise, facendosi scivolare la tettarella di bocca.
Pens di implorare quelle persone di lasciargliela tenere, spiegando loro come per molte settimane si fosse alzato nel cuore della notte per nutrirla. Era talmente frastornato che la mattina si rendeva conto di averlo fatto solo guardando il biberon vuoto sul comodino. Oppure di come l'avesse fatta sorridere e poi ridere mostrandole la lingua e facendole le pernacchie; come avesse trasformato la delicata peluria in un ricciolo sulla sommit della testa usando un po' di olio per bambini; come avesse costruito una specie di tenda di garza sopra di lei, in modo che potesse stare distesa nell'erba a guardare le nuvole e gli uccelli senza essere mangiata viva dalle zanzare. E sapeva che cosa gli avrebbero risposto. Quando quella storia era cominciata, si era convinto che fosse successo perch non aveva avuto abbastanza - abbastanza famiglia, abbastanza denaro, abbastanza vita. Pensava che essere in grado di offrire Blessing's al posto dell'appartamento sopra la rimessa potesse fare la differenza. Ma ascoltando Jennifer parlare del padre, osservando la signora Blessing e la signora Fox con i loro profili intensi chine sui piatti di minestra al tavolo accanto alla finestra, alla fine aveva capito che in un modo o nell'altro tutto si riduceva al sangue.
C'erano due uscite dalla piazzola, una che immetteva sull'autostrada in direzione ovest, verso il Nebraska o il Kansas, e l'altra che conduceva a est, da dov'era arrivato. Prese l'uscita a est. Era una specie di cerchio: per essere il genere di persona che poteva accogliere Benedetta, doveva essere il genere di persona capace di riportarla indietro. Guid con un ronzio sordo in testa, attento a superare di poco il limite di velocit. Vide due cervi morti sul ciglio della strada e poi un uomo che cambiava un pneumatico forato su un pulmino con l'aria di non intendersene, circondato da un gruppetto di donne grassocce simili a piccioni sconcertati.
Super il parco giochi dove si era fermato che si era riempito di bambini dell'asilo. Intorno al collo avevano cartellini colorati con i nomi. C'era un motel, dove avrebbe potuto fermarsi a giocare con la bambina sul letto per un paio d'ore ancora, mentre lo sceriffo diramava il numero di targa del suo furgone a tutte le pattuglie della polizia stradale.
Prosegu. Benedetta dormiva.
Super l'uscita che portava all'insediamento dei Boatwright e scorse una donna grassa in calzoncini rossi che stendeva la biancheria. Sopra la lavatrice sistemata sulla veranda c'era una gabbia con dentro quello che sembrava un procione. Super l'uscita per il McGuire's e vide che il parcheggio era gi mezzo pieno, nonostante non fosse ancora l'ora di pranzo. Sul muro del garage accanto al locale qualcuno aveva scritto: Gli uomini veri amano Ges.
Sull'altro lato della strada scorse il tetto dell'autofficina di
Foster dietro un boschetto di olmi. Il Wal-Mart incombeva al fianco all'autostrada. Gli alberi si infittivano e lui usc in Rolling Hills Road, le spalle indolenzite a furia di stringere convulsamente il volante. L'erba alta striava i campi di giallo, marrone e rosso chiaro; una coppia di falchi solcava l'aria limpida. Svolt sul viale e istintivamente pens che l'erba aveva bisogno di essere tagliata. Il gatto aveva lasciato uno scoiattolo morto sulla porta della cantina. Skip si chiese chi preparasse il caff adesso che lui se n'era andato.
In fondo al viale erano parcheggiate tre auto, quella dello sceriffo tra la grande berlina che apparteneva a Lester Patton, l'avvocato della signora Blessing, e una Toyota blu che non aveva mai visto prima. La Toyota aveva un adesivo che diceva RISPETTIAMO GLI ANIMALI e un seggiolino da neonati sul sedile posteriore. Si chiese che cosa
avrebbe dovuto fare con il suo, secondo loro. Si accorse che Nadine
sbirciava da una finestra sul retro della casa, mentre si asciugava le mani con uno strofinaccio a righe: sebbene fosse trascorsa solo una settimana, gli parve di essere stato via tanto tempo. Era la stessa sensazione che provava passando davanti alla scuola elementare, come se il fantasma di lui bambino vivesse ancora l, nonostante se ne fosse andato da tempo.
Nadine apparve sulla porta di servizio e lui si ferm, aspettando che dicesse qualcosa. Gi si immaginava la sua voce che chiocciava: Grosso guaio per te. Lei invece se ne stava l a braccia conserte, la testa piegata di lato. Benedetta dormiva ancora, un peso morto sulla spalla, il labbro inferiore sporto in avanti, come se fosse contrariata dai suoi stessi sogni. Quando le pass accanto, Nadine guard la bambina alzando le sopracciglia e disse: Bella bambina, senza rancore.
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CAPITOLO 23.
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Il soggiorno era pieno di gente. Lydia Blessing era seduta in poltrona. Si alz a fatica, disse Charles in tono interrogativo, ma lui non la guard, ripensando all'oscurit affollata della stanza l'ultima volta che erano stati insieme, al suo sguardo di accusa. L'avvocato era seduto sul divano che dava le spalle alla sala; lo sceriffo stava in piedi in un angolo con la camicia cachi macchiata di sudore. Sul divano di broccato, i volti nascosti dall'ombra delle tende da sole, c'erano gli altri tre, una donna con morbidi capelli castani, occhiali e orecchini pendenti in argento, un uomo leggermente stempiato con una polo verde e la scritta
Lucky Dog sul cuore, e la ragazza tra loro. Skip sapeva che aveva diciannove anni e si chiamava Paula Benichek.
Quello che gli serviva sapere gli fu evidente in un istante: i capelli castano chiari che un tempo erano stati sicuramente biondi, il mento piccolo e appuntito che terminava con una specie di soffice bottone, il labbro superiore sottile, quello inferiore pi pieno. Somigliava a Benedetta quanto un adulto pu somigliare a un neonato. E cos, mentre la madre della ragazza protendeva le braccia verso di lui, le dita tremanti, mentre la figlia sedeva a braccia conserte con espressione scontrosa, fu sul grembo della donna pi giovane che lui depose la bambina, inclinandola in modo che riposasse in una culla naturale. Benedetta batt le palpebre, chiuse gli occhi, li riapr ed emise lo stesso grido che aveva fatto davanti ai bambini al parco giochi.
Skip prese di tasca una lettera e la pos di fianco alla giovane, che fissava Benedetta con uno sguardo sbigottito e terrorizzato. L'aveva scritta la sera prima su un foglio di carta a righe, senza pensare, agendo come faceva tutte le volte che doveva spostare un animale morto dal viale o pulire gli scarichi. Ore 6,00, cominciava, 120 grammi di
latte artificiale Isomil senza ferro (non lo digerisce). Due ore di sonno. Ore 9,30: 120 grammi. Sveglia fino alle
12,00. Non voleva dare troppe informazioni, ma per il bene della piccola voleva che fossero a conoscenza dei suoi orari e che aveva gi fatto la prima serie di vaccinazioni. Il resto avrebbero dovuto scoprirlo da soli: che dormiva tenendo il pugno vicino alla guancia, che batteva le palpebre alla luce del sole, poi starnutiva e starnutiva e sorrideva, come se le piacesse starnutire, che sollevava i piedi verso il cielo e cercava di afferrarseli con la fronte aggrottata.
Ragazzo, vorremmo ringraziarti, disse il padre della ragazza alzandosi e protendendo la mano, ma Skip alz i palmi, come se volesse scostarlo da s.
Signore, in questo momento non c' nulla che mi farebbe piacere sentirmi dire da lei. Vorrei solo dirvi che lei... che lei... Non riusc a proseguire con la gola stretta da un nodo doloroso. Chin il capo e lo scroll pi volte.
La porta della cucina sbatt.
Non permettergli di farlo! esclam Jennifer Foster dalla soglia. Non permettergli di fare questo a lei!
Non  affare tuo, la zitt Nadine.
 cos, Jennifer, disse Skip. E cos che vanno le cose.
Stronzate. E tutto sbagliato. Lo sai anche tu. Hai fatto tutto per lei e adesso che la parte difficile  finita spuntano loro e la rivogliono?
Tutte le facce erano girate verso di lui, persino Nadine, che sbirciava di nascosto dietro lo stipite della cucina.
Non c' stato niente di difficile, disse lui stancamente, togliendosi di spalla la borsa dei pannolini e posandola in terra.  stato tutto bello. Si volt e usc dalla cucina senza aggiungere altro, sal sul furgone e guid fino al
McGuire's. Abbass i finestrini quando fu in Rolling Hills Road per far uscire l'odore di talco dalla macchina, ma c'era ancora quando entr al bar; comper una confezione da sei lattine di birra, imbocc una strada di montagna e se le scol tutte. Seduto al volante, cadde nel sonno pesante e inquieto degli ubriachi. Quando si svegli, c'erano foglie gialle e arancioni sul parabrezza. Era mattina.
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CAPITOLO 24.
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Di nuovo quel suono, ostinato, e lei si gir lentamente nel letto, indolenzita, stanca morta ma per niente assonnata; prese il libro sul comodino. Sulla testata del letto era fissata una piccola lampada in ottone che Meredith le aveva regalato due anni prima per Natale.
Ce l'ho anch'io, cos posso leggere senza svegliare Eric, aveva detto quando Lydia se l'era rigirata tra le mani come faceva sempre esaminando i regali, prima di essere sicura che le piacessero davvero.
Non so perch voi due non dormiate in camere separate.
Un sacco di matrimoni si sono salvati con un pizzico di privacy, aveva borbottato, corrugando la fronte.
Lei non se ne va da nessuna parte, aveva replicato Eric, posando la mano su quella della moglie, e Lydia aveva provato quello che credeva un impulso di profonda disapprovazione ma che era semplicemente invidia.
Aveva letto quel romanzo di Agatha Christie almeno una dozzina di volte in vita sua. Era un'edizione rilegata, stampata durante la guerra. Ne era sicura, perch sul retro di copertina stava scritto Comprate obbligazioni belliche.
Siate autentici soldati della democrazia. I suoi libri, le sue fotografie, i suoi vestiti invernali: erano le prime cose che la madre aveva fatto preparare dalle cameriere e spedire a Blessing's una volta che lei si era stabilita l; il corredo necessario per l'esilio prolungato di una giovane signora di classe.
Le piaceva rileggere i libri di Agatha Christie e gli altri romanzi gialli che riempivano i ripiani di pino nel vecchio ripostiglio, perch in tutti c'era un ordine inevitabile e immutabile.
Tra gli amanti sorgeva un equivoco; i sospetti cadevano sulla persona sbagliata e un innocente veniva ucciso per nascondere il reato. Ma
alla fine, Poirot o Miss Marple, quella vecchia sciocca, avevano l'intuizione che Lydia stessa aveva avuto venti pagine prima, e tutto finiva come si deve, gli amanti riuniti, il colpevole assicurato alla giustizia, il lavoro a maglia di Miss Marple completato e i baffi di Poirot impomatati. Erano sciocchi libri senza senso, ma avevano il fascino delle scale suonate al pianoforte o delle tabelline recitate a memoria, un'assoluta prevedibilit che lei aveva imparato inconsciamente ad amare.
Una volta la sua vita era stata in tumulto e lei l'aveva riportata a una forma gestibile, con l'imposizione di un rigido ordine. Poi erano arrivati Charles e la bambina, poi la bambina se n'era andata ed era comparso il portafoglio di Sunny. L'ordine era sparito e adesso la mattina si svegliava alle prime luci argentee dell'alba con nient'altro che l'odore dolciastro dell'aria autunnale e l'occasionale richiamo di una moffetta spaventata in un campo lontano. L'aroma del caff le arrivava diverse ore dopo il risveglio, quando la forma della giornata e della sua mente erano gi state rovinate dalla sua assenza. Un giorno era scesa di sotto in camicia da notte e vestaglia per provare a farselo da s e aveva
scoperto di non saper usare nemmeno il macinacaff.
Reggendosi alla ringhiera per tornare, sconfitta, in camera e aspettare a letto la cacofonia per pentola e coperchio prodotta da Nadine, aveva scorto, nella bruma che aleggiava sulla vallata, un airone azzurro in piedi in riva al lago, esile, pallido e immobile come lei. Con un lampo il becco aveva infranto l'immagine riflessa degli alberi sulla superficie dell'acqua ed era uscito tenendo infilzata una trota arcobaleno che si dibatteva disperatamente.
Via! aveva sibilato dalla finestra del pianerottolo. Vattene.
Sci! L'enorme uccello aveva girato lentamente il capo, quasi in maniera meccanica verso il suono e aveva inghiottito il pesce con movimenti misurati.
Era ancora troppo buio per vedere qualcosa, ma le sottili strie d'argento che si muovevano sotto le nubi spostate dal vento le permettevano di capire dove fosse il centro del lago. Forse era l'airone a emettere quel suono ripetitivo.
Non sembrava il canto di un uccello, ma del resto non aveva mai sentito il richiamo di un airone; per lei erano uccelli spettrali e muti che piombavano sull'acqua per mangiare e poi svanivano come fumo. Forse uno di loro era l adesso a saccheggiare il lago; le sarebbe piaciuto accendere le luci lungo il perimetro e coglierlo di sorpresa, come se questo potesse calmare l'ansia che si sentiva dentro. Ma qualcuno aveva spento le luci e lei si vergognava di dover ammettere che, col passare degli anni, aveva dimenticato la collocazione dell'interruttore.
Che cosa facciamo se non viene? aveva chiesto agitato l'uomo con la polo seduto nel suo soggiorno.
Verr, aveva risposto lo sceriffo.
 molto in ritardo, aveva osservato la donna, guardando ancora una volta l'orologio.
Anche voi, se  per questo, era stata la brusca replica della signora Blessing e tutte le teste si erano voltate verso di lei. La ragazza aveva cominciato a tirare su col naso, poi a gemere e infine a singhiozzare. La madre la confortava mettendole una mano sulla spalla, ma lei l'aveva allontanata con un gesto nascondendosi il viso tra le mani. Soffre di asma, aveva spiegato la madre, rovistando nella borsa. Lydia si era sorpresa a pensare che il rumore che sentiva da fuori era molto simile a quello prodotto dalla ragazza, una specie di pianto dirotto e affannoso.
Non aveva offerto loro n un t n una bibita, anche se i genitori davano l'impressione di averne bisogno. Aveva odiato la loro presenza in casa sua. Persone che non ho mai conosciuto in vita mia, aveva detto a Lester Patton.
Quand'eri pi giovane hai invitato qui personaggi piuttosto chiacchierati, Lydia, aveva risposto lui, sorseggiando poco convinto l'orribile caff preparato da Nadine. Erano persone che conoscevamo, aveva obiettato lei.  una cosa del tutto diversa.
Ma entrambi sapevano che non era quella la ragione del suo risentimento. Loro avevano distrutto l'ordine che lei aveva trovato tra quei vecchi libri e quelle quattro mura.
Lo distruggevano perch la loro presenza le sarebbe dovuta risultare del tutto legittima, perch se in primavera, giusto sette mesi prima, quando i germogli dei narcisi erano appena spuntati sul terreno intorno alla porta di servizio, qualcuno le avesse detto: bene, Lydia, supponi che un giovane, celibe, senza esperienza di bambini, trovi una neonata davanti alla porta di casa e la tenga con s per allevarla come figlia sua, e supponi che sua madre si faccia avanti per reclamarla, che cosa  giusto fare? Lei sapeva che cosa avrebbe risposto.
Invece oggi sapeva che non era giusto. Aveva chiamato Lester Patton sul campo da golf, dove stava giocando una discreta partita a nove buche per la prima volta in un mese, e lo aveva sconcertato dicendogli, come sembrava destinata a fare spesso in questi giorni: Ho commesso un terribile errore. Gli aveva chiesto di trovare un modo che permettesse a Charles di tenere la bambina, di offrire dei soldi alla ragazza, di farla accusare di abbandono di minore, di aprire una causa di affidamento a suo nome. Crede ancora che il nome Blessing apra tutte le porte, aveva commentato lui con gli altri giocatori, mentre puliva le scarpe e si cambiava. Ma Lester Patton, saggiamente, per prima cosa aveva parlato con Skip e quando era arrivato a Blessing's dall'officina di Foster, si era versato un gin tonic e, con il bicchiere scivoloso tra le mani, le aveva riferito che Skip era del parere che la bambina andasse restituita. Secondo lui la bambina deve stare con la madre.
La bambina deve stare con la persona che l'ama di pi, aveva ribattuto.
La legge presume che tale persona sia quella che l'ha data alla luce.
Allora la legge non capisce niente.
Sdraiata a letto, volt una pagina e scopr di non riuscire a seguire ci che il vicario aveva scoperto andando a trovare inaspettatamente la signora di Londra che aveva affittato il cottage. Un altro grido si alz dal lago, come il tormentoso richiamo di una creatura selvatica, come la sua stessa voce che gridava, tanti anni prima: Mio fratello ha avuto un incidente. Sul comodino c'era un vecchio album di fotografie, cos vecchio che le foto, in bianco e nero, fissate da fermagli neri, erano ingiallite. In molte di esse era come se fosse stato sollevato un velo, lo stesso che copriva
gli inviti a feste, debutti, matrimoni. Adesso riusciva a vedere chiaramente: il modo in cui la spalla di Sunny toccava quella di Benny nel foyer di casa Carton; il modo in cui entrambi guardavano Lydia con il suo abito da sera, come due fratelli affettuosi; il modo in cui si guardavano sopra la testa china di Lydia. Il codice emotivo era celato sotto quello sociale.
Forse era proprio quello ci che sua madre cercava di nascondere, e non solo per se stessa, ma anche per il bene di Lydia: non la gravidanza frutto della relazione con un uomo sposato, ma il matrimonio con il ragazzo che in realt era innamorato del fratello di Lydia. Su in soffitta il suo primo pensiero era stato che l'unione con Benny fosse stata un'impostura, poi si era vergognata dell'ipocrisia della propria indignazione, dal momento che la menzogna non le era parsa tanto madornale finch era stata l'unica colpevole. Era come una farsa: si entrava da una porta per uscire dall'altra. E laddove fino a pochi anni prima sarebbe stata disgustata e amareggiata, adesso provava soltanto tristezza per quella patetica messinscena.
Tent di immaginarsi un mondo in cui loro due sedevano in riva al lago, lei e Sunny, e si confidavano a vicenda i loro segreti. Ma non era quello il mondo in cui erano cresciuti e diventati adulti. Forse lui era al corrente della sua storia con Frank Askew. Forse lo sapevano tutti. Ma l'ordine era stato preservato dal silenzio.
Guardando la giovane seduta in soggiorno tra i genitori intransigenti, in attesa che il destino la trovasse, l'idea che quel pensiero fosse solo un relitto della sua giovent svan.
Si chiese se sarebbe stato sempre cos, e se lo strascico di quel silenzio fosse sempre il rimpianto, al punto che adesso avrebbe dato qualunque cosa per gridare a Sunny, con
la stessa voce rotta del grido che risuonava nella notte buia: Raccontami i segreti del tuo cuore. Ma se l'avesse fatto, sapeva che cosa le avrebbe risposto lui, le pareva di sentirlo, nonostante i tanti anni passati da quando lo aveva trovato riverso sul pavimento del fienile, tra sangue e paglia, di sentire la sua voce strascicata: Lydie, tesoro, non essere cos drammatica.
Tanti ricordi le erano tornati alla mente da quando aveva ritrovato il portafoglio. Ricordava una notte di settantanni prima, mentre era a letto nella stanzetta in fondo al corridoio, quella azzurra con il copriletto bianco che aveva occupato fino al matrimonio. Un furgone si era fermato davanti alla casa con uno stridore di freni e di pneumatici, una portiera era stata sbattuta e lei aveva udito la voce bassa del padre e quella di un altro uomo, pi alta, sconvolta, che gridava: Tieni quel maledetto ragazzo lontano da mio figlio! Ricordava tutte le volte che Sunny era tornato a casa ammaccato o con le ossa rotte e come fosse nata la leggenda di famiglia sulla sua inclinazione a farsi male. Non mi d tanto fastidio il sapore del sangue, aveva detto una mattina dopo essere tornato col labbro rotto;
lei era rabbrividita, consapevole e nel contempo ignara.
La piccola luce gettava un cerchio dorato sulle pagine del vecchio libro, con i margini larghi e i bordi dentellati, com'era di moda tanto tempo prima. Aveva telefonato a Meredith per informarla dell'accaduto, del furto, di Charles, della bambina. E spaventoso, aveva commentato Meredith.
Sembrava un ragazzo a posto. E cos bravo con quella bambina, come pochi uomini sanno esserlo. Santo cielo, mamma, devi essertela vista proprio brutta. Qualcosa nel modo in cui Meredith aveva pronunciato l'ultima frase aveva fatto riaffiorare un ricordo in Lydia. Si rese
conto che era esattamente il genere di osservazione che avrebbe fatto lei per troncare un certo tipo di conversazione. Magari la prossima volta che Meredith sarebbe andata a trovarla si sarebbero sedute in riva al lago sulle vecchie sedie da giardino e lei le avrebbe chiesto: Dimmi, cara, quello che sai, quello che sospetti e quello che temi. E io ti dir che cosa  vero e che cosa non lo .
Ma al telefono aveva ammesso soltanto: Non mi sono ancora ripresa.
Il braccio le doleva e lei spost il libro nell'altra mano, mentre il suono fuori diventava pi forte. Scost le coperte.
Aveva girato dieci pagine senza leggerne neppure una, pens, mentre appoggiava il volume sul comodino, accanto all'orribile caraffa di cristallo per l'acqua. Era stato tipico di sua madre pensare che sarebbe stato raffinato averne una in ogni camera e spedirle dalla citt, ma per risparmiare aveva comperato oggetti dozzinali, sgraziati. L'istinto giusto, l'esecuzione sbagliata. Lydia sospir. Quant'era profondo l'addestramento di tutta una vita che la portava ancora a notare una cosa tanto insignificante come quella.
Apr la porta d'ingresso e venne investita da una folata d'aria insolitamente tiepida per ottobre. Le nubi erano sparite, la luna piena gettava una grande ombra squadrata sull'erba e trasformava la superficie del lago in uno specchio che rifletteva i salici sulla riva. Si infil la vecchia giacca da caccia del padre, si leg un foulard sui capelli e si incammin lentamente sull'erba con le pantofole da casa, fermandosi di fianco alla barca, dove il suono riecheggiava dalle montagne. Era umano, adesso ne aveva la certezza, e al pensiero che quella ragazza disgraziata, che non aveva avuto neppure il fazzoletto per soffiarsi il naso, potesse aver portato indietro la bambina, si sent invadere non da
una legittima disapprovazione, ma dalla felicit che le cose potessero tornare quelle di prima: i picnic sul prato curato, il caff della mattina, le giornate pi piene.
Jennifer, avrebbe detto, trova Charles e digli che ho una sorpresa per lui.
Si avvi lungo la sponda frastagliata del lago, terrorizzando le ultime rane rimaste nonostante i primi rigori autunnali, ma pi inseguiva la voce, pi essa sembrava allontanarsi.
Le carpe nuotavano scure appena sotto la superficie, increspando l'acqua con il dorso, e tutt'intorno era un frusciare di rumori notturni prodotti dagli animali che si muovevano guardinghi tra l'erba alta dei prati.
Quando ebbe raggiunto la sponda pi lontana, sentiva una specie di scroscio nelle orecchie, simile a quello della vecchia conchiglia usata da sua madre come fermaporta sulla lunga veranda chiusa e non sapeva pi dire con esattezza da che parte provenisse il suono. Accanto alla sorgente c'erano ancora due vecchie sedie da giardino, dove si sedeva suo padre quando era stanco di pescare. Lyds, diceva tastando con la mano quella accanto a lui, vieni a fare compagnia a questo vecchio ragazzo. Quelle sedie erano l da quasi ottant'anni; quando si rovinavano, i chiodi si allentavano e i listelli saltavano via, venivano sostituite da altre identiche e a lei non sarebbe mai venuto in mente di cambiare quella sistemazione pi di quanto avesse pensato di potersene andare da Blessing's quando voleva per ricominciare da capo. Si lasci cadere pesantemente a sedere.
La luna sopra di lei era un disco d'argento brillante.
Come un decino nuovo, aveva detto una sera Sunny, mentre erano a bordo della barchetta. La luna  molto meglio del sole. Non aveva mai pi conosciuto nessuno
che potesse pensare di dire una cosa del genere. La luna  molto meglio del sole. Le sarebbe piaciuto salire sulla barca, adesso, e sentire la marea quasi impercettibile del piccolo lago di Blessing's. Le era piaciuto tanto da bambina, quel minuscolo villaggio immerso nel verde scuro: le trote scintillanti come vetro colorato con le loro scaglie fluorescenti, le tartarughe che galleggiavano a zampe spalancate al riparo delle piante, le carpe che strappavano le alghe e ruminavano come mucche, i buffi pesci persici con gli occhi sporgenti. C'erano ancora tutti, ma lei non vedeva altro che nero e riflessi d'argento, non udiva altro che quel grido confuso, non provava altro che un dolore al cuore. Si sarebbe riposata un po', poi avrebbe trovato la bambina e tutto sarebbe tornato a posto. Avrebbe sistemato le cose in modo che tornassero quelle di prima. Reclin la testa all'indietro, verso il decino nuovo sopra di lei, gli occhi velati.
Era meglio del sole perch potevi guardarla in faccia.
Un pesce guizz fuori dall'acqua, un pipistrello si abbass radente al pontile. Un'ora pi tardi la strolaga che aveva gridato insistentemente per tutta la notte dalla palude alle sue spalle, spicc il volo sfiorando la sedia dov'era seduta.
Lei per non poteva pi vederla.
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CAPITOLO 25.
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Meredith Fox era seduta su una delle vecchie sedie da giardino quando Skip arriv. Era immobile, cos composta, che lui si chiese per un attimo se fosse rimasta l per tutto il tempo dopo il funerale. Ecco, non era stato propriamente un funerale come lo intendeva lui. Niente carro funebre, n limousine, n cimitero; solo Meredith, suo marito e la vecchia Cadillac. Un corteo di berline nere si era fermato davanti alla vecchia chiesa in pietra e ne era discesa una processione di signore avvizzite vestite di nero, donne che mostravano una qualche ineffabile somiglianza con la stessa signora Blessing. Le aveva sentite che parlottavano con Meredith sul marciapiede, analizzando gli alberi genealogici: questa era la sorella di un ragazzo che era stato a scuola col padre di Meredith, quell'altra aveva frequentato un posto chiamato Bertram un anno avanti a Lydia. Poi erano andate tutte a casa a mangiare tartine e bere t freddo. Lui non aveva partecipato al rinfresco. Non gli sembrava giusto. Ma la signora Fox lo aveva chiamato al lavoro dopo pranzo, chiedendogli di raggiungerla.
Tu, disse Nadine uscendo dalla cucina e fermandosi sui gradini mentre lui parcheggiava il furgone.
Gi.
Lei  l fuori, indic lei, pulendosi le mani su uno strofinaccio stinto. Skip immagin che adesso fosse la signora Fox la lei di Blessing's.
Raggiungendola sul prato, Skip not tutte le somiglianze che c'erano tra Meredith Fox e sua madre, non tanto nei tratti del viso, pi morbidi e meno spigolosi, ma nella postura eretta, nel modo di posare le mani sui braccioli, nel profilo delle spalle squadrate. Gli sorrise, strizzando gli occhi per il sole e si alz per stringergli la mano.
Siediti, lo invit, non con quel tono perentorio e familiare, ma come se si conoscessero da molto tempo.
Nadine l'ha trovata qui, disse Meredith guardando il lago. Mi immagino la scena. Nadine ha detto di aver chiamato subito il dottor Benjamin, ma scommetto che prima le avr gridato per un bel po' di alzarsi.
Dicono che sia stato un infarto.
Meredith scroll le spalle e si scost i capelli dalla fronte, mettendo in risalto la profonda V dell'attaccatura.
Gi. Per me non ha molta importanza come sia successo.
Aveva ottant'anni ed era sopravvissuta a tutti i suoi cari. Il padre, il fratello, la sua migliore amica. Era ancora perfettamente lucida. Non ho mai dovuto discutere con lei l'ipotesi di una casa di riposo. Per la verit, non avrei mai osato farlo in ogni caso. E in questi ultimi mesi sembrava pi felice di quanto fosse da anni.
Mi sento in colpa. Ero molto arrabbiato per quello che era successo... la polizia, Benedetta e tutto il resto. Non le ho parlato l'ultima volta che l'ho vista. Le davo la colpa di tutto.
Anch'io lo facevo, ma poi ho superato la cosa, replic Meredith. Non torturarti. Le hai portato tanta felicit. E
probabilmente capiva quello che provavi meglio di te stesso.
Nessuno era in grado di capire la legittima indignazione meglio della mamma.  sempre vissuta in uno stato di contrariet. Se non era una finestra rotta dal temporale era un fusibile saltato in garage. E ovviamente era indignata dal fatto che una persona facesse tinteggiare la casa e dopo vent'anni occorresse pitturarla di nuovo. Mi sorprende che tu sia riuscito a convincerla ad aggiustare il tetto del fienile.
Non  stato difficile.
Le piacevi.
Non saprei. Credo che le piacesse tenere in ordine questo posto.
No, le piacevi tu. L'avevi tirata fuori da se stessa per la prima volta dopo anni. Dalla morte della sua amica Jess, credo. Le piacevi e le piaceva la figlia di Nadine. Tutta la citt sa quello che ha fatto per quella ragazza, vero?
Pi o meno.
Ce l'aveva a morte con Nadine perch voleva costringerla a restare qui a Mount Mason. Diceva che la ragazza voleva diventare medico e che la madre la ostacolava, cercando di tenerla prigioniera qui in citt. Suppongo che uno degli ostacoli principali fosse il denaro. E cos la mamma ha lasciato a Jennifer i soldi per frequentare la facolt di medicina. Me lo disse lei l'anno scorso. Non sono riuscita a capire se fosse un gesto volto a offrire un futuro migliore a quella ragazza, oppure se volesse soltanto far arrabbiare Nadine.
Secondo me era un po' tutt'e due. Di sicuro ha avuto successo per quanto riguarda Nadine.
Nadine ha pianto al funerale. A volte  difficile giudicare le persone, vero? Meredith sospir. Mi spiace tanto per la tua bambina, aggiunse, accarezzando la mano di Skip.
A me spiace tanto per sua madre.
Anche lei era amareggiata per quanto era successo. Mi ha telefonato per informarmi e non l'avevo mai sentita cos triste. E mia madre non era tipo da manifestare rimpianti.
Continuo a non capire come mai si fosse affezionata tanto a quella neonata. Non aveva mai dimostrato inclinazione per i bambini, prima.
Io credo che per lei fosse un cambiamento, capisce? Le piaceva l'idea del mistero. Dovevamo fare in modo che la cosa restasse segreta per Nadine e questo le piaceva. E dovevamo nasconderla anche a lei. Mi spiace per questo.
Non importa.  ovvio che avete fallito su entrambi i fronti. Nadine lo sapeva fin dall'inizio. Continuava a telefonarmi.
Disse di averlo capito perch quando la portavi con te legata sul petto avevi la stessa andatura che aveva lei quando girava per il villaggio con Jennifer appena nata.
Suppongo che non fosse tanto positivo avere un figlio con un soldato americano, per questo lei tent di nasconderlo all'inizio. Almeno finch non decise che non gliene importava pi niente.
Ah! E noi che pensavamo di avergliela fatta. Anche Jennifer ne era convinta. Certo che  strano.
Lo sapeva fin dall'inizio. Un giorno ti aveva anche sentito sulla trasmittente che mia madre aveva lasciato accesa sul comodino. A certe persone piace mantenere i segreti.
Mia madre era una di queste. A proposito, ti ha telefonato il signor Patton?
Skip scroll la testa. La signora Fox sorrise. Allora ho
una bella sorpresa per te: ti ha lasciato il garage in usufrutto per tutta la vita.
Il garage?
Lo so, sembra pazzesco, vero? Ti ha lasciato tutto ci che contiene e il diritto di viverci per il resto della vita.
Aveva incaricato Lester Patton di redigere il documento un paio di settimane fa. Lo guard inarcando le sopracciglia.
Devo ammettere che questo render pi difficile la vendita della tenuta.
Non ha intenzione di tenerla?
E a che scopo?
Per lei. Per la famiglia.
Meredith gir lo sguardo verso il lago. La famiglia non c' pi. Io sono l'ultima, mormor.
Non lo sapevo. Ma adesso ricordo che lei ci aveva detto di non avere nipoti.
Non dubito che lo abbia fatto, ribatt Meredith con un sorriso tirato e allora lui vide la madre nel volto della figlia, nei suoi occhi, biglie azzurre bordate di acciaio. Poi lei si riscosse, sorrise e torn quella di prima. Io e mio marito abbiamo cani e cavalli e ci bastano. Abbiamo una casa in Virginia perfetta per gli uni e per gli altri. Non voglio vivere qui, non mi sembra giusto. Ricordo mio nonno con questo luogo. Tutta l'impresa aveva un che di irreale, di fallimentare in un certo senso. Aveva acquistato una mandria di vacche. Che cosa ne sapeva lui di vacche? E il granturco seminato un'estate? Ero una bambina quando mor e poi andai a scuola lontano. Non credo di aver trascorso qui pi di un mese alla volta in seguito. Non riesco a immaginare chi possa desiderare un posto cos grande. Ci sono otto camere da letto e la caldaia deve avere come minimo cinquant'anni. Forse qualcuno che vuole aprire un bed
and breakfast, che sar perseguitato dal fantasma di mia madre per i ninnoli e le decorazioni che metter in cucina.
Oppure qualcuno come mio nonno, che vuole venire qui nei fine settimana e giocare al gentiluomo di campagna.
Oppure una famiglia numerosa a cui piace la privacy. Penso che mi piacerebbe sapere che ci abita gente felice.
Io sono stato felice qui.
 meraviglioso. E lo sar ancora, spero.
Non credo di voler passare il resto della mia vita nell'appartamento sopra la rimessa.
Non dimenticare il suo contenuto. Hai ereditato un tosaerba, venti pale, un aratro, una Cadillac e una cinquantina di scatoloni di cianfrusaglie che sono in soffitta.
Posso tenere la Cadillac?
Lei scoppi a ridere. La sua era una risata profonda, viscerale, come non ne aveva mai udite da Lydia, n aveva mai immaginato potessero esistere. Gli fece pensare che suo padre dovesse essere stato ben diverso da come appariva nella foto in salotto, con l'uniforme, la bocca morbida e il mento sfuggente. Non mi stupisce che le piacessi, disse. La macchina  tua. Anche il tosaerba. Se ci vieni incontro potremo pagarti per svuotare il garage e calcoleremo un forfait in cambio della tua quota di rendita vitalizia.
Oh, se lo pu tenere e basta.
No, no. La mamma mi perseguiterebbe per l'eternit.
Lo far comunque, ma sarebbe una persecuzione doppia se ti portassi via il garage.
Meredith era legata alla vecchia casa pi di quanto credesse, come Skip aveva scoperto capita spesso alle persone.
Aveva preso dal garage uno scatolone di abitini da neonato in lino, grinzosi come il viso della signora Blessing, e
una raccolta malandata di libri illustrati per bambini e li aveva portati nella grande casa. Aveva etichettato i due scatoloni perch venissero spediti a casa sua in Virginia, poi aveva riposto tutte le fotografie in salotto e anche il copriletto di ciniglia in camera della madre.
Quando non era seduta in riva al lago, lui l'aveva vista aggirarsi per le stanze, con un blocco di carta e un foglio di etichette adesive, a mettere contrassegni su questo cassettone o quella sedia, in modo che la ditta di traslochi sapesse che cosa spedirle e che cosa mandare all'asta a New York. A mezzogiorno era arrivata Jennifer con una grossa borsa; lui aveva visto la luce accesa sulla veranda laterale e aveva capito che stavano pranzando insieme, parlando a tavola come un tempo avevano fatto con la signora Blessing.
Sopra il camino della biblioteca c'era un dipinto a olio che raffigurava un intrico di alberi scuri protesi su un terreno paludoso con un cielo giallo e minaccioso alle loro spalle. Lydia lo aveva lasciato a Jennifer, insieme al piccolo scrittoio dove sbrigava sempre la corrispondenza e a un numero di certificati di deposito sufficienti a pagarsi il college e la specializzazione.
Finalmente andrai all'universit, disse Skip quando Jennifer usc per caricare in macchina il dipinto con la cornice dorata.
Lei scroll il capo. Manca ancora un anno. Prima devo finire la scuola qui. Rester nei paraggi. Ti offrir il pranzo.
Scommetto che tutti immaginano che possa permettermelo adesso. Parlano di me, vero?
Gi.
Ci sono abituata. E poi, penso che fosse proprio questo il punto: smuovere un po' le acque.
Io credo che il punto fosse farti fare ci che vuoi. Skip
rimase un attimo a pensare. Ma probabilmente anche smuovere le acque.
Allora posso invitarti a pranzo un giorno?
Pu darsi, rispose Skip.
Sar strano senza di lei, disse Jennifer, mettendosi a singhiozzare di colpo. Skip l'abbracci e le accarezz la schiena e anche questo le suscit dei ricordi, facendola piangere pi forte. Quando si stacc da lui sorrideva.
Scommetto che adesso quando diciamo lei intendiamo tutt'e due le lei, giusto?
Credo di s.
Ti manca?
Quale delle due?
Jennifer Foster si asciug gli occhi. Era una domanda sciocca. Non fare mai una domanda di cui conosci gi la risposta.
Come l'hanno presa i tuoi genitori? domand Skip.
Che cosa ho appena detto? Non fare mai una domanda di cui conosci gi la risposta.
Gli mancava? Non era ci che provava, come qualcosa di caro e delicato, bordato d'oro come i piatti della signora Blessing che tintinnavano lievi. A
volte il rombo del motore, oppure il canto smorzato dei grilli sotto il manto di foglie sempre pi spesso, o soltanto il ronzio nella sua testa, lo cullavano nella sensazione che non fosse cambiato niente.
La mattina significava macinare caff e riempire biberon.
Mezzogiorno significava il lampo del binocolo dalla grande casa e il lungo sonnellino nella culla sopra la rimessa.
Uno dei vantaggi di una vita ordinata era che l'ordine assumeva una vita propria, tanto che gli riusciva quasi di immaginare le cose rimaste come prima, governate non dal caso n dal destino, ma dal movimento regolare delle lancette della vecchia sveglia.
Ma c'erano anche le mattine in cui si svegliava nell'appartamento sopra l'officina di Foster in preda alla confusione, con la sensazione di aver immaginato qualcosa di tanto terribile da non poter essere vero. Poi la cortina di sonno veniva spazzata via e in pochi secondi qualcosa di
opprimente e affilato prendeva forma sotto il suo sterno, come se fosse stato accoltellato. Non riusciva a mangiare, faticava persino a respirare. Aveva gli occhi cerchiati e la sua andatura si incurvava senza che se ne rendesse conto.
Non sapeva con sicurezza nemmeno quale delle due perdite avvertisse, o se fossero le due messe insieme a dargli l'impressione di nuotare nel fango quando dormiva, di sognare a occhi aperti, di vivere a met.
Nelle lente e beate giornate di quella lunga estate non avrebbe mai pensato che un giorno sarebbe arrivato a ringraziare Dio di non dover pi andare a Blessing's. Ma adesso lo fece, mentre percorreva di nuovo il viale, parcheggiava, saliva le scale dell'appartamento guardando le foglie accartocciate del noce sparse sull'erba vicino al lago.
Sarebbe stata l'ora di rastrellarle, ma non l'avrebbe fatto lui. Tutto quello che gli restava da fare era esaminare il materiale della soffitta e decidere che cosa tenere per s. La rimessa e il suo contenuto. Era sicuro che avrebbe finito per prendere gli attrezzi, l'automobile e la vecchia poltrona imbottita che ormai conosceva il contorno del suo corpo.
Una volta salito in soffitta, tuttavia, si rese conto di aver ereditato un tesoro di vestiti vecchi, sedie rotte, libri macchiati dall'umidit e dozzine di scatoloni. Avrebbe dovuto esaminare tutto quanto e fare la cernita tra ci che poteva interessare alla signora Fox, ci che poteva essere dato via e gli oggetti in condizioni sufficientemente buone per essere venduti all'asta.
L'appartamento aveva gi l'aria polverosa di un posto disabitato. Prima del suo arrivo, qualcuno aveva messo via la culla e ripiegato le coperte sul cassettone della camera posteriore. Si immaginava Nadine
che armeggiava rumorosamente, scrollando la testa, la chioma nera fremente di indignazione. Meglio che non ti avvicini a casa mia, aveva detto tetro Craig Foster. Skip lavorava fino a tardi e anche Craig si fermava fino alle otto o le nove, cercando di evitare di frapporsi tra due donne testarde e contrariate messe l'una contro l'altra da una terza, ora defunta.
Skip avvolse con del nastro adesivo le poche cose che pensava di riuscire a portare gi dalle scale della rimessa e su per quelle dell'appartamento sopra l'officina. Magari poteva affittare un posto in quei magazzini specializzati per riporre il lungo tavolo di quercia che sarebbe stato bene in una cucina, se mai ne avesse avuta una. Gli scatoloni accanto alla finestra li avrebbe portati di sotto per la signora Fox. Dai pochi aperti si era reso conto che contenevano vecchie cose che era giusto restassero con lei, fotografie di famiglia, cianfrusaglie, vestiti dall'aria di essere stati ripiegati e messi via in un'alta vita.
La pila di scatoloni sigillati era in ombra contro una delle lunghe pareti spioventi senza finestre. Avevano tutti quelle vecchie etichette postali, belle per la verit, con gli angoli smussati e i bordi rossi sbiaditi. Simpson's Fine Textiles c'era scritto in corsivo. Prese una taglierina e ne apr uno. Dentro c'era una pezza di stoffa rosso chiaro a fiori dorati. Lo scatolone successivo conteneva del tessuto bianco a pois azzurri. In un altro c'era del velluto verde scuro e un altro tessuto che aveva gi visto ma di cui non conosceva il nome, tutto striato come se ci fosse stata versata sopra dell'acqua.
Lo sollev e guard sul fondo.
Cazzo, esclam.
C'erano diciassette scatoloni e quando ebbe finito di aprirli tutti,
scopr di avere diciassette pezze di stoffa assortite e, a occhio e croce, qualcosa come settantamila dollari in vecchie banconote da venti. La cosa strana era che solo due scatoloni apparivano gi aperti, senza che fosse stato toccato niente. Scese di sotto, mangi un panino al tonno con un'acqua minerale comprati in un bar di Main Street, cont di nuovo, mangi un sacchetto di patatine e cambi l'olio al tosaerba.
Cazzo, ripet, sedendosi sul tosaerba con un piede in terra per puntellarsi. Pens a come sarebbe rimasta sconvolta la signora Blessing all'udire le parolacce che aveva causato lei stessa, e poi che forse, suo malgrado, l'avrebbero divertita. Ma che diavolo aveva in mente?
Parlava come il padre di Jennifer. Per prima cosa quella mattina aveva portato la vecchia Cadillac all'officina di Craig Foster, con l'idea di metterci le mani nella pausa del pranzo, e magari di fare il cambio con il suo furgone. Non riesco ancora a capire che cosa aveva in mente, erano state le prime parole di Craig all'arrivo di Skip. Non ci avrei creduto nemmeno tra un milione di anni.
Che mi avrebbe lasciato la Cadillac?
Sai bene di che cosa parlo. Non l'avrei mai creduto.
L'aveva ripetuto almeno venti volte nel corso della prima giornata di lavoro dopo la lettura del testamento.
E come mai?
Come mai, come mai. Lo sai quanti soldi ha lasciato a quella ragazza? Sai quanto costa frequentare un college privato e poi la scuola di medicina? Una cifra spaventosa.
Scusami, ma  una cifra spaventosa. E oltre a Jenny, sembrava che anche tu andassi d'accordo con lei pi di chiunque altro. Secondo te, che diavolo aveva in mente?
Craig Foster era diacono della chiesa presbiteriana, un uomo che ai picnic beveva solo limonata, chiamava le
donne signora e una volta aveva licenziato un ragazzo perch teneva un calendario os nell'armadietto, anche se gli armadietti dei meccanici erano pi o meno il luogo deputato dei calendari os. Quel giorno aveva ripetuto che diavolo pi di quanto avesse fatto in cinque anni messi insieme.
Credo che Jennifer le piacesse molto.
Senti, tu mi piaci. Ti ho dato un lavoro e un posto dove vivere a un prezzo decente. Ma non ti ho dato una piccola fortuna.
Forse per lei non era una piccola fortuna. Aveva molti soldi.
Scusami, sai, figliolo, ma quella donna era tirchia peggio di uno scozzese, come diceva mia nonna. Il motivo per cui non mettevo le mani sulla sua macchina era che quando ci avevo provato e le avevo chiesto centoquarantaquattro dollari per la batteria, che come sai  il costo vivo per me, mi disse che la volevo imbrogliare. E adesso ha lasciato a quella ragazza una somma sufficiente a comperarsi una fabbrica di batterie per auto, che per pu usare esclusivamente per l'istruzione. Sai che cosa dice la gente in citt? Dicono che Nadine l'aveva circuita. Ti rendi conto?
A quelle parole Skip era scoppiato a ridere. Rideva, rideva e non riusciva a smettere e quando aveva cercato di riprendersi, gli era venuta in mente l'immagine di Lydia seduta impettita in poltrona, di Nadine fumante di rabbia, e di loro due che si parlavano come se fossero le opposte rappresentanti di una sanguinosa faida familiare cinquantenaria.
Tutte le volte che il signor Foster ripeteva la parola circuire lui ricominciava a ridere fino a farsi venire le lacrime
agli occhi. Era grato della presenza di Craig, perch se fosse stato solo alla fine sarebbe crollato, e il suo cuore spezzato sarebbe traboccato lungo le guance, nelle sue mani sporche di grasso e screpolate, dove lui avrebbe dovuto guardarlo per la prima volta. Ancora non era pronto per farlo, non riusciva a guardare un neonato al supermercato n a vederne uno in televisione, n a ricordare anche solo per un istante il profumo di Benedetta e il suo modo di stringergli il pollice mentre le dava il biberon. In tutta la sua vita aveva affrontato molte piccole disgrazie, ma una grande era diverso, molto peggio di quanto poteva permettersi di provare in una volta sola.
E glien'erano capitate due grandi una dopo l'altra, perch il pensiero di Benedetta richiamava sempre quello dell'anziana signora e il suo modo di tenere alta la testa, che, almeno per un po', l'aveva convinto che la dignit fosse non soltanto possibile, ma anche semplice. Le aveva amate entrambe.
Cos, mentre si asciugava le lacrime dal viso, fingendo che fossero causate dal riso, imbrattandosi con due mezzelune nere di olio per motore sotto gli occhi, aveva mormorato soltanto: Non so ancora perch, ma quella vecchia signora mi piaceva davvero.
Ti capisco, sai, ma continuo a chiedermi che cosa avesse in mente.  una piccola fortuna, da qualunque parte la guardi.
Io credo che le piacesse che le persone fossero in grado di fare ci che volevano, aveva detto alla fine.
Se  cos, non  questo il modo in cui va il mondo, aveva replicato Craig Foster.
Non  questo il modo in cui va il mondo, pens Skip, mentre scendeva dal tosaerba, tornava in soffitta e guardava ancora una volta dentro gli scatoloni. Per qualche motivo tutto quel denaro non gli sembrava vero, come succede per quello dei film, oppure per quei soldi falsi che vendevano quando era bambino, quelli da lasciare sul marciapiede legati a un filo da tirare via quando qualcuno si chinava a raccoglierli. Forse era per questo che continuava a fare avanti e indietro; aspettava che glieli portassero via.
Stava scendendo la sera, l'illuminazione esterna si accese automaticamente, mentre i contorni degli oggetti in soffitta si sgranavano e gli scatoloni aperti sembravano contenere soltanto ombre grigie, la loro promessa evaporata insieme alla luce. L'unica cosa ancora ben visibile era una vecchia paglietta appoggiata sopra un armadio, cos chiara e dorata da sembrare accesa nella penombra, come la barchetta che galleggiava in mezzo al lago con i remi abbandonati nell'acqua e che si scorgeva dall'abbaino. A bordo c'era la signora Fox.
Skip ud un suono, il tonfo di una portiera che si chiudeva, e Meredith alz lentamente la testa, come se fosse stata ridestata dalle proprie riflessioni mentre era in mezzo al lago. Quando lui arriv in fondo alle scale dell'appartamento, scorse una figura che dapprima non riconobbe, con le spalle rivolte verso le ultime luci del giorno. Poi si accorse che era quella ragazza. Quella strega, quella sgualdrina, quell'essere cos abominevole da non poter essere definito a parole, quella Paula, che lui aveva giurato in cuor suo di non chiamare mai madre. Paula Benichek si scost una lunga ciocca di capelli dal viso, si guard le scarpe, poi alz gli occhi su di lui e li riabbass subito. Il cuore di Skip si gonfi e poi torn a svuotarsi quando vide le sue braccia vuote.
Ricordo questi gradini, disse lei.
Lui si sentiva sciocco a mostrarsi gentile con lei, ma non gli veniva in mente nient'altro da fare, n per quale altra ragione lei potesse trovarsi l se non per gentilezza. Negli ultimi giorni l'aveva trasformata in una creatura perfida e malvagia, e invece era solo una ragazza, senza meta, tranquilla, un po' sperduta. Le mostr la camera dove aveva dormito con Benedetta e il rimorchio provvisorio attaccato al tosaerba dove l'aveva coricata e il marsupio dove aveva dormito mentre lui tagliava l'erba. Non era molto, in realt, e gli fece capire che la neonata aveva trascorso con lui solo una minima parte della sua vita. In un libro c'era scritto che prima degli otto mesi i bambini non sono in grado di riconoscere le persone. Lo disse alla ragazza adesso e, mentre lo diceva, si sent diventare invisibile nella vita della bambina, come la bruma mattutina del lago che veniva spazzata via dal calore del sole.
Lei portava un paio di cerchietti d'argento alle orecchie e ci giocherellava, nervosa, come se fosse venuta per una ragione precisa e lui non la stesse soddisfacendo. Aveva il naso piccolo, con una gobbetta, e gli occhi un po' distanziati.
I capelli, castani chiari alla radice, erano tinti sulle punte di uno sconsiderato rosso ruggine, una di quelle colorazioni assurde che Skip si era sempre chiesto come facessero a piacere alle ragazze. Chiss se la signora Blessing se n'era accorta. Non le sarebbe piaciuto. E poi aveva anche le unghie rosicchiate.
Non ho ancora avuto occasione di ringraziarti, disse lei alla fine, sedendosi nel salotto dell'appartamento sopra la rimessa e guardando il lago morbidamente illuminato dalla luna.
Chiunque avrebbe fatto la stessa cosa.
Non riesco ancora a credere di essermi comportata cos.  stata una stupidaggine. Ma in quel momento ci sembrava...
non so, di poter cancellare quello che era stato fatto.
Non sarebbe stato possibile comunque.
Mia madre  presissima da lei. Sta pensando di cominciare a lavorare mezza giornata per dedicarle pi tempo.
Anch'io star a casa e frequenter solo un paio di corsi per un anno o due. Ancora non so bene.
E il padre?
Lei fece una piccola esclamazione sprezzante e addolorata.
Non me lo chiedere.
Un bastardo.
Un testa di cazzo.
Andr tutto bene. E una bambina davvero brava, lo dicevano tutti. Skip non si capacitava di essere cos gentile, finch non si rese conto che era la sua unica scelta. Questa era la madre di Benedetta. Era il futuro di Benedetta.
Prov un brivido nella schiena.
La ragazza non se ne accorse. Si stava staccando una pellicina dall'unghia. La signora Blessing non avrebbe apprezzato neanche questo. Certo che c' un sacco da fare, sai, disse infine lei. Non credo che le mie amiche se ne rendano conto. Ecco, per esempio, non  che puoi prendere la macchina e andartene al centro commerciale. C' il seggiolino e la borsa con il cambio e poi devi portarti il passeggino. Non puoi andartene dove ti pare senza pensieri, sai? Gi, scommetto che lo sai bene. So di dover sembrare incredibilmente stupida ed egoista a dire tutte queste cose proprio a te.
Ti ci abituerai. Sono passate solo un paio di settimane.
Forse s. Mia madre continua a tormentarmi perch le trovi un nome. Penso che la chiamer Samantha.
Ma  un nome da soap opera.
Allora tu come la chiamavi?
Non te l'hanno detto? Benedetta. Si chiama Benedetta.
Non ho mai conosciuto nessuno con questo nome.
 il suo nome, ribatt lui, la voce indurita.
La riaccompagn di sotto. Nell'armadio di sopra c'era lo scatolone e la camicia di flanella con il fermacapelli e una maglietta con scritto Il tesoro di pap che Jennifer aveva comprato al centro commerciale, e un ciuffo di trifoglio secco che Benedetta aveva strappato dal prato e sei macchine fotografiche usa e getta piene di foto. Skip non era disposto a dar via niente di tutto ci. Era gi cos poco.
Ben presto il profumo sarebbe scomparso dalle sue magliette, la sensazione sarebbe sparita dalle sue mani. E gli sarebbe rimasto solo quello. Forse l'aveva saputo fin dall'inizio.
Forse ogni singola fotografia era stato un modo per dire clic, clic, ciao, ciao. Ti amer per sempre.
Una volta fuori lei si gir, un po' ansimante, e disse: In realt non ero venuta per scaricare i miei problemi su di te.
Volevo solo dirti che qualche volta passer a trovarti con lei. Magari un paio di volte al mese. Potete anche venirci a trovare. Lei potrebbe giocare con te. Magari te la potrei lasciare, per non essere d'impiccio.
Te la caverai benissimo.
Allora posso portartela? Solo per una visitina?
Lui scosse la testa. Non la trovo una buona idea. Potrebbe restare confusa. I bambini hanno bisogno di chiarezza, sai.
Ma se venissi ugualmente da queste parti?
Non mi tratterr qui ancora per molto.
Che cos'hai intenzione di fare?
Non ne sono sicuro al cento per cento, ma vorrei comperarmi una
casetta da qualche parte. E mentre lo diceva cap che era vero. Aveva il denaro. Si sarebbe comperato una casa. Magari avrebbe iniziato un'attivit in proprio.
Giardinaggio. Sarebbe stato bello. Avrebbe potuto fare quello che aveva fatto l, tosare e potare e tenere le cose vive e prospere. Giardini Cuddy. Non esistono alberi troppo alti. Non esistono prati troppo grandi.
Come? disse a Paula Benichek e nella testa gli risuon una voce: Charles, l'espressione corretta : Come ha detto, scusi?
Ti ho chiesto dove acquisterai la casa. In California? In Florida? Molti amici miei vogliono trasferirsi in Florida.
Lui scosse di nuovo il capo. Preferisco rimanere nei dintorni. Mi piace qui.
Lei aveva l'aria contrariata quando risal in macchina, come se le cose non fossero finite nella maniera che si era aspettata. Forse era una di quelle ragazze che avevano sempre quell'espressione. Skip ne aveva conosciute tante.
Sperava che Benedetta non sarebbe diventata cos. Un anno fa avrebbe preso la piega risentita della bocca di questa ragazza, le unghie rosicchiate e gli occhi socchiusi come un presagio, una profezia sicura come quella che i Boatwright generavano sempre altri Boatwright. Ma adesso pensava a Jennifer Foster o a Meredith Fox. Pensava a Skip Cuddy, che in quattro mesi era riuscito a fare con una neonata trovata in uno scatolone ci che suo padre, a quanto ne sapeva, non aveva raggiunto in tutta la vita. La maggior parte delle persone diventa come ci si aspetta. Ma non tutte. Sicuramente non tutte.
Prova a guardarla, mormor, chinandosi sul finestrino.
Prova a guardarla come se non fosse tua, come se non l'avessi mai
vista prima. Fa un sacco di cose incredibili. E cambiano in
continuazione. Cio, guardarla muovere le braccia e le gambe  una delle cose pi belle che tu possa fare.
Lei si strinse nelle spalle. Se ci tenevi tanto a lei, perch l'hai lasciata?
Io non l'ho lasciata. Tu l'hai lasciata. Io l'ho restituita.
...
.
...
CAPITOLO 26.
...
.
...
Era il tardo pomeriggio del 2 novembre e Meredith Fox era seduta sulla veranda anteriore della grande casa di Blessing's. Aveva chiesto a Skip di lasciare le due sedie a dondolo ai lati della porta d'ingresso e si spingeva avanti e indietro in una di esse aiutandosi col tallone.
Dopo tutti gli anni trascorsi, quel movimento le sembrava ancora sproporzionatamente soporifero. La sedia scricchiolava ritmicamente. I noci avevano perso tutte le foglie e le querce li stavano imitando. I crisantemi gialli e dorati lungo i sentieri si stavano scurendo leggermente.
Meredith sarebbe entrata in casa all'arrivo dell'agente immobiliare, non prima. Era gi stata dentro case vuote in passato. Aveva camminato per le stanze della grande casa di Newport, dopo che i nonni Carton erano morti a sei mesi di distanza l'una dall'altro. Il vuoto delle stanze nelle quali un tempo si era vissuti era opprimente pi di qualunque altra esperienza avesse fatto in vita sua, e non perch fossero abitate da fantasmi, come aveva scherzato con Skip Cuddy, al contrario... perch non lo erano. I dialoghi, le discussioni, i lunghi silenzi tesi, le lacrime: tutto era scomparso in
maniera definitiva e ineluttabile. Un cimitero  un luogo di quiete. Ma era qui, dove una volta c'era stata la vita, che la morte si avvertiva con maggiore intensit.
Ricordava di aver chiesto una volta alla madre perch avesse smesso le sue passeggiate notturne intorno al lago, sul sentiero di dietro, fino alla stalla e nei campi. Vedendo l'espressione di Lydia quando aveva nominato la stalla, aveva capito e aveva aggiunto dolcemente: Sono passati pi di dieci anni, mamma. Dubito che il fantasma di zio Sunny possa disturbarti.
Io non credo ai fantasmi, aveva risposto Lydia, con un gelo e un tremito nella voce.
Adesso capiva il significato di quelle parole. I morti ti abbandonano; i fantasmi sono soltanto tra i vivi. Meredith era una persona perspicace, lo era sempre stata. Da bambina era cos tranquilla che spesso gli adulti si dimenticavano della sua presenza nella stanza accanto, e in questo modo era venuta a sapere diverse cose che, come aveva scoperto in seguito, sua madre credeva le fossero rimaste nascoste. Aveva saputo che i genitori di alcune sue compagne di classe disdegnavano la sua parentela con i Blessing, mentre quelli delle poche amiche di Mount Mason ne erano estasiati. In diverse occasioni le era capitato di sentire definire suo zio un finocchio e sua madre una reclusa. La signora Foster la lasciava sgattaiolare su nella soffitta sopra il garage quando la madre era in collera ed era stato l, in uno scatolone pieno di vestiti di seta e di raso con le gonne strette e lunghe, che aveva trovato il certificato di matrimonio dei genitori e, facendo i calcoli, aveva intuito che sua madre doveva essere gi incinta quando si era sposata prima della partenza del padre per la guerra. Suo marito Eric diceva che c'era un segreto nel cuore di ogni famiglia.
Il suo era stato la mancanza di denaro e il fatto che l'enorme casa di Winnetka dov'era cresciuto aveva nove camere da letto, cinque delle quali senza nemmeno un mobile all'interno.
Se qualcuno ci entrava per caso durante una festa, la madre spiegava sempre che si era stancata della carta da parati, del letto e del cassettone di prima e che aveva deciso di cambiare arredamento. Secondo me non le credeva nessuno, aveva confidato a Meredith con una risata.
In apparenza lei aveva sempre saputo che una parte del suo segreto era il matrimonio dei genitori. Era il fantasma della casa. Nonna, secondo te mamma e pap si amavano molto molto? aveva chiesto un giorno a nonna Carton e gli occhi dell'anziana donna si erano riempiti di lacrime e l'aveva presa in braccio, anche se Meredith era ormai troppo grande per questo.
Tua madre si  mai risposata? Va mai fuori a cena con degli uomini in citt?  mai venuto qualcuno a stabilirsi in casa vostra?
Quando aveva scrollato la testa, il profumo della nonna, lo stesso che Meredith usava adesso nelle occasioni speciali, si era diffuso lieve intorno a loro, come un ricordo.
Allora, tesoro mio, vedi che hai gi la risposta?
Ecco la lezione della sua vita: la fedelt era tutto. In seguito si era resa conto che la nonna aveva fatto in modo di non rispondere direttamente a quella domanda, ma di toccare un tema pi grande e in apparenza pi importante.
Sua madre era stata la pi fedele delle figlie, delle mogli, delle sorelle, delle madri, preservata nell'ambra di quello splendido luogo nascosto e dimenticato.
Una delle ragazze a scuola mi ha chiesto perch io mi chiamo Carton e tu invece Blessing, aveva detto un giorno mentre pranzavano insieme all'amica della madre Jess
e a due delle sue figlie. Insalata di pollo, t freddo, torta margherita. Il pranzo in compagnia di sua madre. Fedelt.
Mi sorprende il modo in cui certe persone si sentano in diritto di commentare i fatti altrui, aveva replicato Lydia.
Oh, Lydia, per amor del cielo, aveva detto Jess. Che razza di risposta ? Ecco la verit, Merry: questa casa si chiama Blessing's e tua madre  stata la signorina Lydia Blessing per cos tanto tempo che un posto come Mount Mason non  in grado di accettare un cambiamento. E la cosa non riguarda solo lei. Alcuni negozianti in citt continuano a chiamarmi Jessie Thornton anche se non sono pi Jessie Thornton da quindici anni. Scommetto che se casa mia si chiamasse Thornton, continuerei a essere chiamata cos anch'io. Di' alla tua amica che tua madre si  stabilita in maniera definitiva in un luogo dove non cambia mai assolutamente niente.
Non  proprio amica mia, aveva precisato Meredith.
Volevo ben dire, aveva commentato sua madre.
Oh, certo che c'erano stati dei fantasmi in casa a quell'epoca: lo spettro del palpabile disprezzo della nonna per il nonno, lo spettro della bonomia goliardica del nonno, gli spiriti senza nome e senza volto di suo padre e del matrimonio e degli sbalzi d'umore di Sunny e della disapprovazione di sua madre. Ricordava l'andirivieni degli ospiti e i fantasmi dei loro bisbigli, degli sbuffi e dei gemiti. Era stato un luogo peculiare per una bambina.
Sposalo! aveva detto Jess il venerd successivo al Ringraziamento, quando aveva portato a casa Eric, mentre lui era a tirare al piattello in riva al torrente insieme al marito e ai figli di Jess.
 un giudizio affrettato, aveva obiettato la madre freddamente.
Ti prego, Lydie. L'hai vista in faccia quando lo guarda?
Oh, quello. Come aveva fatto a capire perfettamente che cosa voleva dire la madre con quelle due parole? Era perch ricordava la data sul certificato di matrimonio, il conto dei mesi fatto sulle dita, lo sforzo di immaginare Lydia Blessing costretta a fare qualcosa che forse non voleva fare, oppure obbligata a compiere qualcosa di sporco e umiliante? Il viso di Meredith era arrossito violentemente sotto la massa di capelli fulvi, soprattutto perch, la notte del loro arrivo, lei ed Eric avevano compiuto il fatto, come
lo chiamavano le ragazze al college, su una coperta sulla riva pi lontana del lago, approfittando dell'insolito tepore.
Lui sarebbe voluto andare sul fienile nella stalla. L no, gli aveva risposto Meredith.
A volte pensava che fosse stato il suo matrimonio a salvarla.
Non c'erano fantasmi a occuparlo, era un luogo di grande pace e anche di passione. Lei non aveva previsto di restare senza figli, ma non aveva pianto per i bambini mai avuti, forse perch, quasi senza rendersene conto, aveva passato tanto tempo a piangere la madre che non aveva mai avuto e il padre, anche.
Quando si era stabilita a casa della madre dopo il primo ictus, aveva girato le camere sul retro in cerca di qualcosa da leggere e aveva trovato una vecchia serie di volumi intitolati L'Enciclopedia della madre. Li aveva tirati fuori a caso, si era seduta nella nicchia della finestra e aveva letto ammonimenti senza pretese su cereali, aria fresca e scarpe col tacco. Dopo tre volumi, aveva trovato una sezione fittamente sottolineata a matita, un capitolo di Il lavoro di madre intitolato Si pu forzare l'amore? Ne ricordava
il contenuto quasi parola per parola. La madre, poverina,  spaventata da se stessa perch non desidera il figlio; si
sente una criminale e crede che nessun'altra donna sia mai stata come lei; forse si  persino augurata che morisse, e invece adesso  qui, tenero e roseo, che scalcia e le rivolge dolci e buffi versolini.
Eccolo, il fantasma di sua madre e suo, la madre costretta, la figlia indesiderata. La tristezza che aveva provato quel giorno l'aveva preparata alla tristezza che avvertiva adesso, come se si fosse persa qualcosa di un soffio. Dopo il funerale aveva preso accordi affinch tutti i libri di quella stanza venissero inviati a un negozio di libri usati di New York.
L'agente immobiliare percorse lentamente il viale d'accesso.
Aveva una bella macchina, pi bella di quella di Meredith, pensata per trainare i rimorchi per i cavalli e per arrampicarsi sulla neve. Gli agenti immobiliari avevano sempre belle automobili, allo stesso modo in cui la casa pi bella della citt veniva sempre adibita a impresa di pompe funebri. Il lago era illuminato e i vetri delle finestre cos lucidi da provocare un bagliore accecante quando i fari della macchina li colpirono. Skip e Nadine avevano lavorato insieme una settimana per lasciare la casa in quello stato.
Anche il garage era stato svuotato. Eric aveva aiutato Skip a gestire i problemi logistici creati da tutto quel contante senza sapere dove metterlo n dove investirlo. Era pi difficile di quanto si potesse pensare, versare in banca tutti quei soldi in vecchie banconote senza che nessuno facesse storie.
Si comportano come se quel povero ragazzo avesse scoperto il riscatto Lindbergh, aveva detto il marito, mentre passeggiavano intorno al lago tenendosi per mano.
Quella era un'altra delle cose che aveva saputo: l'esistenza di quel
denaro. Sapeva gi che Skip era un bravo ragazzo, ma ne aveva avuto la
conferma quando era andato da lei a raccontarle, quasi come una confessione, di tutti quegli scatoloni pieni di banconote trovati in soffitta. Immagino che lei volesse che li tenessi tu, gli aveva detto.
Insieme alla Cadillac. Meredith stessa aveva trovato quegli scatoloni da bambina, durante una delle giornate in cui la signora Foster le permetteva di salire in soffitta. Ovviamente non era stato il caso di parlarne con la madre, altrimenti ci sarebbero state domande e accuse, la signora Foster sarebbe finita nei guai e lei pure. Dopo il matrimonio, Meredith aveva scoperto di essere facoltosa, e dopo la morte dei nonni di essere ricca. Adesso, ovviamente, lo era ancora di pi. Chiss che cosa ne sarebbe stato di tutti quei soldi alla sua morte, ultima discendente dei Blessing e dei Carton. Magari ne avrebbe lasciata una parte alla Bertram, oppure all'ospedale di Mount Mason.
L'agente immobiliare portava una cartella e una ventiquattrore di pelle con le iniziali d'oro. Sua madre aveva sempre detestato i monogrammi troppo vistosi. Che razza di persona ha bisogno di andare in giro con il proprio nome in bella vista? diceva sempre. Tollerava le iniziali ricamate sui polsini delle camicie da uomo e il monogramma sulla sua biancheria perch era bianco su bianco. L'oro, invece? Mai e poi mai.
Meraviglioso, disse l'agente immobiliare, una bionda con occhi e colori da bruna. Assolutamente meraviglioso.
Sembra una cartolina.
Lo , replic Meredith convinta. La casa bianca, le tende a strisce, la stalla marrone, l'acqua d'argento, le colline verdi. Chiunque avesse visitato Blessing's lo aveva trovato un luogo a parte, lei compresa. Quando aveva sparso le ceneri della madre dalla barchetta in
mezzo al lago, si era aspettata di vederle brillare nell'aria come quelle di Sunny.
Ma quando aveva trovato la forza di aprire l'urna, era gi scesa la notte e le ceneri erano quasi invisibili nell'oscurit, mentre galleggiavano sulla superficie del lago e poi affondavano lentamente sott'acqua. Sulla sponda pi lontana aveva scorto un airone, il suo colore grigio-azzurro che si fondeva con il cielo notturno. Il grande uccello aveva aperto le ali, chinato la testa verso terra e spiccato il volo. Lei aveva alzato la testa per guardarlo e quando era tornata a fissare il lago, la superficie dell'acqua era di nuovo immobile.
Non ci sono fiori pi belli di questi in questa stagione, disse l'agente immobiliare esaminando le file di crisantemi.
Secondo lei dovremmo togliere il cartello in cima al viale? le chiese Meredith mentre apriva la porta d'ingresso.
Perch?
Ma, immagino che questo posto non si chiamer pi Blessing's d'ora in poi.
No, rispose la donna. Lo lasci dov'. Alla gente piace l'idea di un luogo con un nome.
...
.
...
FINE.